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Un ricordo di Pasquale Squitieri

Pasquale Squitieri

Pasquale Squitieri

Ci ha lasciato ieri, sabato 18 febbraio, a Roma, il regista Pasquale Squitieri (Napoli, 1938), le cui opere si sono rese portatrici di un cinema viscerale e sanguigno, intuitivo e diretto, incentrato tanto sull’attualità quanto sulla proposizione  di determinati eventi storici, visualizzati ed enfatizzati in scena tramite una rappresentazione visiva e contenutistica che teneva in particolare considerazione la loro fascinazione popolare. Dopo la laurea in Giurisprudenza ed un impiego presso il Banco di Napoli, Squitieri esordì alla regia nel 1969 con Io e Dio, prodotto da Vittorio De Sica, per poi proseguire con gli spaghetti western, girati con lo pseudonimo di William Redford, Django sfida Sartana, 1970, e La vendetta è un piatto che si serve freddo, 1971, quest’ultimo connotato “politicamente” nei suoi riferimenti alle lotte rivoluzionarie terzomondiste e a tematiche proprie del periodo, quali la giustizia sociale o la ribellione alle iniquità del sistema. Continua a leggere

Napoli Film Festival: i vincitori della XVIII Edizione

media564d97b74f921_255x365_crop_thumbSi è conclusa la scorsa domenica, 2 ottobre, la XVIII Edizione del Napoli Film Festival, con la cerimonia di premiazione che ha avuto luogo all’ Institut Français.
Il Vesuvio Award come Miglior Film, Concorso Europa & Mediterraneo, è stato conferito a Enclave del regista serbo Goran Radovanovic, la storia di un ragazzo serbo che deve attraversare una zona di confine per arrivare a scuola e ci va tutti i giorni in un carro armato, accompagnato dall’esercito dell’ONU. Questa la motivazione:
“Per aver portato all’attenzione del pubblico il disagio della minoranza serba in Kosovo negli anni del dopoguerra, attraverso una fotografia tematica e una regia consapevole”.
Il Premio Avanti! per la distribuzione nei cinema italiani, offerto dalla Lab80 è andato al film turco Dust Cloth di Ahu Ozturk, che narra di due donne curde, domestiche nei quartieri bene di Istanbul. Menzione speciale a Simshar di Rebecca Cremona, che racconta di una famiglia di pescatori con sullo sfondo il dramma dei migranti tra Malta e Lampedusa, “per la sua capacità di coinvolgere lo spettatore spingendolo a riflettere sulla problematica attuale dell’immigrazione clandestina”. Per la sezione Nuovo Cinema Italia è risultato vincitore Wide Blue Delivery di Alessandro Cattaneo, realizzato a bordo di un mercantile in giro per il mondo, con una menzione speciale a Al di là del risultato di Emanuele Gaetano Forte. Continua a leggere

Al via la 18ma Edizione del Napoli Film Festival

show_imgPrende il via oggi, lunedì 26 settembre, con proseguimento fino a domenica 2 ottobre, la 18ma edizione del Napoli Film Festival, per la direzione artistica di Mario Violini. Inaugurerà la kermesse partenopea il regista Mario Balsamo, che presenterà questa sera, presso il Cinema Metropolitan, alle ore 21.00, Mia madre fa l’attrice. Altre location previste sono PAN- Palazzo delle Arti, Institut Français, Instituto Cervantes, dove avranno luogo incontri e proiezioni; fra gli ospiti i registi Manetti Bros., Giuseppe Piccioni e Claudio Giovannesi. In programma anche numerosi incontri e proiezioni mattutine con gli studenti, Parole di Cinema, su conduzione del Prof. Sainati e organizzati in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e Mobydick Scuola. Novità di quest’edizione, la sezione Extra, che ospiterà al suo interno l’anteprima campana di Sweet Democracy con Dario Fo e Renato Scarpa, un film sulla libertà di espressione diretto da Michele Diomà, insieme ad altre quattro opere, alla presenza degli autori: Suncity (Cecilia Donadio e Felice Iovino); Sonderkommando (Nicola Ragone); A qualcuno piacerà – Storia e storie di Elio Pandolfi (Caterina Taricano e Claudio De Pasqualis); La buona uscita (Enrico Iannaccone). Previste sei Retrospettive, articolate in brevi ma significativi omaggi distribuiti nelle varie sezioni: da William Shakespeare e Sylvain Chomet (Percorsi d’autore), a Chiara Mastroianni (I volti del cinema) passando per Claudio Giovannesi (Autore emergente 2016) e Montgomery Clift (41° Parallelo). In collaborazione con l’ICAIC – Instituto Cubano dell’ Arte e Industria Cinemàtograficos di Cuba, presso l’Instituto Cervantes, sarà possibile assistere alla seconda parte del focus Cinema Havana, una selezione di otto lungometraggi cubani di finzione dal 2002 al 2015. Continua a leggere

Maccheroni (1985)

1L’americano Robert Traven (Jack Lemmon), manager di un’industria aeronautica, arriva a Napoli per concludere un importante affare.
Nel corso di un’intervista televisiva gli viene ricordato come nel 1945 si trovasse nel capoluogo campano, soldato americano della Quinta Armata, ma Robert, uomo del tutto dedito al lavoro e acciaccato dalla vita, sembra non ricordare molto di quel periodo. E così, quando si presenterà nella sua stanza d’albergo tale Antonio Jasiello (Marcello Mastroianni), il quale lo ha riconosciuto in tv, rammentando quel militare che quarant’anni addietro ebbe una relazione con sua sorella Maria, Robert si dimostrerà piuttosto brusco e scortese, con grande sconforto dell’amico di un tempo. Ma il riprendere contatto con la città, il rivedere quei luoghi dove era stato felice con Maria, faranno sì che l’irreprensibile uomo d’affari si riavvicini ad Antonio, venendo inoltre a scoprire una particolare messinscena perpetrata da quest’ultimo, il quale ha dato sfogo alle proprie velleità artistiche e cercato di confortare la sorella scrivendole negli anni tutta una serie di lettere che vedevano Robert spericolato reporter in varie parti del mondo. Continua a leggere

Natale in casa Cupiello

De Filippo 1Scritta e rappresentata nel 1931, anno in cui debuttò, il giorno 25 dicembre, presso il cinema-teatro Kursaal di Napoli ad opera della compagnia Teatro Umoristico I De Filippo, Natale in Casa Cupiello è forse la commedia più nota di Eduardo, caratterizzata inoltre da una particolare gestazione prima di giungere alla sua costruzione definitiva.
Nata originariamente come atto unico (oggi è il secondo), un secondo atto venne aggiunto l’anno successivo ed un terzo nel 1934. Eduardo ne curò anche due versioni televisive per la RAI, una nel 1962 e l’altra nel 1977, quella analizzata nell’articolo. Casa Cupiello, ore 9 del mattino, il giorno precedente la vigilia di Natale. Concetta (Pupella Maggio), prima di scendere a fare un po’ di spesa, si appresta a destare il consorte Luca (Eduardo De Filippo), il quale non riesce a capacitarsi, emergendo dalle coperte tutto imbacuccato, di come si sia già fatto giorno, neanche il tempo di mettersi a letto … Per non parlare del freddo patito durante la notte … Ma dopotutto è Dicembre e “questo Natale si è presentato con tutti i sentimenti”, come ripete l’uomo prima di accingersi a bere il caffè premurosamente portatogli dalla moglie, non propriamente di suo gusto (fete e’ scarrafone). Continua a leggere

Viaggio in Italia (1953)

1Fra i film girati da Roberto Rossellini con Ingrid Bergman protagonista (Stromboli- Terra di Dio, 1950; Europa ’51, 1952; l’episodio Ingrid Bergman, 1953, da Siamo donne; Giovanna d’Arco al rogo, 1954; La paura, 1955), Viaggio in Italia rappresenta, almeno a parere di chi scrive, l’opera più riuscita, dalla portata compiutamente innovatrice; quest’ultima non venne compresa dalla critica del tempo, in Italia in particolare si rimproverava l’autore di aver tradito lo spirito del Neorealismo, lasciandosi andare ad un velleitarismo figurativo, ma venne comunque sottolineata e presa ad esempio dai giovani critici francesi della rivista Cahiers du cinéma, fondata nell’aprile 1951 da André Bazin e Jacques Doniol-Valcroze, tra i cui collaboratori figuravano Éric Rohmer, Jacques Rivette, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol e François Truffaut. Infatti, la struttura portante della pellicola, la sua costruzione complessiva, così affidata alla casualità, all’accadimento materializzatosi dinnanzi la macchina da presa ed offerto all’elaborazione degli spettatori, si ritroverà in molte realizzazioni della Nouvelle Vague, multiforme movimento innovatore all’interno della cinematografia francese, che si sarebbe sviluppato in particolare sul finire degli anni’50. Continua a leggere

Addio, dolce Laura

Laura Antonelli

Laura Antonelli

Ci lascia Laura Antonelli (Laura Antonaz, Pola, 1941), morta oggi, lunedì 22 giugno, a Ladispoli.
Una delle nostre ultime vere dive, capace di conciliare nelle sue interpretazioni, come poche altre attrici, un genuino melange di candido erotismo, innocenza e malizia, ironia ed autoironia, spaziando dalle commedie popolari al cinema d’autore. Profuga insieme alla famiglia durante l’esodo istriano, compì gli studi superiori a Napoli, città dove conseguì il diploma presso l’ I.S.P.E.F (Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica).
Divenne quindi insegnante d’Educazione Fisica presso un Liceo Artistico della Capitale, dove si era trasferita insieme ai suoi familiari, prendendo parte inoltre ad alcuni Caroselli ed interpretando una nutrita serie di fotoromanzi.
Il suo esordio cinematografico risale al 1964, un piccolo ruolo ne Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli e poi l’anno successivo ne Le sedicenni, di Luigi Petrini. Già nel 1969, dopo altre partecipazioni in film come Le spie vengono dal semifreddo (Mario Bava, 1966) o La rivoluzione sessuale (Riccardo Ghione, 1968), ebbe la sua prima parte importante, quando il regista Massimo Dallamano la volle come protagonista nel suo Venere in pelliccia (dal romanzo di Leopold von Sacher-Masoch). Continua a leggere