“Character Wow: il personaggio animato” sarà il tema del XIX Future Film Festival

nientepopcorn_future_film_festival_2016_bologna-1024x535La diciannovesima edizione del Future Film Festival, che si terrà a Bologna dal 2 al 7 maggio 2017, avrà come tema Character Wow: il personaggio animato. Tramite film, convegni, laboratori e tante altre novità che saranno rese note nei prossimi mesi, verrà data risposta alle domande su come si crea un personaggio, come lo si faccia muovere per dargli vita e personalità ed infine su come possa essere condizionante nei suoi confronti la scelta della tecnica di animazione; l’immagine simbolo del festival è in lavorazione, la curerà l’artista e grafico brasiliano Beto Shibata, ospite del FFF nel 2012, in occasione del focus Brazilian Motion Graphics.

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema:tre film per la “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”

3-dicembreOggi, sabato 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, a Milano, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana organizza tre proiezioni volte ad affrontare tre aspetti diversi della disabilità: visiva, uditiva e motoria.
Ad aprire la programmazione alle ore 15 Gli occhi della notte (1967) di Terence Young, thriller con protagonista Audrey Hepburn nei panni di Susy, rimasta cieca in seguito ad un incidente, che si ritroverà invischiata in un losco affare da cui però proprio grazie alla sensibilità dovuta alla cecità riuscirà ad uscirne.
Alle ore 17 sarà la volta de La famiglia Bélier (2014) di Eric Lartigau, commedia francese campione di incassi in patria, un film che racconta la storia di una famiglia di sordi coniugando con perfetto equilibrio risate, lacrime, pregiudizi e canzoni. A chiusura della giornata, alle ore 19, verrà proiettato The Sessions (2012), storia d’amore fra un giornalista costretto a vivere in un polmone d’acciaio a causa della poliomielite (John Hawkes) e una terapista (Helen Hunt), un film pulito, delicato, diretto da Ben Lewin, anche lui affetto da poliomielite.

Il cittadino illustre

locandina_bbokkqe_jpg_1400x0_q85Presentato, in Concorso, alla 73ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia, dove ha conseguito la Coppa Volpi al Miglior Attore Protagonista (Oscar Martinez) e il Premio Giovani Giurati del Vittorio Veneto Film Festival, Il cittadino illustre, battente bandiera argentina, è uno di quei film che non ti stancheresti mai di vedere e rivedere, merito in primo luogo di un calibrato lavoro di scrittura (Andrés Duprat), ulteriormente esaltato da uno stile di regia (Gastón Duprat e Mariano Cohn) asciutto, essenziale, “pulito”, idoneo a concedere risalto tanto alla narrazione in sé quanto alla naturale ed empatica caratterizzazione offerta dal citato Martinez nei panni dello scrittore Daniel Mantovani, originario di Salas, un piccolo paese della provincia di Buenos Aires, dal quale si è allontanato ormai da più di trent’anni.
In tale lasso di tempo le sue aspirazioni si sono ampiamente realizzate, tanti libri baciati dal successo fino al conseguimento del Premio Nobel per la Letteratura, cui seguiranno però cinque anni d’inattività, una crisi d’ispirazione già paventata nel discorso d’accettazione del prestigioso riconoscimento.
Apatico e disilluso, vediamo Daniel rifiutare ogni invito a presentazioni, dibattiti, conferenze, fin quando la sua segretaria non gli presenta una lettera che giunge proprio dal paese natale, il Comune lo vorrebbe insignire del titolo di Cittadino illustre. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “Marcello come here!”

Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni

Dall’1 al 23 dicembre a Milano, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Marcello come here! Omaggio in 16 film a Marcello Mastroianni, una rassegna di sedici interpretazioni scelte nella sterminata filmografia dell’attore che è stato a lungo il volto per antonomasia del cinema italiano nel mondo, e dirette da sedici registi diversi. Dai suoi primi ruoli d’ensemble in Vita da cani (1950) e I soliti ignoti (1958) sotto la direzione di Monicelli, alla sua consacrazione da protagonista, con titoli come Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti, tratto dall’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij e Il bell’Antonio, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati. Attore di formazione teatrale (frequentò la scuola di  Visconti), Mastroianni ha offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di carattterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività. Ha alternato ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, sempre abbracciando un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato. Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine.
Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola). Continua a leggere

Assenza e perdita

arton67740“Fa male l’assenza? No. Fa male la perdita. Che è altro dall’assenza.
La perdita sa cosa ha perso.
L’assenza può essere un vago sentore, un’emozione senza corpo e senza suono di qualcosa che manca e che non ho, ma che non so cos’è. La perdita, è quella che provo io, perché lo so. Ed è peggio dell’assenza.
Perché quello che conoscevo e che tenevo fra le dita non c’è più.
Non sarà più. È la stessa differenza che c’è fra Ray Charles e Stevie Wonder. Stevie è cieco dalla nascita, Ray c’è diventato.
Ray sa cos’è vederci, Stevie no. Ray ha provato la perdita. Stevie l’assenza. Stevie sta meglio di Ray. Ci metto la mano sul fuoco.”
( Il vicequestore Rocco Schiavone rivolto alla moglie Marina, da Non è stagione di Antonio Manzini, Sellerio Editore, 2015)

34mo Torino Film Festival: il palmarès

100620-manifesto34tff_vertSi è conclusa ieri sera, sabato 26 novembre, con la cerimonia di premiazione presso il Cinema Reposi, la 34ma edizione del Torino Film Festival, per la direzione artistica di Emanuela Martini. Oggi, domenica 27 novembre, nelle tre sale del Cinema Massimo saranno replicati alcuni dei film premiati. Di seguito, riporto il palmarès completo della kermesse torinese.

Torino 34. La Giuria di Torino 34 – Concorso Internazionale Lungometraggi, composta da Ed Lachman (USA, presidente), Don McKellar (Canada), Mariette Rissenbeek (Germania), Adrian Sitaru (Romania), Hadas Yaron (Israele), ha assegnato i seguenti premi:

Miglior film (€ 15.000)- Juan Zeng Zhe / The Donor (Qiwu Zang, Cina, 2016).
“Siamo onorati di assegnare il premio a un film così meravigliosamente penetrante e così poetico nella narrazione, nella performance, nella comprensione del mondo in cui proviamo a vivere. Pensiamo di aver trovato una nuova voce del cinema cinese che ci arricchirà tutti. Grazie”. Continua a leggere

34mo Torino Film Festival: i premi collaterali

torino-film-festival-480x384Riporto di seguito i nomi dei vincitori dei premi collaterali, con le relative motivazioni, della 34esima edizione del Torino Film Festival, assegnati oggi, sabato 26 novembre.

Premio Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts.
La Giuria composta dagli allievi e dalle allieve del College di Cinema ha assegnato il premio Miglior sceneggiatura Torino 34 a Lady Macbeth (UK, 2016, William Oldroyd): “Una trasposizione libera, in apparenza elegante, in profondità crudele. Una discesa dentro un potere femminile che vuole guadagnarsi la libertà in nome di un amore ossessivo. Immagini sobrie, essenziali. Una chiarezza di esposizione per raccontare l’oscurità interiore”. Premio Achille Valdata. La Giuria, composta da Igor Catrano, Paola Giachello, Paola Mariotto, Giuliana Prestipino, Alessia Scarsella, Silvia Stola, Sabina Tibaldeschi, lettori di Torino Sette, ha assegnato il premio Miglior film di Torino 34 a Wind Sind die Flut / We Are the Tide (Germania, 2016, Sebastian Hilger) “Per aver saputo trasmettere attraverso la potenza delle immagini e l’equilibrio di generi un messaggio positivo per le nuove generazioni”. Continua a leggere