Archivi tag: Jack Lemmon

Ricordando John G. Avildsen: Rocky (1976)

John G. Avildsen

E’ morto ieri, venerdì 16 giugno, a Los Angeles, il regista cinematografico, nonché montatore e direttore della fotografia, John Guilbert Avildsen (Oak Park, Illinois, 1935), cineasta piuttosto poliedrico per quanto forse discontinuo nelle sue realizzazioni, a volte più attento allo svolgimento del plot narrativo che all’aspetto formale, ma capace di offrire grande risalto alle interpretazioni attoriali e agli aspetti meno edificanti della società americana, come nel suo film d’esordio Joe (La guerra del cittadino Joe, 1970), storia di un operaio razzista e conservatore, reduce di guerra (Peter Boyle), nemico dichiarato degli hippie, che seguì alle esperienze in qualità di assistente alla regia (Otto Preminger ed Arthur Penn, fra gli altri) e direttore della fotografia. Le tematiche proprie di un sentito impegno civile si ritrovano in  Save the tiger (Salvate la tigre, 1973),  protagonista Jack Lemmon (vinse l’Oscar come Miglior Attore Protagonista) nei panni di un ricco imprenditore che, fra turbamenti e ricordi di guerra, non esita a vendere la propria anima al diavolo, assecondando il malaffare, morale e materiale, ormai insinuatosi e destinato a divenire nota dominante nel consueto incedere quotidiano. Continua a leggere

“Il bello Marcello”, l’America ricorda Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni

Presentata da Istituto Luce-Cinecittà e The Film Society of Lincoln Center, dal 17 al 31 maggio al Lincoln Center di New York avrà luogo la retrospettiva Il bello Marcello, dedicata a colui che può ritenersi il più iconico attore che il cinema italiano abbia mai avuto: Marcello Mastroianni.
Interprete dalla formazione teatrale (frequentò la scuola di Visconti), Mastroianni ha infatti offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di caratterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività.
Nell’alternare ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, è riuscito a dar vita ad un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato. Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine.
Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman, passando per Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, 1964, e Una giornata particolare di Ettore Scola, 1978) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola). Continua a leggere

Maccheroni (1985)

1L’americano Robert Traven (Jack Lemmon), manager di un’industria aeronautica, arriva a Napoli per concludere un importante affare.
Nel corso di un’intervista televisiva gli viene ricordato come nel 1945 si trovasse nel capoluogo campano, soldato americano della Quinta Armata, ma Robert, uomo del tutto dedito al lavoro e acciaccato dalla vita, sembra non ricordare molto di quel periodo. E così, quando si presenterà nella sua stanza d’albergo tale Antonio Jasiello (Marcello Mastroianni), il quale lo ha riconosciuto in tv, rammentando quel militare che quarant’anni addietro ebbe una relazione con sua sorella Maria, Robert si dimostrerà piuttosto brusco e scortese, con grande sconforto dell’amico di un tempo. Ma il riprendere contatto con la città, il rivedere quei luoghi dove era stato felice con Maria, faranno sì che l’irreprensibile uomo d’affari si riavvicini ad Antonio, venendo inoltre a scoprire una particolare messinscena perpetrata da quest’ultimo, il quale ha dato sfogo alle proprie velleità artistiche e cercato di confortare la sorella scrivendole negli anni tutta una serie di lettere che vedevano Robert spericolato reporter in varie parti del mondo. Continua a leggere

Roccella Jonica (RC): “L’abbiamo tanto amato. Omaggio ad Ettore Scola”

Ettore Scola

Ettore Scola

Appuntamento presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC) il 6 e il 13 maggio, alle ore 18.30, con L’abbiamo tanto amato. Omaggio ad Ettore Scola, una breve retrospettiva per ricordare il grande maestro della commedia all’italiana che ci ha lasciati lo scorso 19 gennaio; l’evento va ad inserirsi all’interno de I Caffè Artistico- Letterari 2016, su organizzazione del Gruppo di Lettura dell’ARAS- Progetto Cinema.

0I film in programma saranno Maccheroni (venerdì 6), con la coppia Jack Lemmon- Marcello Mastroianni protagonista di una suggestiva storia d’amicizia e Romanzo di un giovane povero (venerdì 13), espressione di una delicata sensibilità nel dare voce ai sentimenti umani, attraverso una messa in scena misurata ed elegante. Introduzione e commento a cura di Antonio Falcone, critico cinematografico.locandina

Addio ad Ettore Scola

Ettore Scola (ansa)

Ettore Scola (ansa)

Il mondo del cinema piange la scomparsa dell’ultimo maestro della commedia all’italiana, lo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico Ettore Scola (Trevico, Avellino, 1931), morto ieri, martedì 19 gennaio, a Roma, un autore che attraverso le sue opere ha saputo narrare la storia del nostro paese con attente annotazioni storiche, sociologiche e politiche delineate grazie a sceneggiature particolarmente cesellate (spesso scritte in collaborazione con Ruggero Maccari e il duo Age & Scarpelli) e ad una regia attenta tanto all’aspetto visivo quanto ad offrire il giusto risalto alle interpretazioni degli attori.

15591I film di Scola sono sempre stati caratterizzati da un ampio respiro cinematografico, capace di travalicare gli italici confini, come testimoniano gli importanti riconoscimenti ottenuti anche all’estero, in virtù appunto della suddetta felice combinazione fra un attento lavoro di scrittura ed un afflato visivo il più delle volte improntato alla libera espressione della sintassi cinematografica.
Penso agli splendidi, elegiaci, intarsi temporali di C’eravamo tanto amati (1974, Premio César come miglior film straniero, fra gli altri riconoscimenti), sottolineati dalle musiche di Armando Trovajoli, con un memorabile e simbolico passaggio dal bianco e nero al colore, ma anche a Ballando ballando (Le bal, 1983), che attraversa quasi 50 anni di storia francese avvalendosi del solo apporto combinato di musica, costumi e scenografie, senza dialoghi. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Anita Ekberg e Virna Lisi: ricordo di due dive internazionali”

Anita Ekberg

Anita Ekberg

Oggi, venerdì 6 marzo, e domani, sabato 7, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Anita Ekberg e Virna Lisi: ricordo di due dive internazionali, un omaggio in quattro film che intende ricordare le due grandissime attrici da poco scomparse (rispettivamente l’11 gennaio 2015 e il 18 dicembre 2014). Anita Ekberg, splendida donna svedese dalle forme giunoniche, nacque a Malmö il 29 settembre del 1931.
Nel 1950 venne eletta Miss Svezia e da lì iniziò la sua carriera di attrice, che la portò ad essere adottata nel Bel Paese soprattutto in seguito al successo ottenuto da La dolce vita di Federico Fellini, film nel quale interpretava Sylvia, diva americana in trasferta a Roma.
Da allora prese parte a molti altri film italiani, fino al ritiro dalle scene avvenuto nel 2002. Continua a leggere

Virna Lisi (1937-2014)

Virna Lisi (Wikipedia)

Virna Lisi (Wikipedia)

Grave, inevitabile ma dolorosa, perdita per il cinema italiano oggi, giovedì 18 dicembre: ci lascia Virna Lisi (Pieralisi all’anagrafe, Ancona, 1937), certamente una delle nostre attrici più affascinanti e talentuose, simbolo di un’ epoca, cinematograficamente parlando, tanto particolarmente inventiva e prolifica nella proposizione dei vari generi, quanto ancora capace di delineare al suo interno delle particolari figure divistiche, idonee però a staccarsi, in virtù di tenacia e determinazione entrambe dal peso considerevole, dai ruoli spesso imposti dalla macchina produttiva o dallo star system in genere.
Virna Lisi, forte di un fascino e di una eleganza del tutto naturali, il volto illuminato dal famoso sorriso, quest’ultimo contemporaneamente dolce e sensuale, non ha mai nascosto i segni del tempo che scorre, più semplicemente li ha assecondati, lasciando inalterata ogni traccia del suo inevitabile percorso, evolvendo però la sua rilevanza di donna e d’attrice, passando dai ruoli “semplici” degli esordi, soprattutto sentimentali (il debutto sul grande schermo risale al 1953, … E Napoli canta!, diretto da Armando Grottini, cui seguirono realizzazioni simili, dove la Lisi recitava a fianco di Giacomo Rondinella, oltre, per esempio, ai classici peplum) ad altri certo più complessi e pregni di particolari sfumature o accentuazioni psicologiche (fra i tanti, La cicala, 1980, Alberto Lattuada, interpretazione che le valse il David di Donatello come migliore attrice; La reine Margot, 1994, Patrice Chéreau, dove la sua prova nei panni di Caterina dei Medici le fece conseguire la Palma d’oro per la migliore interpretazione femminile al 47mo Festival di Cannes). Continua a leggere