Archivi tag: Abel Ferrara

49ma Quinzaine des Réalisateurs, svelata la selezione

E’ stata presentata questa mattina, giovedì 20 aprile,  la 49ma edizione della Quinzaine des Réalisateurs, sezione indipendente e non competitiva del Festival di Cannes (70ma edizione, 18-28 maggio): il cartellone prevede una selezione di diciannove titoli alla quale  va ad aggiungersi una selezione di cortometraggi. Apertura con la commedia di Claire Denis, Un beau soleil intérieur, mentre la cerimonia di chiusura sarà affidata a Patti Cakes, di Geremy Jasper.
Tra i film selezionati troviamo tre italiani, L’intrusa (Leonardo di Costanzo), Cuori puri, opera prima di Roberto De Paolis e A ciambra diretto da Jonas Carpignano, insieme a titoli che si preannunciano interessanti, come il nuovo lavoro di Abel Ferrara, Alive in France, o Jeanette, musical incentrato sul racconto dell’infanzia di Giovanna d’Arco, per la regia di Bruno Dumont.
Di seguito, l’elenco dei lungometraggi selezionati. Continua a leggere

Nastro alla Carriera a Ninetto Davoli

Ninetto Davoli

Ninetto Davoli

Domani, venerdì 29 maggio, presso il MAXXI di Roma, in occasione dell’annuncio relativo alle candidature ai Nastri d’Argento 2015, sarà consegnato un Nastro alla carriera all’ attore pasoliniano per antonomasia, Ninetto Davoli. Ultimo testimone, nella qualità d’interprete, del cinema di Pier Paolo Pasolini, mai premiato quanto, invece, avrebbe meritato anche ai tempi dei suoi esordi e lungo la storia condivisa con il citato poeta, scrittore e regista.

Totò e Davoli in

Totò e Davoli in “Uccellacci e uccellini” (Pier Paolo Pasolini, 1966)

Mezzo secolo sul set quest’anno –dopo tanta fiction- tornato anche al cinema d’autore con il Pasolini di Abel Ferrara ma soprattutto con Michele Alhaique in Senza nessuna pietà, opera prima nella quale il suo ormai consumato talento spicca nella raffigurazione di un villain spietato, inedito nel suo repertorio.
Ninetto Davoli è un’icona, un simbolo, ma anche un attore che non ha mai tradito la sua storia e le sue origini, oggi apprezzato in nome della memoria cinematografica che incarna in tutto il mondo, sulla scia delle sue performance semplici, ingenue, ideate da Pasolini fin dalla sua prima volta sul set. Continua a leggere

Cannes 2015: Isabella Rossellini presiederà la Giuria di “Un Certain Regard”

Isabella Rossellini

Isabella Rossellini

Sarà l’attrice e regista italo-americana Isabella Rossellini a presiedere la Giuria di Un Certain Regard, la selezione ufficiale del Festival di Cannes (68ma Edizione, 13-24 maggio) composta da 20 film che verranno resi noti, insieme a quelli del Concorso, nel corso della conferenza stampa di giovedì 16 aprile. Figlia del regista italiano Roberto Rossellini e dell’attrice svedese Ingrid Bergman, quest’ultima oggetto di un omaggio da parte della kermesse francese, a partire dalla locandina ufficiale, Isabella ha esordito sul grande schermo nel 1979 (Il prato dei fratelli Taviani) per poi prendere parte man mano a produzioni sempre più rilevanti, offrendo intense interpretazioni (White Nights, Taylor Hackford, 1985; Tough Guys Don’t Dance, Norman Mailer, 1987; Les Yeux noirs, Nikita Mikhalkov, 1987; Blue Velvet, 1986, e Wild at Hearth, 1990, David Lynch). Dopo una serie di ruoli televisivi, in America ed Italia, la sua attività cinematografica riprese con Fratelli (The Funeral, Abel Ferrara, 1996) e Two Lovers (James Gray, 2008), mentre nel 2010 è apparsa ne La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo. Continua a leggere

Venezia 71: Costanzo, Martone e Munzi in Concorso

Manifesto_71MIACE’ stato reso noto stamane a Roma, presso l’Hotel St. Regis, il programma ufficiale della 71ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto-6 settembre), il quale conferma la presenza dei tre titoli italiani in Concorso già trapelata nei giorni scorsi: Il giovane favoloso, film biografico di Mario Martone su Giacomo Leopardi, interpretato da Elio Germano; Hungry Hearts, per la regia di Saverio Costanzo, tratto da Il bambino indaco (Marco Franzoso, Einaudi, 2012), che vede protagonisti Alba Rohrwacher e Adam Driver, ed infine Anime nere di Francesco Munzi, anche esso di derivazione letteraria, il noir omonimo di Gioacchino Criaco (Rubbettino Editore, 2008); se nella scorsa edizione della Mostra si evidenziava un risveglio del cinema inglese, quest’anno acquistano un certo risalto i film realizzati dai cugini d’oltralpe.

Mario Martone (mymovies,it)

Mario Martone (mymovies,it)

Quattro infatti le pellicole francesi in Concorso: La rançon de la gloire (Xavier Beauvois), Tre cuori (Benoit Jacquot), Le dernier coup de marteau (Alix Delaporte) e Loin des hommes (David Oelhoffen). Riguardo la cinematografia americana, oltre all’apertura con Birdman di Alejandro González Iñárritu, ecco Abel Ferrara e il suo atteso Pasolini, Davig Gordon Green (Manglehorn), Ramin Bahrani (99 Homes), Andrew Niccol (The Good Kill).
Nella selezione ufficiale anche il documentarista Joshua Oppenheimer con The Look of Silence, Fatih Akin (The Cut), il cineasta russo Andrej Končalovskij (Postman’s White Nights) e titoli certo rilevanti quali A Pigeon Sat On A Branch Reflecting On Existence, dello svedese Roy Andersson. Continua a leggere

Locarno 2013: Pardo d’onore a Werner Herzog

Werner Herzog (Wikipedia)

Werner Herzog (Wikipedia)

Il regista tedesco Werner Herzog sarà premiato durante il 66mo Festival del film di Locarno (7-17 agosto) con il Pardo d’onore Swisscom.
Herzog, il cui esordio nei lungometraggi risale al 1967 (Segni di vita, Lebenszeichen, Orso d’argento al 18mo Festival Internazionale del Cinema di Berlino per la Migliore opera prima), parteciperà, oltre che alla cerimonia di premiazione in Piazza Grande, ad una conversazione aperta al pubblico, moderata da Grazia Paganelli, co-autrice di una monografia a lui dedicata, e alla presentazione di una selezione di opere rappresentative della sua filmografia.

Questi i dieci film che saranno presentati: Anche i nani hanno cominciato da piccoli (Auch Zwerge haben klein angefangen, ‘70); Aguirre furore di Dio (Aguirre, der Zorn Gottes, ‘72); L’enigma di Kaspar Hauser (Jeder für sich und Gott gegen alle, ‘74); Nosferatu – Il principe della notte (Nosferatu: Phantom der Nacht, ‘79); Fitzcarraldo (‘82); Dove sognano le formiche verdi (Wo die grünen Ameisen träumen, ‘84); Il diamante bianco (The White Diamond, 2004); Grizzly Man (2005); L’ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder, 2005); My Son, My Son, What Have Ye Done (2009).

Il Pardo d’onore, sostenuto da Swisscom per il quinto anno consecutivo, è il riconoscimento attribuito dal Festival del film di Locarno a grandi registi del cinema contemporaneo: nell’ ultima edizione è stato assegnato a Leos Carax e in passato a maestri del calibro di Bernardo Bertolucci, Ken Loach, Paul Verhoeven, Jean-Luc Godard, Abbas Kiarostami, William Friedkin, JIA Zhang-ke, Alain Tanner, Abel Ferrara.

Al via la 68ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia

Vittoria Puccini

Vittoria Puccini

Dopo la preapertura di stasera, con la proiezione, in odor di miracolo, del film di Ezio Greggio Box Office 3D e i festeggiamenti relativi al recente compleanno di Lina Wertmuller, si aprirà ufficialmente domani, mercoledì 31 agosto, madrina l’attrice Vittoria Puccini, la 68ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Marco Mueller e presieduta da Paolo Baratta; la conclusione sabato 10 settembre, quando la Giuria, presidente il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Darren Aronofsky, assegnerà i premi ufficiali relativi alle opere in concorso, a partire dal Leone d’Oro per il miglior film.

George Clooney

George Clooney

Dando uno sguardo alle opere in concorso e fuori concorso, relativamente alla sezione principale, ciò che mi sembra risultare a primo acchito è come la presenza delle pellicole americane appaia improntata, in linea di massima, relativamente a tematiche e stile, ad una certa classicità, più che sulla spettacolarizzazione, a partire dal film d’apertura, The Ides of March, regia di George Clooney, tratto dalla pièce teatrale Farragut North di Beau Willimon; riguardo invece il nostro cinema, direi che appare ben rappresentato, tra intimismo (Quando la notte, Cristina Comencini, tratto dal suo omonimo romanzo, con Claudia Pandolfi e Filippo Timi), attenzione critica al reale e al sociale (Terraferma, Emanuele Crialese) e voglia di sperimentare (L’ultimo terrestre, esordio registico del disegnatore ed illustratore Gianni Pacinotti, in arte Gipi), mentre tra le altre opere in gara risaltano titoli quali Carnage, Roman Polanski, Killer Joe, William Friedkin, 4:44 Last Day on Earth, Abel Ferrara, A Dangerous Method, David Cronenberg, Life Without Principle (Dyut Ming Gam), Johnny To.

Nella sezione Fuori concorso, a far compagnia, tra gli altri, a Madonna, W.E., Al Pacino, Wilde Salomè, o a Steven Soderbergh, Contagion, appaiono i nomi di Ermanno Olmi, Il villaggio di cartone, quelli di Francesco Maselli, Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti, Nino Russo, Scossa, senza dimenticare l’evento speciale della kermesse, Questa storia qua, documentario su Vasco Rossi, realizzato da Alessandro Paris e Sibylle Righetti, anche se è sempre la sezione Controcampo italiano, equamente suddivisa tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, ad offrire il miglior colpo d’occhio sulla situazione del nostro cinema e la sua capacità d’andare incontro a determinate tendenze, se non di anticiparle: qui, tra gli esordi dietro la macchina da presa, oltre a Scialla!, dello sceneggiatore Francesco Bruni e a Il maestro, dell’attrice e produttrice Maria Grazia Cucinotta, rispettivamente lungometraggio e cortometraggio di apertura, ecco Andata e ritorno (work-in-progress) di Donatella Finocchiaro, o titoli certo intriganti, almeno sulla carta, come Pivano Blues – Sulla strada di Nanda, Teresa Marchesi o L’arrivo di Wang, Manetti Bros.

Marco Bellocchio

Marco Bellocchio

Ricordando, infine, l’assegnazione del Leone d’Oro alla carriera a Marco Bellocchio, in onore del quale verrà proiettato una nuova versione de In nome del padre, ’71, oggetto di un particolare director’s cut, la mia speranza è che al di là delle passerelle sul red carpet, ostentato glamour e le solite, immancabili, polemiche, a vincere più che i migliori, aggettivo che in fondo, cinematograficamente parlando, non vuol dire nulla, siano opere magari imperfette o con qualche squilibrio espresso a vari livelli, ma capaci di trarre forza da questa insolita diversità, esprimendo coraggio, coerenza e determinazione nel portare avanti una semplice idea, invogliando il pubblico a farla propria come a discuterne, contribuendo a conferire alle pellicole una valida dimensione artistica, espressa anche sul campo.

Venezia 2011: i film in concorso e fuori concorso

33Presentato ieri, giovedì 28 luglio, a Roma, il cartellone ufficiale della 68ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che prenderà il via il 31 agosto con la proiezione, in concorso, de Le idi di marzo, di George Clooney, per concludersi il 10 settembre, con la consueta cerimonia di premiazione; tra i tanti autori in gara per il Leone d’oro, come David Cronenberg, Dangerous Method, Roman Polanski, Carnage, Abel Ferrara, Last Day on Earth, anche tre italiani, l’esordio del disegnatore ed illustratore Gianni Pacinotti, in arte Gipi, L’ultimo terrestre, Emanuele Crialese, Terraferma, e Cristina Comencini, Quando la notte, tratto dal suo omonimo romanzo; annunciato, poi, l’inserimento di un “film sorpresa”. Riguardo le opere fuori concorso, sezione che si aprirà con Vivan Las Antipodas!, Victor Kossakovsky, per chiudersi con Damsels in Distress, Whit Stillman, risaltano, tra gli altri, i nomi di Ermanno Olmi, Il villaggio di cartone, Steven Soderbergh, Contagion, Madonna, W.E., Al Pacino, Wilde Salome, e l’evento speciale della kermesse, Questa storia qua, documentario su Vasco Rossi, realizzato da Alessandro Paris e Sibylle Righetti; il Leone d’Oro alla carriera sarà assegnato a Marco Bellocchio, del quale verrà proiettato Nel nome del padre,’72.

In concorso

Un été brulant, Philippe Garrel, Francia
Faust, Aleksandr Sokurov, Russia
Dark Horse, Todd Solondz, Usa
Terraferma, Emanuele Crialese, Italia
Le idi di marzo, George Clooney, Usa
Carnage, Roman Polanski, Francia, Germania, Spagna, Polonia
A Dangerous Method, David Cronenberg, Usa
Quando la notte, Cristina Comencini, Italia
La talpa, Tomas Alfredson, Gran Bretagna
L’ultimo terrestre, Gianni Pacinotti, Italia
Killer Joe, William Friedkin, Usa
Texas Killing Fields, Ami Canaan Mann, Usa
4:44 Last Day on Earth, Abel Ferrara, Usa
Himizu, Sion Sono, Giappone
Wuthering Heights, Andrea Arnold, Gran Bretagna
The Exchange, Eran Kolirin, Israele
A Simple Life, Ann Hui, Cina
Seediq Bale, Wei Te-Sheng, Taiwan
Poulet aux prunes, Marjanne Satrapi e Vincent Paronnaud, Francia/ Germania
Alps, Giorgos Lanthimos, Grecia
Shame, Steve McQueen, Gran Bretagna
***************************************************************************************   Fuori concorso

Questa storia qua, Alessandro Paris e Sibylle Righetti
Marco Bellocchio, Venezia 2011, Pietro Marcello, documentario, Italia
Il villaggio di cartone, Ermanno Olmi, Italia
La Folie Almayer, Chantal Akerman, Belgio, Francia
Baish Echuanshuo (The Sorcerer and the White Snake), Tony Ching Siu-tung, Hong Kong, Cina
Giochi d’estate, Rolando Colla, Svizzera, Italia
Vivan Las Antipodas !, Victor Kossakovsky, documentario, Germania, Argentina, Olanda, Cile, Russia
W.E., Madonna, Gran Bretagna
Eva, Kike Maillo, Spagna, Francia
Scossa, Francesco Maselli, Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti, Nino Russo, Italia
Damsels in Distress, Whit Stillman, Usa
La Desintegration, Philippe Faucon, Belgio
The Moth Diaries, Mary Harron, Canada, Irlanda
Aloise Nebel, Tomas Lunak, Repubblica Ceca, Germania
La Clé des champs, Claude Nuridsany, Marie Perennou, Francia
Wilde Salome, Al Pacino, Usa
Tormented, Takashi Shimizu, Giappone
Contagion, Steven Soderbergh, Usa
La meditazione di Hayez, Mario Martone, Italia
Tahir 2011, Tamer Ezzat, Ahmad Abdalla, Ayten Amin, Amr Salama, documentario, Egitto
The End e Vanguards, Collectif Abounaddara, Siria
Evolution (Megaplex), Marco Brambilla, Usa