70mo Festival di Cannes: i premi della “Quinzaine” e di “Cinéfondation”

Sono stati assegnati ieri, venerdì 26 maggio, i premi relativi alle sezioni Quinzaine des Réalisateurs e Cinéfondation & Cortometraggi  del 70mo Festival di Cannes: nell’ambito della prima il Premio Art Cinéma è stato assegnato a The Rider (Chloé Zhao), mentre A Ciambra di Jonas Carpignano, uno dei tre titoli italiani selezionati,  ottiene il Premio Europa Cinema Label, riconoscimento conferito dagli esercenti di qualità che consente un’agevolazione per l’uscita nei cinema di quelle nazioni europee che compreranno il film. Ex aequo per il Premio SACD (Un beau soleil intérieur, Claire Denis; L’Amant d’un jour, Philippe Garrel). Infine, il Premio Illy per il cortometraggio è andato a Back to Genoa City (Benoit Grimalt). Passando alla sezione Cinéfondation & Cortometraggi, rivolta ai film provenienti dalle scuole di cinema mondiali, che prevedeva una selezione di sedici titoli, la giuria presieduta da  Cristian Mungiu e composta da Clotilde Hesme, Barry Jenkins, Eric Khoo, Athina Rachel Tsangari, ha conferito il Primo Premio a Paul Is Here (Valentina Maurel, Belgio), il  Secondo Premio a AniMal (Bahram & Bahman Ark, Iran) e il  Terzo Premio a Two Youths Died  (Tommaso Usberti, Francia).

Il tarlo

Ideato e diretto da Paolo Buatti, al suo secondo lungometraggio dopo Il museo chiude quando l’autore è  stanco (2012, al quale hanno collaborato gli amici Luca Marino e Davide Luciani), Il tarlo è un documentario, girato dal 2013 al 2015, incentrato sulla figura di Francesco Diletti, novantenne marchigiano con un passato lavorativo di segretario ragioniere economo in un istituto tecnico commerciale ed ora abile artigiano dedito al restauro di orologi antichi, che ripara nel suo laboratorio ad Ascoli Piceno, provvedendo a ricostruirne gli elementi mancanti, lavorando il legno con passione e perizia.
D’altronde nel corso della sua esistenza ha sempre  messo in pratica “quanto gli passava per la testa in quel momento”, assecondando così intuizioni e passioni, dal gioco degli scacchi a quello delle bocce, passando per l’enigmistica e l’informatica. Francesco è un po’ come il legno pregiato, lo si lavora fino all’ultimo, per intero, altrimenti una volta “fermo” non è più buono a niente; eccolo quindi ripreso all’opera da Buatti, mentre descrive ogni caratteristica del materiale usato e tutte le riparazioni messe in atto, lucido ed indomito, mormorando, nel rimembrare il lavoro svolto e  tutte le passioni coltivate, di come stando in casa impiegherebbe il tempo “passando da una poltrona all’altra”… Continua a leggere

70mo Festival di Cannes, i premi della 56ma Semaine de la Critique

Sono stati assegnati ieri, giovedì 25 maggio, i premi della 56ma Semaine de la Critique, sezione del Festival di Cannes dedicata alla opere prime e seconde: la giuria presieduta dal regista brasiliano Kleber Mendonça Filho e composta da Eric Kohn, Diana Bustamante Escobar, Hania Mroué e Niels Schneider ha conferito il Grand Prix Nespresso al documentario Makala, diretto da Emmanuel Gras.
Il Prix Révélation France 4 è stato assegnato a Gabriel e a montanha di Felipe Gamarano Barbosa, che consegue anche il Prix Fondation Gan à la Diffusion mentre Il Prix SACD è andato ad Ava, per la regia di Léa Mysius. Prix Découverte Leica Cine du court métrage a Los desheredados (Laura Ferrés), Prix Canal+ du court métrage a
 Najpiękniejsze fajerwerki ever (Aleksandra Terpińska).

La tenerezza

Napoli, oggi. Lorenzo (Renato Carpentieri) è un anziano avvocato, scorbutico e scostante, intrattiene pessimi rapporti sociali e manifesta un’ostentata indifferenza nei confronti dei figli, Elena (Giovanna Mezzogiorno) e Saverio (Arturo Muselli), questi ultimi spesso in contrasto fra di loro, pur esternando un comune risentimento verso il genitore, dalle diverse sfumature ma comunque  basato sul reciproco conflitto. Sulle spalle del burbero professionista grava un passato non propriamente adamantino, tanto sul piano professionale, dove sotterfugi e vari accordi sottobanco nella composizione di tanti incidenti stradali sono stati praticamente all’ordine del giorno, quanto su quello affettivo, una moglie mai amata con sincero trasporto e sulla cui morte ha probabilmente gravato anche il dispiacere che il consorte avesse un’amante.
Reduce da un infarto, refrattario ad ogni possibile assistenza o aiuto da parte dei familiari, Lorenzo sembra affacciarsi nuovamente alla vita, mantenendo sempre la ruvidezza di fondo, una volta conosciuta Michela (Micaela Ramazzotti), giovane donna che da Trieste è venuta ad abitare nell’appartamento di fronte al suo, insieme al marito Fabio (Elio Germano), ingegnere navale e ai loro due bambini. Continua a leggere

Roma, al via la “Festa del Cinema bulgaro”- X edizione

La Festa del Cinema bulgaro torna da oggi, giovedì 25 maggio, alla Casa del Cinema di Roma per festeggiare il suo decennale con una non stop di cinema e cultura che proseguirà fino a sabato 28 maggio, alla presenza di registi, attori e protagonisti dei film in programma, dando così vita ad un focus su una cinematografia certo affascinante per ricerca dei linguaggi. Titolo d’apertura Il pubblico ministero, la difesa, il padre e il figlio di Iglika Trifonova, dramma giudiziario tratto da una storia vera che racconta lo scontro di due ambiziosi avvocati (Romane Bohringer e Samuel Fröler) durante un processo all’Aia, nel tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia.
La rassegna proseguirà con un omaggio a Kristina Grozeva e Petar Valchanov, due registi bulgari già conosciuti in Italia per The Lesson (distribuito da I Wonder Pictures/Unipol Biografilm Collection)  che sarà proiettato insieme alla loro seconda opera, Glory, la cui distribuzione italiana avverrà in autunno, sempre grazie ad I Wonder Pictures/Unipol Biografilm Collection. Continua a leggere

Un ricordo di Roger Moore

Roger Moore

Un’eleganza innata, il portamento signorile unito ad una certa prestanza fisica, il leggiadro sense of humour naturalmente esternato, senza alcuna posa esibizionistica, già dallo sguardo colmo d’ironia e disillusione, sono tutte doti che hanno reso e renderanno indimenticabile l’attore britannico Roger Moore (Sir Roger George Moore, Londra, 1927), morto ieri, martedì 23 maggio, a Crans-Montana, Svizzera.
Qualità quelle descritte del tutto in sincrono con le capacità recitative, volte ad adattare quanto elargito da Madre Natura al personaggio che si trovava ad interpretare, come nel caso del suo ruolo più famoso, l’agente al servizio segreto di sua Maestà creato da Ian Fleming nel 1953, James Bond 007 (il doppio zero del numero identificativo indica la licenza di uccidere), impersonato da Moore in ben sette film, a partire da Agente 007 – Vivi e lascia morire (Live and Let Die, 1973, Guy Hamilton) e finendo con 007 Bersaglio mobile (A View To a Kill, 1983, John Glen). Continua a leggere

Roma: dal 26 maggio la II edizione della rassegna cinematografica “Remix”

Dal 26 al 28 maggio si svolgerà al cinema Kino di Roma (via Perugia 34) la seconda edizione della rassegna Remix, evento che intende coniugare racconto cinematografico e approccio scientifico per affrontare la sfaccettata realtà delle migrazioni e della convivenza. Il progetto è realizzato dal cinema nel quartiere Pigneto, dal DSU (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale) e dall’ILIESI – Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR. 
Tre le opere attorno alle quali ruoteranno proiezioni e incontri della rassegna: I migrati, diretto da Francesco Paolucci, lo spagnolo En tierra extraña di Icíar Bollaín e Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio.Tre documentari che raccontano la percezione – e il vissuto – delle migrazioni da parte di persone comuni e si tramutano in tre occasioni di riflessione sui temi del viaggio e della mobilità umana.
Un approccio che racconta i sentimenti e le scelte di vita, senza false retoriche. “Perché una cultura delle migrazioni – sottolinea Maria Eugenia Cadeddu – si costruisce non solo con studi e dati, ma anche attraverso il racconto di storie, incontri, esperienze di quotidiana convivenza”. 
Ogni proiezione sarà accompagnata da un incontro fra autori dei documentari ed esperti. In questa edizione della rassegna si segnala in particolare l’autorevole presenza di Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Continua a leggere