Archivi categoria: Televisione

Un ricordo di Roger Moore

Roger Moore

Un’eleganza innata, il portamento signorile unito ad una certa prestanza fisica, il leggiadro sense of humour naturalmente esternato, senza alcuna posa esibizionistica, già dallo sguardo colmo d’ironia e disillusione, sono tutte doti che hanno reso e renderanno indimenticabile l’attore britannico Roger Moore (Sir Roger George Moore, Londra, 1927), morto ieri, martedì 23 maggio, a Crans-Montana, Svizzera.
Qualità quelle descritte del tutto in sincrono con le capacità recitative, volte ad adattare quanto elargito da Madre Natura al personaggio che si trovava ad interpretare, come nel caso del suo ruolo più famoso, l’agente al servizio segreto di sua Maestà creato da Ian Fleming nel 1953, James Bond 007 (il doppio zero del numero identificativo indica la licenza di uccidere), impersonato da Moore in ben sette film, a partire da Agente 007 – Vivi e lascia morire (Live and Let Die, 1973, Guy Hamilton) e finendo con 007 Bersaglio mobile (A View To a Kill, 1983, John Glen). Continua a leggere

“Nastro dell’anno 2017” a “The Young Pope”

Il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha annunciato oggi, sabato 20 maggio, nel corso del 70mo Festival di Cannes, l’assegnazione del Nastro dell’anno 2017 alla serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino.
Le cinquine relative alla candidature dei premi della 71ma edizione dei Nastri d’Argento saranno rese note il prossimo 6 giugno  al Museo MAXXI di Roma, quando Paolo Sorrentino riceverà il Nastro dell’anno insieme ai produttori italiani della serie (Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, Nils Hartmann, Roberto Amoroso e Sonia Rovai per Sky Italia) e saranno consegnati alcuni premi che anticiperanno il gran finale al Teatro Antico di Taormina. Andata in onda per la prima volta su Sky Atlantic nell’ottobre del 2016, la serie in 10 episodi, una produzione originale Sky, HBO e Canal+ prodotta da Wildside e coprodotta da Haut ed Court TV e Mediapro, ha segnato il debutto di Sorrentino nel panorama della narrazione seriale ed ora va a rappresentare un inedito esordio, la prima volta di una serialità di livello cinematografico, ideata, prodotta e trasmessa in tutto il mondo, in un premio, come ha sottolineato a nome del Direttivo, Laura Delli Colli, “istituzionalmente e tradizionalmente dedicato al miglior cinema, con un Nastro che apre la strada ad una nuova, indifferibile, attenzione al cinema delle grandi serie” da parte della stampa che ha molto amato, come il pubblico, la saga di Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, interpretato da Jude Law. Continua a leggere

Ciao “Sottiletta”

Erin Moran

Addio per sempre allo splendido sorriso di Erin Moran (1960, Burbank, California), l’attrice che ha interpretato il personaggio di Joanie Louise Cunningham nella celebre serie televisiva Happy Days (1974-1984, ma ambientata nell’America dei “favolosi” e mitizzati anni ’50, dal 1954 al 1964, per la precisione), sorella minore di Charles, Chuck, che scomparirà dalla serie senza alcuna spiegazione, e di Richard, Richie (Ron Howard) a comporre con mamma Marion (M.Ross) e papà Howard (Tom Bosley) la tipica famiglia borghese americana residente nell’apparentemente asettico microcosmo di Milwaukee, in realtà coacervo delle ansie e problematiche di varie generazioni, sempre attuali pur nella suddetta retrodatazione. Chiamata affettuosamente Sottiletta (shortcake in originale) dal “duro” Arthur Fonzarelli, Fonzie (Henry Winkler), il personaggio di Joanie ha subito una profonda evoluzione nel corso della serie, segnando i passaggi più tipici e profondi propri della graduale trasformazione di una bambina in un’adolescente ribelle ed inquieta, ma sempre assennata ed affettuosa con i suoi cari, fino a divenire definitivamente  donna. Continua a leggere

Un ricordo di Giorgio Capitani

Giorgio Capitani

Ci lascia il regista e sceneggiatore Giorgio Capitani (Parigi, 1927), morto ieri, sabato 25 marzo, a Viterbo, cineasta forse sconosciuto ai più ma che si è sempre contraddistinto per una certa eleganza nel dirigere popolari commedie, spesso debitrici nella loro struttura narrativa alla pochade di scuola francese (Pane, burro e marmellata, 1977; Aragosta a colazione, 1979) e caratterizzate da una attenta sottolineatura delle interpretazioni attoriali, non disdegnando anche qualche incursione in diversi generi cinematografici quali il peplum (Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili, 1964) o il western (Ognuno per sé, firmato con lo pseudonimo George Holloway, 1968), senza dimenticare gli esordi, dopo un’attività di aiuto regista, nel melò (Delirio, 1954, codiretto con Pierre Billion, remake dell’omonimo film, Orage il titolo originale, per la regia di Marc Allégret, 1938), genere in cui Capitani offrì poi altre prove (Pescatore ‘e Pusilleco, 1954; Il piccolo vetraio, 1955; La trovatella di Milano, 1956) prima di dedicarsi come già scritto alla commedia (alternando riuscite realizzazioni ad altre più ordinarie, per quanto mai volgari) ed infine alla fiction televisiva, settore quest’ultimo dove portò al successo serie quali E non se ne vogliono andare! (1988, cui seguì un anno dopo E se poi se ne vanno?), Il maresciallo Rocca (1996-2005), Commesse (1999-2002), sempre contraddistinte da un taglio piuttosto accurato tanto nella messa in scena complessiva quanto nella direzione degli attori.

“The Young Pope” sul grande schermo

7fe5f3a0fbfe8a3c64d5025bf6be081cAll’interno di Cineteca70, le celebrazioni per i 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana, è prevista la rassegna 100perCento Italia, una sorta di contenitore all’interno del quale saranno in programma allo Spazio Oberdan di Milano, per tutto il 2017, film e incontri con i protagonisti della nostra cinematografia, da grandi registi a giovani talenti, per valorizzare al meglio titoli meritevoli di attenzione e in alcuni casi ragionare sul cinema insieme agli spettatori e agli studenti di licei e università. Il primo appuntamento in programma, da oggi, venerdì 13, e fino a lunedì 16 gennaio, realizzato in collaborazione con Sky Atlantic, è con l’ultima fatica di Paolo Sorrentino, la serie Tv The Young Pope (in anteprima su grande schermo), commedia sul potere e sul suo mantenimento in cui brilla tutto il talento di regista, sceneggiatore e dialoghista del suo autore.
Ingresso libero a tutte le proiezioni. A corollario della proiezione di The Young Pope, domenica 22 gennaio, alle ore 17, Lele Marchitelli, autore delle musiche originali della serie e di La grande bellezza, terrà un incontro-concerto in cui parlerà del suo lavoro nella ideazione e realizzazione di una colonna sonora, del rapporto/dialogo che si stabilisce fra autore delle musiche e regista, e in particolare della sua collaborazione con Paolo Sorrentino.
Il tutto arricchito da esempi musicali dal vivo, per meglio sottolineare il rapporto fra musica e immagini in movimento. Ingresso libero con Cinetessera (€ 10). Continua a leggere

Dei pregi di “Rocco Schiavone” e dell’insipienza di un’inopportuna ingerenza politica

rocco-schiavone-castNon ho (ancora) letto i libri scritti da Antonio Manzini (sei in tutto, editi da Sellerio) incentrati sulla complessa ma intrigante figura del vicequestore Rocco Schiavone, quindi non mi cimenterò nel consueto gioco, a volte culturalmente stimolante, di quanto possa ritenersi fedele l’adattamento, televisivo in tal caso, messo in atto nella trasposizione del testo d’origine, ma dopo aver visto i tre episodi della serie (Pista nera, La costola d’Adamo, Castore e Polluce, su Rai 2) posso scrivere con ferma convinzione che ci troviamo di fronte (finalmente, anche se qualche concreta eccezione in questi ultimi anni non è mancata) ad una realizzazione di ampio respiro, idonea a travalicare gli italici confini in virtù di tutta una serie di fattori felicemente congiunti fra di loro. In primo luogo vi è un lavoro di sceneggiatura piuttosto solido, la regia di Michele Soavi è particolarmente attenta, sensibile, nell’offrire risalto tanto all’ambientazione quanto ai personaggi, la fotografia gioca su una luce livida e pesta, consona a rendere una particolare simbiosi, da buon noir, sia con la cittadina di Aosta che con la faccia stropicciata e sofferta del protagonista, un ottimo Marco Giallini ad interpretare il funzionario di Polizia trasferito da Roma in Piemonte per “motivi politici”. Continua a leggere

Un ricordo di Dario Fo

Dario Fo

Dario Fo

Nello stesso giorno in cui verrà assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, del quale fu insignito nel 1997, oso scrivere coincidenza da sghignazzo rammentandone il suo giullaresco farsi beffe di ogni convenzione o sovrastruttura, ci lascia Dario Fo (Sangiano, VA, 1926), morto stamane, giovedì 13 ottobre, a Milano. Improvvisamente è come se si fosse aperta una grande voragine nell’ambito della cultura e del teatro comico italiano, da lui innovato insieme alla moglie Franca Rame, attingendo tanto dalla Commedia dell’Arte che dal vaudeville, con una serie di brillanti ed acuti testi che andavano dalle commedie alla farsa, passando per la satira politica o il recupero di canti popolari tradizionali, il tutto attraversato da una dirompente creatività che, come motivarono gli Accademici svedesi, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi”. Continua a leggere