Archivi tag: Domenico Paolella

Destinazione Piovarolo (1955)

Roma, 1922. Antonio La Quaglia (Totò), partecipa ad un concorso indetto dalle FS per capostazione di III Classe, 850 posti, e lo supera. Giunto però ultimo in graduatoria viene destinato a Piovarolo, un accogliente paesello, almeno dalle informazioni riportate in una guida turistica. In realtà La Quaglia si renderà presto conto di come la realtà sia ben diversa: in stazione si ferma un solo treno in tutta la giornata, può contare soltanto sull’aiuto di Beppa (Tina Pica), casellante/guardia sala/assistente ai capostazione celibi, unici svaghi le partite a scacchi via telegrafo con il collega di una vicina stazione e la frequentazione della locale osteria-Circolo culturale, dove si ripete ogni giorno l’ “attrazione” offerta da un ex garibaldino (Ernesto Almirante), l’aver sentito Garibaldi pronunciare la storica frase, rivolto a Bixio: “Caro Nino, qui si fa l’Italia o si muore”. Proprio questa citazione, una volta che  il vecchietto sta per morire, è contesa da due deputati giunti in paese, uno socialista e l’altro popolare. Una situazione dalla quale La Quaglia cerca di trarre vantaggio per ottenere un agognato trasferimento, ma intanto incombe l’avvento del regime fascista ed il nostro non sa come adeguarsi, tanto che su di lui gravano pessime note di qualifica. Continua a leggere

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Roccella Jonica (RC): Omaggio a Totò

(Elaborazione grafica di Elio Carrozza)

Avrà luogo nei giorni 5 e 6 agosto, a Roccella Jonica (RC), all’ex Convento dei Minimi, alle ore 22, la rassegna cinematografica Omaggio a Totò, due film per ricordare il “principe della risata” a cinquant’anni dalla scomparsa. L’evento rientra ne I Caffè artistico-letterari 2017, su organizzazione del Circolo di Lettura dell’A.R.A.S. e del Comune di Roccella Jonica- Assessorato alla Cultura.
I titoli proposti saranno: Dov’è la libertà…? (Roberto Rossellini, 1953, sabato 5 agosto), Destinazione Piovarolo (Domenico Paolella, 1955, domenica 6 agosto).
Introduzione e commento a cura di Rossella Scherl, associazione culturale Tratti in libertà, e di  Antonio Falcone, blogger e critico cinematografico.

Addio ad Ettore Scola

Ettore Scola (ansa)

Ettore Scola (ansa)

Il mondo del cinema piange la scomparsa dell’ultimo maestro della commedia all’italiana, lo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico Ettore Scola (Trevico, Avellino, 1931), morto ieri, martedì 19 gennaio, a Roma, un autore che attraverso le sue opere ha saputo narrare la storia del nostro paese con attente annotazioni storiche, sociologiche e politiche delineate grazie a sceneggiature particolarmente cesellate (spesso scritte in collaborazione con Ruggero Maccari e il duo Age & Scarpelli) e ad una regia attenta tanto all’aspetto visivo quanto ad offrire il giusto risalto alle interpretazioni degli attori.

15591I film di Scola sono sempre stati caratterizzati da un ampio respiro cinematografico, capace di travalicare gli italici confini, come testimoniano gli importanti riconoscimenti ottenuti anche all’estero, in virtù appunto della suddetta felice combinazione fra un attento lavoro di scrittura ed un afflato visivo il più delle volte improntato alla libera espressione della sintassi cinematografica.
Penso agli splendidi, elegiaci, intarsi temporali di C’eravamo tanto amati (1974, Premio César come miglior film straniero, fra gli altri riconoscimenti), sottolineati dalle musiche di Armando Trovajoli, con un memorabile e simbolico passaggio dal bianco e nero al colore, ma anche a Ballando ballando (Le bal, 1983), che attraversa quasi 50 anni di storia francese avvalendosi del solo apporto combinato di musica, costumi e scenografie, senza dialoghi. Continua a leggere