Archivi tag: Alfred Hitchcock

Allied – Un’ombra nascosta

allied_online_payoff_1-sht-2_jpg_1400x0_q851942.Il comandante d’aviazione canadese Max Vatan (Brad Pitt) viene paracadutato nel deserto del Marocco francese; collaboratore in qualità di agente segreto del SOE (Special Operations Executive) britannico, organizzazione voluta da Winston Churchill per il sabotaggio delle linee tedesche in Europa, Max, una volta prelevato dal contatto locale, viene a conoscenza della sua missione, recarsi al Café Rivoli di Casablanca così da incontrare “una donna con il vestito viola”, che si rivelerà essere una combattente della Resistenza francese, anch’essa collaboratrice del SOE, l’affascinante Marianne Beauséjour (Marion Cotillard).
I due dovranno fingere di essere una coppia sposata, i Berne, frequentare la variegata compagine sociale che bazzica nel locale, per lo più collaborazionisti di Vichy, così da ricevere l’invito ad un ricevimento in onore dell’ambasciatore tedesco, che dovranno far fuori. L’obiettivo verrà raggiunto, ma intanto le schermaglie fra la coppia, messe in atto anche per assecondare la recita degli sposini felici (con particolare zelo profuso da Marianne: “è la mia tecnica per fingere i sentimenti. Provarli davvero”), sono sfociate in un’ardente passione. Continua a leggere

Milano, le rassegne della Fondazione Cineteca Italiana

cdm_logoDal 28 dicembre al 4 gennaio in occasione del progetto Cantierememoria, manifestazione promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che ha avuto inizio alla Casa della Memoria del capoluogo lombardo l’1 dicembre per concludersi il 6 gennaio, la Fondazione Cineteca Italiana presenterà al MIC – Museo Interattivo del Cinema Cantierecinema, una rassegna cinematografica ad ingresso libero sui temi della Liberazione e della Memoria visti dal mondo del cinema.
I film in programma: Kapò (1959) di Gillo Pontecorvo, che racconta la storia di una giovane ebrea che da carnefice si trasforma, per amore, in martire; Night Will Fall – Perché non scenda la notte (2014) diretto dal documentarista e docente universitario Andrè Singer e realizzato da alcuni cinereporter inglesi e al cui montaggio contribuì anche Alfred Hitchcock; Suite francese (2015) di Saul Dibb, tratto da un’opera incompiuta della grande scrittrice ucraina Irène Némirowsky, melodramma elegante ma privo di compiacimenti, rigoroso ed essenziale nell’esprimere l’eterna lotta fra ragione e sentimento e infine Un condannato a morte è fuggito (1956) di Robert Bresson, storia vera che racconta la tremenda fuga di un partigiano dalle prigioni naziste. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del cinema: “Il fascino discreto di Marlene Dietrich”

Marlene Dietrich

Marlene Dietrich

Da oggi, venerdì 30 settembre e fino a venerdì 21 ottobre a Milano al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Il fascino discreto di Marlene Dietrich, un omaggio in 15 film che offre una panoramica su una delle massime icone non solo della storia del cinema ma di tutta l’arte del ‘900. Dopo gli studi alla scuola Max Reinhardt di Berlino, la Dietrich iniziò a lavorare alternando teatro e cinema, sempre in piccole parti, fin quando non la notò Joseph von Sternberg, che le affidò il ruolo di Lola-Lola, la cantante di cabaret in calze nere che fa impazzire l’austero professor Unrat (Emil Jannings) in L’angelo azzurro (Der Blaue Engel, 1930). Da quel momento la sua carriera spiccò il volo. Trasferitasi a Hollywood in fuga dalla Germania nazista ( benché a lungo desiderata, nel suo paese natale non sarebbe più tornata, meritandosi l’accusa di tradimento), la Dietrich finì ben presto col diventare sinonimo di una figura femminile ammaliatrice, libera, disinibita, angelo e demone al tempo stesso, dotata di un ambiguo erotismo androgino, la cui mascolinità piaceva alle donne e la cui sensualità stregava gli uomini. Di lei Ernest Hemingway, suo grande amico, disse: “Se non avesse nient’altro che la voce potrebbe spezzarti il cuore. Ma ha anche un corpo stupendo e il volto di una bellezza senza tempo”. Continua a leggere

Il caso Paradine (The Paradine Case, 1947)

posterLondra, 1946. L’affascinante Mrs. Anna Maddalena Paradine (Alida Valli) riceve la visita della polizia nella sua agiata dimora. Fredda e distaccata, ascolta impassibile l’accusa che le viene rivolta, aver avvelenato o fatto avvelenare suo marito, il colonnello Paradine, cieco di guerra.
Tradotta in carcere, la donna riceve la visita di Sir Simon Flaquer (Charles Coburn), avvocato, che prova a confortarla assicurandole l’assistenza di uno stimato collega, Anthony Keane (Gregory Peck).
Questi però, felicemente sposato con la dolce e premurosa Gay (Ann Todd), fin dal primo colloquio non si manifesterà insensibile all’ambiguo fascino della signora Paradine, dai trascorsi di vita non propriamente limpidi, finendo presto con l’innamorarsene, tanto da formulare una particolare linea difensiva, sostenere il suicidio del colonnello, cui avrebbe collaborato il suo fedele attendente, André Latour (Louis Jordan)…
Il caso Paradine è un adattamento, ad opera di Alma Melville, moglie del regista Alfred Hitchcock, dell’omonimo romanzo di Robert Hichens, sul quale intervenne pesantemente come sceneggiatore il produttore David O’Selznick, che impose numerosi rimaneggiamenti al soggetto originale. Continua a leggere

Roccella Jonica (RC): due film per ricordare Gregory Peck nel centenario dalla nascita

(Realizzazione grafica: Elio Carrozza)

(Realizzazione grafica: Elio Carrozza)

Avrà luogo a Roccella Jonica (RC), presso l’ex Convento dei Minimi, nei giorni 10 e 11 agosto, alle ore 21, la rassegna cinematografica organizzata dal Circolo di Lettura dell’A.R.A.S. per I Caffè Artistico Letterari 2016, di concerto con il Comune della cittadina- Assessorato alla Cultura, dedicata all’attore americano Gregory Peck, nel centenario dalla nascita. Saranno proiettati i film Il caso Paradine (mercoledì 10), 1947, diretto da Alfred Hitchcock, e Il buio oltre la siepe (giovedì 11), 1962, adattamento dell’omonimo romanzo di Harper Lee per la regia di Robert Mulligan. Due titoli idonei a ricordare l’encomiabile duttilità di un grande attore, tanto imponente nella presenza scenica quanto essenzialmente sobrio nella resa recitativa, caratteristiche che gli permisero di affrontare con elegante disinvoltura diversi generi cinematografici, alternando caratterizzazioni improntate ad una maggiore fisicità ad altre leggermente più sfumate, volte ad approfondire e far risaltare la psicologia dei personaggi interpretati. Introduzione e commento a cura di Antonio Falcone, critico cinematografico.

Milano, Spazio Oberdan: omaggio ad Ingrid Bergman nei 100 anni dalla nascita

Ingrid Bergman

Ingrid Bergman

A Milano, presso Spazio Oberdan, dal 6 al 17 novembre, Fondazione Cineteca Italiana proporrà un omaggio all’affascinante Ingrid Bergman in occasione dei cento anni dalla nascita ed in concomitanza con l’uscita nelle sale del documentario Io sono Ingrid, ritratto ricchissimo e coerente della meravigliosa attrice svedese diretto da Stig Björkman e realizzato grazie all’archivio di famiglia messo a disposizione dalla figlia Isabella Rossellini.
In programma, oltre al recente biopic, tre grandi film di Roberto Rossellini: Europa ’51, Viaggio In Italia e Stromboli terra di Dio, titoli che, a dispetto della loro estrema semplicità, costituiscono una profonda riflessione sull’animo umano. Due i film firmati da Alfred Hitchcock: Io ti salverò, in cui la Bergman è affiancata da Gregory Peck, e Notorius, dove ha accanto Cary Grant, pellicola quest’ultima definita da Truffaut “la quintessenza di Hitchcock”.
Memorabili poi le interpretazioni in Anastasia di Anatole Litvak che le valse l’Oscar, e in Casablanca di Michael Curtiz, il film che diede popolarità ad Humphrey Bogart. Continua a leggere

Maureen O’Hara, fascino e temperamento

Maureen O'Hara

Maureen O’Hara

Ci ha lasciato una delle ultime stelle della “vecchia” Hollywood, l’attrice irlandese, naturalizzata statunitense, Maureen O’Hara (all’anagrafe M. Fitz-Simons, Dublino, 1920), morta lo scorso sabato, 24 ottobre, nella sua casa di Boise, in Idaho.
Dotata di un forte temperamento, in perfetta simbiosi con un fascino ben definito, cui offrivano risalto la chioma rossa e gli splendidi occhi verdi, O’Hara è ricordata in particolare per le interpretazioni offerte nei film di John Ford, come How Green Was My Valley (1941, Come era verde la mia valle, ispirato all’omonimo romanzo di Richard Llewellyn, 1939) e soprattutto The Quiet Man (1952, Un uomo tranquillo), dove teneva caparbiamente testa a Duke John Wayne, dando vita a dei duetti memorabili, replicati in certo qual modo, riecheggiando La bisbetica domata di Shakespeare, anche nel western McLintock! (Andrew V. McLaglen, 1963).
La sua carriera ebbe inizio da giovanissima, una serie di esperienze in radio e all’Ireland’s National Theatre di Dublino, per poi esordire sul grande schermo nel 1938, grazie all’attore Charles Laughton, che ebbe modo di notarla nel corso di un provino. Continua a leggere