Ant-Man / Mission: Impossible-Rogue Nation, intrattenimento, azione ed ironia

Ant-ManLa visione di due film a pochi giorni di distanza, Ant-Man e Mission: Impossible-Rogue Nation, ha fatto sì che, una volta tanto, uscissi dalla sala cinematografica con il sorriso sulle labbra e la testa sgombra, momentaneamente, dai quotidiani affanni, lieto di aver assistito a delle buone realizzazioni, capaci d’intrattenere in virtù di una spettacolarità non del tutto spaccona ed esibizionista, anzi piuttosto funzionale alla narrazione e, soprattutto, permeata da una buona dose d’ironia. Ant Man nella sua struttura ad incastro con le precedenti e future pellicole incentrate sull’universo fumettistico Marvel, mi ha ricordato i serial in stile cliffhanger realizzati per il cinema, propri della Hollywood degli albori, mentre Mission: Impossible-Rogue Nation nella sua esibita miscela, “agitata non mescolata”, di humour, azione e tensione, ha sollecitato la rimembranza delle migliori gesta bondiane.
Iniziando da Ant-Man, nutrivo non pochi dubbi sulla buona riuscita del film, viste le difficoltà di realizzazione, che hanno comportato il passaggio di consegne dall’originario Edgar Wright (il cui nome risulta comunque fra gli sceneggiatori, insieme a Joe Cornish, Adam McKay e Paul Rudd) a Peyton Reed. Continua a leggere

Un ricordo di Wes Craven (1939-2015)

 Wes Craven

Wes Craven

Ci lascia il regista, sceneggiatore e produttore Wes Craven (Wesley Earl, Cleveland, Ohio, 1939), morto ieri, domenica 30 agosto, a Los Angeles, fra gli innovatori del genere horror a partire dagli anni Settanta, quando con Last House On The Left (L’ultima casa a sinistra, 1972) esordì alla regia, dopo essersi laureato in Lettere e Filosofia a Baltimora e aver svolto vari lavori (professore di lettere, chitarrista in un gruppo rock e tassista a New York).
Classica pellicola a basso costo, particolarmente controversa, la citata opera d’esordio (ispirata a La fontana della vergine, Jungfrukällan, 1960, Ingmar Bergman) delineava già lo stile proprio di Craven, ovvero narrare, sfruttando il senso disturbante di un esplicito ed esibito raccapriccio, l’insinuante violenza propria di certe città della provincia americana, magari lontane dall’attenzione del governo centrale.  Qui le classiche famiglie borghesi, turbate dal dover affrontare fantasmi ed incubi sempre presenti, con varie ripercussioni, all’interno della struttura sociale (gli strascichi della guerra in Vietnam erano ben evidenti),  possono ricorrere anche alla giustizia privata in forma di brutale,  simbolica, esecuzione di massa. Continua a leggere

Venezia 72: al regista statunitense Jonathan Demme il “Persol Tribute to Visionary Talent Award 2015”

11783682_1485111335114579_2098068885_oLa Biennale di Venezia e Persol hanno annunciato oggi, venerdì 28 agosto, il conferimento al regista statunitense Jonathan Demme del Persol Tribute to Visionary Talent Award della 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre), dove il cineasta è Presidente di Giuria, nella sezione Orizzonti.
La consegna del riconoscimento avrà luogo giovedì 3 settembre alle ore 15 in Sala Darsena (Lido di Venezia). Il Direttore della Mostra, Alberto Barbera, nel commentare il riconoscimento, ha esaltato l’abilità propria di Demme nell’abbracciare diversi generi cinematografici, rivisitandoli e spesso miscelandone le diverse caratteristiche, sempre mantenendo fermo il suo stile del tutto personale nel mettere in campo visionarietà e cura formale: “Jonathan Demme è parte di quella generazione di autori cinefili che hanno rivoluzionato Hollywood negli anni Settanta. Continua a leggere

Il terzo uomo (The Third Man, 1949)

TERZO UOMOSi apre oggi, giovedì 27 agosto, con il ritorno, nelle sale aderenti all’iniziativa, di The Third Man – Il terzo uomo, nella versione restaurata in 4K da Studiocanal, la terza stagione del progetto Il Cinema Ritrovato al Cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna e Circuito Cinema per riportare in sala i grandi classici restaurati.
Il restauro della pellicola ha avuto la sua prima mondiale a maggio, al 68mo Festival di Cannes, mentre la prima italiana si è svolta il 28 giugno a Bologna, nell’ambito della XXIX edizione del festival Il Cinema Ritrovato, sempre promosso dalla Cineteca di Bologna.
Fra le punte di diamante tanto del genere noir, quanto del cinema inglese, cult movie il cui fascino è cresciuto nel tempo, Il terzo uomo nasce da una particolare e felice concatenazione di eventi. In primo luogo la sceneggiatura avvincente dello scrittore Graham Greene, cui collaborarono Orson Welles, anche magistrale interprete, e il regista del film Carol Reed (ambedue non accreditati). Quest’ ultimo fu particolarmente abile nell’avallare mistero ed introspezione psicologica, sfruttando lo scenario postbellico della città di Vienna, ripresa con un obiettivo grandangolare in ogni suo anfratto, anche il più insignificante, in particolare le fogne, sorta di seconda metropoli, metafora di qualsivoglia sordida attività umana che si svolge nell’ombra dell’ambiguità e della doppiezza morale. Continua a leggere

Venezia 72: tributo al regista messicano Arturo Ripstein

Arturo Ripstein

Arturo Ripstein

La Biennale di Venezia ha annunciato oggi, mercoledì 26 agosto, la consegna di una targa speciale ad Arturo Ripstein per celebrare il cinquantesimo anno di attività del grande cineasta messicano.
La cerimonia si terrà in occasione della presentazione alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del suo nuovo film, La calle de la amargura, prima della proiezione, prevista per le ore 22.00 di giovedì 10 settembre, in Sala Grande. Nato a Città del Messico nel 1943, Ripstein ha dato vita, insieme a Felipe Cazals e Rafael Castanedo, al gruppo Cine Indipendente de México, prediligendo in particolar modo un’idea di cinema volta alla sperimentazione, offrendo quindi spazio ad un particolare linguaggio filmico che nel corso degli anni ha attinto dalla tragedia popolare, rielaborata attraverso il genere del melodramma, come ha ricordato il Direttore della Mostra Alberto Barbera nel commentare l’assegnazione del suddetto riconoscimento: Continua a leggere

Rocca Imperiale (CS): proiezione del docufilm “Bomb! Burning Fantasy”

locandina-corso-filmstudio-romaQuesta sera, mercoledì 26 agosto, a Rocca Imperiale (CS), presso il Castello Svevo, alle ore 21.30, verrà proiettato il docufilm Bomb! Burning Fantasy (Bomb! Fantasia in fiamme), dedicato all’opera del poeta della Beat Generation Gregory Corso, di origini calabresi. Interpreti Nick Mancuso, Ray Abruzzo, Elisabetta Pozzi e John Savage.
Regia di Matteo Scarfò.
La proiezione del docufilm, che è stato selezionato al Toronto Indipendent Film Festival (10-19 settembre), rientra nel cartellone del VII Festival Internazionale di Poesia Il Federiciano.

Milano: “WOW, Dante che MITO!”- L’Inferno secondo Luigi Maio tra i gironi di Doré, Disney e Dossi

dante-loc-bassa-724x1024Nata da un’idea di Luigi Maio, Musicattore® e Disegnattore®, sarà inaugurata il 12 settembre, a Milano, presso WOW Spazio Fumetto (Viale Campania, 12) la mostra WOW, Dante che MITO!, la quale segna l’inizio di una sinergica collaborazione tra WOW Spazio Fumetto/Fondazione Franco Fossati, Fondazione Antonio Mazzotta, MITO Settembre Musica e Fondazione Amadeus. L’esposizione, infatti, rende attivo un gemellaggio con lo spettacolo Inferno da Camera – in Taverna coi Ghiottoni, che andrà in scena per Festival MITO Settembre Musica 2015 il 20 settembre, al Teatro Sala Fontana del capoluogo lombardo.
Il progetto delineato da Maio si presenta quindi come un triplice omaggio (grafico – teatrale – musicale) al Sommo Poeta nel 750° anniversario della nascita, certamente originale e completo, considerandone la simultaneità disciplinare. Maio, partendo dal tema di cibo e nutrizione caro a Expo 2015 – ma secondo l’ottica rovesciata e ironica dei diavoli d’Alighieri– ritrae demoni e golosi Nel mezzo d’una tavola imbandita, come iniziano le parodiche terzine di quest’ “opera da recitare”, secondo la definizione di Martina Mazzotta, curatrice della mostra insieme a Luigi F. Bona. Continua a leggere