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La tenerezza

Napoli, oggi. Lorenzo (Renato Carpentieri) è un anziano avvocato, scorbutico e scostante, intrattiene pessimi rapporti sociali e manifesta un’ostentata indifferenza nei confronti dei figli, Elena (Giovanna Mezzogiorno) e Saverio (Arturo Muselli), questi ultimi spesso in contrasto fra di loro, pur esternando un comune risentimento verso il genitore, dalle diverse sfumature ma comunque  basato sul reciproco conflitto. Sulle spalle del burbero professionista grava un passato non propriamente adamantino, tanto sul piano professionale, dove sotterfugi e vari accordi sottobanco nella composizione di tanti incidenti stradali sono stati praticamente all’ordine del giorno, quanto su quello affettivo, una moglie mai amata con sincero trasporto e sulla cui morte ha probabilmente gravato anche il dispiacere che il consorte avesse un’amante.
Reduce da un infarto, refrattario ad ogni possibile assistenza o aiuto da parte dei familiari, Lorenzo sembra affacciarsi nuovamente alla vita, mantenendo sempre la ruvidezza di fondo, una volta conosciuta Michela (Micaela Ramazzotti), giovane donna che da Trieste è venuta ad abitare nell’appartamento di fronte al suo, insieme al marito Fabio (Elio Germano), ingegnere navale e ai loro due bambini. Continua a leggere

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.88x31

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

Un ricordo di Pasquale Squitieri

Pasquale Squitieri

Pasquale Squitieri

Ci ha lasciato ieri, sabato 18 febbraio, a Roma, il regista Pasquale Squitieri (Napoli, 1938), le cui opere si sono rese portatrici di un cinema viscerale e sanguigno, intuitivo e diretto, incentrato tanto sull’attualità quanto sulla proposizione  di determinati eventi storici, visualizzati ed enfatizzati in scena tramite una rappresentazione visiva e contenutistica che teneva in particolare considerazione la loro fascinazione popolare. Dopo la laurea in Giurisprudenza ed un impiego presso il Banco di Napoli, Squitieri esordì alla regia nel 1969 con Io e Dio, prodotto da Vittorio De Sica, per poi proseguire con gli spaghetti western, girati con lo pseudonimo di William Redford, Django sfida Sartana, 1970, e La vendetta è un piatto che si serve freddo, 1971, quest’ultimo connotato “politicamente” nei suoi riferimenti alle lotte rivoluzionarie terzomondiste e a tematiche proprie del periodo, quali la giustizia sociale o la ribellione alle iniquità del sistema. Continua a leggere

Napoli Film Festival: i vincitori della XVIII Edizione

media564d97b74f921_255x365_crop_thumbSi è conclusa la scorsa domenica, 2 ottobre, la XVIII Edizione del Napoli Film Festival, con la cerimonia di premiazione che ha avuto luogo all’ Institut Français.
Il Vesuvio Award come Miglior Film, Concorso Europa & Mediterraneo, è stato conferito a Enclave del regista serbo Goran Radovanovic, la storia di un ragazzo serbo che deve attraversare una zona di confine per arrivare a scuola e ci va tutti i giorni in un carro armato, accompagnato dall’esercito dell’ONU. Questa la motivazione:
“Per aver portato all’attenzione del pubblico il disagio della minoranza serba in Kosovo negli anni del dopoguerra, attraverso una fotografia tematica e una regia consapevole”.
Il Premio Avanti! per la distribuzione nei cinema italiani, offerto dalla Lab80 è andato al film turco Dust Cloth di Ahu Ozturk, che narra di due donne curde, domestiche nei quartieri bene di Istanbul. Menzione speciale a Simshar di Rebecca Cremona, che racconta di una famiglia di pescatori con sullo sfondo il dramma dei migranti tra Malta e Lampedusa, “per la sua capacità di coinvolgere lo spettatore spingendolo a riflettere sulla problematica attuale dell’immigrazione clandestina”. Per la sezione Nuovo Cinema Italia è risultato vincitore Wide Blue Delivery di Alessandro Cattaneo, realizzato a bordo di un mercantile in giro per il mondo, con una menzione speciale a Al di là del risultato di Emanuele Gaetano Forte. Continua a leggere

Al via la 18ma Edizione del Napoli Film Festival

show_imgPrende il via oggi, lunedì 26 settembre, con proseguimento fino a domenica 2 ottobre, la 18ma edizione del Napoli Film Festival, per la direzione artistica di Mario Violini. Inaugurerà la kermesse partenopea il regista Mario Balsamo, che presenterà questa sera, presso il Cinema Metropolitan, alle ore 21.00, Mia madre fa l’attrice. Altre location previste sono PAN- Palazzo delle Arti, Institut Français, Instituto Cervantes, dove avranno luogo incontri e proiezioni; fra gli ospiti i registi Manetti Bros., Giuseppe Piccioni e Claudio Giovannesi. In programma anche numerosi incontri e proiezioni mattutine con gli studenti, Parole di Cinema, su conduzione del Prof. Sainati e organizzati in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e Mobydick Scuola. Novità di quest’edizione, la sezione Extra, che ospiterà al suo interno l’anteprima campana di Sweet Democracy con Dario Fo e Renato Scarpa, un film sulla libertà di espressione diretto da Michele Diomà, insieme ad altre quattro opere, alla presenza degli autori: Suncity (Cecilia Donadio e Felice Iovino); Sonderkommando (Nicola Ragone); A qualcuno piacerà – Storia e storie di Elio Pandolfi (Caterina Taricano e Claudio De Pasqualis); La buona uscita (Enrico Iannaccone). Previste sei Retrospettive, articolate in brevi ma significativi omaggi distribuiti nelle varie sezioni: da William Shakespeare e Sylvain Chomet (Percorsi d’autore), a Chiara Mastroianni (I volti del cinema) passando per Claudio Giovannesi (Autore emergente 2016) e Montgomery Clift (41° Parallelo). In collaborazione con l’ICAIC – Instituto Cubano dell’ Arte e Industria Cinemàtograficos di Cuba, presso l’Instituto Cervantes, sarà possibile assistere alla seconda parte del focus Cinema Havana, una selezione di otto lungometraggi cubani di finzione dal 2002 al 2015. Continua a leggere

Maccheroni (1985)

1L’americano Robert Traven (Jack Lemmon), manager di un’industria aeronautica, arriva a Napoli per concludere un importante affare.
Nel corso di un’intervista televisiva gli viene ricordato come nel 1945 si trovasse nel capoluogo campano, soldato americano della Quinta Armata, ma Robert, uomo del tutto dedito al lavoro e acciaccato dalla vita, sembra non ricordare molto di quel periodo. E così, quando si presenterà nella sua stanza d’albergo tale Antonio Jasiello (Marcello Mastroianni), il quale lo ha riconosciuto in tv, rammentando quel militare che quarant’anni addietro ebbe una relazione con sua sorella Maria, Robert si dimostrerà piuttosto brusco e scortese, con grande sconforto dell’amico di un tempo. Ma il riprendere contatto con la città, il rivedere quei luoghi dove era stato felice con Maria, faranno sì che l’irreprensibile uomo d’affari si riavvicini ad Antonio, venendo inoltre a scoprire una particolare messinscena perpetrata da quest’ultimo, il quale ha dato sfogo alle proprie velleità artistiche e cercato di confortare la sorella scrivendole negli anni tutta una serie di lettere che vedevano Robert spericolato reporter in varie parti del mondo. Continua a leggere

Natale in casa Cupiello

De Filippo 1Scritta e rappresentata nel 1931, anno in cui debuttò, il giorno 25 dicembre, presso il cinema-teatro Kursaal di Napoli ad opera della compagnia Teatro Umoristico I De Filippo, Natale in Casa Cupiello è forse la commedia più nota di Eduardo, caratterizzata inoltre da una particolare gestazione prima di giungere alla sua costruzione definitiva.
Nata originariamente come atto unico (oggi è il secondo), un secondo atto venne aggiunto l’anno successivo ed un terzo nel 1934. Eduardo ne curò anche due versioni televisive per la RAI, una nel 1962 e l’altra nel 1977, quella analizzata nell’articolo. Casa Cupiello, ore 9 del mattino, il giorno precedente la vigilia di Natale. Concetta (Pupella Maggio), prima di scendere a fare un po’ di spesa, si appresta a destare il consorte Luca (Eduardo De Filippo), il quale non riesce a capacitarsi, emergendo dalle coperte tutto imbacuccato, di come si sia già fatto giorno, neanche il tempo di mettersi a letto … Per non parlare del freddo patito durante la notte … Ma dopotutto è Dicembre e “questo Natale si è presentato con tutti i sentimenti”, come ripete l’uomo prima di accingersi a bere il caffè premurosamente portatogli dalla moglie, non propriamente di suo gusto (fete e’ scarrafone). Continua a leggere