Archivi categoria: I pensieri del weekend

Un ricordo di Harry Dean Stanton

Nessun film con Harry Dean Stanton o M. Emmet Walsh sarà mai un fiasco (Roger Ebert, critico cinematografico).

Harry Dean Stanton

Anche se lo stesso critico, almeno da quanto può leggersi sul web, scrisse che Un piccolo sogno (Dream a Little Dream, 1989, Marc Rocco), è l’ eccezione che conferma la regola, non si può negare che l’attore americano, morto ieri, sabato 16 settembre, a Los Angeles (era nato ad Irvine, nel 1926), abbia offerto, tanto al mondo del cinema quanto a quello della televisione, interpretazioni piuttosto intense, “vissute”, espresse ora con modalità più defilate, da eccellente caratterista, altre maggiormente incisive.
Da ricordare a tale ultimo riguardo l’intensa prova delineata quale protagonista di Paris, Texas diretto nel 1984 da Wim Wenders, film che vinse la Palma d’Oro al 37mo Festival di Cannes, il cui iter narrativo e la conseguente messa in scena apparivano in simbiosi con il suo fisico non propriamente imponente, ma con un carisma nascente soprattutto dallo sguardo in apparenza spento e dal modo di porsi, laconico e distaccato, doti che lo hanno reso in particolare fra gli attori preferiti di registi quali  John Milius, David Lynch e Monte Hellman.

 

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“Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”

Guillermo del Toro (NanoPress)

“Ho 51 anni, peso 136 chili e ho fatto 10 film. Come narratore, a prescindere dall’età, con un film prendi sempre dei rischi cercando qualcosa di fare qualcosa di diverso. E’ la prima volta che un regista messicano ottiene questo premio e lo dedico a tutti i film-maker sudamericani che sognano di raccontare attraverso il fantasy (…).Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”.

Guillermo del Toro, commentando il conseguimento del Leone d’Oro (che ha rinominato Sergio Leone)  alla 74ma Mostra Internazionale dì Arte Cinematografica di Venezia per il suo film The Shape of Water.

Le aquile non volano a stormi (Franco Battiato, Manlio Sgalambro)

Giorni e mesi corrono veloci
la strada è oscura e incerta
e temo di offuscarmi
non prestare orecchio alle menzogne
non farti soffocare dai maligni

non ti nutrire di invidie e gelosie
In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo il rimpianto della via smarrita
nell’incerto cammino del ritorno

Seguo la guida degli antichi saggi
mi affido al cuore ed attraverso il male
a chi confessi i tuoi segreti?
ferito al mattino a sera offeso
salta su un cavallo alato
prima che l’incostanza offuschi lo splendore

In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell’incerto cammino del ritorno

shizukani tokino kizuni kurushimu
murewo kundewa tobanai taka
furuki oshiewo tadotte
kokoronomamani konokanashimiwo norikoete

 

 

Dall’ album Dieci stratagemmi-  Attraversare il mare per ingannare il cielo, 2004- Franco Battiato / Manlio Sgalambro / Yajima, Kiminori-Lyrics © Sony/ATV Music Publishing LLC-Lyrics powered by LyricFind

 

Passaggio

Sean Penn

Il vero problema è che passiamo senza neanche farci caso dall’età in cui si dice “un giorno farò così” all’età in cui si dice “è andata così”.

Cheyenne (Sean Penn), in This Must Be The Place (Paolo Sorrentino, 2011)

Due gocce di realtà

Marilyn Monroe

Gli uomini si addormentano con Marilyn e si svegliano accanto a Norma Jeane.

(Marilyn Monroe)

Un particolare gioco di specchi, fra la quotidianità disarmante di Norma Jeane Mortenson (nome alla nascita della Monroe, poi battezzata come N.J. Baker), la ragazza della porta accanto, e la grande diva colta nella sua essenzialità, con la nota costante della fragilità imposta dall’incessante trasformismo che il suddetto binomio comporta.

Eterno Carnevale

(Siena News)

“Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti.” (Luigi Pirandello)

Elogio della minoranza

“Sa cosa stavo pensando?
Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone.
Ma non nel senso di quei film dove c’è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza…e quindi…”
Va beh, auguri …

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Nanni Moretti esterna il suo pensiero ad un allibito Giulio Base nell’episodio In vespa del film Caro Diario, 1993: in un mondo dominato dal caos dei valori, dove le armi dell’ideologia, pur elevate a livello fideistico, non bastano più per poter vivere decentemente, assume importanza essere se stessi, consci della propria diversità e di dove questa ti può portare, alla solitudine o ad essere parte consapevole di una minoranza di persone, mantenendo un’integrità di pensiero ed una correttezza morale di fondo, pur con gli inevitabili adattamenti e compromessi che il vivere sociale spesso richiede e facendo i conti con la propria evoluzione nel corso degli anni.