Archivi tag: Sergio Leone

Un ricordo di Alessandro Alessandroni (1925-2017)

Alessandro Alessandroni

La musicale semplicità di un fischio, perfettamente coordinato con il tema portante della colonna sonora, motivi difficilmente dimenticabili, ora suggestivi e trascinanti, in sella ad un cavallo attraversando le lande desolate del  West più selvaggio, ora dolcemente evocativi e malinconici, passeggiando per le vie di una Roma semideserta in pieno Ferragosto… Grazie, Maestro Alessandroni.

 

Il mio nome è Tonino Valerii

Tonino Valerii

Tonino Valerii

Lo scorso giovedì, 13 ottobre, ci ha lasciati il regista cinematografico Tonino Valerii (Montorio al Vomano, 1934), fra le più alte espressioni di un modo di fare cinema che appartiene alla nostra storia e cultura cinematografica, basato sullo sfruttamento dei generi, probabilmente anche semplice ed “artigianale”, ma frutto di geniali e spesso felici intuizioni unite ad un’indubbia capacità registica, tanto da connotare la messa in scena di una fascinazione forse ingenua, ma ravvivata da una sana creatività. Formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Valerii iniziò i primi passi nel mondo della Settima Arte come autore di soggetti (Tutto è musica, 1963, Domenico Modugno) ed assistente alla regia, collaborando con Sergio Leone (Per un pugno di dollari, 1964, non accreditato; Per qualche dollaro in più, 1965), debuttando infine in qualità di regista con Per il gusto di uccidere (1966), un western che risentiva dell’influenza leoniana nell’impianto complessivo ma già caratterizzato da qualche vivace guizzo inventivo (un omicidio ripreso attraverso il particolare cannocchiale che il cacciatore di taglie protagonista, Lanky Fellows interpretato da Craig Hill, monta sul fucile). Continua a leggere

Per un pugno di scalini

manifesto-leonePrende il via oggi, giovedì 30 giugno, a Roma, con l’introduzione di Ennio Morricone a C’era una volta in America, l’Omaggio a Sergio Leone voluto da Piccolo Cinema America, all’interno del progetto Festival Trastevere Rione del Cinema, CityFest / Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Piera Detassis, e Leone Film Group. Luogo deputato alle proiezioni la Scalea del Tamburino/Scaloni di Viale Glorioso (Trastevere), dove il regista è cresciuto e vissuto per più di 20 anni.

Sergio Leone

Sergio Leone

“Dalla scalinata che chiude la strada, venivamo giù a taboga con delle tavole di legno. Ci facevamo pipì sopra, perché scivolassero meglio. Facevamo a sassate, ci battevamo contro quelli di Monteverde. Era la nostra Via Pal, e avrei voluto farne un film. Scrissi una sceneggiatura, ma il mio amico Fellini mi bruciò sul tempo”.
La Scalea del Tamburino, edificata nel 1891 in ricordo del sedicenne ciociaro Domenico Subiaco, morto in difesa della Repubblica Romana dall’invasione francese, ospiterà un mega schermo che sarà installato sul primo blocco di scalini, mentre una cabina di proiezione sorveglierà dall’alto la struttura, trasformando così l’enorme scalinata in un’arena cinematografica a cielo aperto con proiettore acceso dal tramonto all’alba. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Il doppio sullo schermo. Remake d’autore”

Fly_poster-1-Prende il via oggi, venerdì 15, a Milano, per concludersi domenica 31 gennaio, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, la rassegna Il doppio sullo schermo. Remake d’autore, che prevede 5 film cult più 5 remake per un totale di 10 grandi capolavori. Si parte con l’intramontabile La piscina (1969)  e il suo rifacimento A Bigger Splash (2015) di Luca Guadagnino, presentato in concorso all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e si continuerà con titoli quali The Fly (1986, David Cronenberg), remake dell’omonimo film del 1958 diretto da Kurt Neumann (da noi noto come L’esperimento del dottor K), vero e proprio capolavoro dell’horror-fantascientifico o Cape Fear – Il promontorio della paura, rifacimento di Martin Scorsese dell’omonimo thriller di John Lee Thompson del 1962).
Non mancano le due versioni (1934 e 1956) del film di Hitchcock L’uomo che sapeva troppo, dove la trama è la stessa ma cambia l’ambientazione: quello del ’34 è ambientato in Svizzera mentre quello del ’56 in Marocco.
Si chiude infine con il capolavoro Per un pugno di dollari, pellicola che ha consegnato Sergio Leone e Clint Eastwood alla storia del cinema, remake de La sfida del samurai di Akira Kurosawa. Continua a leggere

Un ricordo di Gabriele Ferzetti

Gabriele Ferzetti (repubblica.it)

Gabriele Ferzetti (repubblica.it)

Ci lascia Gabriele Ferzetti (Pasquale F. all’anagrafe), raffinato attore cinematografico e teatrale, morto ieri, mercoledì 2 dicembre, a Roma, sua città natale (1925). Nelle sue molteplici interpretazioni Ferzetti ha puntato su una recitazione asciutta, levigata, che offriva risalto all’eleganza della presenza scenica e ad un apparente distacco dai personaggi dei quali rivestiva i panni, riuscendo a metterne in risalto con naturalezza determinate zone d’ombra e delineando in tal modo una figura di uomo idonea ad esprimerne dubbi ed insicurezze, in particolare nell’ambito dei rapporti sentimentali, all’interno di una società, quella propria dell’Italia degli anni ’50 e ’60, in piena trasformazione.
Doti quelle descritte che furono valorizzate soprattutto da registi come Michelangelo Antonioni (Le amiche, 1955; L’avventura, 1960) o, quale contraltare di una particolare figura femminile, da Antonio Pietrangeli, in Nata di Marzo (1958), autore quest’ultimo che ne sottolineò anche la sottile ironia e l’estrema duttilità, caratteristiche idonee a far sì che Ferzetti potesse affrontare nel corso della sua carriera ruoli sempre diversi ed opportunamente caratterizzati. Ferzetti frequentò l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e debuttò sul grande schermo appena diciassettenne (La contessa Castiglione, 1942, Flavio Calzavara), per poi concentrarsi in particolar modo nell’attività teatrale ed ottenere infine un ruolo di rilievo al cinema ne La provinciale (Mario Soldati, 1953). Continua a leggere

Bologna: 52 serate in Piazza Maggiore “Sotto le stelle del cinema”

152 sere d’estate in Piazza Maggiore, a Bologna, Sotto le stelle del Cinema, dal 21 giugno al 15 agosto, un regalo rivolto ogni anno dalla Cineteca di Bologna, nell’ambito di bè bolognaestate, alle migliaia di persone che dalla metà di giugno affollano le proiezioni: tutte le sere, appena fa buio, alle ore 21.45, si illumina uno degli schermi più grandi d’Europa, per risplendere dei migliori restauri e delle migliori copie dei classici che hanno fatto la storia del cinema.
Un cartellone unico, che si inaugurerà domenica 21 giugno, con la versione restaurata di Per un pugno di dollari (Sergio Leone, 1964), finalmente in Piazza Maggiore dopo l’anteprima mondiale alla cerimonia di chiusura del 67mo Festival di Cannes, nel 2014. E quest’anno, ecco il mantenimento della promessa di una prosecuzione della kermesse, come annunciato dal direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli: “Dopo il prolungamento delle proiezioni, inaugurato lo scorso anno, fino alla metà di agosto, quest’anno illumineremo lo schermo di Piazza Maggiore anche per la serata del 15 agosto, appuntamento sempre molto amato dai bolognesi”. Continua a leggere

David di Donatello 2015: trionfa “Anime nere”

davidSi è svolta questa sera, venerdì 12 giugno, presso Il Teatro Olimpico di Roma, trasmessa in diretta da Rai Movie, la cerimonia di premiazione della 59esima edizione dei David Di Donatello, condotta, tra qualche battuta indovinata ed evidenti momenti di stanca, con tanto di affanno finale per rientrare nei tempi, da un professionale Tullio Solenghi, coadiuvato da due allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, Mimì Cutrera ed Eduardo Scarpetta. Momento clou la salita sul palco di Quentin Tarantino atteso per ritirare i David vinti con Pulp Fiction e Django Unchained (rispettivamente Miglior Film Straniero 1995 e 2013), che sono stati consegnati dal Maestro Ennio Morricone. Il regista americano ha sottolineato l’importanza nella sua formazione dell’influenza esercitata dai film di genere italiani, citando Fernando De Leo, Sergio Leone e Mario Bava. La sfida fra Munzi e Martone ha visto vincitore il primo con Anime nere (9 David su 5). Continua a leggere