Archivi tag: Antonio De Curtis

“Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene…”

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.

Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.

Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa’ che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.

Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.

Totò

Guardaci dalle unghie delle nostre donne, che da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Continua a leggere

Annunci

Lecce, Festival del Cinema Europeo XVIII Edizione

Agnieszka Holland, Nuri Bilge Ceylan, Stephen Frears insieme a Isabella Ferrari, Francesco Maselli e Valerio Mastandrea sono i protagonisti della XVIII edizione del Festival del Cinema Europeo, diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano, in programma a Lecce da oggi, lunedì 3, per concludersi sabato 8 aprile, presso il Multisala Massimo.
Apertura con un omaggio al Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, in occasione del 50mo anniversario della sua scomparsa, con la presentazione in anteprima mondiale di Chi si ferma è perduto diretto da Sergio Corbucci, restauro realizzato a cura della Cineteca di Bologna e Titanus, nel laboratorio L’Immagine Ritrovata, con il contributo del Festival del Cinema Europeo.
La proiezione sarà presentata dal direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli alla presenza della nipote del Principe, Elena Alessandra Anticoli De Curtis e con la partecipazione straordinaria di Carlo Croccolo, che riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90mo compleanno e racconterà al pubblico la sua lunga carriera insieme a Totò, nel corso di un incontro condotto da Valerio Caprara. Continua a leggere

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.88x31

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

Festival del Cinema Europeo di Lecce: la 18ma edizione rende omaggio a Totò

Doppio anniversario per il Festival del Cinema Europeo di Lecce (3-8 aprile, Multisala Massimo) diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano, che si accinge a festeggiare i suoi 18 anni di attività e il cinquantenario dalla scomparsa di Totò, il Principe Antonio De Curtis, cui il Festival dedicherà un particolare omaggio inaugurando questa nuova edizione con l’anteprima mondiale del restauro di Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci, 1960, realizzato a cura della Cineteca di Bologna e Titanus, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, con il contributo del Festival del Cinema Europeo.
La proiezione sarà presentata dal direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli e si terrà la sera di lunedì 3 aprile al Cinema Multisala Massimo di Lecce alla presenza della nipote del Principe De Curtis, Elena Alessandra Anticoli De Curtis e con la partecipazione straordinaria di Carlo Croccolo, che riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90mo compleanno: l’attore racconterà al pubblico, in un incontro moderato da Valerio Caprara, la sua lunga carriera insieme a Totò.

**********************

Sono vent’anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai.
Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere!

Il pericolo ci sovrasta, in questo ufficio c’è uno iettatore: non uno iettatore da poco, ma uno iettatore ereditario. Il nonno era imbarcato sul Titanic e fu l’unico superstite del naufragio. Lo sbarcarono a Messina e la notte stessa venne il terremoto. Saranno coincidenze che coincidono, ma una coincidenza oggi, una coincidenza domani…

(Antonio Guardalavecchia/Totò in Chi si ferma è perduto)

La banda degli onesti (1956)

12345567uuhAntonio Bonocore (Totò), portiere presso uno stabile romano, conduce un’esistenza non certo agiata ma onesta, infatti rifiuta di prender parte ad un illecito relativo all’acquisto di una partita di carbone necessaria per la caldaia, prospettatogli dal nuovo amministratore, il ragioniere Casoria (Luigi Pavese), il quale lo minaccia di fargli perdere l’impiego, comportante l’abbandono dell’appartamento dove vive con l’anziana madre, la moglie e due bambini; quando però un ex incisore dell’Istituto Poligrafico in punto di morte gli confida di essersi appropriato di un cliché e della carta filigranata per la stampa dei biglietti da diecimila lire, non avendo mai avuto il coraggio di farne uso, pregandolo di disfarsene, Bonocore, tra dubbi ed esami di coscienza, decide la “diserzione dall’onestà”, coinvolgendo nell’impresa il tipografo Lo Turco (Peppino De Filippo), oberato dalle cambiali, e il pittore Cardoni (Giacomo Furia), prossimo ad essere sfrattato; dopotutto, il loro sarebbe “un lavoro proprio di una succursale della Zecca”, “un reato a responsabilità limitata”; il sopraggiungere del figlio più grande di Bonocore, guardia tributaria, capovolgerà non poco gli eventi… Continua a leggere

Dal 9 dicembre torna in sala “Risate di Gioia”

Locandina_Risate_di_GioiaSarà in 70 sale italiane da lunedì 9 dicembre, con il restauro promosso dalla Cineteca di Bologna e Titanus, in collaborazione con Rai Cinema, e realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, Risate di Gioia, commedia italiana del 1960 diretta da Mario Monicelli, quarto titolo (dopo Dial M for Murder, Alfred Hitchcock, Il Gattopardo, Luchino Visconti e Les Enfants du Paradis, Marcel Carné) del progetto della Cineteca di Bologna e Circuito Cinema per riportare in sala i classici restaurati tutti i lunedì e martedì, Il Cinema Ritrovato. Al cinema.

Anna Magnani e Totò (Archivio Titanus/Cineteca di Bologna)

Anna Magnani e Totò (Archivio Titanus/Cineteca di Bologna)

“Trovarsi senza soldi un giorno qualsiasi è male. Ma a Capodanno è peggio”.
Un incipit fulminante, nato dalla penna di Alberto Moravia (le due novelle Risate di Gioia e Ladri in chiesa, all’interno di Racconti romani, ’54) prima di passare nelle mani di Monicelli, uno dei maestri della commedia all’italiana, che nel 1960 fece incontrare di nuovo, per la prima e unica volta sul grande schermo, la coppia che aveva calcato il palcoscenico dell’avanspettacolo negli anni precedenti: Anna Magnani, ora affermata attrice internazionale grazie anche all’Oscar conseguito nel 1956 per La rosa tatuata (The Rose Tattoo, Daniel Mann, dal dramma di Tennessee Williams) e Totò, indiscusso Principe della risata e beniamino del pubblico. Accanto a loro il volto americano di Ben Gazzara.

Anna Magnani e Ben Gazzara (Archivio Titanus/Cineteca di Bologna)

Anna Magnani e Ben Gazzara (Archivio Titanus/Cineteca di Bologna)

E’ una commedia, fra le opere meno conosciute di Monicelli, anche sceneggiatore con Suso Cecchi D’Amico e il duo Age & Scarpelli, che vive tutta in una notte, quella di Capodanno, appunto, e si svolge interamente a Roma, seguendo le avventure, e le disavventure, di un trio inedito nella storia del cinema. Un film tutto da scoprire, anche considerando che all’epoca non ottenne il successo sperato e previsto, forse per quella particolare atmosfera sospesa fra i guizzi ancora vividi, ma ormai propri di un mondo in via di estinzione (quello dell’avanspettacolo), e toni esistenziali, dolenti ed amari, certo scaturenti da una disillusa visione della vita propria del regista.
In occasione del primo giorno di proiezione a Roma, Risate di Gioia sarà presentato lunedì 9 dicembre, alle ore 20.30 al Cinema Fiamma (via Bissolati, 47), da Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli.

Pranzo virtuale

Enzo Turco e Antonio De Curtis

Enzo Turco e Antonio De Curtis

(…) “Siccome il Monte di Pietà era chiuso, vai dallo scharcoutier qui alla cantonata…
“Da chi?”
Dallo sharcoutier alla cantonata…
“E chi è questo sciacquettiere?”
Il pizzicagnolo, il salumiere!
“Ah, il casanduoglio!”
Eh!
“E parla chiaro…”
Il bottegaio!
“Oh!”
fffsdfwer23rGli lasci questa roba in pegno e ti fai dare un chilo e mezzo di spaghetti: non pigliare la pasta grossa, perché non la digerisco…
“Eh, eh, eh … Pasquà, tu, con questa fame, digerisci pure le corde di contrabbasso…”
Va beh, lasciamo andare…
Poi ti fai dare una bella buatta di pomodoro, eh? Che a me gli spaghetti piacciono pieni di sugo. A proposito, il sugo come lo facciamo? Che dici, con la salsiccia? Sì, con la salsiccia, ti fai dare un chilo di salsiccia. Non pigliare quella stantia, quella già fatta, quello ha la macchina tritacarne, piglia la pelle, l’infila, trrr ta tà…, trrr ta tà: te la fa davanti a te. Chiaro? Oh! E poi rimaniamo così, asciutti asciutti? Solamente spaghetti e salsiccia?

“Eh…”
Vogliamo fare una bella padellata di uova? Eh? Uova in padella? Uova? Eh?
“Uova? Sì…”
Sì! Allora… 10 uova…Tu le uova le mangi?
“Se me le dai, me le mangio”.
Dolores Palumbo, Turco, Liana Billi

Dolores Palumbo, Turco, Liana Billi

Assicurati che siano fresche eh…
Tu le agiti, se sono fresche te le pigli, se no… Desisti, eh?

Come le vogliamo fare? Con la mozzarella?
Sì, facciamole con la mozzarella.
Le uova vanno fatte con la mozzarella.
Ti fai dare mezzo chilo di mozzarella di Aversa, freschissima: assicurati che sia buona.
Piglia con due dita, premi la mozzarella, e se cola il latte, te la pigli, se no, desisti. Oh, che altro? Niente più, un po’ di frutta secca … Ah, poi ti fai dare pure 5 lire in contanti, e vai fuori dirimpetto dal vinaio, a nome mio: dici qua mi manda don Pasquale il fotografo e ti fai dare due litri di Gragnano, frizzante. Assicurati che sia Gragnano, tu lo assaggi, frrrr, se è frizzante lo pigli, se no…

“Desisto”.
Desisti. Oh, che altro? Ah! Tornando qui a casa a fianco al portone c’è il tabacchino, piglia due sigari, uno per te e uno per me, e il resto me lo porti, và …
“Pasquà, dimmi una cosa, ma qui dentro c’è il paltò di Napoleone?”
(…) (…)

Dialogo tra Felice Sciosciammocca (Totò) e l’amico coinquilino Pasquale (Enzo Turco), rispettivamente scrivano e fotografo ambulante, entrambi male in arnese, mentre la famiglia riunita intorno al desco tristemente vuoto (Dolores Palumbo/Luisella, la compagna di Felice; Liana Billi/Concetta, la moglie di Pasquale e Pupella/Valeria Moriconi, loro figlia) annuisce silente nell’ascoltare l’elenco delle cibarie che si pensa di poter acquistare impegnando un paltò, dopo giorni di digiuno.

Insieme alla scena della lettera, un’altra memorabile sequenza del film Miseria e nobiltà, 1954, regia di Mario Mattoli, soggetto tratto dall’omonima commedia di Eduardo Scarpetta, 1888. Se la convinzione espressa da Turco nel descrivere tutto ciò che potranno mangiare è a dir poco esemplare, tra arie da gourmet e indomito senso d’orgoglio, la mimica espressa dal principe della risata, un movimento degli occhi, una semplice piega della bocca, rappresenta qualcosa di unico, fra un pensiero rivolto al cibo ed uno sguardo al misero involto che dovrebbe assicurarglielo, per poi trovare sfogo verbale nella battuta finale.