“Animavì” II edizione: intervista a Simone Massi

Simone Massi- Autoritratto

Simone Massi (Pergola, 1970), è fra gli ultimi pionieri dell’animazione “a passo uno” e ha all’attivo oltre 200 premi vinti nei principali festival nazionali e stranieri, oltre a essere ritenuto uno dei più importanti autori di cortometraggi di animazione a livello internazionale.
Animatore indipendente, ha studiato Cinema di animazione alla Scuola d’arte di Urbino; in 19 anni ha ideato e realizzato (da solo e interamente a mano) 19 film di animazione che sono stati mostrati in 60 Paesi e  riproposti alla 69ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2012, insieme a un inedito, Animo resistente. Per i suoi lavori Massi non si serve dell’uso del computer, ma realizza tutto a mano su carta, attraverso l’uso di matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china. La tecnica dei “graffi” adottata nelle ultimissime opere – che gli consente di completare 6-7 disegni al massimo in una giornata – lavorando senza sosta dalla mattina alla sera – fa sì che per un film di 8 minuti siano necessari anche due anni e mezzo di lavoro.
E’ autore della sigla che dal 2012 introduce le proiezioni ufficiali della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dalla durata di 30 secondi, ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Anghelopulos, Wenders, Olmi, Tarkovskij, Dovženko, Truffaut.
Dal 2016 è direttore artistico di Animavì – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, la cui II edizione avrà luogo a Pergola (PU) dal 13 al 16 luglio; ho avuto modo d’intervistare Massi, lo ringrazio per la gentile disponibilità, ponendogli anche alcune domande su questa suggestiva kermesse cinematografica.

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Le basi su cui poggia la nascita di un festival come Animavì, dedicato al cinema d’animazione poetico e quali sono le sue finalità, anche considerando, non so se sia d’accordo con me, la scarsa considerazione che i film d’animazione hanno nel nostro Paese, relegati alla semplice idea di “cartone animato” o come realizzazioni rivolte solo ai bambini.

 “Assolutamente d’accordo con lei sul falso storico che vuole l’animazione intesa come prodotto d’intrattenimento o per bambini con la logica conseguenza che l’animazione indipendente e d’autore gode di una considerazione pressoché nulla.
E’ per questo che un festival come Animavì ha senso e ha senso organizzarlo in un piccolo centro come Pergola.
Al centro del progetto c’è il cinema d’animazione poetico, ovvero quei lavori che non sono immediati perché non sono pensati dagli autori per un tornaconto, cioè per compiacere il pubblico o convincere una giuria. Si tratta di piccoli film in cui ogni singolo fotogramma viene concepito come un’opera d’arte e la narrazione segue strade meno battute e scontate, con degli spazi aperti che possono essere colmati dalla sensibilità del singolo spettatore. Un po’ come gli haiku, che raccontano per suggestione. La prima finalità del festival è quella di distinguere questo tipo di cinema d’animazione dal resto, cartone animato in primis.
E poi cerchiamo di valorizzarlo, attraverso il coinvolgimento di persone e personalità che con l’animazione non hanno nulla a che fare con la speranza che se ne possano innamorare e, magari, col tempo, aiutarla a uscire dagli scantinati in cui è nata ed è sempre rimasta”.

Fra gli ospiti della  seconda edizione di Animavì vi sarà Georges Schwizgebel, le cui opere si caratterizzano per l’impiego di una tecnica artigianale, ovvero, semplificando, dipingere a mano ogni singolo fotogramma. Quanto ritiene vicino tale modalità di realizzazione, anche, se non soprattutto a livello contenutistico, riguardo la poesia espressa ad esempio, a quella da lei adoperata per dare vita alle sue opere? Ci si può quindi differenziare da una certa omologazione seriale anche nel settore dell’animazione?

“E’ sempre difficile fare paragoni e accostamenti ma è evidente che ci sono delle componenti come l’artigianalità, la ricerca poetica e – in parte – lo stile registico (penso soprattutto all’utilizzo del piano-sequenza) che ci accomunano. Mentre siamo agli antipodi come tematiche, stile pittorico e scelte musicali. In generale non sono in molti a portare avanti questo tipo di animazione, ma ci sono, hanno una storia e una produzione di altissimo livello che merita di essere messa in luce e valorizzata ed è quello che, nel nostro piccolo, cercheremo di fare”.

 Un suo commento sui risultati conseguiti dalla prima edizione di Animavì e cosa si attende da questa seconda edizione…

Pergola, Giardino di Casa Godio

“Personalmente sono rimasto molto soddisfatto, quasi incredulo.
Abbiamo ottenuto importantissimi patrocini, il sostegno di importanti personalità del mondo della cultura italiana e internazionale e abbiamo ospitato registi, attori, poeti riconosciuti fra i più grandi del nostro tempo. E tutto questo sulla fiducia e partendo da zero, perché nel momento in cui ci siamo mossi eravamo meno di niente, un progetto come ce ne sono tanti. La seconda edizione mi sembra si confermi sugli stessi livelli dello scorso anno ed è un risultato che considero eccellente e tutt’altro che scontato.
L’augurio è che tutto fili liscio e tutti – dal pubblico, agli organizzatori ai protagonisti che si avvicenderanno sul palco – si divertano e stiano bene”.

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