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Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Talenti” sudamericani

Carmen Miranda (Radio Sorriso)

Da oggi, venerdì 17 marzo e fino a domenica 2 aprile a Milano, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta “Talenti” sudamericani, tanti ritratti cinematografici di uomini e donne che hanno contribuito a formare nel mondo l’immaginario dell’America Latina: il poeta e politico cileno Pablo Neruda, lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez (di cui ricorrono anche i 100 anni dalla nascita), El Pibe de Oro Maradona, il rivoluzionario Ernesto Che Guevara, il Leader Maximo cubano Fidel Castro, Carmen Miranda, cantante naturalizzata brasiliana protagonista di numerosi musical hollywoodiani degli anni Quaranta, la pittrice messicana Frida Kahlo, ma anche fuorilegge come il narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, e Carlos Lo Sciacallo, il terrorista venezuelano più ricercato del XX secolo.
Da segnalare un appuntamento speciale davvero da non perdere: venerdì 31 marzo alle ore 17:30 sarà infatti ospite del MIC Martín Guevara, scrittore e nipote di Ernesto Che Guevara, che racconterà al pubblico la figura del guerrillero argentino prima di diventare il Che e parlerà della stretta relazione della sua vita con quella di Guevara, un uomo costantemente alla ricerca di una ragione di essere attraverso viaggi, letture, riflessioni. Continua a leggere

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Milano: “Omaggio a Philippe Noiret” al “Mic – Museo Interattivo del Cinema”

Philippe Noiret (repubblica.it)

Philippe Noiret (repubblica.it)

Dal 4 al 27 luglio presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Omaggio a Philippe Noiret, una rassegna di otto film con protagonista il carismatico attore francese scomparso nel 2006, che tanto ha dato al mondo del teatro e del cinema, caratterizzando in maniera estremamente vera, “spontanea” i vari personaggi interpretati sia sul palcoscenico sia sul grande schermo, offrendo pregnante risalto ad ogni loro connotazione, fisica e psicologica, grazie anche ad una mimica facciale idonea a mettere in risalto un volto da “uomo qualunque”, forte di una particolare espressione, sospesa fra rassegnazione e disillusione, ironia e malinconia. Nato a Lille nel 1930, Noiret dopo aver studiato recitazione con Roger Blin si dedicò alternativamente agli spettacoli teatrali (fece parte del Théâtre national populaire di Jean Vilar) e di cabaret (insieme a Jean-Pierre Darras), per poi esordire sul grande schermo con una piccola parte in Gigi (1949, Jacqueline Audry), anche se da alcuni fonti il debutto ufficiale al riguardo viene datato 1956, anno in cui fu protagonista de La pointe-courte, diretto da Agnès Varda. Continua a leggere

Ode al primo giorno dell’anno

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.

Vedo l’ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi
all’infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.

Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell’anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?

Dalle vie
e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell’anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.

La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio.

Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.

Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,
oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!

(Pablo Neruda, Oda al primer día del año, Tercer libro de odas, Terzo libro delle odi, 1957.Trad. Alessandra Mazzucco)