Archivi categoria: Poesia

Le aquile non volano a stormi (Franco Battiato, Manlio Sgalambro)

Giorni e mesi corrono veloci
la strada è oscura e incerta
e temo di offuscarmi
non prestare orecchio alle menzogne
non farti soffocare dai maligni

non ti nutrire di invidie e gelosie
In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo il rimpianto della via smarrita
nell’incerto cammino del ritorno

Seguo la guida degli antichi saggi
mi affido al cuore ed attraverso il male
a chi confessi i tuoi segreti?
ferito al mattino a sera offeso
salta su un cavallo alato
prima che l’incostanza offuschi lo splendore

In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell’incerto cammino del ritorno

shizukani tokino kizuni kurushimu
murewo kundewa tobanai taka
furuki oshiewo tadotte
kokoronomamani konokanashimiwo norikoete

 

 

Dall’ album Dieci stratagemmi-  Attraversare il mare per ingannare il cielo, 2004- Franco Battiato / Manlio Sgalambro / Yajima, Kiminori-Lyrics © Sony/ATV Music Publishing LLC-Lyrics powered by LyricFind

 

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Ciao papà

All’improvviso tutto è svanito, le tante, inevitabili, incomprensioni, ormai affievolite nel corso degli anni una volta che le reciproche individualità trovavano espressione in un concreto punto d’incontro,  la sofferenza fisica e mentale, la consapevolezza di essere costretto in una dimensione inevitabile ma che non sentivi certo tua, la nostra angoscia nel non poterti aiutare se non con l’esserti sempre più vicini, l’intercalare sinistro e ritmico delle macchine a cui eri collegato nella speranza di concederti un pur pavido soffio vitale… E’stato un attimo, il tempo di un ultimo saluto prima di iniziare il tuo viaggio leggero per appropriarti di un’inedita esistenza, in compagnia di quanti hai amato in questo buffo mondo, come tu spesso definivi la nostra condizione terrena…
Ciao papà, tutto è compiuto, tutto ha, nuovamente, inizio.

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La morte è la curva della strada (Fernando Pessoa)
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.

Locri (RC): incontro con Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Il filosofo bergamasco Claudio Sottocornola fa ritorno in Calabria per un incontro organizzato dall’Archeoclub della città di Locri (RC) incentrato sugli ultimi libri Varietà – Taccuino giornalistico: interviste, ritratti, recensioni, approfondimenti, ricerche su costume, società e spettacolo nell’Italia fra gli anni ’80 e ’90 (Marna)  e Fin de Siècle, una raccolta di poesie tradotte in francese dalla penna sensibile e attenta di Patricia Bonnaudet per la prestigiosa rivista internazionale Contemporary Literary Horizons e la sua  Bibliotheca Universalis, che include autori di ogni parte del mondo nella collana Aula Magna. Appuntamento dunque a Locri,  lunedì 31 luglio alle ore 19.30, nella Corte del Palazzo di Città (Via Matteotti): oltre alla partecipazione dell’autore, previsti gli interventi di Maria Antonella Gozzi e Carmelita Mittoro Cilea. Modererà l’incontro Nicola Monteleone, presidente Archeoclub Locri.
Ingresso libero.

“Fin de siècle”: le poesie di Claudio Sottocornola in lingua francese

Claudio Sottocornola

Dopo le traduzioni in spagnolo e rumeno, le poesie di Claudio Sottocornola parlano finalmente la lingua di Rimbaud e Baudelaire, tradotte in francese dalla penna sensibile e attenta di Patricia Bonnaudet.
La prestigiosa rivista internazionale Contemporary Literary Horizons omaggia infatti nuovamente il filosofo, poeta, musicologo e performer italiano dando alle stampe la versione francofona di Fin de siècle, per la sua  Bibliotheca Universalis, che include autori di ogni parte del mondo nella pregevolissima collana Aula Magna.
Le poesie di Sottocornola, che spaziano dalla metà degli anni ’70 al nuovo millennio e tratteggiano gli scenari di un’epoca in dissolvenza fra pensiero debole e fenomeni migratori, crisi globale e ricerca di senso, sembrano fatte apposta per la lingua francese, a causa della loro musicalità evanescente e liquida, trovando una sorta di naturale affinità e sinergia con l’idioma d’Oltralpe.
Alle 33 poesie scelte delle precedenti raccolte, la versione francese ne aggiunge una, giovanile e struggente, sul senso della vita, La vita (amore, morte, dolore), mantenendo un’introduzione critica di Daniel Dragomirescu, scrittore ed editor bucarestano, cui si aggiunge una postfazione del docente bergamasco Giovanni Rota Sperti. La silloge Fin de siècle, nelle versioni spagnola, rumena e francese, attinge alle due precedenti raccolte, Giovinezza… addio. Diario di fine ‘900 in versi (2008) e Nugae, nugellae, lampi. Quaderno di liceo (2009), summae di tutta la produzione poetica dell’autore in italiano, caratterizzate appunto da una sorta di malinconia e da un senso incombente del fluire del tempo che porta con sé la dissolvenza di ogni cosa. Continua a leggere

Buona Pasqua

E’ Pasqua

Anche il sole stamane
è arrivato per tempo,
anzi con un leggero anticipo.
Anche io mi sento buono,
più buono del solito.
Siamo tutti un po’ angeli oggi
mi pare quasi di volare
leggero come sono.
Esco di casa canticchiando,
voglio bene a tutti.

 

Un breve componimento di Cesare Zavattini per augurare a tutti i lettori, abituali o di passaggio, una Pasqua lieta e serena. Grazie, un abbraccio.

Antonio

Notte su Birkenau (Tadeusz Borowski, “KL Auschwitz”)

Un’altra notte. Torvo, il cielo si chiude ancora
sul silenzio mortale volteggiando come un avvoltoio.
Simile ad una bestia acquattata, la luna cala sul campo,
pallida come un cadavere.
E come uno scudo abbandonato nella battaglia,
il blu Orione, fra le stelle perduto.
I trasporti ringhiano nell’oscurità
e fiammeggiano gli occhi del crematorio.
È umido, soffocante. Il sonno è una tomba.
Il mio respiro è un rantolo in gola.
Questo piede di piombo che m’opprime il petto
è il silenzio di tre milioni di morti.
Notte, notte senza fine. Nessuna alba.
I miei occhi sono avvelenati dal sonno.
La nebbia cala su Birkenau,
come il giudizio divino sul cadavere della terra.

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“Tra Molière e il Grand Guignol”

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol.
Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente.
Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di “raptus”: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.
(Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane).