Archivi categoria: Teatro

Un ricordo di Dario Fo

Dario Fo

Dario Fo

Nello stesso giorno in cui verrà assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, del quale fu insignito nel 1997, oso scrivere coincidenza da sghignazzo rammentandone il suo giullaresco farsi beffe di ogni convenzione o sovrastruttura, ci lascia Dario Fo (Sangiano, VA, 1926), morto stamane, giovedì 13 ottobre, a Milano. Improvvisamente è come se si fosse aperta una grande voragine nell’ambito della cultura e del teatro comico italiano, da lui innovato insieme alla moglie Franca Rame, attingendo tanto dalla Commedia dell’Arte che dal vaudeville, con una serie di brillanti ed acuti testi che andavano dalle commedie alla farsa, passando per la satira politica o il recupero di canti popolari tradizionali, il tutto attraversato da una dirompente creatività che, come motivarono gli Accademici svedesi, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi”. Continua a leggere

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Roccella Jonica (RC): il Circolo di lettura dell’A.R.A.S. ricorda Pino Michienzi

am3Sabato 10 settembre, alle ore 19, presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC) per I Caffè artistico-letterari 2016, organizzati dal Circolo di lettura dell’A.R.A.S., in collaborazione con il Comune della cittadina-Assessorato alla Cultura, avrà luogo Frammenti di parole- Ricordo di Pino Michienzi, a cura della compagnia Teatro del Carro e con Anna Maria De Luca.

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Pino Michienzi, attore e regista nativo di Catanzaro (1953-2011) ha interpretato vari personaggi teatrali e partecipato a diversi lavori cinematografici e televisivi. Insieme alla moglie Anna Maria De Luca ha diretto dal 1986 la compagnia Teatro del Carro. La sua formazione risale alla metà degli anni ’70, presso la scuola d’arte drammatica di Giovanni Diotaiuti. Divulgatore e valorizzatore della cultura calabrese, Michienzi è stato autore di lavori teatrali che hanno fatto conoscere sia in Calabria che in Italia opere di autori come Franco Costabile, Corrado Alvaro, Lorenzo Calogero, Mario La Cava, Leonida Repaci. Continua a leggere

Tra cielo e terra

Enzo Iacchetti

Enzo Iacchetti

Chissà se le stelle per esprimere un desiderio aspettano che cada la terra? (Enzo Iacchetti su Smemoranda 1992Sogno e utopia)

Ciao, Anna

Anna Marchesini

Anna Marchesini

L’indubbia verve comica, una presenza scenica invidiabile, da sola o accanto ai due amici Tullio e Massimo, la mimica facciale indimenticabile, così come il caratteristico tono di voce che ti ha permesso di ottenere felici risultati nell’ambito del doppiaggio, senza dimenticare la grande autoironia ed una invidiabile forza d’animo, resteranno per sempre nei cuori di quanti ti hanno seguita ed apprezzata in tutti questi anni. Difficile dimenticare la tua Lucia Mondella nella parodia de I promessi sposi o personaggi come la sessuologa Merope Generosa, la Signora, pardon, Signorina Carlo, la cameriera secca dei signori Montagné, la sora Flora… Anche se oggi una inevitabile tristezza ci avvolge, continueremo a ridere cara Anna, rivedendo gli sketch televisivi o le rappresentazioni teatrali che ti hanno vista protagonista, ricordandoti sempre con affetto e un pizzico di nostalgia per un modo di fare spettacolo tanto semplice quanto minuzioso nella sua messa in scena complessiva, attento ai dettagli e al rispetto dei tempi comici. Ciao, Anna e grazie, sono sicuro che anche in questo nuovo viaggio il cammino ti sarà lieve, una risata, un gioco di parole, una particolare inflessione vocale ad imitazione di qualche personaggio famoso non mancheranno di portare il buonumore a quanti incontrerai lungo il cammino.
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Essere all’altezza dei sogni; niente altro può fare una vita in alto mare se non seguire la luce orientata del faro, la cui esistenza è certezza per la speranza di andare avanti in solitaria senza smarrirsi.” (Anna Marchesini)

Un ricordo di Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Attore, e uomo, dalla prorompente personalità, unita ad un talento naturale che gli ha consentito di spaziare con disinvoltura e sensibilità tra cinema, teatro e televisione, forte di un’elegante presenza scenica e di un timbro vocale indimenticabile, Giorgio Albertazzi, morto ieri, sabato 28 maggio, a Roccastrada (FI), lascia un grande vuoto, probabilmente incolmabile, nel panorama culturale italiano e nel settore del teatro nello specifico, cui si era dedicato con particolare dedizione a partire dalla metà degli anni Settanta. Nato a Fiesole nel 1923, Albertazzi debuttò sul palcoscenico nel 1949 (Troilo e Cressida, William Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti), dopo aver fondato ad Ancona, nell’inverno del 1945, insieme con Titta Foti, il primo teatro anarchico italiano. Due anni più tardi l’esordio al cinema, con Lorenzaccio, nelle vesti del protagonista Lorenzo de’ Medici, per la regia di Raffaele Pacini; rilevante anche il suo apporto nell’ambito dei primi sceneggiati Rai tratti da famosi romanzi come L’idiota di Fëdor Dostoevskij (1869), diretto da Giacomo Vaccari, che lo stesso Albertazzi, interprete del principe Myškin, adattò nel 1959 per la televisione dall’opera originaria, o Jekyll, 1969, splendida rilettura in chiave moderna de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di R. L. Stevenson (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), da lui scritta e diretta, ancora oggi attuale nel visualizzare i conflitti etici della scienza e l’insuperabile dualismo fra Bene e Male, entità con le quali siamo costretti a fare i conti nel nostro incedere terreno, senza riuscire a scindere l’una dal’altra. Continua a leggere

“La vita risulta l’interpretazione più impegnativa e significativa che ciascuno di noi può esprimere”, intervista con Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Varietà (Marna, 2016), l’ultimo libro di Claudio Sottocornola, rappresenta una corposa antologia di interviste ai divi storici della pop music italiana, da Mia Martini a Anna Oxa, da Ivano Fossati a Paolo Conte, da Rita Pavone a Gianni Morandi, da Marco Masini a Gianna Nannini, da Bruno Lauzi a Ornella Vanoni, con spazio anche ad attori teatrali o cinematografici ed esponenti del mondo dello spettacolo in genere.

Copyrighyt© Antonio Falcone

Copyright© Antonio Falcone

La lettura dei vari ritratti, come lo stesso autore definisce le interviste, che comprendono un periodo che va dal 1989 al 1994, si rivela entusiasmante, in primo luogo perché Sottocornola si pone di fronte agli intervistati con un atteggiamento tanto professionale quanto colloquiale, volto nel contempo a far sì che dell’artista venga fuori la sua essenza più vera, intima, genuina, ed in seconda analisi perché ci aiuta a comprendere quei mutamenti sociali avvenuti fra gli anni ’80 e ’90 e di cui il mondo dello spettacolo rappresentava una sorta di cassa di risonanza.
Un periodo in cui il culto dell’immagine e del quarto d’ora di celebrità concesso praticamente a chiunque, profetizzato da Andy Warhol, iniziavano a prendere piede, in una forma inizialmente più ruspante e genuina rispetto all’odierna entrata in scena dei vari “morti di fama” (Aldo Grasso), che sgomitando fra talent vari e il web riescono a trovare la loro effimera consacrazione “pronto uso”. Dei tanti artisti intervistati risalta dunque, grazie alle domande poste da Sottocornola, la loro veridicità, la consapevolezza di voler vivere così come si è, al di là di ciò che si è stati o di quel che si vorrebbe essere.
Ma le curiosità che mi ha suscitato la lettura di Varietà sono state tante e quindi ho contattato Sottocornola così da parlarne direttamente con lui. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan:in anteprima italiana “Wilde Salomè”

coverDa oggi, giovedì 12 e fino a martedì 17 maggio a Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima italiana Wilde Salomè, un film che vede Al Pacino in veste di regista e interprete principale, intento ad esplorare tutta la complessità del dramma di Oscar Wilde interrogandosi allo stesso tempo sulle proprie fragilità e paure.
Presentato nel 2011 alla Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e mai distribuito in sala nel nostro paese, il film è , come ha dichiarato lo stesso Pacino “l’esplorazione di una pièce teatrale che mi ha impegnato per molto tempo. Non è un film di finzione né un documentario, è l’emancipazione di un’opera che continua a vivere. Jessica Chastain è sensazionale nel ruolo di Salomè e mi ha aiutato molto nella mia personale scoperta del mondo di Oscar Wilde”. Oltre al film di Pacino, del quale potete leggere di seguito la mia recensione, sono in programma altre due rivisitazioni del dramma di Wilde: la rarissima Salomè muta di Charles Bryant, opera dal gusto decadente e immaginifico con protagonista la celebre attrice di origine russe Alla Nazimova, autentica icona della comunità omosessuale più alla moda dell’epoca; la Salomè di Carmelo Bene, film visionario e dissacrante, dal registro quasi parodistico, nel quale l’attore raggiunge punte di puro genio. Continua a leggere