Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: omaggio a Jonathan Demme ed “Estate Tabacchi 2017”

Jonathan Demme

Ha preso il via ieri, venerdì 16 giugno, con la proiezione di Philadelphia, che fece ottenere a Tom Hanks l’Oscar come Miglior attore protagonista,   al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di  Fondazione Cineteca Italiana, Omaggio a Jonathan Demme, rassegna dedicata al regista, sceneggiatore e produttore statunitense scomparso lo scorso aprile, un autore che ha abbracciato diversi generi cinematografici, rivisitandoli e spesso miscelandone le diverse caratteristiche in forza di uno stile del tutto personale, idoneo a portare in scena visionarietà e cura formale (il ricorso ai piani ravvicinati e alla soggettiva), grazie anche all’apporto di una “sana” e collaudata artigianalità. Mantenendosi in felice equilibrio fra  produzioni degli studios e quelle indipendenti, fiction e documentario, Demme ha posto al centro delle proprie opere l’individuo, l’essere umano, a muoversi sullo sfondo di un’America la cui società guardava al futuro senza comunque dimenticare il proprio passato. La rassegna, in cui è compresa anche l’ultima opera di Demme, Dove eravamo rimasti,  si concluderà domenica 2 luglio, con The Manchurian Candidate. Inoltre, sempre dalla giornata di ieri, al MIC ha preso il via, per concludersi il  25 agosto  (dal martedì al venerdì alle ore 21.00), la rassegna Estate Tabacchi 2017, con i migliori film della stagione 2016-2017, incursioni musicali negli anni Settanta, proiezioni di film muti con accompagnamento musicale live e aperitivi sulla Terrazza MIC.  Continua a leggere

Ricordando John G. Avildsen: Rocky (1976)

John G. Avildsen

E’ morto ieri, venerdì 16 giugno, a Los Angeles, il regista cinematografico, nonché montatore e direttore della fotografia, John Guilbert Avildsen (Oak Park, Illinois, 1935), cineasta piuttosto poliedrico per quanto forse discontinuo nelle sue realizzazioni, a volte più attento allo svolgimento del plot narrativo che all’aspetto formale, ma capace di offrire grande risalto alle interpretazioni attoriali e agli aspetti meno edificanti della società americana, come nel suo film d’esordio Joe (La guerra del cittadino Joe, 1970), storia di un operaio razzista e conservatore, reduce di guerra (Peter Boyle), nemico dichiarato degli hippie, che seguì alle esperienze in qualità di assistente alla regia (Otto Preminger ed Arthur Penn, fra gli altri) e direttore della fotografia. Le tematiche proprie di un sentito impegno civile si ritrovano in  Save the tiger (Salvate la tigre, 1973),  protagonista Jack Lemmon (vinse l’Oscar come Miglior Attore Protagonista) nei panni di un ricco imprenditore che, fra turbamenti e ricordi di guerra, non esita a vendere la propria anima al diavolo, assecondando il malaffare, morale e materiale, ormai insinuatosi e destinato a divenire nota dominante nel consueto incedere quotidiano. Continua a leggere

La mummia

Londra, 1127 D.C. All’interno di un sotterraneo alcuni Crociati sono intenti a seppellire un cavaliere, ponendo all’interno della tomba uno scintillante rubino. La necropoli verrà alla luce nel corso di alcuni lavori nella capitale inglese dei giorni nostri, lavori prontamente bloccati dall’intervento di tale Dr. Henry Jekyll (Russel Crowe), a capo di un’equipe che inizierà ad indagare su quanto venuto alla luce, ovvero l’oscuro legame che congiunge le vicende dei Crociati alla storia della principessa egizia Ahmanet (Sofia Boutella), figlia del faraone Menehptre, la cui successione al trono paterno veniva a sfumare in seguito alla nascita di un figlio maschio.
Bramosa di vendetta, la donna offriva la sua anima al dio Seth, uccidendo poi tutti i familiari. Veniva infine bloccata dai sacerdoti mentre si accingeva a far fuori il suo amante con un pugnale donatole dalla divinità, così che quest’ultima potesse materializzarsi. Una volta rinchiusa Ahmanet, viva, all’interno di un sarcofago, la sua tomba veniva allestita lontano dall’Egitto, in Mesopotamia, l’attuale Iraq, dove, siamo nuovamente ai nostri giorni, verrà casualmente scoperta da due tombaroli che sfruttano le circostanze belliche per appropriarsi di antichi reperti da rivendere al mercato nero,  i soldati americani Nick Morton (Tom Cruise) e Chris Vail (Jake Johnson), mentre sono sulle tracce di un tesoro, seguendo le indicazioni di una mappa sottratta da Nick all’archeologa Jenny Halsey (Annabelle Wallis)… Continua a leggere

La mummia (The Mummy, 1932)

Terzo componente, in ordine di apparizione, della “famiglia dei mostri” Universal, dopo Dracula, Tod Browning, e Frankenstein, James Whale, entrambi datati 1931, La mummia è forse il film che ha avuto meno riscontro di pubblico, mantenendo comunque intatti nel corso degli anni i suoi pregi essenziali: una notevole fascinazione visiva a far da proscenio alla felice sinergia tra la regia di Karl Freund, transfuga tedesco al suo esordio, già operatore in patria di Lang e Murnau e fotografo del citato Dracula, la sceneggiatura di John L. Balderston e le interpretazioni offerte sia dal protagonista, Boris Karloff, sia dall’interprete femminile, Zita Johann, dense di realistico mistero nel rappresentare la forza di un amore forzatamente sopito e il suo improvviso ridestarsi. Continua a leggere

“Le vie del cinema da Cannes a Roma e in Regione”, al via la 21ma edizione

Torna anche quest’anno, a partire da oggi, mercoledì 14, per concludersi domenica 18 giugno, la storica rassegna Le vie del cinema da Cannes a Roma e in Regione, primo appuntamento dell’edizione 2017 del progetto Il cinema attraverso i grandi festival , promossa dall’ ANEC Lazio, che in questa 21ma edizione può vantare la partnership con SIAE, oltre alla consolidata collaborazione con la Regione Lazio e CityFest – Fondazione Cinema per Roma. La manifestazione porterà in alcune sale romane e laziali una ricca selezione di film provenienti direttamente dal 70mo Festival di Cannes, che saranno proiettati in versione originale con i sottotitoli, offrendo risalto non solo ai titoli della Selezione Ufficiale, ma anche, come sempre, a quelli provenienti dalla Quinzaine des Realisateurs, sezione particolarmente attenta alla scoperta di nuovi talenti. Quest’anno le sale coinvolte sul territorio romano sono il Giulio Cesare, l’Eden e il Fiamma ed aderiscono all’iniziativa anche il cinema Etrusco di Tarquinia, il Palma di Trevignano e il Corso di Latina. Provenienti dal Concorso, ecco in cartellone il vincitore del Gran Prix della Giuria, 120 battiti al minuto di Robin Campillo, Loveless del regista russo Andrey Zvyagintsev  che ha conseguito il Premio della Giuria, il nuovo film di Michael Haneke Happy End, con Isabelle Huppert e Jean-Louis Trintignant, il biopic Le Redoutable, con Louis Garrel che interpreta Jean-Luc Godard, diretto da Michel Hazanavicius. Continua a leggere

Italiani a Locarno

Cristina Comencini

La 70esima edizione del Locarno Festival (2 – 12 agosto) rinnova il suo legame con il cinema italiano, che sarà presente alla kermesse svizzera in tutte le sue forme: domenica 6 agosto in Piazza Grande sarà proiettato il nuovo film di Cristina Comencini, Amori che non sanno stare al mondo, trasposizione dell’omonimo libro scritto dalla regista, una commedia che guarda con ironia tagliente e grande lucidità al modo in cui le donne affrontano la fine di una storia d’amore.
Sempre Piazza Grande, il 31 luglio, in Prefestival, riaccoglierà un amico del Festival, dove ha conseguito il Pardo d’Oro nel 1980 con Maledetti vi amerò, Marco Tullio Giordana, autore di un nuovo film per la TV, Due soldati. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: omaggio ad Andrzej Zulawski

Andrzej Zulawski

Al Cinema Spazio Oberdan di Milano Fondazione Cineteca Italiana proporrà da oggi, mercoledì 14 giugno, e fino  a domenica 2 luglio, un omaggio a uno degli autori più originali, discussi e interessanti del panorama europeo dagli anni ’70 in avanti, il polacco Andrzej Zulawski, scomparso nel febbraio 2016.
Sei i lungometraggi in rassegna, fra i quali l’ultimo lavoro di Zulawski, Cosmos, Pardo d’Oro per la miglior regia al 68mo Festival del film  Locarno nel 2015 e presentato in anteprima italiana. Tratto dall’omonimo romanzo di Witold Gombrowicz, Cosmos ha rappresentato per Zulawski il ritorno al cinema dopo 15 anni di assenza.
Un film sciarada, un mosaico di citazioni cinematografiche, letterarie, teatrali, il cui linguaggio rimanda al surrealismo storico e al teatro dell’assurdo. Continua a leggere