Archivi categoria: Gli approfondimenti di Sunset Boulevard

Bozzetto non troppo (2016)

Presentato alla 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Sezione Classici- Documentari sul cinema), scritto e diretto da Marco Bonfanti (L’ultimo pastore, 2012), Bozzetto non troppo, proiettato lo scorso 19 aprile al Cinema Kino di Roma, si palesa alla visione come una realizzazione pregevole nella sua fattura complessiva: in primo luogo appare rimarchevole un andamento narrativo che prende le distanze dalla costruzione propria di un biopic propriamente detto, facendo sì che la figura di Bruno Bozzetto, fra i più importanti protagonisti dell’animazione italiana, si presenti in prima persona agli spettatori. Viene così offerto naturale risalto alla sua personalità, umana ed artistica, permeata in egual misura di concretezza, ironia ed una creatività improntata tanto all’espressione di una fantasia pura, semplice, libera da qualsivoglia schematismo precostituito, quanto ad un pragmatismo ancorato vitalmente alla realtà circostante. A tale ultimo riguardo, Bonfanti dà adito alla visualizzazione  di una congrua e fluida analisi relativa alla confluenza fra l’ordinaria quotidianità, gli spunti, in positivo o in negativo, che quest’ultima è in grado di offrire e l’inventiva espressa da Bozzetto nelle proprie realizzazioni: una “contaminazione” tra arte e vita che va infine a cristallizzarsi in un suggestivo unicum, “eversivo” e poetico al contempo.   Continua a leggere

Febbre da cavallo (1976)

Roma, anni ’70. Bruno Fioretti (Gigi Proietti), detto Mandrake per via del “sorriso magico” e delle “innate doti trasformistiche”, attore ed indossatore squattrinato, racconta al giudice (Adolfo Celi) di come insieme ai suoi amici Armando Pellicci Er pomata (Enrico Montesano) e Felice Roversi (Francesco De Rosa), posteggiatore abusivo, si siano ritrovati in un’aula di tribunale.
Tutto ebbe inizio all’ippodromo di Tor di Valle, meta abituale dei tre, accaniti scommettitori alle corse dei cavalli, sempre in attesa di beccare il risultato vincente, visto che le dritte di Pomata, ex driver e sedicente “computer equino”, al momento disoccupato e convivente con la nonna (Nerina Montagnani) e la sorella Giuliana (Marina Confalone), non vanno mai a buon fine. Intorno a loro ruotano poi altre figure, sempre orbitanti nel giro dell’ippica, come l’avvocato De Marchis (Mario Carotenuto), proprietario del cavallo Soldatino, gran mangiatore di biada ma in costante digiuno di vittorie, il conte Dallara (Gigi Ballista), la cui cavalla Bernadette è invece foriera di molteplici soddisfazioni, o il macellaio Otello Rinaldi (Ennio Antonelli), alias Manzotin, fortunato scommettitore e vittima delle ben orchestrate mandrakate, truffe perpetrate dai “tre moschettieri” per procurarsi i soldi  necessari a raggiungere ippodromi di altre città e puntare sull’ennesimo equino dato per vincente. Continua a leggere

Intervista a Cecilia Pagliarani, direttrice artistica del Festival “Il gusto della memoria”

Giunto alla V Edizione, che avrà luogo a Roma il 28, 29 e 30 settembre, Il Festival  di cinema vintage Il gusto della memoria è una rassegna di film ispirati alle immagini d’archivio,  fondato e diretto dalla montatrice e regista Cecilia Pagliarani (co-regista con Gianni Amelio di Registro di classe e montatrice di Felice chi è diverso, sempre di Amelio) e dall’artista Manuel Kleidman,  organizzato dall’Associazione per la salvaguardia della memoria filmica amatoriale Come Eravamo, in collaborazione con l’archivio di cinema amatoriale nosarchives.comche possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi dagherrotipi, negativi su vetro, diapositive, Polaroid, filmini familiari e di viaggi e di fatto costituisce il primo archivio mondiale di video ed  immagini amatoriali. Il portale ospita più di 13mila filmati e un innumerevole repertorio di immagini che hanno fatto la Storia del Ventesimo secolo.
Ho avuto modo di intervistare la direttrice artistica Ceclia Pagliarani, che ringrazio per la cortese disponibilità. Continua a leggere

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

Tomás Milián (1933-2017)

Tomás Milián

E’ morto lo scorso mercoledì, 22 marzo, a Miami, Tomás Milián (Tomás Quintín Rodríguez, Culono, La Avana, 1933), poliedrico e carismatico attore che tanto ha dato al nostro cinema, sia quello  propriamente autoriale (Luchino Visconti, Valerio Zurlini, Mauro Bolognini), sia quello genuinamente popolare (Sergio Corbucci, Lucio Fulci, Alberto De Martino), connotando con la riuscita caratterizzazione di  personaggi sempre più iconici l’inventiva e fiorente produzione di genere propria degli anni ’60 e ’70, semplice ed “artigianale”, frutto di geniali e spesso felici intuizioni, dalla connotazione e fascinazione forse ingenua ma connotata da una sana creatività. Milián, la cui infanzia fu segnata da un doloroso evento (a 12 anni assistette al suicidio del padre, generale del regime di Gerardo Machado), lasciò Cuba nel 1955 per recarsi negli Stati Uniti, a Miami, dove frequentò l’Accademia Teatrale. Qui il suo talento venne notato da un insegnante, che lo spinse ad iscriversi all’Actors Studio di New York, diretto all’epoca da Lee Strasberg; dopo aver preso parte ad una serie di lavori teatrali a Broadway e  partecipato alla serie televisiva Decoy (Una donna poliziotto, 1957-1959), grazie a Jean Cocteau Milián giunse in Italia, per prendere parte al Festival di Spoleto del 1959, interpretando un testo del cineasta francese, Le poète et la muse, diretto da Franco Zeffirelli. Continua a leggere

La bella e la bestia

La bella e la bestia è una fiaba dalle origini antiche, che possono farsi risalire ad Amore e Psiche (da Le metamorfosi o L’asino d’oro di Lucio Apuleio); dopo anni di tradizione orale si è poi concretizzata in due versioni, la prima di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (1740, in La jeune américaine, et les contes marins) e la seconda consistente nella sua riduzione ad opera di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1756, Magasin des enfants, ou dialogues entre une sage gouvernante et plusieurs de ses élèves); meno nota è la riproposizione del racconto originario ad opera del novelliere Giovanni Francesco Laparola (Il re porco, ne Le piacevoli notti, 1550). Tra le trasposizioni cinematografiche con “attori in carne ed ossa” si possono certo ricordare quella di Jean Cocteau (1946), dalla suggestiva messa in scena, immaginifica e poetica in egual misura, la più recente (2013) ad opera di  Chri­sto­phe Gans, roboante e barocco tout pourri di citazioni cinematografiche ad alta resa digitale, convincente da un punto di vista essenzialmente visivo, ma dallo scarso calore empatico, mentre nel settore dell’animazione resta memorabile il film realizzato dalla Disney nel 1991, per la regia di Gary Trousdale e Kirk Wise: strutturato essenzialmente come un buon musical, nella sua ottima fattura visuale e contenutistica appariva idoneo a renderti con gli interessi il senso più puro ed essenziale della “bella fiaba”, oltre ad innovare una volta per tutte la figura della protagonista femminile. Continua a leggere

Questione di karma

Roma, oggi. Giacomo (Fabio De Luigi) è un 50enne (o giù di lì) la cui vita è stata segnata da un grave trauma subito all’età di 4 anni: ha visto il padre, proprietario di una ditta produttrice di matite ed articoli di cancelleria, suicidarsi gettandosi dalla finestra del suo studio. La madre Caterina (Stefania Sandrelli) sposò in seguito Fabrizio (Eros Pagni), che si adoperò per gestire al meglio l’azienda, della quale a Giacomo non sembra interessare molto, dedito com’è allo studio della storia delle religioni orientali, alla ricerca continua di una risposta al perché dell’estremo gesto paterno, lasciando appunto che siano il patrigno e la sorellastra Ginevra (Isabella Ragonese) ad occuparsene.
Un giorno, nel leggere un libro sulla reincarnazione ad opera dell’esoterista Ludovico Stern (Philippe Leroy), Giacomo arriva a convincersi che l’anima dell’amato genitore possa essere ospitata nel corpo di un altro essere vivente.
Non resta che far visita all’eminente studioso, ritiratosi a vita privata in un isolato paesello, così da chiedere lumi se una tale  eventualità si sia verificata; Stern, per quanto infastidito e con fare scostante, lo indirizza verso tale Mario Pitagora (Elio Germano), un individuo alquanto truffaldino, carico di debiti, sposato e padre di due bambini, anche se la consorte è in procinto di lasciarlo.
L’incontro fra il rintronato giuggiolone e lo scaltro maneggione darà presto i suoi frutti, inizialmente solo a quest’ultimo, in attesa che il karma faccia il suo corso… Continua a leggere