Archivi tag: Milano

Un ricordo di Paolo Limiti

Paolo Limiti (Ansa.it)

Ci ha lasciato ieri, martedì 27 giugno, uno degli ultimi gentlemen della televisione italiana, Paolo Limiti (Milano, 1940), affabile conduttore la cui profonda conoscenza di ogni settore dello spettacolo, musica e cinema in particolare, trovava esternazione attraverso una genuina e coinvolgente affabulazione pop, capace, fra ironia e mitezza dei toni, anche di far digerire qualche strascico kitsch (il pupazzo dalle forme canine Floradora), ma anche poliedrico autore televisivo (Rischiatutto, fra gli altri) e raffinato paroliere, dando vita in quest’ultima veste a splendide canzoni, quali Bugiardo e incosciente o La voce del silenzio, rese celebri dalle vibranti interpretazioni di Mina. Il suo prezioso compito di custode e divulgatore della memoria continuerà anche dopo la morte: nel maggio dello scorso anno Limiti fece dono alla Cineteca di Milano della sua imponente collezione relativa al mondo della Settima Arte di libri, monografie, film, cimeli, memorabilia, collezioni complete di riviste cinematografiche italiane e straniere, che, dopo la catalogazione, sarà consultabile nei prossimi mesi alla Biblioteca di Morando.

Milano, Cinema “Spazio Oberdan”: in anteprima “Pina Bausch a Roma”

Al Cinema Spazio Oberdan di Milano, dal 21 al 28 giugno, Fondazione Cineteca Italiana presenterà in anteprima Pina Bausch a Roma di Graziano Graziani e Ilaria Scarpa, documentario che investiga lo straordinario rapporto della coreografa con la città eterna a cui ha dedicato due spettacoli, Viktor (1986) e O Dido (1999).
Scomparsa nel 2009, Pina Bausch, genio e mito della danza, massima esponente del Tanztheater (teatrodanza) tedesco, ha fatto innamorare del suo lavoro registi come Fellini, Almodovar e Wenders. La Roma di Pina Bausch è scandita da pranzi in trattoria, incursioni in sale da ballo popolari, passeggiate al mercato della frutta, nelle periferie multietniche, nei campi Rom, nelle serate in locali transgender e circoli di cultura omossessuale.
A ricordare quel periodo, i ricordi di alcuni testimoni eccellenti fra i quali: Matteo Garrone, Vladimir Luxuria, Andrés Neumann.
In occasione della prima proiezione del documentario, sarà riproposto Cafe Műller, ripresa filmata dello storico spettacolo di Pina Bausch del 1978 con musiche tratte da The Fairy Queen e Dido and Aeneas di Henry Purcell.

*****************************************

Mercoledì 21 giugno ore 21: Pina Bausch a Roma (Regia: Graziano Graziani, Ilaria Scarpa. Interpreti: Pina Bausch, Matteo Garrone, Mario Martone, Leonetta Bentivoglio, Cristiana Morganti, Andrés Neumann. Italia, 2015, 58’). Cafe Műller (Regia: Pina Bausch. Interpreti: P. Bausch, Malou Airaudo, Dominique Mercy, Jan Minarik, Nazareth Panadero. Germania, 1985, 50)’.

Sabato 24 giugno ore 17.30: Pina Bausch a Roma –Replica. Lunedì 26 giugno ore 19.30: Pina Bausch a Roma – Replica. Martedì 27 giugno ore 17.00:Pina Bausch a Roma – Replica.Mercoledì 28 giugno ore 19.30: Pina Bausch a Roma –Replica.

 Informazioni: info@cinetecamilano.it www.cinetecamilano.it

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: omaggio a Jonathan Demme ed “Estate Tabacchi 2017”

Jonathan Demme

Ha preso il via ieri, venerdì 16 giugno, con la proiezione di Philadelphia, che fece ottenere a Tom Hanks l’Oscar come Miglior attore protagonista,   al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di  Fondazione Cineteca Italiana, Omaggio a Jonathan Demme, rassegna dedicata al regista, sceneggiatore e produttore statunitense scomparso lo scorso aprile, un autore che ha abbracciato diversi generi cinematografici, rivisitandoli e spesso miscelandone le diverse caratteristiche in forza di uno stile del tutto personale, idoneo a portare in scena visionarietà e cura formale (il ricorso ai piani ravvicinati e alla soggettiva), grazie anche all’apporto di una “sana” e collaudata artigianalità. Mantenendosi in felice equilibrio fra  produzioni degli studios e quelle indipendenti, fiction e documentario, Demme ha posto al centro delle proprie opere l’individuo, l’essere umano, a muoversi sullo sfondo di un’America la cui società guardava al futuro senza comunque dimenticare il proprio passato. La rassegna, in cui è compresa anche l’ultima opera di Demme, Dove eravamo rimasti,  si concluderà domenica 2 luglio, con The Manchurian Candidate. Inoltre, sempre dalla giornata di ieri, al MIC ha preso il via, per concludersi il  25 agosto  (dal martedì al venerdì alle ore 21.00), la rassegna Estate Tabacchi 2017, con i migliori film della stagione 2016-2017, incursioni musicali negli anni Settanta, proiezioni di film muti con accompagnamento musicale live e aperitivi sulla Terrazza MIC.  Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: omaggio ad Andrzej Zulawski

Andrzej Zulawski

Al Cinema Spazio Oberdan di Milano Fondazione Cineteca Italiana proporrà da oggi, mercoledì 14 giugno, e fino  a domenica 2 luglio, un omaggio a uno degli autori più originali, discussi e interessanti del panorama europeo dagli anni ’70 in avanti, il polacco Andrzej Zulawski, scomparso nel febbraio 2016.
Sei i lungometraggi in rassegna, fra i quali l’ultimo lavoro di Zulawski, Cosmos, Pardo d’Oro per la miglior regia al 68mo Festival del film  Locarno nel 2015 e presentato in anteprima italiana. Tratto dall’omonimo romanzo di Witold Gombrowicz, Cosmos ha rappresentato per Zulawski il ritorno al cinema dopo 15 anni di assenza.
Un film sciarada, un mosaico di citazioni cinematografiche, letterarie, teatrali, il cui linguaggio rimanda al surrealismo storico e al teatro dell’assurdo. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: omaggio a Michelangelo Antonioni

Michelangelo Antonioni

Dal 5 al 13 giugno al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana proporrà, in occasione dei dieci anni dalla scomparsa (30 luglio 2007), un omaggio a Michelangelo Antonioni, uno dei massimi registi di ogni tempo e fra gli inventori della modernità cinematografica.
Sin dal suo esordio (Cronaca di un amore, 1950), dopo le attività di critico cinematografico, assistente alla regia, cosceneggiatore ed una serie di cortometraggi, Antonioni ha infatti saputo rinnovare l’estetica neorealista, per poi inserirsi, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, con stile assolutamente personale, nella grande onda di sperimentazione linguistica che vide coinvolte varie cinematografie europee, rappresentando per il nostro cinema uno dei primi passi verso una necessaria modernità, da un punto di vista estetico, formale e di linguaggio.
Se nella citata opera prima imbastiva su una struttura di genere, il giallo, una costruzione particolare, attenta all’interazione ambiente-personaggi ed idonea a soffermarsi sulle sfumature psicologiche di quest’ultimi, piegando il linguaggio cinematografico all’esigenza di descriverne il disagio esistenziale nel continuare la vita di sempre, tra trasformazione ed evoluzione, dopo I vinti, 1952, e La signora senza camelie lo stile di Antonioni appariva definitivamente volto ad un’espressività autonoma ed originale. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “Aki Kaurismaki in 35 mm”

Aki Kaurismaki

“Forse ho pensato di fare cinema perché non sono capace di nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno su e giù per le vie del centro di Helsinki cercando di rimediare i soldi per bere, ma era sempre più difficile trovarne.
Allora ci siamo detti: cominciamo a fare film.
Uno ha chiesto: su cosa?.
Io ho risposto: su questo schifo che è la nostra vita”.
Questo il racconto del regista finlandese Aki Kaurismaki riguardo ciò che lo spinse al suo esordio, esternazione attraversata da quella stessa ironia che caratterizza tutti i suoi film, laconici, essenziali, a tratti surreali e attraversati da una commovente malinconia, autentici capolavori come l’appena uscito L’altro volto della speranza, che sarà proiettato in versione originale con sottotitoli italiani nel corso della rassegna Aki Kaurismaki in 35 mm presentata da Fondazione Cineteca Italiana al Cinema Spazio Oberdan di Milano, iniziata ieri, lunedì 22 maggio, con la proiezione di Ho affittato un killer e Le luci della sera. Conclusione domenica 4 giugno, per un omaggio composto da tredici film, di cui dieci verranno proiettati in pellicola 35mm. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Gabriele Salvatores in 35 mm”

Gabriele Salvatores (Viva Cinema)

Dal 19 maggio al 4 giugno al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenta Gabriele Salvatores in 35 mm, una panoramica sulla cinematografia di Gabriele Salvatores, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, per ripercorrere la carriera del regista di Mediterraneo, Oscar come Miglior Film Straniero nel 1991, attraverso i suoi più bei film, proiettati esclusivamente in pellicola 35mm.
Diplomatosi all’Accademia d’Arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, Salvatores nel 1972 fu tra i fondatori del Teatro dell’Elfo, dirigendo quindi numerosi spettacoli, come Sogno di una notte d’estate, musical tratto da Shakespeare, che nel 1983 trasporrà in film, suo esordio cinematografico; dopo Kamikazen ultima notte a Milano, 1987, conobbe il successo con Marrakech Express, 1989, primo titolo di una ideale trilogia, insieme a Turnè, 1990, e il citato Mediterraneo, 1991, dedicata alla sua generazione, offendo visualizzazione allo scontro fra l’utopia di un mondo migliore e le nuove realtà del terzo millennio. Da qui in poi sarà un susseguirsi di opere sempre diverse, idonee ad evidenziare l’abilità di un regista come Salvatores, la sua mai sopita voglia di sperimentare ed innovare, a costo di lasciare spiazzati ad ogni nuova realizzazione; l’apertura della rassegna è affidata a Io non ho paura (2003), ottimo adattamento del romanzo di Niccolò Ammaniti che rivela dietro l’apparente semplicità dei fatti uno sguardo acuto su temi come il rapporto tra bambini e adulti, i riti di passaggio da un’età all’altra e la perdita dell’innocenza. Continua a leggere