Un ricordo di Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

Ci lascia l’ attrice e regista teatrale e cinematografica francese Jeanne Moreau (1928), morta questa mattina, lunedì 31 luglio, a Parigi, sua città natale. Donna dal fascino misterioso e sensuale, ancora prima che straordinaria interprete, con una propensione innata per i ruoli da femme fatale ma anche particolarmente duttile, ha offerto efficaci ed intense prove tanto nei ruoli comici che drammatici. Esordì sulle scene per la prima volta nel 1947, nella compagnia del Théâtre National Populaire di Jean Vilar al Festival di Avignone per poi far parte della Comédie française recitando in Le Cid (Pierre Corneille), dopo aver seguito,  all’insaputa dei genitori, i corsi di arte drammatica di Dennis d’Ines ed essersi successivamente iscritta al Conservatoire national d’art dramatique di Parigi. Due anni più tardi debuttava sul grande schermo, Dernier amour (Jean Stelli), cui seguirono piccole parti ed infine il primo ruolo da protagonista ne La regina Margot (La reine Margot, 1954, Jean Dréville), anche se occorrerà attendere il 1957 per l’interpretazione che le darà la grande fama internazionale, quella di Florence Carala nel vibrante noir Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud) opera d’esordio di Louis Malle, tratta dall’omonimo romanzo di Noël Calef.

Malle notò la Moreau durante un’interpretazione teatrale e ne fece presto la sua musa, girando con lei Les amants (Gli amanti, 1958), cui seguirono le intense prove offerte ne Le relazioni pericolose (Les liaisons dangereuses, 1959, Roger Vadim, dal romanzo di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, 1782) e La notte (1960), diretta da Michelangelo Antonioni, dove è nuovamente il dramma a dare espressività al volto del personaggio che interpreta. A contribuire ulteriormente all’affermazione della Moreau come simbolo della Nouvelle vague, e comunque del cinema d’autore, fu l’incontro con François Truffaut, che nel 1962 ne sancì la maturità artistica con il ruolo forse più complesso e indimenticabile che abbia mai interpretato, la Catherine di Jules et Jim (1962), tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché, una donna dallo spirito libero che ama, ed è amata, da due uomini per un inno alla vita e alla morte, una dimostrazione dell’impossibilità di qualunque combinazione amorosa al di fuori della coppia, riportando la definizione data al film dal suo stesso autore. Con Truffaut l’attrice girò anche La sposa in nero (La mariée était en noir), nel 1968, ancora una volta un’opera di derivazione letteraria (The Bride Wore Black, Cornell Woolrich, 1940). Per tutti gli anni ’60 e ’70 lavorò con alcuni dei più importanti registi del tempo che la consacreranno definitivamente tra le grandi dive del cinema francese e internazionale.

Si possono ricordare titoli come Moderato cantabile-Storia di uno strano amore (Moderato cantabile, Peter Brook, Migliore attrice femminile al 13mo Festival di Cannes nel 1960), La donna è donna (Une femme est une femme, Jean-Luc Godard, 1961) Eva (Joseph Losey, 1962),  Fuoco fatuo (Le feu follet, Malle, 1963), Il processo (Le procès, 1962, Orson Welles, col quale girò anche Campanadas de medianoche, 1966 e Storia immortale, Histoire immortelle, 1968), Il diario di una cameriera (Le journal d’une femme de chambre, Luis Buñuel, 1963), Il piccolo teatrino di Jean Renoir (Le petit théâtre de Jean Renoir, J. Renoir, 1971), Gli ultimi fuochi (The Last Tycoon, Elia Kazan, 1976). Nonostante a partire dagli anni ’80 si fosse dedicata nuovamente al teatro, la Moreau ha continuato a recitare per il cinema, ruoli forse minori ma sempre intensi ed emozionanti (Querelle de Brest, 1982, Rainer Werner Fassbinder; Nikita, 1990, Luc Besson; Il passo sospeso della cicogna, To meteoro vima tu pelargu, 1991, Theo Anghelopulos; Fino alla fine del mondo, Bis ans Ende der Welt, 1991, Wim Wenders). Apprezzabili, infine, i suoi lavori da regista (Lumière ‒ Scene di un’amicizia tra donne, 1976; L’adolescente, 1978; Lilian Gish, 1983) e tanti i riconoscimenti che ne hanno omaggiato la carriera, come il Leone d’oro alla 49ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1992, l’Orso d’oro al 42mo Festival di Berlino nel 2000, la Palma d’oro al 56mo Festival di Cannes nel 2003.

 

 

 

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2 risposte a “Un ricordo di Jeanne Moreau

  1. Fantastica quando canta Le tourbillon in Jules e Jim…

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