Archivi categoria: I pensieri del weekend

“Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene…”

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.

Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.

Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa’ che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.

Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.

Totò

Guardaci dalle unghie delle nostre donne, che da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Continua a leggere

Questione di fede

“Marchese vorrebbe che le legga due versetti della Bibbia?”

“Mi dispiace infinitamente, ma sono cattolico … Goodnight !”

“Povero fanciullo …”

(Dialogo fra una duchessa inglese, Amy Dalby, e il sedicente marchese Dante Fontana, Alberto Sordi, in una scena del film Fumo di Londra, 1966, esordio alla regia dell’Albertone nazionale).

Festival del Cinema Europeo di Lecce: la 18ma edizione rende omaggio a Totò

Doppio anniversario per il Festival del Cinema Europeo di Lecce (3-8 aprile, Multisala Massimo) diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano, che si accinge a festeggiare i suoi 18 anni di attività e il cinquantenario dalla scomparsa di Totò, il Principe Antonio De Curtis, cui il Festival dedicherà un particolare omaggio inaugurando questa nuova edizione con l’anteprima mondiale del restauro di Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci, 1960, realizzato a cura della Cineteca di Bologna e Titanus, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, con il contributo del Festival del Cinema Europeo.
La proiezione sarà presentata dal direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli e si terrà la sera di lunedì 3 aprile al Cinema Multisala Massimo di Lecce alla presenza della nipote del Principe De Curtis, Elena Alessandra Anticoli De Curtis e con la partecipazione straordinaria di Carlo Croccolo, che riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90mo compleanno: l’attore racconterà al pubblico, in un incontro moderato da Valerio Caprara, la sua lunga carriera insieme a Totò.

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Sono vent’anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai.
Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere!

Il pericolo ci sovrasta, in questo ufficio c’è uno iettatore: non uno iettatore da poco, ma uno iettatore ereditario. Il nonno era imbarcato sul Titanic e fu l’unico superstite del naufragio. Lo sbarcarono a Messina e la notte stessa venne il terremoto. Saranno coincidenze che coincidono, ma una coincidenza oggi, una coincidenza domani…

(Antonio Guardalavecchia/Totò in Chi si ferma è perduto)

Umana saggezza

(Wikipedia)

(Wikipedia)

(…) (…) Non vi è né felicità né infelicità a questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto.
Quegli solo che ha provato l’estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità. Bisognava aver bramato la morte, Maximillien, per sapere quale bene è vivere.Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare.
(Estratto dalla lettera inviata da Edmond Dantès, Conte di Montecristo, a Maximillien Morrel e Valentine de Villefort, nel capitolo finale de Le Comte de Monte-Cristo, Alexandre Dumas padre, 1845)

“Perché leggere, perché scrivere”

locandina“Perché leggere, perché scrivere…
Non è molto facile da spiegare …
Una volta un grande poeta scrisse una lettera a un grande scrittore.
Il poeta si chiamava Francesco Petrarca e lo scrittore Giovanni Boccaccio …
Adesso io non ricordo esattamente le parole di quella lettera, ma più o meno diceva: Non c’è cosa più leggera della penna e non ci sono cose più belle delle parole.
Uno scrive parole e dopo mille anni ci saranno persone che continueranno a leggerle e ad amarle.
Oggi è tempo di persecuzione, di violenza, di guerra, ma quando io leggo una lirica del Petrarca io sento che … Che è la celebrazione della vita, perché lui amava la vita e amava il suo mestiere. Le ultime parole della sua lettera, me le ricordo molto bene, dicevano: Poiché devo morire, spero che la morte possa trovarmi intento a leggere o a scrivere”.

(Davide Lattes, interpretato da Rupert Everett, nel film Gli occhiali d’oro, 1987, diretto da Giuliano Montaldo, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani, Einaudi, 1958, rivolto ai piccoli studenti del professor Amos Perugia, Roberto Herlitzka).

Auguri di Buon Anno, grazie a tutti!

3766532778Amici lettori di Sunset Boulevard, abituali o di passaggio, un caloroso grazie per un altro anno trascorso insieme, condividendo opinioni e sensazioni. L’augurio che rivolgo a tutti noi per il 2017 prossimo a venire si sostanzia in questa frase espressa da Neil Gaman: “Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori.
Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state facendo qualcosa.
Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi e il mio augurio per me stesso. Fate nuovi errori. Fate errori che nessuno ha mai fatto prima.
Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia abbastanza buono o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita. Qualunque cosa abbiate paura di fare, fatela.
Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre”.

Assenza e perdita

arton67740“Fa male l’assenza? No. Fa male la perdita. Che è altro dall’assenza.
La perdita sa cosa ha perso.
L’assenza può essere un vago sentore, un’emozione senza corpo e senza suono di qualcosa che manca e che non ho, ma che non so cos’è. La perdita, è quella che provo io, perché lo so. Ed è peggio dell’assenza.
Perché quello che conoscevo e che tenevo fra le dita non c’è più.
Non sarà più. È la stessa differenza che c’è fra Ray Charles e Stevie Wonder. Stevie è cieco dalla nascita, Ray c’è diventato.
Ray sa cos’è vederci, Stevie no. Ray ha provato la perdita. Stevie l’assenza. Stevie sta meglio di Ray. Ci metto la mano sul fuoco.”
( Il vicequestore Rocco Schiavone rivolto alla moglie Marina, da Non è stagione di Antonio Manzini, Sellerio Editore, 2015)