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Milano, Cinema “Spazio Oberdan”: in anteprima “Pina Bausch a Roma”

Al Cinema Spazio Oberdan di Milano, dal 21 al 28 giugno, Fondazione Cineteca Italiana presenterà in anteprima Pina Bausch a Roma di Graziano Graziani e Ilaria Scarpa, documentario che investiga lo straordinario rapporto della coreografa con la città eterna a cui ha dedicato due spettacoli, Viktor (1986) e O Dido (1999).
Scomparsa nel 2009, Pina Bausch, genio e mito della danza, massima esponente del Tanztheater (teatrodanza) tedesco, ha fatto innamorare del suo lavoro registi come Fellini, Almodovar e Wenders. La Roma di Pina Bausch è scandita da pranzi in trattoria, incursioni in sale da ballo popolari, passeggiate al mercato della frutta, nelle periferie multietniche, nei campi Rom, nelle serate in locali transgender e circoli di cultura omossessuale.
A ricordare quel periodo, i ricordi di alcuni testimoni eccellenti fra i quali: Matteo Garrone, Vladimir Luxuria, Andrés Neumann.
In occasione della prima proiezione del documentario, sarà riproposto Cafe Műller, ripresa filmata dello storico spettacolo di Pina Bausch del 1978 con musiche tratte da The Fairy Queen e Dido and Aeneas di Henry Purcell.

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Mercoledì 21 giugno ore 21: Pina Bausch a Roma (Regia: Graziano Graziani, Ilaria Scarpa. Interpreti: Pina Bausch, Matteo Garrone, Mario Martone, Leonetta Bentivoglio, Cristiana Morganti, Andrés Neumann. Italia, 2015, 58’). Cafe Műller (Regia: Pina Bausch. Interpreti: P. Bausch, Malou Airaudo, Dominique Mercy, Jan Minarik, Nazareth Panadero. Germania, 1985, 50)’.

Sabato 24 giugno ore 17.30: Pina Bausch a Roma –Replica. Lunedì 26 giugno ore 19.30: Pina Bausch a Roma – Replica. Martedì 27 giugno ore 17.00:Pina Bausch a Roma – Replica.Mercoledì 28 giugno ore 19.30: Pina Bausch a Roma –Replica.

 Informazioni: info@cinetecamilano.it www.cinetecamilano.it

Milano, Spazio Oberdan: omaggio ad Andrzej Zulawski

Andrzej Zulawski

Al Cinema Spazio Oberdan di Milano Fondazione Cineteca Italiana proporrà da oggi, mercoledì 14 giugno, e fino  a domenica 2 luglio, un omaggio a uno degli autori più originali, discussi e interessanti del panorama europeo dagli anni ’70 in avanti, il polacco Andrzej Zulawski, scomparso nel febbraio 2016.
Sei i lungometraggi in rassegna, fra i quali l’ultimo lavoro di Zulawski, Cosmos, Pardo d’Oro per la miglior regia al 68mo Festival del film  Locarno nel 2015 e presentato in anteprima italiana. Tratto dall’omonimo romanzo di Witold Gombrowicz, Cosmos ha rappresentato per Zulawski il ritorno al cinema dopo 15 anni di assenza.
Un film sciarada, un mosaico di citazioni cinematografiche, letterarie, teatrali, il cui linguaggio rimanda al surrealismo storico e al teatro dell’assurdo. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: omaggio a Michelangelo Antonioni

Michelangelo Antonioni

Dal 5 al 13 giugno al Cinema Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana proporrà, in occasione dei dieci anni dalla scomparsa (30 luglio 2007), un omaggio a Michelangelo Antonioni, uno dei massimi registi di ogni tempo e fra gli inventori della modernità cinematografica.
Sin dal suo esordio (Cronaca di un amore, 1950), dopo le attività di critico cinematografico, assistente alla regia, cosceneggiatore ed una serie di cortometraggi, Antonioni ha infatti saputo rinnovare l’estetica neorealista, per poi inserirsi, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, con stile assolutamente personale, nella grande onda di sperimentazione linguistica che vide coinvolte varie cinematografie europee, rappresentando per il nostro cinema uno dei primi passi verso una necessaria modernità, da un punto di vista estetico, formale e di linguaggio.
Se nella citata opera prima imbastiva su una struttura di genere, il giallo, una costruzione particolare, attenta all’interazione ambiente-personaggi ed idonea a soffermarsi sulle sfumature psicologiche di quest’ultimi, piegando il linguaggio cinematografico all’esigenza di descriverne il disagio esistenziale nel continuare la vita di sempre, tra trasformazione ed evoluzione, dopo I vinti, 1952, e La signora senza camelie lo stile di Antonioni appariva definitivamente volto ad un’espressività autonoma ed originale. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “Aki Kaurismaki in 35 mm”

Aki Kaurismaki

“Forse ho pensato di fare cinema perché non sono capace di nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno su e giù per le vie del centro di Helsinki cercando di rimediare i soldi per bere, ma era sempre più difficile trovarne.
Allora ci siamo detti: cominciamo a fare film.
Uno ha chiesto: su cosa?.
Io ho risposto: su questo schifo che è la nostra vita”.
Questo il racconto del regista finlandese Aki Kaurismaki riguardo ciò che lo spinse al suo esordio, esternazione attraversata da quella stessa ironia che caratterizza tutti i suoi film, laconici, essenziali, a tratti surreali e attraversati da una commovente malinconia, autentici capolavori come l’appena uscito L’altro volto della speranza, che sarà proiettato in versione originale con sottotitoli italiani nel corso della rassegna Aki Kaurismaki in 35 mm presentata da Fondazione Cineteca Italiana al Cinema Spazio Oberdan di Milano, iniziata ieri, lunedì 22 maggio, con la proiezione di Ho affittato un killer e Le luci della sera. Conclusione domenica 4 giugno, per un omaggio composto da tredici film, di cui dieci verranno proiettati in pellicola 35mm. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: presentazione del libro “Cinemology”

Oggi, mercoledì 26 aprile, alle ore 20, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, gli  autori Matteo  Civaschi (Shortology) e Matteo Pavesi (Cineteca Milano) presenteranno Cinemology (Fausto Lupetti  Editore), il libro della grande storia del cinema, quarto volume della serie basata sul meccanismo della sintesi grafica, che comprende Shortology (pubblicato in Italia da Rizzoli e uscito in Gran Bretagna, Stati  Uniti, Germania, Francia, Spagna e Giappone), e dedicato a fatti storici e personaggi famosi, Filmology (incentrato  sul  cinema) e Proverbiology (ça va sans  dire). Dall’incontro tra il sapere cinematografico custodito nella prima Cineteca d’Italia e l’innovazione del graphic design, nasce  una nuova fruizione dell’oggetto libro: bastano  infatti pochi  secondi  per  “leggere” queste  illustrazioni, e con qualche icona grafica o pittogramma, come per incanto la storia del cinema prende forma.
Cinemology è un manuale a tutto tondo per grandi appassionati di cinema, ma anche per chi della Settima Arte è completamente a digiuno, potendone così scoprirne la storia, dai fratelli Lumière e le grandi correnti estetiche del Novecento, alle epocali trasformazioni contemporanee, oltre ad alcune delle più divertenti citazioni, le filmografie dei più grandi maestri condensate in un unico tableau, e i celebri short movies e sfiziosi aneddoti e record cinematografici. Continua a leggere

Milano, Festival “Cervello&Cinema” I Edizione

Perché i film ci piacciono e ci coinvolgono? Che impatto hanno su di noi?
Come influenzano il cervello, e come il cervello è influenzato da ciò che vede sullo schermo? È diverso guardare un film a casa o al cinema, sul tablet o sul grande schermo? Perché al cinema ci si emoziona pur sapendo che ciò che avviene davanti ai nostri occhi è fittizio?
A queste e altre domande risponderanno neuroscienziati e psicanalisti durante la prima edizione del Festival Cervello&Cinema (27 marzo – 2 aprile, Cinema Spazio Oberdan a Milano), evento che porta avanti la tradizione divulgativa dei BrainForum di BrainCircleItalia (presidente Viviana Kasam), organizzato insieme a Ospedale San Raffaele, Fondazione Cineteca Italiana e Hebrew University of Jerusalem, con il supporto di Roche e Cisal e il Patrocinio del Comune di Milano. Obiettivo degli organizzatori è avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori e giovani alla ricerca scientifica, uscendo dal mondo accademico e affrontando temi di grande attualità e interesse con un linguaggio accattivante e attraverso celebri film, tra i quali: Persona di Ingmar Bergman, che sarà accompagnato da un dibattito sul ruolo dei neuroni specchio; A Dangerous Method di David Cronenberg, che approfondirà il tema dell’uso dell’elettroshock; L’amore bugiardo di David Fincher, con cui si affronterà il tema della menzogna; Alla ricerca di Dory di Andrew Stanton e Angus MacLane che servirà da spunto per parlare dei Segreti della memoria. Continua a leggere

Figli della libertà

Avevamo lasciato Lucio Basadonne, regista di spot, documentari e videoclip, la moglie Anna Pollio, insegnante di grafica e pianificazione pubblicitaria presso una scuola superiore,  Gaia, la loro piccola figlia, alle prese con la visualizzazione (il documentario Unlearning, dai tre girato e sceneggiato) di un modello di vita alternativo caratterizzato da  modalità esistenziali volte ad assecondare diversi ritmi all’interno di un sistema verso il quale ci si sente estranei, senza “aggredirlo” o provare a demolirlo, bensì servendosi in maniera  più oculata di quanto esso può offrire. Si erano dunque messi in viaggio (autostop per le brevi distanze, il carpooling per quelle più lunghe) su e giù per l’Italia alla ricerca di quei nuclei familiari, spesso vere e proprie comunità, che hanno scelto differenti modalità d’esistenza, offrendo forza lavoro in cambio di vitto e alloggio.
Nel citato documentario ci si poneva inoltre al di fuori del “normale ordine delle cose” riguardo l’istruzione dei figli, spesso incentrata su metodi pedagogici che tengono in debito conto le necessità proprie dell’erudizione infantile, senza imposizioni programmatiche calate dall’alto.
Un tema quello descritto che diviene  fulcro narrativo portante della loro ultima realizzazione, Figli della libertà, visto che Gaia, dopo l’esperienza con la scuola elementare “normale”, ora frequenta una “scuolina” (così la chiamano i bambini) basata su di un sistema d’apprendimento alternativo, incline alla sperimentazione di cause ed effetti, che lascia gli scolari del tutto liberi di seguire le proprie inclinazioni  e l’onda emotiva del momento, riconoscendo loro la capacità di decidere come e cosa imparare, quando farlo e con chi, nell’assenza di cattedre, banchi o sistemi di votazione. Continua a leggere