Archivi categoria: Uncategorized

Corti d’ Argento 2017: i vincitori

Il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici aderenti al SNGCI  ha consegnato ieri, giovedì 20 aprile, i due Nastri relativi ai Corti d’Argento 2017, premiando come Miglior Cortometraggio Moby Dick di Nicola Sorcinelli, con Kasia Smutniak, per la sezione fiction e Life Sucks! But At Least I’ve Got Elbows di Nicola Piovesan in quella relativa all’animazione, già diventato anche una web serie alla sua prima stagione già composta da 12 episodi, realizzati unendo animazione 3D e riprese dal vero.
Sono poi stati conferiti i Premi Speciali a Chiara Caselli per il suo Molly Bloom, a Pivio, autore con Marcello Saurino di It’s Fine Anyway e al corto di produzione italiana Il silenzio di Farnoosh Samadi e Ali Asgari, iraniani che risiedono nel nostro Paese, unico titolo di produzione italiana, il primo dal 1997, che è stato in corsa per la Palma d’oro nel Concorso cortometraggi dell’ultimo Festival di Cannes. Un riconoscimento speciale, per la sperimentazione eccezionale di Ningyo, pur espressa nell’ambito del marketing pubblicitario, ideato e scritto con Nicola Guaglianone, è andato a Gabriele Mainetti, arrivato al successo con Lo chiamavano Jeeg Robot proprio dopo il training del suo cinema breve. Continua a leggere

TaorminaFilmFest: Jacqueline Bisset sarà protagonista della 62esima edizione

Jacqueline Bisset (vanityfair.it)

Jacqueline Bisset (vanityfair.it)

Jacqueline Bisset sarà protagonista della 62esima edizione del TaorminaFilmFest che si terrà dal 10 al 18 giugno a Taormina. Ad annunciarlo lo scorso 21 gennaio a Los Angeles Tiziana Rocca, general manager della kermesse, che ha portato all’Italian Cultural Institute della città californiana il festival siciliano e film italiani di produzione indipendente grazie ad un accordo con il direttore del citato Istituto Valeria Rumori e il supporto del Consolato Generale. Nell’occasione di questa prima edizione del TaorminaFilmFest@LosAngeles è stato consegnato il Taormina Los Angeles Award all’attrice inglese, mentre ospite d’onore è stata Valeria Golino, cui è stato assegnato identico riconoscimento e che ha presentato al pubblico americano Per amor vostro di Giuseppe Gaudino, pellicola grazie alla quale si è aggiudicata la Coppa Volpi alla 72ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia.

Visioni horror a Forte dei Marmi con la II edizione di “Operazione Paura”

visioni-horror-a-forte-dei-marmi-con-la-ii-ed-L-hiasdIDa domani, giovedì 30 maggio, sino a domenica 2 giugno, presso i locali del cinema Nuovo Lido e Villa Bertelli di Forte dei Marmi e del Cinema Comunale di Pietrasanta (Lucca), si terrà la II edizione di Operazione Paura, festival cinematografico dedicato all’horror italiano, organizzato dall’associazione B-Side (composta da sole donne, under 30, il cui intento è quello di rivalutare agli occhi del pubblico un genere troppe volte sottovalutato), e diretto da Laura da Prato, sua ideatrice.

Questa edizione della kermesse, che avrà luogo grazie al volontariato, alla passione per il cinema e all’autofinanziamento degli organizzatori (oltre al sostegno del Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli), si delinea come una 4 giorni dedicata ad origini ed influenze del cinema horror italiano, con proiezioni, incontri e mostre: saranno presentati quattro lungometraggi nella sezione Prime Visioni (tra i cinema Nuovo Lido di Forte dei Marmi e il Comunale di Pietrasanta) e venti cortometraggi in prima italiana nella sezione Cortonatura, proiettati tutti i pomeriggi presso l’altra location del Festival, Villa Bertelli (Via Mazzini, 200), dove si svolgeranno anche cinque incontri dedicati al genere horror, con ospiti, registi e attori.
Qui sarà allestita la mostra L’orrore sulla carta, la prima (e la più grande), in Italia, dedicata alle locandine dei film horror italiani, il cui materiale espositivo proviene da collezioni private.

visioni-horror-a-forte-dei-marmi-con-la-ii-ed-L-lUOWgsInaugurazione, 30 maggio: il taglio ufficiale del nastro avverrà a Forte dei Marmi, presso Villa Bertelli, alle ore 18.00, con il vernissage della mostra L’orrore sulla carta, dedicata a locandine, fotobuste e manifesti originali di film horror italiani. La mostra, già inaugurata nella scorsa prima edizione (60 pezzi del collezionista Roberto D’Onofrio), quest’anno si arricchisce di altre venti locandine (provenienti dalla collezione dello scrittore Fabio Genovesi), per arrivare ad un totale di ottanta: da La corta notte delle bambole di vetro, di Aldo Lado a Cinque bambole per la luna d’agosto e La casa dell’esorcismo, diretti entrambi da Mario Bava ( il secondo insieme ad Alfredo Leone), l’esposizione si rivela unica in Italia nel suo genere per la rarità e numero di esemplari esposti e sarà visitabile tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, fino a domenica 2 giugno. La peculiarità dei manifesti, locandine e foto buste, datate fra gli anni sessanta e settanta, è quella di essere delle vere e proprie illustrazioni, curate dai più illustri disegnatori dell’epoca.

Claudia Gerini e Federico Zampaglione sul set di “Tulpa”

Claudia Gerini e Federico Zampaglione sul set di “Tulpa”

Presso il Cinema Comunale di Pietrasanta, alle ore 21, vi sarà, prima italiana, la proiezione dei primi 15 minuti di Tulpa, il nuovo film di Federico Zampaglione (leader dei Tiromancino e da poco anche regista di genere), il quale sarà presente per parlare del suo terzo lavoro dietro la macchina da presa (dopo Nero bifamiliare, 2007, e Shadow, 2009), in uscita il prossimo 20 giugno nei cinema italiani. Protagonista del film una sensuale Claudia Gerini nella parte di Lisa, una donna benestante grazie ai successi sul lavoro, spinta dalla solitudine a frequentare l’esclusivo club Tulpa, gestito da un misterioso guru tibetano, dove i soci possono incontrarsi e dare sfogo alle proprie fantasie erotiche. Qui avrà degli incontri occasionali con diversi partner che, improvvisamente, verranno trovati assassinati nei modi più brutali ed efferati. Nel cast del film, prodotto da Maria Grazia Cucinotta, anche Michele Placido.
A seguire, alle ore 22, la proiezione di Cose Cattive, 2012, diretto da Simone Gandolfo, presente in sala. Il film, un horror contemporaneo sui temi del voyeurismo e del castigo, racconta la storia di quattro ragazzi che entrano a far parte di un gioco perverso a causa di un messaggio ricevuto da un misterioso personaggio.

Barbara Steele

Barbara Steele

31 maggio: Villa Bertelli, alle ore 17, selezione, al’interno della sezione Cortonatura, dei cortometraggi internazionali dedicati al genere, il cui bando è stato aperto a gennaio (sono pervenuti oltre mille cortometraggi). Alle ore 18 avrà luogo la presentazione del libro Spiaggia a mano armata (Rizzoli editore), in presenza dell’autore, Umberto Lenzi.
Alle ore 22.15, presso il cinema Nuovo Lido di Forte dei Marmi, sarà proiettato in prima nazionale (nella versione che uscirà al cinema il 6 giugno) The Butterfly Room, diretto da Jonathan Zarantonello, presente in sala e che dopo la proiezione parteciperà al dibattito sul tema Paura e sessualità. Il film segna il ritorno in scena, dopo vent’ anni, dell’attrice Barbara Steele. L’opera di Zarantonello racconta il rapporto tra Ann, una solitaria signora elegante, con l’ossessione per le farfalle, e la giovane Alice, bella e misteriosa.

Antonio Margheriti (www.antoniomargheriti.com)

Antonio Margheriti (www.antoniomargheriti.com)

1 giugno: alle ore 17 (fino alle 20), appuntamento a Villa Bertelli, per la selezione dei cortometraggi della sezione Cortonatura, cui seguirà alle ore 18 la presentazione del libro Tutto quel rosso (Giallo Mondadori), di Cristiana Astori (presente all’incontro).
Alle ore 22.15 la prima di The outsider. Il Cinema di Antonio Margheriti, documentario di Edoardo Margheriti, figlio di Antonio, volto a raccontare, in occasione del decimo anniversario dalla sua scomparsa, la straordinaria parabola di uno dei padri del cinema di genere in Italia, che ha esportato nel mondo tutti i suoi film, guadagnandosi una fama maggiore all’estero di quella che la critica gli riservava in patria.

visioni-horror-a-forte-dei-marmi-con-la-ii-ed-L-09RFM42 giugno, giorno di chiusura.
A Villa Bertelli, dopo l’inizio delle proiezione dei corti per la sezione Cortonatura (dalle 17 alle 20), sarà presentato il libro Sinistre presenze (Bietti Editore), antologia di racconti horror curata da Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano, entrambi presenti.
Alle 22.15, al Cinema Nuovo Lido di Forte dei Marmi si terrà la prima nazionale di Wrath of the crows, diretto da Ivan Zuccon, uno dei registi indipendenti italiani più famosi e talentuosi, che presenterà il suo film per la prima volta in Italia, dopo il successo riscontrato in America, incentrato sulla storia di alcuni detenuti al’interno di una prigione. Qui oltre a dover subire un pessimo trattamento da parte delle guardie, sono intimoriti dalla presenza di un misterioso “Giudice” che decide regole e punizioni. L’arrivo di una nuova detenuta farà sì che gli eventi prendano una insolita piega.

Biglietti e abbonamenti: biglietto giornaliero: 5€. Abbonamento totale 4 giorni: 15€. Informazioni: info@operazionepaura.org

Sundance Film Festival 2013

sundance-film-festival-2013-L-_qCwTwE’ stato annunciato ieri, giovedì 29 novembre, dal fondatore Robert Redford e dal direttore John Cooper, il cartellone relativo all’Edizione 2013 del Sundance Film Festival (la prima risale al 1978, quando la kermesse era denominata Utah/US Film Festival), in programma dal 17 al 27 gennaio a Park City, Salt Lake City, Ogden e Sundance (Utah): centotredici i lungometraggi selezionati, provenienti da trendadue paesi, tra i quali cinquantuno sono opere prime e ventisette di queste inserite in concorso, per un festival che, per dirla con le parole di Keri Putnam, direttore esecutivo del Sundance Institute, “(…) Continua a riflettere lo spirito di innovazione e la creatività nel cinema indipendente, non solo nelle storie stesse, ma anche nel modo in cui i film vengono prodotti e creano la loro strada verso il pubblico”.

Robert Redford

Robert Redford

Di seguito, l’elenco delle opere in concorso, sedici e in anteprima mondiale, nella sezione principale, U.S. Dramatic Competition: Afternoon Delight, regia e sceneggiatura di Jill Soloway; Ain’t Them Bodies Saints, regia e sceneggiatura di David Lowery; Austenland, regia di Jerusha Hess, sceneggiatore insieme a Shannon Hale; C.O.G., regia e sceneggiatura di Kyle Patrick Alvarez; Concussion, regia e sceneggiatura di Stacie Passon; Emanuel and the Truth About Fishes, regia e sceneggiatura di Francesca Gregorini; Fruitvale, regia e sceneggiatura di Ryan Coogler; In a World…, regia e sceneggiatura di Lake Bell; Kill Your Darlings, regia di John Krokidas, sceneggiatore insieme a Austin Bunn; The Lifeguard, regia e sceneggiatura di Liz W. Garcia; May in the Summer, regia e sceneggiatura di Cherien Dabis; Mother of George, regia di Andrew Dosunmu, sceneggiatura di Darci Picoult.

Giorgio Diritti

Giorgio Diritti

Da segnalare, nella sezione World Cinema Dramatic Competition, in concorso, Un giorno devi andare, There will come a day, il nuovo film di Giorgio Diritti, anche sceneggiatore insieme a Fredo Valla e Tania Pedroni, che vede tra gli interpreti Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Pia Engleberth, Amanda Fonseca Galvao, e Il Futuro, The Future, di Alicia Scherson, film tratto dal romanzo di Roberto Bolaño Un romanzetto canaglia (Edizioni Sellerio), una coproduzione italiana (la Movimento Film di Mario Mazzarotto), insieme a Cile, Germania e Spagna: nel cast Rutger Hauer, Nicolas Vaporidis, Manuela Martelli e Luigi Ciardo.

Django Unchained: un western per Tarantino

In uscita a Natale negli Usa e a gennaio 2013 in Italia, Django Unchained, scritto e diretto da Quentin Tarantino, si preannuncia dal trailer come un omaggio, divertente e divertito, tanto, in particolare, all’opera originale di Sergio Corbucci del 1966, protagonista Franco Nero (che qui appare in un cammeo, piuttosto autoironico), quanto, più in generale, ai vari Spaghetti Western, vedi l’ambientazione, i toni violenti, l’ironia beffarda e cinica, senza dimenticare, almeno da quel che si può intuire dal suddetto trailer, la caratterizzazione dei personaggi, sia principali che secondari: la vicenda prende piede negli Stati Uniti del Sud, due anni prima della Guerra di Secessione, il dottor King Schultz (Christoph Waltz), cacciatore di taglie sulle tracce dei fratelli Brittle, si appropria, con un metodo non propriamente ortodosso, dello schiavo Django (Jamie Foxx) e gli “insegna il mestiere”. I due finiranno col giungere a Candyland, la grande tenuta di Calvin Candie (un ghignante Leonardo di Caprio), col proposito espresso da Django di liberare la moglie Broomhilda (Kerry Washington)… Altri interpreti: Samuel L. Jackson, Garrett Dillahunt, Walton Goggins, Dennis Christopher, Gerald McRaney, Laura Cayouette, Don Johnson e Tom Savini.

Che bella giornata

48148Dopo il clamoroso successo di Cado dalle nubi, suo debutto sul grande schermo in seguito ai trascorsi cabarettistici- televisivi ( Zelig), Checco Zalone, Luca Medici all’anagrafe, torna al cinema con Che bella giornata, già record d’incassi in pochi giorni di programmazione, espressione della recente tendenza del pubblico di gradire un intrattenimento leggero ma non volgare, capace comunque di illustrare elementi riconoscibili della nostra realtà, pur se volti al grottesco o in stile “buffetto sulla guancia”.

Grande merito, segnale di un certo acume e rispetto per gli spettatori, è di non aver dato un seguito al plot narrativo precedente, ma di ripartire da zero, da un accurato lavoro di sceneggiatura, con tanto di voce narrante fuori campo, dando il giusto risalto anche ai personaggi secondari, della quale sono autori Zalone e il regista Gennaro Nunziante; quest’ultimo, già autore del citato esordio, riesce a conferire alla sua seconda opera una certa fluidità, alternando con accortezza primi piani e riprese d’insieme.

Checco, pugliese trapiantato in Brianza, addetto alla sicurezza di una discoteca, tenta per la terza volta di entrare nell’Arma dei Carabinieri, ma viene respinto al colloquio dall’ irreprensibile colonnello Mazzini (Ivano Marescotti). Grazie ad una raccomandazione presso il vescovo di Milano (Tullio Solenghi), riesce però a trovare impiego come guardia privata presso il Duomo, finendo, dopo una serie di disastri, a vigilare sull’integrità della Madonnina, la quale è stata intanto presa di mira da due fratelli magrebini, Farah (Nabiha Akkari) e Sufien (Mehdi Mahdloo), che progettano di farla saltare in aria. Per Farah circuire Checco, animo semplice ed ignoranza cosmica, fingendosi studentessa di architettura, dovrebbe essere una facile impresa…

Anche se rispetto a Cado dalle nubi si perde un po’ di freschezza ed estemporaneità in nome di una costruzione più studiata, Zalone può tranquillamente, anche se non definitivamente, essere considerato una nuova, riuscita, maschera del cinema nostrano, ben lontano, grazie a felicità e genialità d’intuizione, dai soliti comici d’estrazione televisiva, spesso rivelatosi una bolla di sapone o, nel migliore dei casi, una veloce meteora nel passaggio sul grande schermo; la sua comicità di situazione, apparentemente elementare, giocata spesso su ben studiate storpiature o errori grammaticali, mai fini a sé stessi, che trova i suoi antecedenti più nobili nell’avanspettacolo, va dritta al bersaglio, senza mediazioni intellettualistiche o pseudo tali, riuscendo a satireggiare, mettendoli semplicemente in evidenza e sbeffeggiandoli inneggiandoli a stile di vita (“Tu studi?”, rivolto alla ragazza magrebina, “Ecco, qui non serve a un cazzo”), sui nostri malcostumi e atavici vizi, dalla classica raccomandazione in poi, sino ad arrivare all’opportunismo più bieco (il padre di Checco, un efficace Rocco Papaleo, militare in missione umanitaria in Afghanistan, “giusto il tempo di finire di pagare il mutuo della casa”), passando per la manifesta mancanza di qualsivoglia cultura (“Certo che l’Islam è un grande stato…”).

In sostanza, siamo passati, o tempora, o mores !, dalla “medietà” dell’uomo sordiano alla mediocrità zeloniana, l’individuo conscio della sua ignoranza e che non se ne cura, affrontando la vita con disinvoltura ed estremo candore, facendo sì che siano le varie situazioni ad adattarsi al suo modus operandi e non il contrario, lasciando che le cose vadano come vogliono andare, cioè quasi sempre in suo favore, nonostante tutto e malgrado sé stesso e i suoi limiti; oltre all’ indiscusso protagonista, autore anche delle surreali canzoni che compongono la colonna sonora, al citato Papaleo e alla bella e brava Akkari, risaltano Solenghi, che mette ben in evidenza il contrasto tra “ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio”, Marescotti, capace di dar vita a delle riuscite gag negli scontri con Checco in stile Clouseau/Dreyfuss ed un bel cameo di Caparezza.

Il segno di Zorro (The Mark of Zorro, 1940)

45Zorro (El Zorro, “la Volpe” in spagnolo) nasce in America, il 9 agosto 1919, nel racconto The Curse of Capistrano, dello scrittore Johnston McCulley, pubblicato a puntate sulla rivista“pulp” All-Story Weekly.

Ispirato alla Primula Rossa della baronessa Orczy, il personaggio opera in un’epoca storica non ben definita (“la California spagnola all’epoca della decadenza delle missioni”) ma ha una, o, meglio, due distinte personalità: Diego Vega (il “De” verrà in seguito) languido dandy annoiato, che rifugge la violenza e lo spavaldo alter ego in maschera, abile con la spada, che raramente uccide i suoi avversari, preferendo “marchiarli” con la “Z”. McCulley, non prevedendone il successo, aveva dato conclusione al racconto, con tanto di smascheramento finale, e un proseguimento non sembrava possibile. Invece, non solo ne pubblicò altri 63, sino al ‘59, ma vide subito il cinema fare proprie le sue avventure, ad appena due anni dall’esordio, grazie all’intuizione dell’attore Douglas Fairbanks Sr., che divenne la prima Volpe del grande schermo (The Mark of Zorro, Fred Niblo).

Douglas Fairbanks Sr.

Douglas Fairbanks Sr.

Da qui vari film (molte produzioni minori, italo spagnole in particolare), telefilm (la serie Disney degli anni ’50), cartoni animati e fumetti; in tale ultimo ambito, per ammissione del suo stesso autore, Bob Kane, Batman ne rappresenta la derivazione moderna.

21Il segno di Zorro del ’40, di Rouben Mamoulian, protagonista Tyrone Power, è certo la versione più elegante e curata, anche a distanza di anni, grazie ad una valida sceneggiatura (J.T.Foote, G.Fort, B. Meredyth) che espande e al contempo riduce il ruolo di alcuni personaggi del romanzo. Diego Vega, tra i migliori allievi dell’Accademia militare di Madrid, è richiamato a Los Angeles dal padre, alcalde della città.
In California la situazione è ben cambiata da quanto ricordava, il padre è stato costretto a dimettersi, in sua vece vi è Luis Quintero (E.G.Bromberg), spalleggiato dal capitano Esteban (Basil Rathbone) e il popolo è oppresso da tasse ingiuste, in un clima di paura e terrore; Diego dovrà agire con furbizia per far sì che il padre rioccupi il posto: fingendo modi leziosi, dà vita ad una pantomima che lo vede da un lato possidente annoiato, dall’altro scaltro cavaliere mascherato raddrizza torti.

Tyrone Power

Tyrone Power

Tra inseguimenti mozzafiato, travestimenti, duelli, avrà la meglio sul tiranno e riconquisterà la fiducia del padre e della donna di cui è innamorato, Lolita (Linda Darnell). Classico film di cappa e spada coinvolgente e spettacolare, venato di eroismo, romanticismo ed una certa ironia, dalla regia agile e attenta a valorizzare sia le scene di azione (il vertiginoso duello finale) che i giochi di ombre e luci della bella fotografia in bianco e nero di A.C. Miller; Power, apparendo più nei panni di Diego che in quelli di Zorro (poche le spacconate in costume nero e sciabola alla mano), ne offre un’interpretazione divertita e divertente, quasi teatrale nelle sue entrate in scena, tra giochi di prestigio, fazzoletto al naso ed estrema raffinatezza nella scelta di stoffe e profumi. Estremamente trascinante infine il commento musicale di Alfred Newman.

Tyrone Power e Linda Darnell

Tyrone Power e Linda Darnell

In anni recenti i tentativi di riportare in auge il mito sono quasi sempre falliti, non è più tempo di romantiche avventure e duelli, ma per chi ha conservato nel cuore un po’ di sana ingenuità, basteranno tre rapidi segni a mo’ di “Z” con il dito indice (come il Bernardo interpretato da Gene Sheldon nello Zorro televisivo della Disney) ad indicare il ritorno della leggenda.
****************************************************************
La prima parte di quest’articolo, dall’inizio sino a “…divenne la prima Volpe del grande schermo (The Mark of Zorro, Fred Niblo)” appare tra i bonus del dvd Il segno di Zorro (1920), di recente uscita nella collana D Cult by Ermitage, relativamente al capitolo “Dal libro al film”, senza citazione della fonte. Lusingato, convengo che abbiamo consultato gli stessi testi giungendo a medesime conclusioni.
Antonio Falcone, 21/02/2011
******************************************************************