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Milano, Spazio Oberdan: “Aki Kaurismaki in 35 mm”

Aki Kaurismaki

“Forse ho pensato di fare cinema perché non sono capace di nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno su e giù per le vie del centro di Helsinki cercando di rimediare i soldi per bere, ma era sempre più difficile trovarne.
Allora ci siamo detti: cominciamo a fare film.
Uno ha chiesto: su cosa?.
Io ho risposto: su questo schifo che è la nostra vita”.
Questo il racconto del regista finlandese Aki Kaurismaki riguardo ciò che lo spinse al suo esordio, esternazione attraversata da quella stessa ironia che caratterizza tutti i suoi film, laconici, essenziali, a tratti surreali e attraversati da una commovente malinconia, autentici capolavori come l’appena uscito L’altro volto della speranza, che sarà proiettato in versione originale con sottotitoli italiani nel corso della rassegna Aki Kaurismaki in 35 mm presentata da Fondazione Cineteca Italiana al Cinema Spazio Oberdan di Milano, iniziata ieri, lunedì 22 maggio, con la proiezione di Ho affittato un killer e Le luci della sera. Conclusione domenica 4 giugno, per un omaggio composto da tredici film, di cui dieci verranno proiettati in pellicola 35mm. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: presentazione del libro “Cinemology”

Oggi, mercoledì 26 aprile, alle ore 20, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, gli  autori Matteo  Civaschi (Shortology) e Matteo Pavesi (Cineteca Milano) presenteranno Cinemology (Fausto Lupetti  Editore), il libro della grande storia del cinema, quarto volume della serie basata sul meccanismo della sintesi grafica, che comprende Shortology (pubblicato in Italia da Rizzoli e uscito in Gran Bretagna, Stati  Uniti, Germania, Francia, Spagna e Giappone), e dedicato a fatti storici e personaggi famosi, Filmology (incentrato  sul  cinema) e Proverbiology (ça va sans  dire). Dall’incontro tra il sapere cinematografico custodito nella prima Cineteca d’Italia e l’innovazione del graphic design, nasce  una nuova fruizione dell’oggetto libro: bastano  infatti pochi  secondi  per  “leggere” queste  illustrazioni, e con qualche icona grafica o pittogramma, come per incanto la storia del cinema prende forma.
Cinemology è un manuale a tutto tondo per grandi appassionati di cinema, ma anche per chi della Settima Arte è completamente a digiuno, potendone così scoprirne la storia, dai fratelli Lumière e le grandi correnti estetiche del Novecento, alle epocali trasformazioni contemporanee, oltre ad alcune delle più divertenti citazioni, le filmografie dei più grandi maestri condensate in un unico tableau, e i celebri short movies e sfiziosi aneddoti e record cinematografici. Continua a leggere

Milano, Festival “Cervello&Cinema” I Edizione

Perché i film ci piacciono e ci coinvolgono? Che impatto hanno su di noi?
Come influenzano il cervello, e come il cervello è influenzato da ciò che vede sullo schermo? È diverso guardare un film a casa o al cinema, sul tablet o sul grande schermo? Perché al cinema ci si emoziona pur sapendo che ciò che avviene davanti ai nostri occhi è fittizio?
A queste e altre domande risponderanno neuroscienziati e psicanalisti durante la prima edizione del Festival Cervello&Cinema (27 marzo – 2 aprile, Cinema Spazio Oberdan a Milano), evento che porta avanti la tradizione divulgativa dei BrainForum di BrainCircleItalia (presidente Viviana Kasam), organizzato insieme a Ospedale San Raffaele, Fondazione Cineteca Italiana e Hebrew University of Jerusalem, con il supporto di Roche e Cisal e il Patrocinio del Comune di Milano. Obiettivo degli organizzatori è avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori e giovani alla ricerca scientifica, uscendo dal mondo accademico e affrontando temi di grande attualità e interesse con un linguaggio accattivante e attraverso celebri film, tra i quali: Persona di Ingmar Bergman, che sarà accompagnato da un dibattito sul ruolo dei neuroni specchio; A Dangerous Method di David Cronenberg, che approfondirà il tema dell’uso dell’elettroshock; L’amore bugiardo di David Fincher, con cui si affronterà il tema della menzogna; Alla ricerca di Dory di Andrew Stanton e Angus MacLane che servirà da spunto per parlare dei Segreti della memoria. Continua a leggere

Figli della libertà

Avevamo lasciato Lucio Basadonne, regista di spot, documentari e videoclip, la moglie Anna Pollio, insegnante di grafica e pianificazione pubblicitaria presso una scuola superiore,  Gaia, la loro piccola figlia, alle prese con la visualizzazione (il documentario Unlearning, dai tre girato e sceneggiato) di un modello di vita alternativo caratterizzato da  modalità esistenziali volte ad assecondare diversi ritmi all’interno di un sistema verso il quale ci si sente estranei, senza “aggredirlo” o provare a demolirlo, bensì servendosi in maniera  più oculata di quanto esso può offrire. Si erano dunque messi in viaggio (autostop per le brevi distanze, il carpooling per quelle più lunghe) su e giù per l’Italia alla ricerca di quei nuclei familiari, spesso vere e proprie comunità, che hanno scelto differenti modalità d’esistenza, offrendo forza lavoro in cambio di vitto e alloggio.
Nel citato documentario ci si poneva inoltre al di fuori del “normale ordine delle cose” riguardo l’istruzione dei figli, spesso incentrata su metodi pedagogici che tengono in debito conto le necessità proprie dell’erudizione infantile, senza imposizioni programmatiche calate dall’alto.
Un tema quello descritto che diviene  fulcro narrativo portante della loro ultima realizzazione, Figli della libertà, visto che Gaia, dopo l’esperienza con la scuola elementare “normale”, ora frequenta una “scuolina” (così la chiamano i bambini) basata su di un sistema d’apprendimento alternativo, incline alla sperimentazione di cause ed effetti, che lascia gli scolari del tutto liberi di seguire le proprie inclinazioni  e l’onda emotiva del momento, riconoscendo loro la capacità di decidere come e cosa imparare, quando farlo e con chi, nell’assenza di cattedre, banchi o sistemi di votazione. Continua a leggere

Milano, “Spazio Oberdan”: iniziata la terza rassegna per celebrare i 70 anni della “Cineteca Italiana”

(spietati.it)

(spietati.it)

Allo Spazio Oberdan di Milano, da ieri, mercoledì 22 febbraio, è in programma la terza delle rassegne che per tutto l’anno saranno programmate in occasione dei 70 anni della Cineteca Italiana (1947 – 2017), con capolavori e film rari della storia del cinema, tutti provenienti dall’archivio della Cineteca, proiettati in copie in pellicola 35mm. Nove i film di questo programma, quattro dei quali all’insegna della classicità, L’amore fugge (L’amour en fuite, 1978, François Truffaut) Mon oncle (1958, Jacques Tati), Adua e le compagne (1960, Antonio Pietrangeli), Lo spaccone (The Husler, 1961, Robert Rossen) e altri quattro che invece possiamo inserire nella categoria degli “irregolari”: Anche i nani hanno cominciato da piccoli (Auch Zwerge haben klein angefangen, 1970, Werner Herzog), Trainspotting (1996, Danny Boyle), Il potere (1971, Augusto Tretti), Querelle de Brest (1982, R.W. Fassbinder). Infine, per l’appuntamento con il grande cinema muto, in edizione restaurata e con accompagnamento musicale dal vivo ecco il capolavoro di Eric Von Stroheim, Femmine folli (Foolish Wives, 1922). Al MIC – Museo Interattivo del Cinema dal 7 marzo saranno invece in programma 12 film girati nel 1967, all’interno dell’iniziativa 1947 – 2017: i migliori film d’archivio per ogni decennio:durante tutto l’anno ogni mese saranno proposti i migliori film d’archivio realizzati nel settimo anno di ogni decennio, un utile ripasso della nostra storia recente e meno, dove il film si mostra nella sua duplice natura di opera d’arte e di documento storico, testimonianza del proprio tempo.

Milano, Spazio Oberdan: “Rocco e i suoi fratelli. Foto di set”

Alain Delon ed Annie Girardot

Alain Delon ed Annie Girardot

Nell’ambito di Cineteca70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima Cineteca d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada, che ha preso il via a gennaio per concludersi nel mese di dicembre 2017, dal 19 febbraio al 31 marzo al Foyer del Cinema Spazio Oberdan di Milano sarà allestita la seconda delle sette mostre fotografiche di Cineteca70 previste nel corso del 2017, dedicata alle foto dal set del film Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti del 1960. La vernice della mostra fotografica è prevista domenica 19 febbraio alle ore 13, al termine della proiezione del film Rocco e i suoi fratelli, che avrà luogo alle ore 10; a seguire aperitivo per tutti i presenti. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: Fondazione Cineteca Italiana omaggia Jim Jarmush

Jim Jarmusch (Wikipedia)

Jim Jarmusch (Wikipedia)

Da oggi, sabato 11, e fino a martedì 21 febbraio, a Milano, allo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenterà un omaggio a Jim Jarmusch, offrendo così risalto ad un autore capace di delineare tramite le sue opere una visione critica, non disgiunta da toni ironici e stranianti, della mitologia on the road e del rapporto fra l’uomo e il paesaggio americano, quest’ultimo spesso crocevia di una varia e spaesata umanità, simbolo quindi dell’incontro fra le più diverse culture.
Nato nel 1953 in Ohio, cresciuto nella cultura underground newyorchese degli anni Settanta, ammaliato ed ispirato in egual misura sia da quanto offriva la scena musicale del periodo che dalla precedente frequentazione a Parigi della Cinémathèque française diretta all’epoca da Henri Langlois, Jarmusch concretizzò la sua voglia di “fare film” presso la scuola di cinema della New York University, dove divenne assistente del regista Nicholas Ray.
L’esordio avvenne nel 1980, con la distribuzione nel circuito d’essai internazionale del suo saggio di regia (in 16mm) Permanent Vacation, col quale si diplomò alla suddetta scuola di cinema: sullo sfondo di una New York quasi aliena Jarmush mise in scena la storia di un uomo, il giovane Aloysius (Chris Parker), che vive a tempo perso tra donne, letteratura e piccoli furti, finché proverà a raggiungere l’ultimo barlume di felicità fuggendo a Parigi. Continua a leggere