Milano, Spazio Oberdan: Omaggio a Peter Greenaway

Peter Greenaway

Peter Greenaway

Da oggi, lunedì 2 marzo, e fino a giovedì 19, a Milano, presso Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2), Fondazione Cineteca Italiana e Lo Scrittoio presenteranno, per la prima volta al cinema nel capoluogo lombardo, dopo una tournée nei teatri italiani (CRT Milano, Teatro Bellini di Napoli e Teatro Argentina di Roma), Goltzius & the Pelican Company, l’ultimo film del visionario Peter Greenaway, distribuito da Lo Scrittoio e Maremosso. Con l’occasione verranno riproposti altri sette capolavori del celebre regista inglese, il quale nella suddetta pellicola sperimenta tutte le forme espressive frequentate nell’arco della sua carriera: video arte, pittura, teatro, musica e architettura si fondono in un’opera che è affresco dell’epoca che stiamo vivendo, nella quale – secondo l’autore – abbiamo una nuova trinità: smartphone, laptop e videocamera. Continua a leggere

Elogio della diversità

yyIo mi vorrei trasformare in un girasole più che in ogni altra cosa: sono così alti e così semplici… Tu che fiore vorresti essere?
“Non lo so. Una di queste margherite, per esempio”.
Perchè?
“Perchè sono tutte uguali”.
Ah ah… Lo dici tu! Guarda: certe sono più piccole, certe sono più grosse, certe pendono a sinistra, certe a destra, certe sono bruttine perché hanno perduto i petali. Sono una diversa dall’altra, e si vede benissimo. Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale”.

Ruth Gordon e  Bud Cort

Ruth Gordon e Bud Cort

Estratto da un dialogo fra l’anziana Maude (Ruth Gordon) e il giovane Harold (Bud Cort), dal film Harold and Maude, diretto da Hal Hashby nel 1971, su sceneggiatura di Colin Higgins. Ad avviso di chi scrive un intenso e del tutto particolare inno alla vita, ai suoi valori più intensamente umanistici, questi ultimi da (ri)scoprire giorno per giorno, come antidoto ad ogni stortura creata da certe sovrastrutture, impalcate in virtù di convenzioni e rigidi parametri comportamentali.

Un ricordo di Leonard Nimoy

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L’ultimo tweet di Leonard Nimoy (fonte: repubblica.it), il popolare Signor Spock di Star Trek, una delle più esemplari identificazioni fra uomo e maschera, personaggio pubblico e ruolo interpretato, che ci ha lasciato ieri, venerdì 27 febbraio.

Nimoy fu attore in numerosi film a partire dagli anni ’50 (Assalto alla terra, Them!, ’54, Gordon Douglas), nonchè regista (il titolo più famoso, ne diresse dodici, resta Tre scapoli e un bebè, 3 Men and a Baby, ’85, remake del francese Tre uomini e una culla, Trois hommes et un couffin, ’85, Coline Serreau).

A life is like a garden. Perfects moments can be had, but not preserved, except in memory. LLAP. (Live Long and Prosper, il celebre saluto accompagnato dal gesto della mano a dita unite, NdR).

Non ci resta che piangere (1984)

1Tornerà nelle sale dal 2 al 4 marzo in versione restaurata e rimasterizzata, grazie all’apporto di Mediaset, Melampo, Film&Video e Lucky Red, Non ci resta che piangere, vero e proprio film di culto nell’ambito della cinematografia di casa nostra, almeno ad avviso di chi scrive, una di quelle pellicole capaci di sfidare il tempo, mantenendo salda l’invidiabile capacità di permearsi nell’immaginario collettivo, fra battute e situazioni difficili da dimenticare, con le prime ormai entrate a far parte del lessico comune, spesso in guisa di ironico contrappunto. Il compianto Massimo Troisi e il folletto Roberto Benigni, autori di regia, soggetto e sceneggiatura (quest’ultima ha visto anche la collaborazione di Giuseppe Bertolucci), oltre che principali interpreti, diedero vita, ben 30 anni addietro (l’uscita nelle sale ebbe luogo il 21 dicembre 1984), ad una realizzazione sinceramente divertita e divertente, allegra, spensierata, genuinamente folle, mai volgare, libera da schemi o sovrastrutture, da valutare, oggi come ieri, mettendo da parte qualsivoglia disquisizione squisitamente cinematografica. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2015: le cinquine dei documentari

ffasfasIl SNGCI, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, ha comunicato nei giorni scorsi le cinquine dei documentari in concorso per il Nastro d’Argento, che verrà assegnato martedì 3 marzo presso la Casa del Cinema di Roma.
I premi dell’anno, incentrati sulla fotografia del paese che il cinema del reale ha scattato attraverso società, quotidianità, memoria, non solo politica, sono stati attribuiti a Italy in a Day (Gabriele Salvatores), Felice chi è diverso (Gianni Amelio) e Quando c’era Berlinguer (Walter Veltroni).
Un premio speciale sarà attribuito a Jacopo Quadri per La scuola d’estate, documentario sulla formazione teatrale con Luca Ronconi.
I titoli sono stati selezionati dal Direttivo Nazionale del SNGCI, che ha concluso il proprio mandato con la fine dello scorso anno, mentre premi e finalisti sono stati in seguito decisi dal nuovo Direttivo, nell’ambito dei documentari presentati nei più importanti festival (poi usciti in sala o in dvd, o andati in onda su una rete tv) fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2014. Continua a leggere

“Miss(ing) Italia (Immagine della donna)”, secondo appuntamento su YouTube per le lezioni-concerto di Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Appuntamento sabato 28 febbraio sul Canale CLDclaudeproductions di YouTube (con rinvio via link al sito dell’autore e a quello del Liceo Mascheroni di Bergamo) per la seconda parte delle lezioni -concerto sull’Unità d’Italia tenute dal Prof. Claudio Sottocornola con gli studenti del Liceo scientifico L. Mascheroni nel 2011, presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo, nell’ambito del corso Una notte in Italia per la Terza Università di Bergamo, recentemente pubblicate su chiavetta USB.
Dopo La chiamavano Bocca di Rosa (Cantautori) del 31 gennaio scorso, ora è la volta di Miss(ing) Italia (Immagine della donna), performance incentrata sull’evoluzione della femminilità nel costume e nella società attraverso la canzone e le sue interpreti.


Grazie a dei veri propri classici moderni come Quello che le donne non dicono (Ruggeri –Schiavoni), resa nota dall’intensa interpretazione di Fiorella Mannoia, o di un passato neanche poi tanto lontano (Grazie dei fior, Panzeri-Testoni-Seracini, cantata da Nilla Pizzi al Festival di Sanremo del ’51), verrà offerta una particolare analisi relativa all’evoluzione dell’immagine femminile, nell’affabulante confluenza di cui è capace il filosofo del pop fra canzoni e dissertazione storica. Nell’imminenza della data dell’8 marzo, ecco dunque la proposizione di approfondimenti relativi alla mutazione sociale e del costume nel Secondo Novecento, fra testi, melodie, interpreti, che sono diventate vere icone dell’immaginario collettivo femminile, cui si sono ispirate donne di diverse generazioni nel ripensare la propria immagine, il proprio vissuto, il proprio modo di raccontarlo. Continua a leggere

Festival Internazionale del Film di Roma: Antonio Monda è il nuovo Direttore Artistico

Antonio Monda

Antonio Monda

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cinema per Roma, composto dal Presidente Piera Detassis (in rappresentanza del Comune di Roma) e da Laura Delli Colli (in rappresentanza della Regione Lazio), Giancarlo Cremonesi (Camera di Commercio), Carlo Fuortes (Musica per Roma), Roberto Cicutto (Istituto Luce Cinecittà), ha nominato ieri, lunedì 23 febbraio, Antonio Monda, scrittore e docente universitario, curatore di celebri retrospettive presso le più prestigiose istituzioni culturali americane, Direttore Artistico del Festival Internazionale del Film di Roma che quest’anno giunge alla decima edizione.

9yu9yu9“Sono molto lusingato e onorato per questa nomina e ringrazio tutti coloro che hanno avuto fiducia in me – ha detto Antonio Monda – Mi aspetta un’avventura impegnativa e bellissima. D’accordo con Piera Detassis ho l’intenzione di riportare questa magnifica realtà all’idea originaria di Festa: non festival, quindi, ma una celebrazione appassionata del cinema, nella sua duplice realtà di arte e industria. In questa occasione un pensiero pieno di affetto e gratitudine va a Gillo Pontecorvo, che venti anni fa ha avuto fiducia in me e mi ha chiesto di organizzare le prime retrospettive al MoMA, il Lincoln Center e il Guggenheim“.