Archivi categoria: Retrospettiva Ingrid Bergman

Fiore di cactus (Cactus Flower, 1969)

CactusFlowerScende la notte sulla città di New York, la porta di uno stabile si apre e viene fuori una giovane donna in déshabillé, uno scricciolo dai capelli biondi e dagli occhi azzurri generosamente spalancati, come se il mondo le offrisse continuamente un’occasione di valido stupore. Si affretta ad imbucare una lettera e rientra svelta nel suo modesto appartamento, dove tutta una serie di meticolosi preparativi non fa presagire nulla di buono: chiude accuratamente le finestre, apre i fornelli del gas, si stende sul letto come per dormire…
Ma un ragazzo che abita a fianco, nell’uscire di casa avverte il pungente odore sul pianerottolo e si lancia al salvataggio.
La respirazione artificiale sembra aver apportato salutari benefici ad ambedue, si può passare quindi alla fase delle presentazioni.
Lui è Igor Sullivan (Rick Lenz), scrittore spiantato, lei Toni Simmons (Goldie Hawn), commessa in un negozio di dischi; il tentativo dell’insano gesto era dovuto alla delusione per il mancato appuntamento col suo fidanzato, il maturo dentista Julian Winston (Walter Matthau), proprio nel giorno del loro anniversario. Continua a leggere

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Il fascino della diva, la determinazione della donna

AZ33Riporto di seguito la trascrizione del mio intervento d’introduzione e commento relativo alla rassegna cinematografica “Il fascino della diva, la determinazione della donna. Tre film per ricordare Ingrid Bergman a cento anni dalla nascita”, che ha avuto luogo nei giorni 11, 13 e 16 agosto presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), evento compreso nel cartellone dei Caffè artistico-letterari 2015, organizzati dal Circolo di Lettura dell’ A.R.A.S. e dall’ Assessorato alla Cultura del Comune della cittadina. Ad entrambi rivolgo nuovamente da queste pagine i ringraziamenti per la cortese ospitalità, così come rinnovo un caloroso grazie al pubblico presente in sala, particolarmente attento e partecipe nel corso delle presentazioni e proiezioni dei titoli proposti (Casablanca, Notorious e Viaggio In Italia).

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Ingrid Bergman

Ingrid Bergman

Buonasera a tutti, grazie per la vostra presenza, i miei ringraziamenti alla Sig.ra Zito in rappresentanza del Circolo di lettura dell’ A.R.A.S. e all’Assessore alla Cultura Bruna Falcone in rappresentanza del Comune di Roccella Jonica, per aver reso possibile la rassegna che si inaugura questa sera dedicata all’attrice svedese Ingrid Bergman, nel centenario della sua nascita (Stoccolma 29 agosto 1915).
La retrospettiva ha comportato la necessità di una scelta fra le tante pellicole interpretate dalla Bergman, decidendo infine di articolarla in tre film, idonei, a mio avviso, a rappresentare tre momenti salienti della sua carriera: Casablanca, la definitiva affermazione presso il pubblico e la critica; Notorious, l’esaltazione di una raffinata sensualità, Viaggio in Italia, la volontà di sperimentare, di calarsi in esperienze cinematografiche, e di vita, sempre diverse. La rassegna è denominata “Il fascino della diva, la determinazione della donna”, si vuole infatti celebrare, sia l’immagine propria di un’attrice dall’indubbio fascino, la cui radiosa bellezza era esaltata da un sorriso per certi versi disarmante, sia, abbandonando il set cinematografico, quella di una donna fortemente decisa ad imporsi in quel di Hollywood per far sì che le venissero affidate parti lontane dai consueti stereotipi di fanciulla romantica. Continua a leggere

Assassinio sull’Orient Express (Murder On The Orient Express, 1974)

Murder on the Orient Express QuadAdattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Agatha Christie (inizialmente pubblicato a puntate sulle pagine del The Saturday Evening Post, nell’estate del 1933) ad opera dello sceneggiatore Paul Dehn e diretto da Sidney Lumet, Assassinio sull’Orient Express si sostanzia come una pregevole composizione di scrittura, regia e recitazione, caratteristiche ulteriormente esaltate dalle raffinate scenografie (Tony Walton) e da una funzionale fotografia (Geoffrey Unsworth), idonea a far risaltare con naturalezza luce e colori tanto in interno quanto in esterno.
Nell’ambito di un’impostazione estremamente classica, che fa leva sugli stilemi visivi propri del “cinema d’altri tempi” avallati da un regista abile a cavalcare i generi con maestria e disinvoltura, si evidenzia l’attenzione rivolta alle inquadrature dei vari personaggi, sia al momento di accompagnarne l’entrata in scena, sia nelle soggettive volte ad individuare gli aspetti della loro personalità.
Ugualmente può scriversi per i particolari relativi al momento della partenza del treno (enfatizzati da una carrellata all’indietro) o alla sua corsa sui binari. Rimarchevole poi, la scioltezza con la quale si dipana l’intreccio narrativo all’interno di uno spazio ristretto (già evidente nell’opera d’esordio di Lumet, 12 Angry Men, La parola ai giurati, 1957). Continua a leggere

Indiscreto (Indiscreet, 1958)

indiscreetAdattamento cinematografico della pièce teatrale The Kind Sir ad opera del suo stesso autore, Norman Krasna, che ne scrisse la sceneggiatura, e diretto da Stanley Donen, Indiscreet è un film leggiadro e piacevolmente etereo, idoneo ad avvolgerti nelle spire di un concreto romanticismo, mai stucchevole o melenso.
Difficile non restare ammaliati dalla grazia registica espressa dalla messa in scena, volta ad assecondare la raffinatezza propria dell’ambientazione londinese (la quale risalta grazie alla splendida sinergia fra la scenografia di Don Ashton e la fotografia, in technicolor, di Frederick A. Young), e ad offrire opportuno risalto ai dialoghi estremamente brillanti, rendendo l’andamento narrativo del tutto simile all’esecuzione di una fluida partitura musicale. Altrettanto encomiabile, ma tutto il cast rivela un particolare stato di grazia, la resa recitativa offerta dalla coppia Ingrid Bergman- Cary Grant, che già aveva fatto scintille in Notorious (Alfred Hitchcock, 1944): la prima, ormai rientrata dal “viaggio in Italia” e perdonata per la sua fuga (l’Oscar conseguito come miglior attrice protagonista con Anastasia, Anatole Litvak, 1956), offre un’interpretazione ironica ed autoironica, a tratti ammantata di una certa malinconia, il secondo appare, anche più del solito, fascinoso e suadente, un gentile signore dall’animo cavalleresco. Continua a leggere

Viaggio in Italia (1953)

1Fra i film girati da Roberto Rossellini con Ingrid Bergman protagonista (Stromboli- Terra di Dio, 1950; Europa ’51, 1952; l’episodio Ingrid Bergman, 1953, da Siamo donne; Giovanna d’Arco al rogo, 1954; La paura, 1955), Viaggio in Italia rappresenta, almeno a parere di chi scrive, l’opera più riuscita, dalla portata compiutamente innovatrice; quest’ultima non venne compresa dalla critica del tempo, in Italia in particolare si rimproverava l’autore di aver tradito lo spirito del Neorealismo, lasciandosi andare ad un velleitarismo figurativo, ma venne comunque sottolineata e presa ad esempio dai giovani critici francesi della rivista Cahiers du cinéma, fondata nell’aprile 1951 da André Bazin e Jacques Doniol-Valcroze, tra i cui collaboratori figuravano Éric Rohmer, Jacques Rivette, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol e François Truffaut. Infatti, la struttura portante della pellicola, la sua costruzione complessiva, così affidata alla casualità, all’accadimento materializzatosi dinnanzi la macchina da presa ed offerto all’elaborazione degli spettatori, si ritroverà in molte realizzazioni della Nouvelle Vague, multiforme movimento innovatore all’interno della cinematografia francese, che si sarebbe sviluppato in particolare sul finire degli anni’50. Continua a leggere

Notorious- L’amante perduta (Notorious, 1946)

1Miami, Florida, 24 aprile 1946, ore 15:20, Corte Distrettuale: John Huberman, tedesco stabilitosi in America, viene riconosciuto come spia nazista, colpevole di tradimento nei confronti degli Stati Uniti, e condannato a 20 anni di reclusione. La figlia Alicia (Ingrid Bergman, Elena nell’edizione italiana) respinge l’assalto dei giornalisti ed allontana subitamente il malumore conducendo una vita alquanto libertina, dedita ad alcool, spensierate compagnie maschili e liete festicciole. Durante una di queste conosce Devlin (Cary Grant), uomo misterioso e affascinante.

Cary Grant ed Ingrid Bergman

Cary Grant ed Ingrid Bergman

L’attrazione, reciproca, s’insinua pian piano fra i due: una bevuta insieme, un adrenalinico giro in auto, fino al dopo sbornia rivelatore, il mattino seguente: Devlin è in realtà un agente del servizio segreto americano di controspionaggio. Rammentandole attraverso alcune registrazioni la sua indole patriottica e la contrarietà manifestata nei confronti delle idee paterne, propone alla donna un incarico. I superiori di Devlin, infatti, vorrebbero affidare ad Alicia una delicata missione, riconoscendole l’abilità nel “sapere come fare amicizia con gli uomini”: avvicinare un amico del padre, il ricco industriale Alex Sebastian (Claude Rains), la cui villa in Brasile nasconde certo qualche attività a capo di un’organizzazione nazista, per scoprirne le mosse; durante il viaggio aereo verso il Sud America, intanto, Alicia apprende che il genitore è morto suicida. Continua a leggere

Angoscia (Gaslight, 1944)

1Londra, età vittoriana.
Al n. 9 di Thornton Square è stato commesso un omicidio, ai danni della famosa cantante lirica Alice Alquist, strangolata all’interno della sua abitazione.
A quanto riportano i giornali, dalle prime indagini non risultano chiari i motivi del delitto e il caso sarà destinato ad essere chiuso al più presto. Con la vittima conviveva una ragazza, la nipote Paula (Ingrid Bergman), orfana, la quale, sconvolta per quanto accaduto, è ora in partenza per l’Italia, dove prenderà lezioni di canto dal Maestro Guardi, già precettore e caro amico della zia. Passano circa dieci anni, Paula è ormai una giovane donna, l’amore si affaccia prepotentemente nella sua vita, tanto da farle abbandonare il proposito d’intraprendere una probabile carriera artistica.
Si tratta di un gentile ed elegante pianista, Gregory Anton (Charles Boyer), conosciuto proprio nel corso delle suddette lezioni di canto.
Mellifluo nei modi, del tutto accomodante, Gregory, in virtù di un insinuante modo di fare, riesce a condurre Paula verso un’accettazione delle sue decisioni che ha solo la parvenza della condivisione, a partire da un subitaneo matrimonio in quel di Como e fino a giungere ad un trasferimento a Londra, città dove, come rivela alla moglie, ha sempre desiderato vivere, magari in una casa calda ed accogliente, la cui vista desse su una piazza. Continua a leggere