Archivi categoria: Televisione

Locri (RC): incontro con Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Il filosofo bergamasco Claudio Sottocornola fa ritorno in Calabria per un incontro organizzato dall’Archeoclub della città di Locri (RC) incentrato sugli ultimi libri Varietà – Taccuino giornalistico: interviste, ritratti, recensioni, approfondimenti, ricerche su costume, società e spettacolo nell’Italia fra gli anni ’80 e ’90 (Marna)  e Fin de Siècle, una raccolta di poesie tradotte in francese dalla penna sensibile e attenta di Patricia Bonnaudet per la prestigiosa rivista internazionale Contemporary Literary Horizons e la sua  Bibliotheca Universalis, che include autori di ogni parte del mondo nella collana Aula Magna. Appuntamento dunque a Locri,  lunedì 31 luglio alle ore 19.30, nella Corte del Palazzo di Città (Via Matteotti): oltre alla partecipazione dell’autore, previsti gli interventi di Maria Antonella Gozzi e Carmelita Mittoro Cilea. Modererà l’incontro Nicola Monteleone, presidente Archeoclub Locri.
Ingresso libero.

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Un ricordo di Paolo Limiti

Paolo Limiti (Ansa.it)

Ci ha lasciato ieri, martedì 27 giugno, uno degli ultimi gentlemen della televisione italiana, Paolo Limiti (Milano, 1940), affabile conduttore la cui profonda conoscenza di ogni settore dello spettacolo, musica e cinema in particolare, trovava esternazione attraverso una genuina e coinvolgente affabulazione pop, capace, fra ironia e mitezza dei toni, anche di far digerire qualche strascico kitsch (il pupazzo dalle forme canine Floradora), ma anche poliedrico autore televisivo (Rischiatutto, fra gli altri) e raffinato paroliere, dando vita in quest’ultima veste a splendide canzoni, quali Bugiardo e incosciente o La voce del silenzio, rese celebri dalle vibranti interpretazioni di Mina. Il suo prezioso compito di custode e divulgatore della memoria continuerà anche dopo la morte: nel maggio dello scorso anno Limiti fece dono alla Cineteca di Milano della sua imponente collezione relativa al mondo della Settima Arte di libri, monografie, film, cimeli, memorabilia, collezioni complete di riviste cinematografiche italiane e straniere, che, dopo la catalogazione, sarà consultabile nei prossimi mesi alla Biblioteca di Morando.

Un ricordo di Adam West

Adam West

E’ morto ieri, sabato 10 giugno, a Los Angeles, l’attore Adam West (William West Anderson, Walla Walla, 1928), noto soprattutto per aver interpretato il personaggio di Batman (e di Bruce Wayne) , creato da Bob Kane e Bill Finger (maggio del 1939, sul numero 27 della rivista DC Comics), nella serie televisiva degli anni Sessanta (ABC, 120 episodi per tre stagioni, dal 12 gennaio ’66 al 14 marzo ’68) dedicata all’Uomo Pipistrello, con a fianco Burt Ward  ad indossare la calzamaglia di Dick Grayson/Robin, “il ragazzo meraviglia”;  della serie venne anche realizzata una versione cinematografica nel 1966, Batman: the Movie, per la regia di Leslie H. Martinson. Continua a leggere

Un ricordo di Roger Moore

Roger Moore

Un’eleganza innata, il portamento signorile unito ad una certa prestanza fisica, il leggiadro sense of humour naturalmente esternato, senza alcuna posa esibizionistica, già dallo sguardo colmo d’ironia e disillusione, sono tutte doti che hanno reso e renderanno indimenticabile l’attore britannico Roger Moore (Sir Roger George Moore, Londra, 1927), morto ieri, martedì 23 maggio, a Crans-Montana, Svizzera.
Qualità quelle descritte del tutto in sincrono con le capacità recitative, volte ad adattare quanto elargito da Madre Natura al personaggio che si trovava ad interpretare, come nel caso del suo ruolo più famoso, l’agente al servizio segreto di sua Maestà creato da Ian Fleming nel 1953, James Bond 007 (il doppio zero del numero identificativo indica la licenza di uccidere), impersonato da Moore in ben sette film, a partire da Agente 007 – Vivi e lascia morire (Live and Let Die, 1973, Guy Hamilton) e finendo con 007 Bersaglio mobile (A View To a Kill, 1983, John Glen). Continua a leggere

“Nastro dell’anno 2017” a “The Young Pope”

Il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha annunciato oggi, sabato 20 maggio, nel corso del 70mo Festival di Cannes, l’assegnazione del Nastro dell’anno 2017 alla serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino.
Le cinquine relative alla candidature dei premi della 71ma edizione dei Nastri d’Argento saranno rese note il prossimo 6 giugno  al Museo MAXXI di Roma, quando Paolo Sorrentino riceverà il Nastro dell’anno insieme ai produttori italiani della serie (Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, Nils Hartmann, Roberto Amoroso e Sonia Rovai per Sky Italia) e saranno consegnati alcuni premi che anticiperanno il gran finale al Teatro Antico di Taormina. Andata in onda per la prima volta su Sky Atlantic nell’ottobre del 2016, la serie in 10 episodi, una produzione originale Sky, HBO e Canal+ prodotta da Wildside e coprodotta da Haut ed Court TV e Mediapro, ha segnato il debutto di Sorrentino nel panorama della narrazione seriale ed ora va a rappresentare un inedito esordio, la prima volta di una serialità di livello cinematografico, ideata, prodotta e trasmessa in tutto il mondo, in un premio, come ha sottolineato a nome del Direttivo, Laura Delli Colli, “istituzionalmente e tradizionalmente dedicato al miglior cinema, con un Nastro che apre la strada ad una nuova, indifferibile, attenzione al cinema delle grandi serie” da parte della stampa che ha molto amato, come il pubblico, la saga di Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, interpretato da Jude Law. Continua a leggere

Ciao “Sottiletta”

Erin Moran

Addio per sempre allo splendido sorriso di Erin Moran (1960, Burbank, California), l’attrice che ha interpretato il personaggio di Joanie Louise Cunningham nella celebre serie televisiva Happy Days (1974-1984, ma ambientata nell’America dei “favolosi” e mitizzati anni ’50, dal 1954 al 1964, per la precisione), sorella minore di Charles, Chuck, che scomparirà dalla serie senza alcuna spiegazione, e di Richard, Richie (Ron Howard) a comporre con mamma Marion (M.Ross) e papà Howard (Tom Bosley) la tipica famiglia borghese americana residente nell’apparentemente asettico microcosmo di Milwaukee, in realtà coacervo delle ansie e problematiche di varie generazioni, sempre attuali pur nella suddetta retrodatazione. Chiamata affettuosamente Sottiletta (shortcake in originale) dal “duro” Arthur Fonzarelli, Fonzie (Henry Winkler), il personaggio di Joanie ha subito una profonda evoluzione nel corso della serie, segnando i passaggi più tipici e profondi propri della graduale trasformazione di una bambina in un’adolescente ribelle ed inquieta, ma sempre assennata ed affettuosa con i suoi cari, fino a divenire definitivamente  donna. Continua a leggere

Un ricordo di Giorgio Capitani

Giorgio Capitani

Ci lascia il regista e sceneggiatore Giorgio Capitani (Parigi, 1927), morto ieri, sabato 25 marzo, a Viterbo, cineasta forse sconosciuto ai più ma che si è sempre contraddistinto per una certa eleganza nel dirigere popolari commedie, spesso debitrici nella loro struttura narrativa alla pochade di scuola francese (Pane, burro e marmellata, 1977; Aragosta a colazione, 1979) e caratterizzate da una attenta sottolineatura delle interpretazioni attoriali, non disdegnando anche qualche incursione in diversi generi cinematografici quali il peplum (Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili, 1964) o il western (Ognuno per sé, firmato con lo pseudonimo George Holloway, 1968), senza dimenticare gli esordi, dopo un’attività di aiuto regista, nel melò (Delirio, 1954, codiretto con Pierre Billion, remake dell’omonimo film, Orage il titolo originale, per la regia di Marc Allégret, 1938), genere in cui Capitani offrì poi altre prove (Pescatore ‘e Pusilleco, 1954; Il piccolo vetraio, 1955; La trovatella di Milano, 1956) prima di dedicarsi come già scritto alla commedia (alternando riuscite realizzazioni ad altre più ordinarie, per quanto mai volgari) ed infine alla fiction televisiva, settore quest’ultimo dove portò al successo serie quali E non se ne vogliono andare! (1988, cui seguì un anno dopo E se poi se ne vanno?), Il maresciallo Rocca (1996-2005), Commesse (1999-2002), sempre contraddistinte da un taglio piuttosto accurato tanto nella messa in scena complessiva quanto nella direzione degli attori.