Archivi categoria: Spettacolo

Un ricordo di Paolo Limiti

Paolo Limiti (Ansa.it)

Ci ha lasciato ieri, martedì 27 giugno, uno degli ultimi gentlemen della televisione italiana, Paolo Limiti (Milano, 1940), affabile conduttore la cui profonda conoscenza di ogni settore dello spettacolo, musica e cinema in particolare, trovava esternazione attraverso una genuina e coinvolgente affabulazione pop, capace, fra ironia e mitezza dei toni, anche di far digerire qualche strascico kitsch (il pupazzo dalle forme canine Floradora), ma anche poliedrico autore televisivo (Rischiatutto, fra gli altri) e raffinato paroliere, dando vita in quest’ultima veste a splendide canzoni, quali Bugiardo e incosciente o La voce del silenzio, rese celebri dalle vibranti interpretazioni di Mina. Il suo prezioso compito di custode e divulgatore della memoria continuerà anche dopo la morte: nel maggio dello scorso anno Limiti fece dono alla Cineteca di Milano della sua imponente collezione relativa al mondo della Settima Arte di libri, monografie, film, cimeli, memorabilia, collezioni complete di riviste cinematografiche italiane e straniere, che, dopo la catalogazione, sarà consultabile nei prossimi mesi alla Biblioteca di Morando.

Ottimismo

Se la vita ti sorride, ha una paresi

(Paco D’Alcatraz, pseudonimo di Fabio Ferriani)

Un ricordo di Dario Fo

Dario Fo

Dario Fo

Nello stesso giorno in cui verrà assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, del quale fu insignito nel 1997, oso scrivere coincidenza da sghignazzo rammentandone il suo giullaresco farsi beffe di ogni convenzione o sovrastruttura, ci lascia Dario Fo (Sangiano, VA, 1926), morto stamane, giovedì 13 ottobre, a Milano. Improvvisamente è come se si fosse aperta una grande voragine nell’ambito della cultura e del teatro comico italiano, da lui innovato insieme alla moglie Franca Rame, attingendo tanto dalla Commedia dell’Arte che dal vaudeville, con una serie di brillanti ed acuti testi che andavano dalle commedie alla farsa, passando per la satira politica o il recupero di canti popolari tradizionali, il tutto attraversato da una dirompente creatività che, come motivarono gli Accademici svedesi, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi”. Continua a leggere

Tra cielo e terra

Enzo Iacchetti

Enzo Iacchetti

Chissà se le stelle per esprimere un desiderio aspettano che cada la terra? (Enzo Iacchetti su Smemoranda 1992Sogno e utopia)

Claudio Sottocornola presenta in Calabria il suo ultimo libro, “Varietà”

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Giovedì 4 agosto e lunedì 8 agosto Claudio Sottocornola tornerà in Calabria per presentare il nuovissimo libro Varietà – Taccuino giornalistico: interviste, ritratti, recensioni, approfondimenti, ricerche su costume, società e spettacolo nell’Italia fra gli anni ’80 e ’90, pubblicato da Marna. A Locri, giovedì 4 agosto, dopo i saluti introduttivi dell’Assessore alla Cultura Avv. Anna Sofia, farà da moderatore il prof. Ugo Mollica, con interventi a cura delle professoresse Pina Cappelleri e Beatrice Bumbaca.
A Gioiosa Ionica, lunedì 8 agosto, interverrà l’assessore alla cultura Lidia Ritorto, mentre l’incontro sarà moderato da Maurizio Zavaglia, giornalista di Radio Gamma Gioiosa e de Il quotidiano del Sud, e Antonio Falcone, giornalista di Radio Gamma Gioiosa e critico cinematografico.
E’ un gradito ritorno in Calabria, quello di Claudio Sottocornola: l’intellettuale lombardo ha una storica frequentazione della Locride, dove ha spesso presentato i propri lavori e partecipato ad incontri ed eventi culturali.
Mia Martini, Beppe Grillo, Nino Manfredi, Gianni Morandi, Rita Pavone, Donovan, Enzo Jannacci, Vittorio Sgarbi e numerosi altri: sono i big che Sottocornola intervistò a cavallo tra anni ’80 e ’90, in un periodo di intensa attività giornalistica che oggi torna prepotentemente con Varietà, una raccolta delle interviste realizzate dal 1989 al 1994 (pubblicate su numerosi quotidiani come Il Giornale di Bergamo Oggi, L’Arena, Il Gazzettino, Il Quotidiano, L’Eco di Bergamo, Libertà, La Prealpina etc.), che immortala una fase cruciale nel percorso del filosofo del pop, così ribattezzato dalla critica per la sua attenzione ai linguaggi popular contemporanei. Continua a leggere

Ciao, Anna

Anna Marchesini

Anna Marchesini

L’indubbia verve comica, una presenza scenica invidiabile, da sola o accanto ai due amici Tullio e Massimo, la mimica facciale indimenticabile, così come il caratteristico tono di voce che ti ha permesso di ottenere felici risultati nell’ambito del doppiaggio, senza dimenticare la grande autoironia ed una invidiabile forza d’animo, resteranno per sempre nei cuori di quanti ti hanno seguita ed apprezzata in tutti questi anni. Difficile dimenticare la tua Lucia Mondella nella parodia de I promessi sposi o personaggi come la sessuologa Merope Generosa, la Signora, pardon, Signorina Carlo, la cameriera secca dei signori Montagné, la sora Flora… Anche se oggi una inevitabile tristezza ci avvolge, continueremo a ridere cara Anna, rivedendo gli sketch televisivi o le rappresentazioni teatrali che ti hanno vista protagonista, ricordandoti sempre con affetto e un pizzico di nostalgia per un modo di fare spettacolo tanto semplice quanto minuzioso nella sua messa in scena complessiva, attento ai dettagli e al rispetto dei tempi comici. Ciao, Anna e grazie, sono sicuro che anche in questo nuovo viaggio il cammino ti sarà lieve, una risata, un gioco di parole, una particolare inflessione vocale ad imitazione di qualche personaggio famoso non mancheranno di portare il buonumore a quanti incontrerai lungo il cammino.
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Essere all’altezza dei sogni; niente altro può fare una vita in alto mare se non seguire la luce orientata del faro, la cui esistenza è certezza per la speranza di andare avanti in solitaria senza smarrirsi.” (Anna Marchesini)

Un ricordo di Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Attore, e uomo, dalla prorompente personalità, unita ad un talento naturale che gli ha consentito di spaziare con disinvoltura e sensibilità tra cinema, teatro e televisione, forte di un’elegante presenza scenica e di un timbro vocale indimenticabile, Giorgio Albertazzi, morto ieri, sabato 28 maggio, a Roccastrada (FI), lascia un grande vuoto, probabilmente incolmabile, nel panorama culturale italiano e nel settore del teatro nello specifico, cui si era dedicato con particolare dedizione a partire dalla metà degli anni Settanta. Nato a Fiesole nel 1923, Albertazzi debuttò sul palcoscenico nel 1949 (Troilo e Cressida, William Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti), dopo aver fondato ad Ancona, nell’inverno del 1945, insieme con Titta Foti, il primo teatro anarchico italiano. Due anni più tardi l’esordio al cinema, con Lorenzaccio, nelle vesti del protagonista Lorenzo de’ Medici, per la regia di Raffaele Pacini; rilevante anche il suo apporto nell’ambito dei primi sceneggiati Rai tratti da famosi romanzi come L’idiota di Fëdor Dostoevskij (1869), diretto da Giacomo Vaccari, che lo stesso Albertazzi, interprete del principe Myškin, adattò nel 1959 per la televisione dall’opera originaria, o Jekyll, 1969, splendida rilettura in chiave moderna de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di R. L. Stevenson (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), da lui scritta e diretta, ancora oggi attuale nel visualizzare i conflitti etici della scienza e l’insuperabile dualismo fra Bene e Male, entità con le quali siamo costretti a fare i conti nel nostro incedere terreno, senza riuscire a scindere l’una dal’altra. Continua a leggere