Giffoni Film Festival 47ma edizione: i vincitori

Si è conclusa lo scorso sabato, 22 luglio, la 47ma edizione del Giffoni Film Festival, con l’annuncio dei titoli vincitori, fra cortometraggi  e lungometraggi, all’interno delle varie categorie. Ad aggiudicarsi il Gryphon Award quale Miglior Cortometraggio nella categoria Elements +3  è stato Two Trams (Svetlana Andrianova, Russia), mentre nell’ambito di Elements +6 il Gryphon Award quale Miglior Cortometraggio è andato a Litterbugs (Peter Stanley-Ward, UK) e Miglior Film è risultato Master Spy (Pieter Van Rijn, Olanda). Andando alla categoria Elements +10, il Gryphon Award – Miglior Film è stato conferito a Room 213 (Emelie Lindblom, Svezia) e quello per il Miglior Cortometraggio a Just Go! (Pavels Gumennikovs, Lettonia). All’interno di questa categoria è stato poi attribuito Il Premio Rai Cinema Channel Giffoni 2017 al cortometraggio Rocky (Daniel Pini, Italia), con la seguente motivazione: “Perché è un vero coming of age short-movie, capace di raccontare, con un pizzico di fantasia, il duro passaggio dall’adolescenza all’età adulta, interpretando con delicatezza i profondi sentimenti di molti giovani d’oggi”.

Andando alla categoria Generator + 13, The Bachelors (Kurt Voelker, USA) ottiene il Gryphon Award – Miglior Film e Walking Out (Alex e Andrew Smith, USA) il Premio CGS (Cinecircoli Giovanili Socioculturali)- Percorsi creativi 2017 “perché il film tratta, evitando semplificazioni convenzionali, il tema del difficile recupero del rapporto padre/figlio, messo in crisi dalla distanza non solo geografica tra i due. Il momento di passaggio del protagonista dall’adolescenza all’età adulta è descritto attraverso una battuta di caccia dai toni fortemente metaforici, sottolineati da un uso suggestivo del sonoro, punteggiato da silenzi significativi che amplificano la voce della montagna, personaggio a tutti gli effetti. L’alternarsi di campi lunghissimi, campi lunghi e primi piani scandisce sapientemente il progressivo avvicinamento dei protagonisti, ulteriormente marcato da discreti ma ricorrenti elementi simbolici”.

Generator +16: Gryphon Award – Miglior Film a Do It Right (Chad Chenouga, Francia); Grifone di alluminio- Premio CIAL (Consorzio Imballaggio Alluminio) a Lane 1974 (Sj Chiro, Usa) “in particolare, per l’approccio senza filtri che la regista ha adoperato per evidenziare il rapporto fra un territorio conosciuto a pochi e i più giovani, costretti a vivere in spazi che sembrano aperti e liberi ma che in realtà si dimostrano castranti e pieni di contraddizioni, in una natura che li rende outsider rispetto ai loro coetanei”. Generator +18: Gryphon Award – Miglior Film a Garden Lane (Olof Spaak, Svezia); Gryphon Award Miglior Cortometraggio-Fiction a Mare Nostrum (Rana Kazkaz, Anas Khalaf, Francia). Gryphon Award Miglior Cortometraggio-Animazione a Confino (Nico Bonomolo, Italia).

Quest’ultimo titolo si è aggiudicato anche l’ Amnesty International Award “per la capacità di raccontare attraverso una storia del passato una realtà quanto mai attuale. La negazione della libertà d’espressione da parte delle autorità rappresenta una grave violazione dei diritti umani ma è soltanto grazie al poter esprimere liberamente il proprio pensiero che una società civile può essere definita tale, poiché essa si sviluppa e cresce attraverso il confronto e il rispetto delle diverse opinioni di tutti”. Gex Doc: Everyday Heroes (Anne-Dauphine Julliand, Francia) ha ottenuto il Gryphon Award – Miglior Film e They  Call Monsters (Ben Lear, USA) l’ Amnesty International Award “per aver mostrato con impatto e chiarezza le sfaccettature di storie difficili di adolescenti, nei loro errori e nelle loro qualità.

Per aver affrontato il tema della possibile reintegrazione di questi ragazzi nella società, colpevoli di crimini ma processati come adulti violando così i loro diritti e privandoli della possibilità di essere quelle persone che già a tratti dimostrano e desiderano di essere. Per aver messo in evidenza il dibattito che la legge 260 porta con sé, raccontando la dolcezza e la spensieratezza di questi giovani e la tragedia dei gravi crimini che hanno commesso. Uno stato che lascia a se stessi questi ragazzi rischia di perdere la loro sensibilità, acuita da una vita difficile, e il possibile contributo che potrebbero dare alla società una volta scontata la pena”. Infine nella sezione Parental Control- Destinazione Italia il Gryphon Award – Miglior Film è stato conferito a Lettere a mia figlia (Giuseppe Alessio Nuzzo, Italia).

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