Archivi tag: Aldo Fabrizi

Donatella (1956)

Roma, anni’50. Donatella (Elsa Martinelli), è una bella ragazza, carattere determinato e sani principi; dopo aver svolto le mansioni di commessa in un magazzino di porcellane, è al momento disoccupata, però sta frequentando un corso di stenografia, non ama stare con le mani in mano, né è il tipo che si rassegna, pur consapevole della propria umile condizione sociale.
Il papà, Augusto (Aldo Fabrizi), è un modesto rilegatore di libri, la mamma non c’è più da qualche tempo, vi sono due fratellini ed insieme a loro vive uno “zio di latte”, tassista (Virgilio Riento). Donatella ha anche un fidanzato, Guido (Walter Chiari), per quanto il rapporto fra i due non sia propriamente idilliaco, essendo l’uomo piuttosto incline ad assecondare con una certa costanza “il bene effimero della bellezza”*. Un giorno nel far ritorno a casa, a piedi, così da risparmiare i soldi del tram, la fanciulla rinviene una borsa: dai documenti riesce a risalire alla proprietaria, una facoltosa signora americana (Catherine Williams), la quale per sdebitarsi l’assume in qualità di persona di fiducia, si occuperà della villa e seguirà i suoi affari mentre lei è in viaggio. La coinvolgente giovialità di Donatella, l’istintiva spontaneità e la disarmante eleganza del portamento e dei modi faranno sì che i vari domestici ne restino conquistati, a partire dal cameriere Pasquale (Giuseppe Porelli), che le farà da pigmalione all’interno di un mondo a lei sconosciuto, ma al quale non sembra fare fatica ad adattarsi. Continua a leggere

Roma, al via la mostra “Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora”

Steno

Sarà inaugurata oggi, martedì 11 aprile, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dove potrà essere visitata fino al 4 giugno, la mostra Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora, dedicata al regista e sceneggiatore Stefano Vanzina, in arte Steno, in occasione del centenario della nascita (19 gennaio 1917).  Autore tra i più prolifici ed eclettici del panorama italiano, Steno fu maestro nell’accostare nei suoi film situazioni comiche tipiche della commedia tradizionale a una pungente e talvolta amara satira di costume che rifletteva perfettamente l’evoluzione della società italiana alle soglie, durante e dopo il boom economico. Continua a leggere

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.88x31

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Luigi Zampa. Un film inedito e altri capolavori”

anni_difficili___locDa oggi, martedì 3 e fino a giovedì 12 novembre, a Milano presso il MIC- Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenta Luigi Zampa. Un film inedito e altri capolavori: in occasione della pubblicazione del dvd Mitgerissen (Intrappolato), ultimo numero della collana I tesori del MIC, edita da Fondazione Cineteca Italiana, contenente l’edizione tedesca del film di Zampa Anni difficili, distribuita nelle sale della Germania Ovest il 27 luglio 1951, il MIC dedica un omaggio al regista romano includendo i suoi film di maggior successo. Questa versione, per la prima volta edita in Italia, presenta notevoli differenze dall’edizione italiana: sono oltre 30 i minuti che la censura tedesca ha tagliato e diverse nuove immagini del repertorio tedesco completano il film. Continua a leggere

Roma: “Girando a Cinecittà 1937-1989”

untitledSi apre oggi, sabato 24 gennaio, nella Capitale, Girando a Cinecittà 1937-1989, la nuova mostra ospitata negli storici studi volta a raccontare 70 anni di storia del cinema attraverso i generi più importanti e significativi che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo: i grandi film delle origini, il drammatico periodo della guerra e del Neorealismo che ne seguì, l’arrivo delle produzioni americane e il fenomeno del divismo. Dalla Hollywood sul Tevere, avvolti dalle immagini, fotografie e costumi dell’epoca, si arriva al periodo dei film sulla Roma antica, quando a Cinecittà le produzioni in corso erano Quo Vadis?, Cleopatra, Ben Hur, ma anche quei tanti peplum italiani dedicati alle fatiche di Ercole e alle imprese di Maciste. Oltre 120 titoli realizzati dal 1937 agli anni ‘90, otto nuovi ambienti dedicati ai periodi storici fondamentali del cinema italiano e internazionale a Cinecittà: attraverso la suggestione di scenografie che arricchiscono e caratterizzano ciascun ambiente, si arriva al periodo della commedia italiana e in una scenografia che richiama il film I soliti ignoti, ci si immerge in uno dei più prolifici periodi di produzione filmica italiana che ha visto fiorire i nomi di tanti comici e interpreti quali Aldo Fabrizi, Totò, Alberto Sordi, Walter Chiari, e le straordinarie dive italiane Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Silvana Pampanini, Sylva Koscina, Marisa Allasio. Continua a leggere

Guardie e ladri (1951)

1Foro romano, secondo dopoguerra:due ladruncoli, Ferdinando Esposito (Totò) ed Amilcare (Aldo Giuffrè), tirano a campare organizzando piccoli furti e truffe, come proporre la classica patacca ad un turista americano (Williams Tubbs), il quale, scoperto il raggiro, cerca invano di inseguirli.
Tentano poi di approfittare della distribuzione di pacchi dono da parte di una associazione benefica, ma il benefattore è proprio l’americano truffato, che riconosce Esposito.
Inizia così un lungo inseguimento, in cui è coinvolto il brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi), dapprima in auto e poi a piedi attraverso la campagna romana, al termine del quale il ladro è arrestato, ma riesce scaltramente a fuggire.
Bottoni viene sospeso dal servizio e rischia di perdere il posto, a meno che, con mezzi propri, entro tre mesi, non riesca a riacciuffare il furfante; inizia le ricerche, in borghese, ne individua l’abitazione e cerca di avvicinare la famiglia, fino a quando i rispettivi componenti non stringeranno amicizia … Continua a leggere

“Roma città aperta”, il film simbolo della Liberazione ritorna restaurato nelle sale italiane

1Da domani, lunedì 31 marzo, e per tutto il mese di aprile, in 70 sale italiane, sarà proiettato il nuovo titolo del progetto Il Cinema Ritrovato. Al cinema promosso dalla Cineteca di Bologna e Circuito Cinema, volto ad assicurare una prima visione ai classici restaurati: Roma città aperta, il film simbolo di una nazione, del suo popolo, dei suoi valori, della Resistenza e di una nuova Italia che nasceva dal dolore della guerra, così come del Neorealismo cinematografico in qualità d’inedita espressione della nostra cultura (vinse il Grand Prix al Festival di Cannes del ’46 e ottenne una nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale), torna a rivivere grazie al nuovo restauro che rappresenta l’apice del Progetto Rossellini. Infatti, grazie agli sforzi di Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office, si è reso possibile il recupero di molti film diretti da Rossellini (La macchina ammazzacattivi, India, Viaggio in Italia, Stromboli terra di Dio, Una voce umana), presentati nel corso di questi anni al Festival di Cannes, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e al Torino Film Festival.

Anna Magnani

Anna Magnani

La proiezione in prima assoluta del suddetto nuovo restauro, realizzato dal laboratorio della Cineteca di Bologna, L’Immagine Ritrovata, a partire dal negativo originale ritrovato nel 2004 e conservato presso la Cineteca Nazionale, ha avuto già luogo nell’ambito di una serata evento, il 3 luglio dello scorso anno, a Bologna, in Piazza Maggiore, all’interno della XXVII Edizione del festival Il cinema ritrovato, sempre promosso dalla Cineteca di Bologna. Ora invece anticipa i festeggiamenti per il 70mo anniversario della Liberazione di Roma, avvenuta tra il 4 e il 5 giugno 1944.
Il negativo originale si credeva perduto: la leggenda narra che il film fosse stato girato su stock di pellicola trovata in giro, scaduta, comprata al mercato nero, ed in effetti quando alla Cineteca Nazionale, nel 2004, riemerse un negativo, si poté verificare come si trattasse proprio di “frattaglie” di pellicola di diversa provenienza, confermando così di essere tornati in possesso proprio del negativo originale. Il lavoro di schedatura portò a un primo restauro, utilizzato come riferimento per quello realizzato in seguito usufruendo di uno standard digitale di qualità ancora più elevata (4K). Continua a leggere