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Ricordando John G. Avildsen: Rocky (1976)

John G. Avildsen

E’ morto ieri, venerdì 16 giugno, a Los Angeles, il regista cinematografico, nonché montatore e direttore della fotografia, John Guilbert Avildsen (Oak Park, Illinois, 1935), cineasta piuttosto poliedrico per quanto forse discontinuo nelle sue realizzazioni, a volte più attento allo svolgimento del plot narrativo che all’aspetto formale, ma capace di offrire grande risalto alle interpretazioni attoriali e agli aspetti meno edificanti della società americana, come nel suo film d’esordio Joe (La guerra del cittadino Joe, 1970), storia di un operaio razzista e conservatore, reduce di guerra (Peter Boyle), nemico dichiarato degli hippie, che seguì alle esperienze in qualità di assistente alla regia (Otto Preminger ed Arthur Penn, fra gli altri) e direttore della fotografia. Le tematiche proprie di un sentito impegno civile si ritrovano in  Save the tiger (Salvate la tigre, 1973),  protagonista Jack Lemmon (vinse l’Oscar come Miglior Attore Protagonista) nei panni di un ricco imprenditore che, fra turbamenti e ricordi di guerra, non esita a vendere la propria anima al diavolo, assecondando il malaffare, morale e materiale, ormai insinuatosi e destinato a divenire nota dominante nel consueto incedere quotidiano. Continua a leggere

La La Land

Los Angeles, oggi, un assolato giorno d’inverno. Anche un congestionato ingorgo stradale, almeno per quelle persone ancora in grado di trarre una scintilla vitale dal loro intimo più immaginifico, può rappresentare un’occasione per concedere inedito spazio ad un’indomita creatività, scatenando un gioioso happening tra le auto in fila.
E’ in questa situazione che fanno reciproca conoscenza Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling), pur se non propriamente seguendo la prassi del galateo, l’una aspirante attrice, al momento cameriera in un bar al Warner Village, e l’altro pianista jazz integerrimo, che fatica a sbarcare il lunario legato com’è ai grandi musicisti del passato e dei quali nessuno sembra più voler sentire parlare. I due avranno modo di scontrarsi in altre occasioni, fino a quando non inizieranno a frequentarsi, confidandosi i rispettivi sogni e le aspettative esistenziali, incitandosi reciprocamente a trovare le vie più opportune per la loro realizzazione. Dall’amicizia all’amore il passo sarà breve e intanto le aspirazioni cominceranno a prendere, non senza qualche difficoltà, una forma più definita: Mia tenterà la strada dell’autonomia, scrivendo ed interpretando  un monologo teatrale allestito a sue spese, Sebastian accetterà la proposta di un amico musicista, Keith (John Legend), piegandosi alla musica commerciale per necessità economica, in attesa di poter aprire un proprio locale. Continua a leggere

Oscar 2017: “Moonlight” è il miglior film, Damien Chazelle miglior regista per “La La Land”

oscar-2017-2Si è conclusa al Dolby Theatre di Los Angeles la cerimonia di premiazione, condotta da Jimmy Kimmell, relativa all’89ma edizione degli Academy Awards.
Miglior Film, dopo un concitato qui pro quo alla consegna delle buste, è risultato Moonlight di Barry Jenkins, che vede premiati anche Mahershala Ali come Miglior Attore non Protagonista  e sempre Jenkins insieme a Tarell McCraney per la Miglior Sceneggiatura non Originale, mentre il favorito La La Land consegue 6 statuette in totale (Miglior Regia, Damien Chazelle, Miglior Attrice Protagonista, Emma Stone, Miglior Fotografia, Miglior Scenografia, Miglior Colonna Sonora Originale e Miglior Canzone Originale).
Nulla di fatto per Fuocoammare di Gianfranco Rosi: Miglior Documentario è risultato OJ: Made in America diretto da Ezra Edelman e Caroline Waterlow, mentre l’Oscar per il Miglior Film Straniero è andato a Forushande (Il cliente, di Asghar Farhadi). Un po’ d’Italia la possiamo rinvenire alla voce Miglior trucco e acconciature (Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini premiati insieme a Christopher Nelson per Suicide Squad) e Miglior Cortometraggio d’Animazione (l’intenso e visivamente mirabile Piper di Alan Barillaro, canadese di origine italiane, e Marc Sondheimer). Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

Golden Globe Awards 2017: il trionfo di “La La Land”

73rd-open-ceremony-golden-globes-awards-2016-live-red-carpetSi è svolta ieri sera, domenica 8 gennaio, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles,  condotta da Jimmy Fallon, la 74ma cerimonia di premiazione dei  Golden Globe Awards, gli annuali riconoscimenti della Hollywood Foreign Press Association, l’associazione hollywoodiana della stampa estera. La La Land di Damien Chazelle si è aggiudicato ben sette riconoscimenti (premiati anche i protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling) nella categoria Motion Picture – Musical or Comedy, mentre il Miglior Film Drammatico è risultato Moonlight. Miglior Film Straniero è Elle, di Paul Verhoven, che vede anche premiata la protagonista Isabelle Huppert come Miglior Attrice in un Film Drammatico. Di seguito, l’elenco dei vincitori, relativamente alla sezione cinema. Continua a leggere

Debbie Reynolds (1932-2016)

Debbie Reynolds

Debbie Reynolds

Così è la vita, per quanto banale possa sembrare: nel giro di poche ore, quando non di un attimo, quanto hai davanti sparisce alla tua vista portato via da un refolo improvviso, il tempo del canonico battito di ciglia … 24 ore dopo la scomparsa di Carrie Fisher, il mondo del cinema ha quindi pianto anche la scomparsa di sua madre, Debbie Reynolds (Mary Frances Reynolds, El Paso, 1932), morta lo scorso mercoledì, 28 dicembre, a Los Angeles. Di bell’aspetto, sbarazzina e vivace, grazie alle discrete doti canore e di ballerina divenne presto l’interprete ideale di molti musical della Hollywood “dei tempi d’oro”a partire da Three Little Words (Tre piccole parole, 1950, Richard Thorpe), di due anni successivo al suo debutto cinematografico, una piccola parte in  June Bride (Vorrei sposare, Bretaigne Windust), anche se la grande notorietà venne raggiunta dall’attrice con il ruolo di Kathy Selden in  Singin’ in the Rain (Cantando sotto la pioggia, 1952, Stanley Donen e Gene Kelly), cui seguì, per la regia del solo Donen, Give A Girl A Break (Tre ragazze di Broadway). Continua a leggere

Oscar 2017: Jimmy Kimmel condurrà la cerimonia di premiazione

Jimmy Kimmel

Jimmy Kimmel

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha reso noto che sarà Jimmy Kimmel a condurre la 89ma edizione degli Academy Awards® al Dolby Theatre di Los Angeles domenica 26 febbraio 2017.
Kimmel, che succede nella conduzione a Chris Rock, ha la suo attivo due presentazioni degli Emmy Awards (2012 e 2016) ed è noto soprattutto come conduttore del Jimmy Kimmel Live! e co-conduttore di altri programmi televisivi, quali The Man Show (con Adam Carolla) e Win Ben Stein’s Money (con Ben Stein).

Los Angeles: tutto pronto per la 12ma edizione di “Cinema Italian Style”

cinema-italian-style-2016-419x600Si apre oggi, lunedì 14, a Los Angeles, la 12ma edizione di Cinema Italian Style, la rassegna promossa da Istituto Luce Cinecittà con American CInematheque che si protrarrà fino al 23 novembre, portando ad Hollywood, con autori e protagonisti, una vetrina di titoli tra i più significativi delle ultime stagioni. Un’edizione dedicata a Dino Risi nel centenario della nascita, ma soprattutto al lancio ufficiale di Fuocoammare per la corsa agli Oscar®, che avrà luogo ala presenza del suo autore, Gianfranco Rosi, giovedì 17 novembre, all’Egyptian Theatre. Dopo la proiezione seguirà una speciale conversazione del regista con il direttore della Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia, Alberto Barbera. Intanto questa sera, sempre all’Egyptian Theatre, vi sarà la proiezione de Il sorpasso di Dino Risi, in una versione restaurata promossa da Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna e Surf Film, un capolavoro italiano amatissimo in America, che anticipa la grande retrospettiva in programma dal 14 dicembre al MoMA di New York. Continua a leggere