A Ciambra

Ciambra, comunità Rom stanziale ai margini della città di Gioia Tauro, provincia di Reggio Calabria.
Qui vive, o, meglio, sopravvive, insieme alla sua numerosa famiglia, il quattordicenne Pio (P.Amato), adattandosi in fretta a quanto il degradato ambiente in cui è nato e cresciuto può offrirgli; beve, fuma, apprende i primi rudimenti sul furto d’auto grazie al fratello Cosimo (Damiano Amato), così come la necessità di mantenere buoni rapporti con le ‘ndrine, le famiglie di ‘ndrangheta che gestiscono e controllano le attività illecite di alcuni membri della comunità.
Pio si distacca però dagli “insegnamenti” familiari riguardo i contatti con gli immigrati africani, “i marocchini” come vengono chiamati dai Rom, divenendo amico di Ayiva (Koudous Seihon), il quale gli sarà a fianco, spalleggiandolo, una volta che il ragazzino avvertirà il dovere di provvedere al sostentamento della famiglia, quando padre e fratello saranno arrestati per furto all’interno di un’abitazione. Quella antica condizione di libertà, senza alcun capo da cui dipendere, proclamata da nonno Emiliano e rammentata al nipote è ormai destinata a scomparire, trasmutata in una schiavitù che ti inchioda ad una realtà imposta, dove quella briciola d’innocenza rimasta sarà fatta fuori dalla necessità ormai obbligata di alcune scelte, “soli contro il mondo” nella manifestazione tribale di una totale estraneità ad una società che, all’interno di una “grande omologazione”, ha ormai smarrito il senso originario della diversità. Continua a leggere

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Un ricordo di Umberto Lenzi

Umberto Lenzi (Libero quotidiano)

C’era una volta, fra gli anni ’60 e ’70, neanche tanto tempo fa, un’inventiva e fiorente produzione di genere propria del cinema italiano, semplice ed “artigianale”, frutto di geniali e felici intuizioni, quest’ultime spesso capaci di attingere dalla realtà del periodo, con una connotazione forse ingenua ma ammantata da una creatività cui si univa un afflato “sanamente” popolare. All’interno di questa cinematografia, fra i tanti registi che si sono distinti nell’assecondare i gusti del grande pubblico unendo poliedricità, istinto spettacolare, cura nella messa in scena, va senz’altro annoverato Umberto Lenzi (Massa Marittima, 1931), scomparso ieri, mercoledì 19 ottobre, a Roma. Appassionato del mondo della Settima Arte fin da bambino, Lenzi abbandonò presto gli studi di Giurisprudenza per iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diplomò nel 1956, continuando la sua precedente attività di critico cinematografico per giornali locali e periodici, oltre a lavorare come aiuto regista, fino ad esordire dietro la macchina da presa cinque anni più tardi con Le avventure di Mary Read, classica pellicola di cappa e spada, non considerando un film girato nel 1958 (Mia Italida stin Ellada) che non trovò distribuzione. Continua a leggere

Prato: presentazione del cortometraggio “Fuecu e cirasi”

Avrà luogo lunedì 23 ottobre – ad entrata gratuita fino a esaurimento posti – al Cinema Eden di Prato (via Cairoli, 22/24) a partire dalle ore 19:00, la presentazione, con doppia proiezione (ore 19:00 e ore 21:00), in anteprima italiana del cortometraggio Fuecu e cirasi, scritto e diretto dal regista Romeo Conte e interpretato da Nicola Nocella – fresco vincitore del Premio Boccalino d’Oro come Miglior Attore al Festival di Locarno – oltre che da Giorgio Colangeli e Valentina Corti.
Il regista e i tre protagonisti saranno presenti all’evento – che avrà un drink di benvenuto per il pubblico – accompagnati dai giovani attori Vittorio Salonna, Samuele Leo e Monica Negro, oltre al co-sceneggiatore e montatore Valentino Conte.
Tra gli altri protagonisti del film, Paolo De Vita, Teodosio Barresi, Chiara Torelli, Rosario Altavilla, Maria Conte, Pino Capone, Altea Chionna, Vito Bianchi, Francesco Minisgallo e, al suo debutto, Francesco Iaccarino.
Il corto, tratto da una storia vera, è prodotto da Coar Cooperativa Artisti S.C.R.L. e da Events Production, si avvale delle musiche originali di Mimmo Epifani ed è stato girato nell’Alto Salento pugliese.
Fuecu e Cirasi racconta del ritorno al proprio paese di origine di Giacinto, intenzionato a incontrare la famiglia della fidanzata Lena.
I luoghi e l’incontro con il padre di lei riporteranno alla mente suo fratello Mino e un tragico evento accaduto tanti anni prima. Giacinto troverà le risposte a tanti anni di dolore e pareggerà i conti. Continua a leggere

35mo Torino Film Festival, ecco i titoli di apertura e chiusura

Ricomincio da me (Finding Your Feet) di Richard Loncraine, presentato in prima mondiale, aprirà il 35mo Torino Film Festival, mentre il titolo di chiusura sarà The Florida Project di Sean Baker. Il primo film è una commedia brillante e agrodolce sul “non è mai troppo tardi”, diretta dal regista di Riccardo III e di Wimbledon, scritta e prodotta da Nick Moorcroft e Meg Leonard. Il titolo originale, Finding Your Feet, significa “ritrovare se stessi” ed è quanto deve fare Sandra (Imelda Staunton), una signora borghese che se ne va di casa quando scopre che il marito (con il quale è sposata da 40 anni) ha una relazione con la sua migliore amica.
Sandra si rifugia da sua sorella Bif (Celia Imrie), una sessantenne “alternativa” che vive da sola in un quartiere popolare. Grazie a lei Sandra scoprirà una curiosa scuola di ballo e soprattutto conoscerà Charlie (Timothy Spall), un eccentrico restauratore di mobili che vive su una barca. Catapultata in un ambiente per lei insolito, Sandra inizierà una nuova vita.
Ad accompagnare il film ci saranno il regista Richard Loncraine, l’attore Timothy Spall e l’attrice Celia Imrie. Continua a leggere

Roma, Palazzo delle Esposizioni: proiezione di “Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay”

Sarà presentato giovedì 19 ottobre  alle ore 21:00 alla Sala cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma (entrata dalla scalinata di via Milano, 9a) – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – il documentario autoprodotto Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay, opera prima diretta da Francesco Chiatante, che sarà presente alla proiezione con il giornalista Luca Raffaelli. Animeland aprirà la rassegna Anime dedicata ai capolavori del cinema d’animazione giapponese che vedrà proiettati al Palazzo delle Esposizioni, fino al 5 novembre, film quali Nausicaä della Valle del vento (Kaze no tani no Naushika, Hayao Miyazaki, 1984), Akira (Katsuhiro Ōtomo, 1988), Ghost in the shell (Mamoru Oshii, Giappone, 1995) e La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi, Hayao Miyazaki, 2001). La rassegna è inserita all’interno della mostra Mangasia:Wonderland of Asian Comics , iniziata lo scorso 7 ottobre e in proseguimento fino al 21 gennaio 2018. Continua a leggere

La grande animazione arricchisce il programma di “Alice nella città”

Nuovi ingressi nel cartellone di Alice nella città (XV Edizione, 26 ottobre-5 novembre) sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, diretta da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, tutti nel segno della grande animazione:Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite (Fuori Concorso), ultimo film di Enzo d’Alò con le voci di Giancarlo Giannini e Francesco Pannofino, debutto cinematografico dei tre divertenti e scanzonati protagonisti della fortunata serie TV dedicata ai più piccoli, trasmessa con successo su Rai Tre e Rai Yo YoPipì, Pupù e Rosmarina. Tra gli Eventi speciali, il ritorno sul grande schermo dei protagonisti di Nut Job con Nut Job-Tutto molto divertente di Carl Bunker e Ducktales, nuova serie tv animata Disney, reboot dell’omonima premiata con l’Emmy Award che conquistò generazioni di spettatori negli anni Ottanta.

Cinevasioni II Edizione: miglior film “La ragazza del mondo” di Marco Danieli

Si è conclusa ieri, sabato 14 ottobre, a Bologna, alla casa circondariale della Dozza, la II edizione di Cinevasioni, primo festival del cinema in carcere, organizzato da D.E-R Associazione Documentaristi Emilia – Romagna in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale Dozza e il Ministero della Giustizia, con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Gruppo HeraCoop Alleanza 3.0 e Legacoop Bologna  ed il supporto di Rai Cinema.
Anche in questa seconda edizione, per la direzione artistica di Filippo Vendemmiati e quella scientifica di Angelita Fiore, il cartellone ha offerto una panoramica del miglior cinema italiano contemporaneo a partire dal 2016 (10 opere, fra finzione e documentari): la Giuria, presieduta da Paolo Billi, regista teatrale e drammaturgo, composta dai detenuti che hanno partecipato al corso/laboratorio CiakinCarcere ha conferito la Farfalla di Ferro, una scultura disegnata dal pittore Mirko Finessi e costruita dalla F.I.D. – Fare Impresa in Dozza, l’officina metalmeccanica all’interno del carcere, nella quale lavorano insieme detenuti e lavoratori metalmeccanici in pensione, al film La ragazza del mondo di Marco Danieli, “un esordio nel lungometraggio- come riportato nella motivazione- interpretato in maniera straordinaria dai due protagonisti, che spicca per la figura di Libero, personaggio problematico che libera Giulia dal suo mondo chiuso e le trasmette il coraggio di andare verso una nuova vita”.
La direzione del festival, con quella del carcere e sostenitori privati, sta ora progettando una programmazione regolare alla Dozza durante tutto l’anno.