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“Premio Anna Magnani”, ecco i riconoscimenti della IV Edizione

Si è svolta lo scorso giovedì, 16 marzo, al Teatro di Villa Torlonia di Roma la IV edizione del Premio Anna Magnani, condotta da Emanuela Tittocchia,  manifestazione internazionale dedicata alla memoria della grande attrice italiana, ideata da Matteo Persica, a cura di Francesca Piggianelli, che prevede la premiazione di personaggi del cinema, della cultura e della musica.
Ecco i premiati di quest’edizione: Premio International alla carriera: Giuliano Montaldo. Premio miglior attrice: Anna Foglietta. Premio miglior attore: Alessandro Borghi. Premio speciale musica: Paola Turci. Premio teatro romanità: Antonio Giuliani. Menzioni Speciali:alla carriera Vera Pescarolo; alla carriera per il giornalismo Giancarlo Governi; alla carriera Fioretta Mari; alla carriera per il trucco Gennaro Marchese; alla carriera per la produzione Pietro Innocenzi; al giornalismo, web e tv Emanuele Carioti; artista rivelazione Michelle Carpente.

Roma, giovedì 16 marzo la IV edizione del “Premio Anna Magnani”

Anna Magnani (annamagnani.net)

Appuntamento giovedì 16 marzo, alle ore 17.00,  al Teatro di Villa Torlonia di Roma, con  la IV edizione del Premio Anna Magnani, condotto da Emanuela Tittocchia,  manifestazione internazionale dedicata alla memoria della grande attrice italiana, ideata da Matteo Persica, a cura di Francesca Piggianelli,  che prevede la premiazione di personaggi del cinema, della cultura e della musica. Un’occasione per ricordare e celebrare il talento interpretativo dell’indimenticabile Nannarella, una delle più intense attrici che il cinema italiano abbia mai conosciuto,  uno di quei felici casi in cui la donna e l’artista hanno dato vita ad un tutt’uno imprescindibile, nella capacità di restare sempre fedele a se stessa e alla propria arte con una impareggiabile carriera teatrale e cinematografica. Quest’ultima ebbe il suo culmine con l’Oscar conseguito per l’interpretazione di Serafina Delle Rose (prima attrice italiana ad averlo vinto per l’interpretazione in una pellicola americana) nel film The Rose Tattooo (La rosa tatuata, 1955, Daniel Mann, da un soggetto teatrale di Tennessee Williams), ruolo che le valse anche un BAFTA quale attrice internazionale dell’anno e il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico; nel corso della serata sarà proiettato il documentario di Simona Fasulo, presente in sala, Italiani-Anna Magnani, dalla luna con amore, verranno raccolte testimonianze e letti testi, spesso inediti, dando vita ad un incontro dibattito tra i relatori e il pubblico. Infine nelle sale del Teatro sarà allestita una mostra fotografica dedicata all’attrice, a cura della Cineteca Nazionale.

Roma, proiezione di “Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay” all’ “HulaHoop Club & Art Gallery” del Pigneto

Domani, martedì 7 marzo, alle ore 21:30 all’HulaHoop Club & Art Gallery del Pigneto a Roma (via De Magistris 91) verrà proiettato il documentario Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay, opera prima diretta e autoprodotta in low budget da Francesco Chiatante (che ha curato anche montaggio, fotografia e post produzione), presente alla proiezione, che sarà eccezionalmente preceduta, dalle ore 18:00 alle 21:00 da una sessione di disegno dal vero con modella in costume a tema Sailor Fuku. Un evento, in un ambiente tranquillo e accogliente, dedicato a illustratori, pittori  fumettisti e a tutti coloro che praticano il disegno.

Prezzi
Sessione di disegno con modella – 4 euro
Tessera annuale del club – 3 euro
Gli artisti e disegnatori dovranno portare con sé il necessario per disegnare

Per maggiori informazioni
HulaHoop Club & Art Gallery via De Magistris 91/93 – 00176 Roma www.hulahoopclub.it

Nastri d’ Argento Doc: le cinquine finaliste

locandinaSono state annunciate nei giorni scorsi dai giornalisti aderenti al SNGCI le cinquine finaliste tra le quali saranno scelti i tre Nastri d’Argento 2017 per i migliori documentari dell’anno, insieme alla segnalazione di alcune menzioni speciali dedicate ai film con una particolare attenzione all’impegno sociale e a due documentari che rileggono quasi mezzo secolo dopo un decennio che ha segnato profondamente il cambiamento politico e di costume del Paese, ancora poco indagato, tra il ’68 e il ’77:  Assalto al cielo di Francesco Munzi e Femminismo! di Paola Columba. 30 i film finalisti su 55 ammessi alla prima selezione nella sezione dedicata al cinema del reale, ricordando come  quest’anno siano stati oltre 90 i titoli tra i quali sono stati scelti i suddetti finalisti: film presentati nell’anno solare, nei grandi Festival cinematografici e/o nelle rassegne specializzate, poi usciti in sala o in dvd e sul web o trasmessi da una rete televisiva, riguardanti il cinema del reale ma anche la documentazione sulla memoria dello Spettacolo e sempre di più la contaminazione tra realtà e fiction. Il prossimo 3 marzo alla Casa del Cinema di Roma saranno assegnati i tre Nastri al miglior documentario nelle sezioni cinema del reale, cinema e spettacolo (15 i finalisti selezionati) e docufilm dell’anno.
Il Direttivo dei Giornalisti ha già annunciato i due Nastri alla carriera 2017 per Gianni Minà e Giorgio Pressburger e prevede anche un Nastro speciale insieme alla consegna di altri riconoscimenti particolari destinati anche a titoli non compresi nelle cinquine. A seguire, l’elenco dei finalisti 2017. Continua a leggere

Un ricordo di Pasquale Squitieri

Pasquale Squitieri

Pasquale Squitieri

Ci ha lasciato ieri, sabato 18 febbraio, a Roma, il regista Pasquale Squitieri (Napoli, 1938), le cui opere si sono rese portatrici di un cinema viscerale e sanguigno, intuitivo e diretto, incentrato tanto sull’attualità quanto sulla proposizione  di determinati eventi storici, visualizzati ed enfatizzati in scena tramite una rappresentazione visiva e contenutistica che teneva in particolare considerazione la loro fascinazione popolare. Dopo la laurea in Giurisprudenza ed un impiego presso il Banco di Napoli, Squitieri esordì alla regia nel 1969 con Io e Dio, prodotto da Vittorio De Sica, per poi proseguire con gli spaghetti western, girati con lo pseudonimo di William Redford, Django sfida Sartana, 1970, e La vendetta è un piatto che si serve freddo, 1971, quest’ultimo connotato “politicamente” nei suoi riferimenti alle lotte rivoluzionarie terzomondiste e a tematiche proprie del periodo, quali la giustizia sociale o la ribellione alle iniquità del sistema. Continua a leggere

Nastri d’Argento Doc 2017: i finalisti

sngci1-545x404Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha annunciato ieri, mercoledì 15 febbraio, i 30 film finalisti sui 55 ammessi alla prima selezione nella sezione dedicata al cinema del reale tra i quali sarà scelto, appena concluso il Festival di Berlino, il vincitore del Nastro d’Argento Doc 2017. Oltre ai due Nastri alla carriera, già resi pubblici, per Gianni Minà e Giorgio Pressburger,  altri due andranno anche al miglior documentario sul cinema e lo spettacolo (15 i finalisti selezionati) e al miglior docufilm dell’anno, scelti nelle rispettive categorie.
Sono stati quest’anno oltre 90 i titoli presentati nell’anno solare, nei grandi Festival cinematografici e/o nelle rassegne specializzate, poi usciti in sala o in dvd e sul web o trasmessi da una rete televisiva, che riguardano il cinema del reale ma anche la documentazione sulla memoria dello spettacolo e sempre di più la contaminazione tra realtà e fiction: conferma di un’attenzione nuova e crescente sia del pubblico che degli autori, sottolinea il SNGCI, per il racconto del reale al quale tra l’altro la Casa del Cinema di Roma, dove i premi saranno consegnati il prossimo 3 marzo, dedicherà presto nuovi appuntamenti.
A seguire, la lista dei finalisti nelle rispettive categorie. Continua a leggere

Smetto quando voglio- Masterclass

sqvm_onesheet_data_b_jpg_1400x0_q85 Tre anni orsono il film  Smetto quando voglio scosse non poco l’asfittico panorama della commedia italica (fatte salve le consuete, per quanto sporadiche, eccezioni) nel fermo e coraggioso proposito di stimolare il pubblico  con una proposta a suo modo inedita, capace  sia di attingere al passato della classica commedia all’italiana (La banda degli onesti, 1956, Camillo Mastrocinque, I soliti ignoti, Mario Monicelli, 1958), sia di guardare al presente (le web serie e i serial televisivi americani), connotando il tutto con una regia (Sydney Sibilia) personale, agile, un cast particolarmente azzeccato ed una certa attenzione all’aspetto essenzialmente tecnico (la fotografia “psichedelica” di Vladan Radovic, il montaggio serrato di Gianni Vezzosi, la colonna sonora funzionale al girato). Ora il regista,  al tempo esordiente,  gioca un’ulteriore carta, mantenendo piacevolmente immutate le descritte caratteristiche nel riuscito Smetto quando voglio- Masterclass, secondo capitolo più che sequel,  ovvero lanciare sul tavolo un’altrettanto inedita modalità di realizzazione, relativamente alla nostra cinematografia. Continua a leggere