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“Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene…”

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.

Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.

Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa’ che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.

Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.

Totò

Guardaci dalle unghie delle nostre donne, che da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Continua a leggere

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

Ricordi

Mary Tyler Moore

Mary Tyler Moore

Settimana non foriera di buone notizie quella che sta per concludersi, anche circoscrivendola nell’ambito dello spettacolo, a parte la candidatura agli Oscar (e ai César) di Fuocoammare (Gianfranco Rosi) nella categoria Miglior Documentario.
Il mondo del cinema, così come quello televisivo, ha infatti perso alcuni protagonisti, spesso particolarmente amati dal pubblico per le riuscite caratterizzazioni conferite  ai personaggi interpretati, lasciando un ricordo indelebile. Mercoledì 25 gennaio ci ha lasciato l’attrice americana Mary Tyler Moore (Brooklyn, 1936), donna affascinante  e dotata di un notevole senso dell’umorismo, protagonista soprattutto in televisione dapprima a fianco di Dick Van Dyke nella serie The Dick Van Dyke Show (158 episodi dal 1961 al 1966), dove si fece notare per spigliatezza ed atteggiamenti anticonformisti, e poi nella sitcom Mary Tyler Moore Show (178 episodi dal 1970 al 1977, andati in onda sulla CBS), lasciando il segno nei panni di Mary Richards, figura moderna che si allontanava dai classici canoni rappresentativi della televisione del periodo nel portare in scena, nella confluenza di realtà ed ironia, una donna single, fiera della propria indipendenza ed orgogliosa del proprio lavoro, offrendo visualizzazione alle trasformazioni in atto nella società americana ed anticipando personaggi femminili che tanto sul piccolo come sul grande schermo avrebbero trovato spazio negli anni a venire. Continua a leggere

Un ricordo di Riccardo Garrone

Riccardo Garrone

Riccardo Garrone

Ci ha lasciato uno dei migliori caratteristi del nostro cinema, Riccardo Garrone, morto ieri, lunedì 14 marzo, a Milano.
Fisico prestante, elegante presenza scenica, ironia naturale e sorniona, all’insegna di un calibrato understatement, Garrone in 60 anni di carriera ha spaziato da titoli propri della commedia all’italiana ad altri più autoriali, passando anche per vari b-movies, senza dimenticare l’attività teatrale e televisiva, oltre quella di valido doppiatore, con una voce la cui tonalità ben si prestava ai personaggi cattivi dei film d’animazione (l’orso Lotso di Toy Story 3- La grande fuga, 2010, Lee Unkrich).
Nato a Roma nel 1926, Garrone frequentò l’Accademia Nazionale D’arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1949, lo stesso anno del suo esordio cinematografico, quando Mario Mattoli lo volle nel cast di Adamo ed Eva, mentre nel 1950 iniziò a lavorare anche in teatro, con la compagnia Gassman-Torrieri-Zareschi e successivamente con la compagnia Morelli-Stoppa diretta da Luchino Visconti. Continua a leggere

Un ricordo di Silvana Pampanini

Silvana Pampanini (interviste romane.net)

Silvana Pampanini (interviste romane.net)

Ci lascia l’attrice cinematografica Silvana Pampanini, morta oggi, mercoledì 6 gennaio, presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, sua città natale (1925), dove era ricoverata da circa due mesi. Donna estremamente sensuale, sguardo penetrante ad acuire quel modo di fare sfrontato ed ironico al contempo, ha rappresentato nell’immediato secondo dopoguerra uno dei primi sex symbol del nostro cinema. Spesso interprete all’interno di pellicole ancora genuinamente popolari, la cui ruspante comicità era mutuata direttamente dal proscenio della rivista, in realtà la Pampanini, grande appassionata di musica (studiò canto, pianoforte e danza), era intenzionata a seguire le orme della zia Rosetta, celebre cantante lirica, tanto da essere decisa a divenire soprano. Ma dopo aver partecipato, nel 1946, al concorso di Miss Italia (fu iscritta dalla sua maestra di canto), dove la vittoria di Rossana Martini venne oscurata da una sorta di ex aequo a furor di popolo in favore dell’attrice romana, per Silvana iniziarono ad aprirsi le porte del cinema, debuttando ne L’apocalisse (1947, Giuseppe Maria Scotese). Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Ugo, nessuno e centomila”

Ugo Tognazzi (Wikipedia)

Ugo Tognazzi (Wikipedia)

Da oggi, martedì 8 e fino a giovedì 31 dicembre, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenta Ugo, nessuno e centomila, una rassegna dedicata a Ugo Tognazzi,  venticinque anni dopo la sua morte.
Di seguito, un mio ricordo del grande artista e il programma della rassegna.

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Dalla comicità della rivista, che lo vide protagonista a partire dal 1945, alla tragedia degli uomini ridicoli, dalla tv in bianco e nero al cinema, fino a tutti gli anni Ottanta Tognazzi, attore dai mille volti, anzi centomila, ha dato vita a personaggi assai diversi – comici, grotteschi, tragici – sfruttando la capacità d’intrattenere il pubblico nel raccontare una qualsiasi storia, con quella voce così particolare nel mutare dalla pacatezza al tono più stridulo, accompagnata da una mimica del tutto naturale, egualmente alla propensione nel lanciare la battuta. Continua a leggere

Giacomo Furia (1925-2015)

Giacomo Furia

Giacomo Furia

E’ morto ieri, venerdì 5 giugno, a Roma, l’attore Giacomo Furia (G.Matteo Furia, Arienzo, CE, 1925), probabilmente l’ultimo dei caratteristi del cinema italiano, celebre in particolare per aver recitato a fianco di Totò in numerosi film (17, al bando la scaramanzia), offrendo, fra ironia, vis comunicativa e grande naturalezza, la caratterizzazione di un “tipo” cinematografico ben preciso, un misto di indolenza e bonomia, ingenuità e (rara) scaltrezza, quest’ultima tanto inopportuna da ritorcersi spesso a suo danno.
Una genuina combinazione di particolarità fisiche (l’andatura “dondolante”) e comportamentali (la ritrosia nei confronti di ogni evento idoneo a turbare il tranquillo andamento quotidiano), che hanno portato negli anni ad una identificazione totale con il genere filmico in cui l’attore si trovava frequentemente a recitare. Continua a leggere