Closed

Un ragazzino (Federico Masculo) si risveglia improvvisamente nel proprio letto, il sonno sembra essere stato interrotto da un insolito richiamo, qualcosa che avverte solo lui.
Stringe un orsacchiotto di pezza fra le braccia, probabile compensazione affettiva nella ricerca di una protezione ma anche proiezione della propria personalità.
Spinto dalla stessa forza misteriosa che lo ha ridestato, il bambino percorre, ad occhi chiusi, il corridoio di casa fino a giungere in cucina, dove sarà indotto ad aprirli una volta avvertita la presenza di un’inquietante creatura (Flavio D’Alma*)… Scritto e diretto da Alessandro De Vivo ed Ivano Di Natale, due giovani registi che ho avuto modo d’intervistare qualche anno addietro una volta presa visione di alcune loro realizzazioni, Closed è un cortometraggio dalla valida fattura, visiva e contenutistica, idoneo a porre ulteriormente in risalto le doti dei due cineasti, in particolare la capacità di porre il genere cinematografico, in questo caso l’horror dalle sfumature psicologiche, al servizio della storia, così come l’impiego dell’effettistica digitale e della colonna sonora. Continua a leggere

Ottimismo

Se la vita ti sorride, ha una paresi

(Paco D’Alcatraz, pseudonimo di Fabio Ferriani)

“Nastro dell’anno 2017” a “The Young Pope”

Il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha annunciato oggi, sabato 20 maggio, nel corso del 70mo Festival di Cannes, l’assegnazione del Nastro dell’anno 2017 alla serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino.
Le cinquine relative alla candidature dei premi della 71ma edizione dei Nastri d’Argento saranno rese note il prossimo 6 giugno  al Museo MAXXI di Roma, quando Paolo Sorrentino riceverà il Nastro dell’anno insieme ai produttori italiani della serie (Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, Nils Hartmann, Roberto Amoroso e Sonia Rovai per Sky Italia) e saranno consegnati alcuni premi che anticiperanno il gran finale al Teatro Antico di Taormina. Andata in onda per la prima volta su Sky Atlantic nell’ottobre del 2016, la serie in 10 episodi, una produzione originale Sky, HBO e Canal+ prodotta da Wildside e coprodotta da Haut ed Court TV e Mediapro, ha segnato il debutto di Sorrentino nel panorama della narrazione seriale ed ora va a rappresentare un inedito esordio, la prima volta di una serialità di livello cinematografico, ideata, prodotta e trasmessa in tutto il mondo, in un premio, come ha sottolineato a nome del Direttivo, Laura Delli Colli, “istituzionalmente e tradizionalmente dedicato al miglior cinema, con un Nastro che apre la strada ad una nuova, indifferibile, attenzione al cinema delle grandi serie” da parte della stampa che ha molto amato, come il pubblico, la saga di Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, interpretato da Jude Law. Continua a leggere

70mo Festival di Cannes: Palma d’Onore a Jeffrey Katzenberg

Jeffrey Katzenberg (Wikipedia)

E’ stata assegnata ieri, venerdì 19 maggio, nel corso di una serata evento all’InterContinental Hotel Carlton di Cannes, la Palma d’Onore a Jeffrey Katzenberg, co-fondatore della DreamWorks, omaggio del Festival per il “suo contributo all’industria dell’animazione e del cinema tutto nel mondo”. Katzenberg   nel 2001 portò sulla Croisette, in Concorso, Shrek, subito baciato dal grande successo, mentre due anni più tardi fu la volta di Shrek 2; nel
2006 fu presente per Over the Edge, così come nel 2008 per Kung Fu Panda, Madagascar 3 nel 2012 e How to Train Your Dragon 2 nel 2014.

 

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Gabriele Salvatores in 35 mm”

Gabriele Salvatores (Viva Cinema)

Dal 19 maggio al 4 giugno al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano Fondazione Cineteca Italiana presenta Gabriele Salvatores in 35 mm, una panoramica sulla cinematografia di Gabriele Salvatores, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, per ripercorrere la carriera del regista di Mediterraneo, Oscar come Miglior Film Straniero nel 1991, attraverso i suoi più bei film, proiettati esclusivamente in pellicola 35mm.
Diplomatosi all’Accademia d’Arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, Salvatores nel 1972 fu tra i fondatori del Teatro dell’Elfo, dirigendo quindi numerosi spettacoli, come Sogno di una notte d’estate, musical tratto da Shakespeare, che nel 1983 trasporrà in film, suo esordio cinematografico; dopo Kamikazen ultima notte a Milano, 1987, conobbe il successo con Marrakech Express, 1989, primo titolo di una ideale trilogia, insieme a Turnè, 1990, e il citato Mediterraneo, 1991, dedicata alla sua generazione, offendo visualizzazione allo scontro fra l’utopia di un mondo migliore e le nuove realtà del terzo millennio. Da qui in poi sarà un susseguirsi di opere sempre diverse, idonee ad evidenziare l’abilità di un regista come Salvatores, la sua mai sopita voglia di sperimentare ed innovare, a costo di lasciare spiazzati ad ogni nuova realizzazione; l’apertura della rassegna è affidata a Io non ho paura (2003), ottimo adattamento del romanzo di Niccolò Ammaniti che rivela dietro l’apparente semplicità dei fatti uno sguardo acuto su temi come il rapporto tra bambini e adulti, i riti di passaggio da un’età all’altra e la perdita dell’innocenza. Continua a leggere

“Orecchie”, dalla Laguna con ironia

Esce oggi in sala, giovedì 18 maggio, Orecchie, film scritto e diretto da Alessandro Aronadio, che ha avuto il suo esordio alla 73ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia, nell’ambito di Biennale College dove ha conseguito tutta una serie di riconoscimenti, quali il Premio NuovaImaie Talent Award come Miglior Attore Emergente al protagonista Daniele Parisi e il il Premio ARCA CinemaGiovani per il Miglior Film Italiano a Venezia (una giuria di più di 50 ragazzi, tra i 18 e i 26 anni, provenienti da Italia, Francia e Tunisia), mentre la Giuria del Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub), gli ha attribuito una Menzione Fedic – Il Giornale del Cibo, destinata all’opera che propone la scena più significativa legata al cibo e alla alimentazione. Orecchie ha poi ottenuto il Premio del Pubblico e il Premio per il Miglior Attore al Monte-Carlo Film Festival de la Comédie, cui va ad aggiungersi il Premio Ettore Scola al Bari International Film Festival 2017.
Un film sorprendente, in particolare considerando gli attuali parametri della commedia nostrana, sia da un punto di vista meramente tecnico che contenutistico, prodotto con 150mila euro, dai toni piacevolmente grotteschi, girato in bianco e nero, ed idoneo ad esternare una riflessione dolceamara sulla vita e l’illusorietà che le è propria nel connotare anche la più rosea aspettativa, come ebbi modo di scrivere nella mia recensione, che ripropongo qui di seguito. Continua a leggere

“Il bello Marcello”, l’America ricorda Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni

Presentata da Istituto Luce-Cinecittà e The Film Society of Lincoln Center, dal 17 al 31 maggio al Lincoln Center di New York avrà luogo la retrospettiva Il bello Marcello, dedicata a colui che può ritenersi il più iconico attore che il cinema italiano abbia mai avuto: Marcello Mastroianni.
Interprete dalla formazione teatrale (frequentò la scuola di Visconti), Mastroianni ha infatti offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di caratterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività.
Nell’alternare ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, è riuscito a dar vita ad un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato. Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine.
Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman, passando per Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, 1964, e Una giornata particolare di Ettore Scola, 1978) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola). Continua a leggere