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Un ricordo di Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

Ci lascia l’ attrice e regista teatrale e cinematografica francese Jeanne Moreau (1928), morta questa mattina, lunedì 31 luglio, a Parigi, sua città natale. Donna dal fascino misterioso e sensuale, ancora prima che straordinaria interprete, con una propensione innata per i ruoli da femme fatale ma anche particolarmente duttile, ha offerto efficaci ed intense prove tanto nei ruoli comici che drammatici. Esordì sulle scene per la prima volta nel 1947, nella compagnia del Théâtre National Populaire di Jean Vilar al Festival di Avignone per poi far parte della Comédie française recitando in Le Cid (Pierre Corneille), dopo aver seguito,  all’insaputa dei genitori, i corsi di arte drammatica di Dennis d’Ines ed essersi successivamente iscritta al Conservatoire national d’art dramatique di Parigi. Due anni più tardi debuttava sul grande schermo, Dernier amour (Jean Stelli), cui seguirono piccole parti ed infine il primo ruolo da protagonista ne La regina Margot (La reine Margot, 1954, Jean Dréville), anche se occorrerà attendere il 1957 per l’interpretazione che le darà la grande fama internazionale, quella di Florence Carala nel vibrante noir Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud) opera d’esordio di Louis Malle, tratta dall’omonimo romanzo di Noël Calef. Continua a leggere

Un ricordo di Elsa Martinelli

Elsa Martinelli

Fotomodella e attrice cinematografica dal fascino naturale, scaturente tanto da un corpo longilineo e sinuoso quanto da uno sguardo esprimente allo stesso tempo dolcezza e determinazione, Elsa Martinelli (Roma, 1935) è morta  ieri, sabato 8 luglio, a Roma.
L’eleganza del portamento e l’indubbia presenza scenica,  così come l’esprimere una certa intraprendenza nell’ambito dei personaggi interpretati, le valsero presto l’appellativo di “Audrey Hepburn italiana”,  sottolineando  la distanza dall’idea di femminilità propria degli anni ’50.
S’impose all’attenzione internazionale recitando nel western Il cacciatore di indiani (The Indian Fighter,  André de Toth, 1955) accanto a Kirk Douglas, che la chiamò dopo averla notata in una fotografia sulla copertina della rivista Life, film che può considerarsi il suo vero debutto cinematografico, considerando le brevi apparizioni nei precedenti titoli Se vincessi cento milioni (Carlo Campogalliani e Carlo Moscovini, 1953, l’episodio L’indossatrice) e  L’uomo e il diavolo (Le rouge et le noir, Claude Autant-Lara, 1954, dove peraltro risultava non accreditata). Una volta tornata in Italia, recitò ne La risaia (Raffaello Matarazzo, 1955) e l’anno seguente in Donatella, per la regia di Mario Monicelli, film che le valse l’Orso d’Argento come miglior attrice alla sesta edizione del Festival di Berlino.  Mantenendo identica classe, l’attrice si cimentò poi in ruoli  più “difficili”, lontani dall’immagine della “brava ragazza”. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del cinema: “Il fascino discreto di Marlene Dietrich”

Marlene Dietrich

Marlene Dietrich

Da oggi, venerdì 30 settembre e fino a venerdì 21 ottobre a Milano al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Il fascino discreto di Marlene Dietrich, un omaggio in 15 film che offre una panoramica su una delle massime icone non solo della storia del cinema ma di tutta l’arte del ‘900. Dopo gli studi alla scuola Max Reinhardt di Berlino, la Dietrich iniziò a lavorare alternando teatro e cinema, sempre in piccole parti, fin quando non la notò Joseph von Sternberg, che le affidò il ruolo di Lola-Lola, la cantante di cabaret in calze nere che fa impazzire l’austero professor Unrat (Emil Jannings) in L’angelo azzurro (Der Blaue Engel, 1930). Da quel momento la sua carriera spiccò il volo. Trasferitasi a Hollywood in fuga dalla Germania nazista ( benché a lungo desiderata, nel suo paese natale non sarebbe più tornata, meritandosi l’accusa di tradimento), la Dietrich finì ben presto col diventare sinonimo di una figura femminile ammaliatrice, libera, disinibita, angelo e demone al tempo stesso, dotata di un ambiguo erotismo androgino, la cui mascolinità piaceva alle donne e la cui sensualità stregava gli uomini. Di lei Ernest Hemingway, suo grande amico, disse: “Se non avesse nient’altro che la voce potrebbe spezzarti il cuore. Ma ha anche un corpo stupendo e il volto di una bellezza senza tempo”. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “L’ineffabile Jeanne Moreau”

Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

Ha preso il via ieri, martedì 5, per concludersi domenica 31 luglio, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, L’ineffabile Jeanne Moreau, un omaggio attraverso 9 titoli ad  una delle attrici di punta degli anni Cinquanta, notata dal regista Louis Malle durante un’interpretazione teatrale e diventata presto la sua musa in film come Ascensore per il patibolo (1958) e Gli amanti (1958), proposti insieme ad altre pellicole nella retrospettiva.
Donna dal fascino misterioso e sensuale, meravigliosa attrice, con una propensione innata per i ruoli da femme fatale ma anche particolarmente duttile, capace di offrire efficaci ed intense prove tanto nei ruolo comici che drammatici, Jeanne Moreau continuò la sua ascesa diretta da Michelangelo Antonioni ne La notte (1960), dove di nuovo è il dramma a dare espressività al volto del personaggio che interpreta. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Alida Valli, la diva”

Alida Valli

Alida Valli

Da oggi, martedì 29 marzo e fino a giovedì 17 aprile a Milano presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenta Alida Valli, la diva, una rassegna cinematografica che ripercorre la straordinaria carriera cinematografica della divina attrice italiana, a dieci anni dalla sua scomparsa. Alida Maria Laura von Altenburger all’anagrafe, la Valli è stata fra le nostre più grandi interpreti, apprezzata anche a livello internazionale, dall’invidiabile presenza scenica, fortemente espressiva ed esaltata dall’innegabile bellezza, il cui fascino era esaltato dallo splendido sguardo, sensuale ed altero al contempo; la retrospettiva ne ripercorrerà la carriera ricordando uno dei suoi primi film, Il feroce saladino di Mario Bonnard, fino al thriller soprannaturale del maestro del giallo Dario Argento, Suspiria passando poi attraverso altri grandi capolavori, primo fra tutti Senso di Luchino Visconti, e fra i film in costume anche Piccolo mondo antico di Mario Soldati, girato nel 1941 e oggi considerato un classico della cinematografia italiana, entrambi interpretati con toccante adesione da parte della grande attrice. Continua a leggere

Presentato il 33mo Torino Film Festival

1E’ stata presentata ieri, martedì 10 novembre, con la consueta duplice conferenza stampa (nel corso del mattino alla Casa del Cinema di Roma, nel pomeriggio al Cinema Massimo di Torino), la 33ma edizione del Torino Film Festival, che prenderà il via venerdì 20 novembre presso l’Auditorium Gianni Agnelli quando sarà proiettato Suffragette diretto da Sarah Gavron. Madrina l’attrice Chiara Francini, che sabato 28 novembre condurrà anche la serata di premiazione e chiusura, al Cinema Reposi. L’immagine simbolo di questa edizione, che campeggia sul manifesto ufficiale, è quella di Orson Welles, nel centenario della nascita (6 maggio 1915), e nel trentennale della morte (10 ottobre 1985). Saranno inoltre presentati, nella sezione Festa Mobile, tre dei suoi capolavori in versione restaurata, Quarto potere (Citizen Kane, 1941), Rapporto Confidenziale (Mr. Arkadin, 1955) e L’infernale Quinlan (Touch of Evil, 1958). Il Gran Premio Torino sarà conferito al regista e sceneggiatore inglese Terence Davies, uno degli autori europei più originali e sensibili emersi nel corso degli anni Ottanta, capace di mescolare malinconia e ferocia, ironia e disperazione, con titoli quali The Terence Davies Trilogy (1984, raccolta dei tre cortometraggi Children, 1976, Madonna and Child, 1980, Death and Transfiguration, 1983), Voci lontane … sempre presenti (Distant Voices, Still Lives, 1988, che sarà presentato al Festival, introdotto dall’autore), Il lungo giorno finisce (The Long Day Closes, 1992) e, recentemente, Of Time and the City (2008) e The Deep Blue Sea (2011). Continua a leggere

Torino: “The Master. Omaggio a Orson Welles”

Orson Welles

Orson Welles

In occasione del centenario della nascita e del trentennale della morte, il Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo di Torino The Master. Omaggio a Orson Welles, un ampio tributo a uno dei grandi maestri della storia del cinema organizzato in collaborazione con l’Università del capoluogo torinese. L’inaugurazione avrà luogo questa sera, lunedì 19 ottobre, alle ore 20.30, con la proiezione del cortometraggio Il mercante di Venezia, presentato in anteprima mondiale alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Considerato perduto, il film è stato ricostruito grazie ai nuovi materiali ritrovati da Cinemazero di Pordenone e restaurato con il supporto del FilmMuseum di Monaco di Baviera.

Citizen-Kane-1941Welles è stato cineasta geniale e sperimentatore, artista moderno, irriverente, beffardo, celebrato, amato, osteggiato dallo studio system che lo esiliò, nonostante il successo. “Hollywood è un quartiere dorato adatto ai giocatori di golf, ai giardinieri, a vari tipi di uomini mediocri e ai cineasti soddisfatti. Io non sono nulla di tutto ciò”, disse con amara ironia. L’omaggio a Welles verrà completato dai film Quarto potere (Citizen Kane, 1941), L’infernale Quinlan (Touch of Evil, 1958) e Rapporto confidenziale (Mr. Arkadin, 1955), che saranno proiettati in versione restaurata al 33mo Torino Film Festival (20-28 novembre) nella sezione Festa Mobile.
Di seguito il programma delle proiezioni, rimandandovi per ogni informazione al sito del Cinema Massimo. Continua a leggere