Archivi tag: Elia Kazan

Un ricordo di Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

Ci lascia l’ attrice e regista teatrale e cinematografica francese Jeanne Moreau (1928), morta questa mattina, lunedì 31 luglio, a Parigi, sua città natale. Donna dal fascino misterioso e sensuale, ancora prima che straordinaria interprete, con una propensione innata per i ruoli da femme fatale ma anche particolarmente duttile, ha offerto efficaci ed intense prove tanto nei ruoli comici che drammatici. Esordì sulle scene per la prima volta nel 1947, nella compagnia del Théâtre National Populaire di Jean Vilar al Festival di Avignone per poi far parte della Comédie française recitando in Le Cid (Pierre Corneille), dopo aver seguito,  all’insaputa dei genitori, i corsi di arte drammatica di Dennis d’Ines ed essersi successivamente iscritta al Conservatoire national d’art dramatique di Parigi. Due anni più tardi debuttava sul grande schermo, Dernier amour (Jean Stelli), cui seguirono piccole parti ed infine il primo ruolo da protagonista ne La regina Margot (La reine Margot, 1954, Jean Dréville), anche se occorrerà attendere il 1957 per l’interpretazione che le darà la grande fama internazionale, quella di Florence Carala nel vibrante noir Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud) opera d’esordio di Louis Malle, tratta dall’omonimo romanzo di Noël Calef. Continua a leggere

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Milano, Spazio Oberdan: “Frida Kahlo, Tina Modotti e il Messico”

untitledfffDal 3 al 9 novembre presso Spazio Oberdan della Provincia di Milano (Sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2), Fondazione Cineteca Italiana presenta Frida Kahlo, Tina Modotti e il Messico, una rassegna cinematografica che prende spunto dalla mostra su Frida Kahlo attualmente in corso a Genova, al Palazzo Ducale (inaugurata lo scorso 20 settembre, visitabile fino all’8 febbraio 2015), e che mette a confronto due delle personalità più forti ed estreme dell’arte e della cultura del ‘900.
La rassegna intende inoltre sottolineare il loro rapporto di sostegno morale ed intellettuale con il Messico della rivoluzione zapatista (1910-1917) e del decennio successivo. Erano gli anni Dieci quando Tina Modotti, attrice e fotografa friulana (Udine, 1896), arrivò a Città Del Messico, animandone la vita culturale e raccogliendo intorno a sé intellettuali e artisti, fra i quali Diego Rivera, il più importante rappresentante del movimento muralista messicano e marito di Frida Kahlo (Cayocan, 1907). Continua a leggere

Addio ad Eli Wallach

Eli Wallach (Wikipedia)

Eli Wallach (Wikipedia)

La notizia è stata confermata ai media americani dalla figlia Katherine: Eli Wallach, l’indimenticabile Tuco (Benedicto Pacífico Juan María Ramirez), il “brutto” protagonista del capitolo conclusivo dell’ideale Trilogia del dollaro di Sergio Leone, insieme al “buono” Clint Eastwood e al “cattivo” Sentenza/Lee Van Cleef, è morto ieri, martedì 24 giugno, a New York, all’età di 98 anni. Un ruolo, quello del ghignante bandido di mezza tacca, dai modi spicci e poco avvezzo alla diplomazia (“Quando si spara si spara, non si parla!”), a lui, proveniente dalla scuola dell’Actors Studio di Lee Strasberg, certo congeniale, come d’altronde ebbe modo di dichiarare (“Da attore ho interpretato un intero campionario di banditi, ladri, signori della guerra e molestatori”) durante la cerimonia d’assegnazione dell’ Oscar alla Carriera, nel 2010.
Un riconoscimento che, come solitamente accade, appariva in veste di risarcimento tardivo, considerando le notevoli interpretazioni, egualmente talentuose e versatili, offerte da Wallach nel corso della sua carriera, a partire dal folgorante debutto sul grande schermo in Baby Doll (1956, Elia Kazan) nel ruolo del lascivo ed ambiguo Silva Vacarro, dopo gli esordi teatrali a Broadway nel 1945 con la pièce Skydrift, cui seguì nel 1948 The Rose Tatoo di Tennessee Williams, per cui ottenne un Tony Award. Continua a leggere

Addio a Ben Gazzara

 Ben Gazzara

Ben Gazzara

E’ morto a New York, sua città natale, all’età di 81 anni, l’attore Ben Gazzara, americano ma di origini italiane (i suoi genitori erano emigranti siciliani), per le conseguenze di un cancro al pancreas, che lo affliggeva da tempo.
Biagio Anthony Gazzara, il suo vero nome, si avvicinò piuttosto giovane al mondo dello spettacolo, unendosi ad una compagnia teatrale, frequentando per due anni l’università per poi lasciarla, dedicandosi all’ Actor’s Studio ed iniziare, a partire dagli anni cinquanta, a prendere parte ad alcune produzioni messe in scena a Broadway, facendosi notare ne La gatta sul tetto che scotta, di Tennessee Williams, dove interpretava, diretto da Elia Kazan, il ruolo di Brick, poi portato al cinema da Paul Newman, nella trasposizione ad opera di Richard Brooks.

La prima apparizione sul grande schermo risale al 1957, Un uomo sbagliato (The Strange One, Jack Garfein), apparendo poi in vari film, tra i quali si possono certamente ricordare titoli come Anatomia di un omicidio, Otto Preminger o Risate di gioia, Mario Monicelli, anche se sarà la collaborazione con il regista John Cassavetes a dar vita alle sue interpretazioni migliori (Mariti, Husbands, ’70; L’assassinio di un allibratore cinese, The Killing of a Chinese Bookie, ’76, La sera della prima, Opening Night, ‘77).

Tra gli anni ottanta e novanta Gazzara alternò la sua attività tra cinema e televisione (…e tutti risero, ’81, Peter Bogdanovich, Una gelata precoce, An Early Frost, ’85, tv movie incentrato sul tema dell’Aids), anche in Italia (Storie di ordinaria follia, 81, Marco Ferreri, Il camorrista, ’86, primo film di Giuseppe Tornatore, Don Bosco, Leandro Castellani), lavorando sino all’ultimo pur ricoprendo sempre piccole parti, essenzialmente come pregevole, intenso, caratterista, anche se in pellicole di prestigio, come The Big Lebowsky dei Fratelli Coen, ’98 o Dogville, 2003, Lars Von Trier.