Archivi tag: Totò

Festival del Cinema Europeo di Lecce: la 18ma edizione rende omaggio a Totò

Doppio anniversario per il Festival del Cinema Europeo di Lecce (3-8 aprile, Multisala Massimo) diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano, che si accinge a festeggiare i suoi 18 anni di attività e il cinquantenario dalla scomparsa di Totò, il Principe Antonio De Curtis, cui il Festival dedicherà un particolare omaggio inaugurando questa nuova edizione con l’anteprima mondiale del restauro di Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci, 1960, realizzato a cura della Cineteca di Bologna e Titanus, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, con il contributo del Festival del Cinema Europeo.
La proiezione sarà presentata dal direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli e si terrà la sera di lunedì 3 aprile al Cinema Multisala Massimo di Lecce alla presenza della nipote del Principe De Curtis, Elena Alessandra Anticoli De Curtis e con la partecipazione straordinaria di Carlo Croccolo, che riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90mo compleanno: l’attore racconterà al pubblico, in un incontro moderato da Valerio Caprara, la sua lunga carriera insieme a Totò.

**********************

Sono vent’anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai.
Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere!

Il pericolo ci sovrasta, in questo ufficio c’è uno iettatore: non uno iettatore da poco, ma uno iettatore ereditario. Il nonno era imbarcato sul Titanic e fu l’unico superstite del naufragio. Lo sbarcarono a Messina e la notte stessa venne il terremoto. Saranno coincidenze che coincidono, ma una coincidenza oggi, una coincidenza domani…

(Antonio Guardalavecchia/Totò in Chi si ferma è perduto)

Roma: al via la mostra “Piacere, Ettore Scola”

1462823230575_jpg-piacere__ettore_scolaHa preso il via ieri, sabato 17 settembre, per concludersi l’8 gennaio 2017, al Museo Carlo Bilotti di Roma, la mostra Piacere, Ettore Scola, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturaleSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, volta a celebrare per la prima volta, a pochi mesi dalla scomparsa, il genio creativo di uno dei protagonisti indiscussi del cinema italiano, che attraverso le sue opere ha saputo narrare la storia del nostro paese con attente annotazioni storiche, sociologiche e politiche delineate grazie a sceneggiature particolarmente cesellate (spesso scritte in collaborazione con Ruggero Maccari e il duo Age & Scarpelli) e ad una regia attenta tanto all’aspetto visivo quanto ad offrire il giusto risalto alle interpretazioni degli attori. Prodotta da Show Eventi, in collaborazione con CityFest, il programma di eventi culturali della Fondazione Cinema per Roma, la mostra, a cura di Marco Dionisi e Nevio De Pascalis, con la media partnership del mensile Ciak, intende raccontare la vita professionale e privata del grande cineasta italiano, attraverso fotografie, disegni, oggetti di scena, carteggi e video: dall’infanzia a Trevico, paese natio in provincia di Avellino, fino all’ultima realizzazione Che strano chiamarsi Federico (2013), omaggio all’amico e collega Federico Fellini. Nove le sezioni, suddivise in due parti: una cronologica e una tematica. Continua a leggere

La banda degli onesti (1956)

12345567uuhAntonio Bonocore (Totò), portiere presso uno stabile romano, conduce un’esistenza non certo agiata ma onesta, infatti rifiuta di prender parte ad un illecito relativo all’acquisto di una partita di carbone necessaria per la caldaia, prospettatogli dal nuovo amministratore, il ragioniere Casoria (Luigi Pavese), il quale lo minaccia di fargli perdere l’impiego, comportante l’abbandono dell’appartamento dove vive con l’anziana madre, la moglie e due bambini; quando però un ex incisore dell’Istituto Poligrafico in punto di morte gli confida di essersi appropriato di un cliché e della carta filigranata per la stampa dei biglietti da diecimila lire, non avendo mai avuto il coraggio di farne uso, pregandolo di disfarsene, Bonocore, tra dubbi ed esami di coscienza, decide la “diserzione dall’onestà”, coinvolgendo nell’impresa il tipografo Lo Turco (Peppino De Filippo), oberato dalle cambiali, e il pittore Cardoni (Giacomo Furia), prossimo ad essere sfrattato; dopotutto, il loro sarebbe “un lavoro proprio di una succursale della Zecca”, “un reato a responsabilità limitata”; il sopraggiungere del figlio più grande di Bonocore, guardia tributaria, capovolgerà non poco gli eventi… Continua a leggere

Giacomo Furia (1925-2015)

Giacomo Furia

Giacomo Furia

E’ morto ieri, venerdì 5 giugno, a Roma, l’attore Giacomo Furia (G.Matteo Furia, Arienzo, CE, 1925), probabilmente l’ultimo dei caratteristi del cinema italiano, celebre in particolare per aver recitato a fianco di Totò in numerosi film (17, al bando la scaramanzia), offrendo, fra ironia, vis comunicativa e grande naturalezza, la caratterizzazione di un “tipo” cinematografico ben preciso, un misto di indolenza e bonomia, ingenuità e (rara) scaltrezza, quest’ultima tanto inopportuna da ritorcersi spesso a suo danno.
Una genuina combinazione di particolarità fisiche (l’andatura “dondolante”) e comportamentali (la ritrosia nei confronti di ogni evento idoneo a turbare il tranquillo andamento quotidiano), che hanno portato negli anni ad una identificazione totale con il genere filmico in cui l’attore si trovava frequentemente a recitare. Continua a leggere

Roma: “Girando a Cinecittà 1937-1989”

untitledSi apre oggi, sabato 24 gennaio, nella Capitale, Girando a Cinecittà 1937-1989, la nuova mostra ospitata negli storici studi volta a raccontare 70 anni di storia del cinema attraverso i generi più importanti e significativi che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo: i grandi film delle origini, il drammatico periodo della guerra e del Neorealismo che ne seguì, l’arrivo delle produzioni americane e il fenomeno del divismo. Dalla Hollywood sul Tevere, avvolti dalle immagini, fotografie e costumi dell’epoca, si arriva al periodo dei film sulla Roma antica, quando a Cinecittà le produzioni in corso erano Quo Vadis?, Cleopatra, Ben Hur, ma anche quei tanti peplum italiani dedicati alle fatiche di Ercole e alle imprese di Maciste. Oltre 120 titoli realizzati dal 1937 agli anni ‘90, otto nuovi ambienti dedicati ai periodi storici fondamentali del cinema italiano e internazionale a Cinecittà: attraverso la suggestione di scenografie che arricchiscono e caratterizzano ciascun ambiente, si arriva al periodo della commedia italiana e in una scenografia che richiama il film I soliti ignoti, ci si immerge in uno dei più prolifici periodi di produzione filmica italiana che ha visto fiorire i nomi di tanti comici e interpreti quali Aldo Fabrizi, Totò, Alberto Sordi, Walter Chiari, e le straordinarie dive italiane Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Silvana Pampanini, Sylva Koscina, Marisa Allasio. Continua a leggere

Guardie e ladri (1951)

1Foro romano, secondo dopoguerra:due ladruncoli, Ferdinando Esposito (Totò) ed Amilcare (Aldo Giuffrè), tirano a campare organizzando piccoli furti e truffe, come proporre la classica patacca ad un turista americano (Williams Tubbs), il quale, scoperto il raggiro, cerca invano di inseguirli.
Tentano poi di approfittare della distribuzione di pacchi dono da parte di una associazione benefica, ma il benefattore è proprio l’americano truffato, che riconosce Esposito.
Inizia così un lungo inseguimento, in cui è coinvolto il brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi), dapprima in auto e poi a piedi attraverso la campagna romana, al termine del quale il ladro è arrestato, ma riesce scaltramente a fuggire.
Bottoni viene sospeso dal servizio e rischia di perdere il posto, a meno che, con mezzi propri, entro tre mesi, non riesca a riacciuffare il furfante; inizia le ricerche, in borghese, ne individua l’abitazione e cerca di avvicinare la famiglia, fino a quando i rispettivi componenti non stringeranno amicizia … Continua a leggere

“Omaggio a Massimo Troisi”

AG3Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento d’introduzione e commento relativo alla proiezione del docufilm Non ci resta che ridere, avvenuta lo scorso martedì 12 agosto presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), nell’ambito dell’incontro Omaggio a Massimo Troisi, inserito all’interno dei Caffè artistico-letterari 2014-Sezione Anniversari, organizzati dal Circolo di Lettura dell’ A.R.A.S. e dal Comune della cittadina.
Ad entrambi rivolgo nuovamente da queste pagine i ringraziamenti per la cortese ospitalità, così come un grazie di cuore va anche a Raffaele Vigliarolo, che ha eseguito al pianoforte, con la consueta maestria e professionalità, il tema portante tratto dal film Il postino, ed in particolare al pubblico presente in sala, attento e partecipe.
I prossimi appuntamenti sono previsti nelle date del 25 e 27 agosto, una volta confermati ne darò notizia sulle pagine de La Zattera del pensiero.

***********************************************************
IMG_0002_NEWL’incontro di questa sera vuole essere un’occasione per riflettere su quanto sia evidente al momento attuale, all’interno del mondo dello spettacolo come nella vita di ogni giorno, il vuoto lasciato dalla scomparsa, avvenuta vent’anni fa, di una personalità certo particolare, per non dire unica, come è stata quella di Massimo Troisi, tant’è che oggi vi sono molti suoi imitatori ma nessun vero e proprio erede. Molti hanno tentato di accostarsi alla sua figura, ricavarne una qualche ispirazione, compiaciuta e compiacente, ma nessuno è riuscito a riproporre quel suo modo di porsi in scena così schivo ed elegantemente naturale, il suo umorismo sottile e discreto, intriso di forte umanità. E questo perché nella stessa persona coesistevano tre elementi perfettamente combinati fra loro senza che l’uno prevaricasse sull’altro, formando un ensemble empatico di rara efficacia, ovvero la maschera, l’uomo e il divo. Quest’ultima condizione era una naturale conseguenza, senza alcuna artificiosità preposta al riguardo, della grande notorietà assunta da Troisi man mano che la sua carriera andava avanti, in particolare dopo il debutto cinematografico, regista, attore e sceneggiatore (insieme ad Anna Pavignano), con Ricomincio da tre, 1981. Continua a leggere