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Roma, due giorni di workshop “Tra cinema e fumetto, dallo storyboard al layout”

Martedì 18 e mercoledì 19 luglio  dalle ore 18.00 alle ore 20.00, alla Scuola delle Arti al Politecnico (via G.B. Tiepolo 13/a) nel quartiere Flaminio a Roma, avrà luogo il workshop Tra cinema e fumetto, dallo storyboard al layout. Due giorni dedicati allo studio delle inquadrature di film e tavole, analizzando le tecniche di regia, similitudini e differenze tra cinema e fumetto, con una particolare attenzione alle reciproche influenze tematiche e artistiche. Sono previste varie esercitazioni pratiche: scelta una sequenza di alcuni secondi tratta da un film, verrà trasposta in fumetto, con la realizzazione di una pagina o due di layout e uno storyboard dell’intera scena, con attenzione all’inquadratura, al montaggio della tavola, ai tagli e al ritmo narrativo. Il workshop, a numero chiuso – massimo 15 partecipanti – ha un prezzo di 40 euro, che comprende tutti i materiali necessari per le esercitazioni. L’evento fa parte della proposta artistica della Scuola delle Arti al Politecnico, che prevede corsi di scultura, disegno e pittura, pianoforte, canto, violino e da quest’anno la novità del corso di ceramica al tornio. Corsi sempre aperti, tenuti da artisti e lezione di prova gratuita.

Contributo di partecipazione per i due giorni: 40 euro

Tessera associativa: 5 euro- Sconto del 10% ai possessori Bibliocard

 

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L’ultimo metro di pellicola (2015)

Coloro che, come lo scrivente, veleggiano ormai verso i cinquant’anni d’età e abbiano mantenuto costante nello scorrere del tempo la passione verso il cinema, in ogni sua forma di manifestazione, credo non possano aver dimenticato quanto vissuto da ragazzini all’interno di una spesso fumosa sala cinematografica di paese, magari seduti in galleria su poltroncine di legno la cui scomodità veniva presto dimenticata una volta che, accompagnata da un caratteristico rumore, una misteriosa figura, appena visibile dietro un piccolo vetro, azionava il proiettore, un sottile fascio di luce irradiava lo schermo e, dopo il rapido susseguirsi di fotogrammi riproducenti un conto alla rovescia, prendeva vita il film tanto atteso, a volte preceduto da un breve “prossimamente”…
Suggestioni, quelle descritte, riaffiorate nella mia mente (e nel mio cuore) nel corso della visione del bel documentario scritto e diretto da Elio Sofia, al suo esordio dietro la macchina da presa dopo i trascorsi d’attore e sceneggiatore, L’ultimo metro di pellicola,  autoprodotto dallo Studio Gazzoli, di cui lo stesso regista fa parte. Continua a leggere

“Il cinema è …”

Umberto Eco

Umberto Eco

Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo”.

(Umberto Eco)

Stato di grazia

François Truffaut (albengacorsara.it)

François Truffaut (albengacorsara.it)

“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dischi di grande musica sarebbero sufficienti a rendermi felice fino alla morte”.
(François Truffaut, da François Truffaut- La biografia, Antoine de Baecque e Serge Toubiana, Edizioni Lindau).

Il bacio della pantera (Cat’s people) 1942

il-bacio-della-pantera-1942-699x1024Negli anni Quaranta l’horror era un genere ormai consolidato nel mondo cinematografico, poteva vantare tanti sostenitori, ma da tempo si era fossilizzato in saghe dal sapore troppo seriale. Nello stesso periodo prese però piede un nuovo filone che, pur con un budget limitato, riuscì a sviluppare canoni nuovi, volti a superare e ad innovare le consuete tecniche narrative, riscoprendo la creatività degli esordi, i cosiddetti”B-Movies”; il manager della RKO, Val Lewton, forse spinto più da necessità finanziarie che da intuizioni artistiche, diede il via a quello che verrà definito “horror suggerito”, incentrato più su allusioni e ambiguità che su sangue e violenza, così da coinvolgere l’immaginario degli spettatori; primo film con tali caratteristiche è “Il bacio della pantera” (“Cat People”), del 1942, con Jacques Tourneur alla regia e DeWitt Bodeen come sceneggiatore.

L’ingegnere navale Oliver Reed (Kent Smith) si innamora di Irena Dubrovna (Simone Simon, stupendamente felina), disegnatrice di moda di origine slava; una volta sposati la donna si rifiuta di avere rapporti sessuali, essendo convinta che su di lei incomba un’antica maledizione legata al suo popolo: lasciandosi andare alla passione si trasformerebbe in una feroce pantera. Oliver, stanco della situazione, si confida con la collega Alice (Jane Randolph), che gli consiglia di far visitare la moglie da un noto psichiatra, il dottor Judd (Tom Conway). Questi è convinto che Irena soffra di paure legate alla sua infanzia, non crede alla maledizione e, per averne la prova, la bacerà: la donna si trasformerà in pantera e assalirà il medico, che riuscirà comunque a ferirla a morte prima di soccombere.

Film in apparenza minore, ma in realtà ricco di contenuti, un vero vortice di mistero e raffinati sottintesi sessuali, che porta lo spettatore a chiedersi, anche dopo la tragica conclusione, se veramente Irena sia vittima di una maledizione o se sia affetta da problemi psicologici che le impediscono di esprimere la propria sessualità; il regista Tourneur è molto abile nell’insinuare tale dubbio, alludendo continuamente senza affermare nulla, alimentando la pellicola con sinistri simbolismi e scene ancora oggi terrificanti( una su tutte, quella in cui Alice immersa in una piscina avverte la presenza della pantera)dando, con un accorto uso delle luci, un tocco neoespressionista al genere horror.

Vi furono un seguito ( “The curse of Cat People”, di Robert Wise, 1944) ed un remake nel 1982, diretto da Paul Schrader, con Nastassia Kinski nel ruolo di Irena: i moderni effetti speciali e la sensualità della protagonista, non riescono però a creare alcun contatto con quella sottile linea dell’inconscio sospesa tra paura e libertà sessuale( “Dal peccato divise le due parti dell’essere, l’una e l’altra troveranno debita morte”, recita una voce alla fine del film originale, traducendo i versi che appaiono in sovrimpressione, tratti da “Holy Sonnets” di John Donne).