Archivi tag: Roberto Turigliatto

Locarno 70: uno sguardo al passato come lancio verso il futuro

Prenderà il via oggi, mercoledì 2, per concludersi sabato 12 agosto, la 70ma edizione del Locarno Festival, attraverso la quale, come risulta dalle parole del Direttore Artistico Carlo Chatrian,  si intende evidenziare tanto la solidità di un evento che resiste agli anni, alle mode, alle persone quanto la sua capacità di reinventarsi anno dopo anno, aggiungendo iniziative e adattando il suo programma:  ecco allora sale nuove e rinnovate (PalaCinema e GranRex), uno spazio per la parola (Locarno Talks), una finestra dedicata ai più giovani (Locarno Kids) e un concorso digitale (#movieofmylife). Un occhio dunque alla tradizione ereditata, nella previsione di ospiti che hanno inciso sulla storia del Festival e su quella del cinema tout court,  e l’ altro volto ad una riflessione relativa alla rilevanza che film e autori hanno oggi e avranno domani. Emblematica riguardo tali considerazioni il Pardo d’onore Manor che verrà conferito venerdì 11 agosto al regista, sceneggiatore, produttore e montatore cinematografico francese Jean-Marie Straub (Metz, 1933), il quale ha scritto, diretto e prodotto la quasi totalità dei suoi film insieme con la compagna Danièle Huillet, dando vita ad un tipo di cinema piuttosto rigoroso nell’esternazione delle modalità espressive, volte quest’ultime ad una rappresentazione critica della realtà, offrendo spesso una rilettura filmica di opere letterarie, teatrali, musicali e pittoriche, filologicamente corretta e al contempo libera ed essenziale nella visualizzazione resa nell’ambito della messa in scena. Continua a leggere

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Nastassja Kinski ospite d’onore del 70mo Locarno Festival

Nastassja Kinski

L’attrice tedesca Nastassja Kinski sarà ospite d’onore alla 70ma edizione del Locarno Festival (2-12 agosto): nell’occasione presenterà Cat People (Il bacio della pantera) di Paul Schrader, 1982, rilettura del capolavoro firmato dal regista francese Jacques Tourneur nel 1942, a cui Locarno dedica quest’anno la sua Retrospettiva, curata da Roberto Turigliatto e Rinaldo Censi, con la collaborazione della Cinémathèque suisse e della Cinémathèque française.
Nastassja Kinski è stata la musa di registi come Wim Wenders (Falsche Bewegung, 1975; Paris, Texas, 1982) o Roman Polanski (Tess, 1979) e ha duettato con grandi attori quali Marcello Mastroianni, Gérard Depardieu, Harvey Keitel, Robert Mitchum e Al Pacino; la Retrospettiva dedicata a Tourneur sarà ospitata nello storico cinema locarnese, che si presenterà con una nuova veste, completamente restaurato e ribattezzato Gran Rex.

 

Il Festival di Locarno omaggia Jacques Tourneur

Jacques Tourneur

Jacques Tourneur

Sarà dedicata al regista francese Jacques Tourneur (1904 – 1977) la Retrospettiva del 70mo Locarno Festival (2-12 agosto, ma vi saranno alcune iniziative già a partire dal mese di febbraio), autore in attesa di un riconoscimento pari al suo talento: le sue opere, spesso B movie, almeno per l’esiguità del budget a disposizione, oggi ci appaiono più incisive, visionarie, attuali di tante realizzazioni “maggiori”, soprattutto perché Tourneur ha saputo abbinare la forza affabulatrice dei racconti di genere con una poesia visiva unica, probabile eredità di quella doppia matrice europea e americana che ne ha contraddistinto la vita. La Retrospettiva sarà ospitata nello storico cinema locarnese, che per la 70ma edizione del Festival si presenterà con una nuova veste, completamente restaurato e ribattezzato GranRex. Jacques Tourneur nasce a Parigi nel 1904. Suo padre, il regista Maurice Tourneur, è stato uno dei pionieri del cinema francese. Dopo i primi film in Francia Maurice, prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, dove diventerà un cineasta affermato e acclamato dal pubblico. Continua a leggere

Torino, Cinema Massimo: al via la rassegna “Amato e rifiutato – Il cinema della giovane Repubblica Federale Tedesca”

img_0882Da oggi, lunedì 12 e fino a martedì 20 settembre, il Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo di Torino (Sala Tre) la rassegna Amato e rifiutato – Il cinema della giovane Repubblica Federale Tedesca. Pur se in versione ridotta, arrivano anche nel capoluogo piemontese gli echi della grande retrospettiva dedicata al cinema della giovane Repubblica Federale Tedesca, organizzata dal Festival del Film Locarno in collaborazione con Deutsches Filminstitut, e curata da Roberto Turigliatto e Olaf Möller, oggi in tournée in Europa e negli Stati Uniti d’America e che ha portato a Locarno quasi un’ottantina di film, realizzati in un periodo che va dal 1949 al 1963. Continua a leggere

Locarno 2016: “Amato e rifiutato”, la Retrospettiva dedicata al cinema della Repubblica Federale Tedesca

Carlo Chatrian

Carlo Chatrian

Il Festival del Film Locarno (69ma edizione, 3-16 agosto 2016) offrirà in cartellone una Retrospettiva dedicata al cinema della Repubblica Federale Tedesca del dopoguerra (dal 1949 al 1963), realizzata in collaborazione con il Deutsches Filminstitut e il cui titolo Amato e rifiutato ne spiega bene l’essenza, come ha spiegato Carlo Chatrian, direttore artistico della kermesse:
“Pur essendo cresciuto con il cinema delle nouvelles vagues e apprezzando la ventata di novità che hanno portato, penso sia opportuno tornare a guardare il cinema degli anni Cinquanta con uno sguardo libero da facili pregiudizi e considerarlo nel suo giusto valore. Il cinema della Germania dell’Ovest, a cui dedichiamo questo percorso, è un ottimo esempio di un’arte troppo velocemente rifiutata, considerandola come un puro prodotto commerciale. Amato e rifiutato mostra invece la varietà e ricchezza di un cinema che non solo ha segnato una generazione in cerca di ricostruzione d’identità ma capace anche di lasciare le sue impronte sulla prassi odierna, come i recenti film di Petzold e Graf testimoniano.” Continua a leggere

68mo Festival del Film Locarno, “la casa delle immagini”

LOC68-poster-F24-Soletta-FB-jan-880x839Decisamente suggestiva, e dalla valida visionarietà cinematografica, la rappresentazione offerta da Carlo Chatrian, Direttore Artistico del 68mo Festival del Film Locarno (5-15 agosto), volta a visualizzare il grande schermo e la stessa kermesse svizzera come “casa delle immagini”.
L’ispirazione è stata offerta dalla circostanza che lo sfondo offerto da varie abitazioni va ad inserirsi nel nucleo narrativo di molti film in programma, a partire dalla pellicola d’apertura, Ricki and the Flash, diretta da Jonathan Demme, che in Italia uscirà il 10 settembre, col titolo Dove eravamo rimasti. Spazi abitativi al cui interno è possibile ritrovare e condividere sentori affettivi che si ritenevano ormai del tutto perduti, simbolo al tempo stesso di possibili rinascite interiori e di molteplici problematiche, luoghi la cui perdita è possibile da un momento all’altro, per necessità o sulla spinta di ulteriori evenienze. Continua a leggere

68mo Festival di Locarno: la retrospettiva sarà dedicata a Sam Peckinpah

Sam Peckinpah (Movieplayer)

Sam Peckinpah (Movieplayer)

Sarà dedicata al regista Sam Peckinpah (1925–1984) la retrospettiva della 68esima edizione del Festival di Locarno (5- 15 agosto), comprensiva della sua intera opera cinematografica (previste numerose copie restaurate), oltre ad una selezione dei suoi lavori televisivi e delle interpretazioni in qualità di attore.
Curata dal programmatore e storico cinematografico Roberto Turigliatto, la suddetta retrospettiva sarà accompagnata da una pubblicazione di Fernando Ganzo, edita da Capricci, che sarà disponibile nelle versioni francese, inglese e spagnola. Coorganizzatori della rassegna sono la Cinémathèque suisse di Losanna e la Cinémathèque française di Parigi.

Carlo Chatrian

Carlo Chatrian

“Con Sam Peckinpah il Festival omaggia il cinema classico e quello postmoderno, il cinema di genere e il cinema d’autore, il cinema che si fa malgrado tutto e il cinema che è più forte di ogni ingerenza – ha dichiarato Carlo Chatrian, Direttore artistico del Festival -. Ancora una volta la retrospettiva vuole essere tanto un tuffo nell’universo di uno dei più carismatici creatori e un segnale lanciato al presente.
Ai registi che si danno il compito di guardare al futuro, i film di Peckinpah hanno molto da dire, e non solo perché spesso hanno preconizzato l’evoluzione della società. Al contempo lirici e brutali hanno descritto l’uomo e il suo mondo, senza paura di guardarlo diritto negli occhi.”