Archivi categoria: personale

Notte su Birkenau (Tadeusz Borowski, “KL Auschwitz”)

Un’altra notte. Torvo, il cielo si chiude ancora
sul silenzio mortale volteggiando come un avvoltoio.
Simile ad una bestia acquattata, la luna cala sul campo,
pallida come un cadavere.
E come uno scudo abbandonato nella battaglia,
il blu Orione, fra le stelle perduto.
I trasporti ringhiano nell’oscurità
e fiammeggiano gli occhi del crematorio.
È umido, soffocante. Il sonno è una tomba.
Il mio respiro è un rantolo in gola.
Questo piede di piombo che m’opprime il petto
è il silenzio di tre milioni di morti.
Notte, notte senza fine. Nessuna alba.
I miei occhi sono avvelenati dal sonno.
La nebbia cala su Birkenau,
come il giudizio divino sul cadavere della terra.

shoah-giorno-della-memoria-2auschwitz1filo-spinato-shoahrazzismo-arianishoah11tomba-ebraica-pietra-e1327658230928

Ricordando i nonni

Carl e Ronnie ("Up", 2009)

Carl e Ronnie (“Up”, 2009)

Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza.
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro.
Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo.
E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.
(Marcela Serrano)

“Forza venite gente”

headerDopo i felici riscontri di pubblico e l’interesse suscitato dalle precedenti rassegne cinematografiche all’interno dei consueti Caffè Artistico- Letterari, il Gruppo di Lettura ARAS di Roccella Jonica (RC) ha deciso di istituire all’interno dell’Associazione un Comitato Promotore inteso a promuovere un Progetto Cinema, così da proporre un ulteriore numero di proiezioni dalle diverse tematiche quale inedita iniziativa culturale sul territorio, da condividere con tutti coloro vorranno parteciparvi. Per quanti desiderino sostenere il Progetto ed entrare a far parte del suddetto Comitato è prevista una quota associativa di 20 euro.
Gli interessati, concittadini o abitanti di paesi limitrofi, possono contattarmi per ogni informazione tramite la pagina “Contatti” del blog.
Grazie dell’attenzione, un caro saluto.

Antonio

Accadde domani

lutto_candelaQuanto sto per esprimere sarà probabilmente un pensiero banale, ma ritengo che gli avvenimenti di queste ultime ore in quel di Parigi siano l’ulteriore testimonianza, triste ed angosciante, di un fallimento dell’umanità tutta, degli esseri umani in quanto tali, nessuno escluso. Non abbiamo appreso nulla dalla Storia (“Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”*, Cicerone, De Oratore, II, 9, 36), “abbiamo udito senza avere inteso, abbiamo guardato senza aver visto” (cit. Isaia, Mt.), dimenticando di essere tutti sotto lo stesso cielo, chiusi nel nostro individualismo materiale ed ideologico, inclini ad un indispensabile progresso ma, pensiamoci bene, orfani di una reale evoluzione.
Ed ora, increduli e smarriti, lanciamo pure sterili proclami dall’alto delle nostre tastiere contro una Terza Guerra ormai in atto da anni, nella tragica consapevolezza che la Quarta, citando Einstein, “sarà combattuta coi bastoni e le pietre”. Buonanotte mondo.

*“La storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità”

Mia madre

1Cos’è il dolore? Al di là della definizione rinvenibile in qualsiasi dizionario, la sua percezione, fisica e morale, può certo rivestirsi di varie connotazioni a seconda delle caratteristiche proprie di ciascun individuo. In Margherita (M. Buy), affermata regista, si palesa come un profondo senso d’inadeguatezza, la cui morsa attanaglia lentamente, ma sempre con maggiore forza, corpo ed anima. Nebbia che avvolge il cuore e copre lo sguardo, lascia la parvenza di un semplice sentore esistenziale volto a tutto ciò che la circonda, cose e persone, tanto nell’ambito familiare e degli affetti in genere, quanto in quello lavorativo.
Presa nelle spire di un’ansia costrittiva per non riuscire più a trasmettere nelle sue opere il senso del reale, pur affrontando nel film che sta girando pressanti problematiche quali la disoccupazione e la cessione delle fabbriche in mani straniere, tutto gli sembra finto, lontano da una concreta sensibilità propria di un vero impegno civile da esprimere con forza sullo schermo.
Né riesce a porvi rimedio ricorrendo ad accademici suggerimenti (“stai accanto al personaggio”) rivolti agli attori, in primo luogo all’estrosa star americana Barry Huggins (John Turturro), o a violente esternazioni verso la troupe, anche in forma di autocritica (“il regista è uno str***zo, cui permettete di fare tutto”). Continua a leggere