Archivi tag: Ennio Morricone

Un ricordo di Alessandro Alessandroni (1925-2017)

Alessandro Alessandroni

La musicale semplicità di un fischio, perfettamente coordinato con il tema portante della colonna sonora, motivi difficilmente dimenticabili, ora suggestivi e trascinanti, in sella ad un cavallo attraversando le lande desolate del  West più selvaggio, ora dolcemente evocativi e malinconici, passeggiando per le vie di una Roma semideserta in pieno Ferragosto… Grazie, Maestro Alessandroni.

 

“Premio Virna Lisi” II Edizione: Paola Cortellesi Miglior Attrice dell’anno

Paola Cortellesi (cinematografo.it)

Paola Cortellesi (cinematografo.it)

Domani, martedì 8 novembre, alle ore 20:30, sul palco della Sala Petrassi all’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Fondazione Virna Lisi e una giuria scelta premieranno Paola Cortellesi come Attrice dell’anno 2016: dopo Margherita Buy, che ha ricevuto il riconoscimento lo scorso anno, è il turno di un’altra tra le attrici più amate da pubblico e critica, che vede così ulteriormente riconosciuta la sua superba capacità di passare con rara leggiadria e naturalezza dalla tenerezza alla goffaggine, dal sorriso alle lacrime, che le ha valso numerosi premi, tra cui quello come migliore attrice in Maria Montessori – Una vita per i bambini (2007) al RomaFictionFest, del David di Donatello come migliore attrice protagonista per Nessuno mi può giudicare (2011) e di un Nastro d’Argento (Premio Nino Manfredi) per Scusate se esisto! (2015). Nel corso della serata, che sarà condotta da Massimo Giletti, si esibiranno il cantautore Gino Paoli e il pianista jazz Danilo Rea.
Seguirà la proiezione del film Arabella (1967) di Mauro Bolognini, con le musiche di Ennio Morricone. Continua a leggere

Il mio nome è Tonino Valerii

Tonino Valerii

Tonino Valerii

Lo scorso giovedì, 13 ottobre, ci ha lasciati il regista cinematografico Tonino Valerii (Montorio al Vomano, 1934), fra le più alte espressioni di un modo di fare cinema che appartiene alla nostra storia e cultura cinematografica, basato sullo sfruttamento dei generi, probabilmente anche semplice ed “artigianale”, ma frutto di geniali e spesso felici intuizioni unite ad un’indubbia capacità registica, tanto da connotare la messa in scena di una fascinazione forse ingenua, ma ravvivata da una sana creatività. Formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Valerii iniziò i primi passi nel mondo della Settima Arte come autore di soggetti (Tutto è musica, 1963, Domenico Modugno) ed assistente alla regia, collaborando con Sergio Leone (Per un pugno di dollari, 1964, non accreditato; Per qualche dollaro in più, 1965), debuttando infine in qualità di regista con Per il gusto di uccidere (1966), un western che risentiva dell’influenza leoniana nell’impianto complessivo ma già caratterizzato da qualche vivace guizzo inventivo (un omicidio ripreso attraverso il particolare cannocchiale che il cacciatore di taglie protagonista, Lanky Fellows interpretato da Craig Hill, monta sul fucile). Continua a leggere

Per un pugno di scalini

manifesto-leonePrende il via oggi, giovedì 30 giugno, a Roma, con l’introduzione di Ennio Morricone a C’era una volta in America, l’Omaggio a Sergio Leone voluto da Piccolo Cinema America, all’interno del progetto Festival Trastevere Rione del Cinema, CityFest / Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Piera Detassis, e Leone Film Group. Luogo deputato alle proiezioni la Scalea del Tamburino/Scaloni di Viale Glorioso (Trastevere), dove il regista è cresciuto e vissuto per più di 20 anni.

Sergio Leone

Sergio Leone

“Dalla scalinata che chiude la strada, venivamo giù a taboga con delle tavole di legno. Ci facevamo pipì sopra, perché scivolassero meglio. Facevamo a sassate, ci battevamo contro quelli di Monteverde. Era la nostra Via Pal, e avrei voluto farne un film. Scrissi una sceneggiatura, ma il mio amico Fellini mi bruciò sul tempo”.
La Scalea del Tamburino, edificata nel 1891 in ricordo del sedicenne ciociaro Domenico Subiaco, morto in difesa della Repubblica Romana dall’invasione francese, ospiterà un mega schermo che sarà installato sul primo blocco di scalini, mentre una cabina di proiezione sorveglierà dall’alto la struttura, trasformando così l’enorme scalinata in un’arena cinematografica a cielo aperto con proiettore acceso dal tramonto all’alba. Continua a leggere

Oscar 2016: “Spotlight” miglior film, premiati DiCaprio e Morricone

Leonardo DiCaprio accepts the Oscar for Best Actor for the movie The Revenant at the 88th Academy Awards in Hollywood, California February 28, 2016.  REUTERS/Mario Anzuoni      TPX IMAGES OF THE DAY

Leonardo DiCaprio accepts the Oscar for Best Actor for the movie The Revenant at the 88th Academy Awards in Hollywood, California February 28, 2016. REUTERS/Mario Anzuoni TPX IMAGES OF THE DAY

Si è conclusa presso il Dolby Theatre di Los Angeles la cerimonia di premiazione, condotta da Chris Rock, relativa all’88ma edizione degli Academy Awards.
Miglior Film è risultato Spotlight, di Tom McCarthy, Miglior Regista Alejandro G. Iñárritu per The Revenant, film che vede (finalmente) premiato Leonardo DiCaprio come Miglior Attore Protagonista ed Emmanuel Lubezki per la Miglior Fotografia.
A portarsi a casa il maggior numero di statuette, sei, tutte “tecniche”(montaggio, trucco, sound editing, sound mixing, costumi, scenografia), è Mad Max: Fury Road, che forse avrebbe meritato maggiore considerazione dai membri dell’Academy, considerando che, ad avviso di chi scrive, George Miller ci ha offerto un film capace di restituire l’essenza del cinema più puro e genuino, al di là della, pur concreta, fantasmagoria visiva ed emozionale.
Ugualmente può scriversi per The Hateful Eight di Quentin Tarantino, che vede comunque premiato il Maestro Ennio Morricone, autore dell’intrigante e funzionale colonna sonora. Brie Larson è la Miglior Attrice Protagonista (Room, di Lenny Abrahamson), Miglior Film d’Animazione è risultato Inside Out, Miglior Film Straniero Son of Saul di László Nemes.
Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

Una stella per Morricone

Ennio Morricone (theguardian.com)

Ennio Morricone (theguardian.com)

Il prossimo 26 febbraio sulla celebre Walk of Fame di Hollywood vi sarà la cerimonia d’assegnazione di una stella, la numero 2574, per il Maestro Ennio Morricone, in occasione dell’undicesima edizione di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Fest che si svolgerà al Teatro Cinese dal 21 al 27 febbraio, dedicata proprio a Morricone; invitato, in qualità d’oratore, il regista Quentin Tarantino, per il quale Morricone ha composto le musiche di The Hateful Eight, già premiate con un Golden Globe Award e un BAFTA, in attesa di conoscere, nella notte di domenica 28 febbraio, il responso della 88ma edizione degli Academy Awards®, nell’ambito dei quali il celebre compositore, che vanta all’ attivo 450 colonne sonore dal 1960 (Il federale, Luciano Salce) ad oggi, ha ricevuto una candidatura, sempre per le musiche del citato film di Tarantino.

The Hateful Eight

thehateful8-teaser-posterVia il dente via il dolore, così recita l’antico adagio e quindi, da sempre poco avvezzo ai mezzi termini o ai giri di parole, scrivo sin da subito che The Hateful Eight, ultima fatica di Quentin Tarantino, regista e sceneggiatore, mi ha sì avvinto ma non convinto fino in fondo. Ho avvertito infatti rispetto ad altre opere del geniale “masticatore pop”, come mi piace definirlo, un senso di preordinata costruzione, un affidarsi meno spontaneo e “puro” alle potenzialità del cinema in quanto tale, nella sua primigenia essenza volta a dispensare emozioni e forza affabulante in virtù tanto delle immagini quanto della potenzialità della narrazione.
Tarantino ci ripropone tematiche a lui care, vedi l’incedere degli eventi sullo scenario di un mondo in procinto di cambiare, dove non tutto è come sembra, ma, almeno ad avviso di chi scrive, troppo circoscritte all’interno della cornice di una insistita strafottenza nel gestire e mescolare i vari generi, con un calcolato manierismo a riempire il vuoto circostante. Intendiamoci, il film, pur nella sua ponderata ed insistita lentezza, in particolar modo nella parte iniziale, coinvolge ed affascina, non fosse altro per l’alta carica personalizzante propria del suo autore, che gli permette così di elevarsi ben al di sopra dei tanti, troppi, blockbuster hollywoodiani dall’omologata impostazione, ma resta la sensazione, almeno a livello personale, di “catalogo ragionato” fin troppo zeppo nel voler riportare ogni vezzo in odor di cinefilia che è propria del nostro. Continua a leggere