Una stella per Gina

Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica

She makes Marilyn Monroe look like Shirley Temple: così Humphrey Bogart commentava l’indubbio fascino di una delle nostre più grandi attrici, Gina Lollobrigida, con la quale l’attore lavorò nel film Beat the Devil (Il tesoro dell’Africa, 1953, John Huston). Rimarchevole melange di spigliatezza e determinazione, la Lollo, appellativo coniato dai cugini francesi, per quanto a suo agio ed intensa anche in ruoli drammatici (la  Margherita di Mare matto, Renato Castellani, 1963, per esempio) , ha certo dato il meglio di sé nel ruolo della bella popolana, come in Pane, amore e fantasia, 1953, Luigi Comencini (e il suo seguito di un anno dopo, ancora Comencini, Pane, amore e gelosia), indimenticabile Bersagliera a rappresentare un nuovo modello di donna, dalle ascendenze goldoniane, che si fa padrona del proprio destino, interpretazione che le valse nel 1954 il Nastro d’Argento quale  migliore attrice protagonista.

Difficile dimenticare, poi,  l’assoluzione del personaggio da lei interpretato, sempre una prosperosa popolana, accusata di aver avvelenato il coniuge, in quanto “maggiorata fisica” (termine coniato in contrapposizione a quello di “minorata psichica”) nell’episodio Il processo di Frine, da una novella di Edoardo Scarfoglio, del film Altri tempi, diretto da Alessandro Blasetti nel 1952, grazie alla teatrale arringa di un tronfio avvocato (uno straordinario Vittorio De Sica). Nelle scorse settimane si è diffusa la notizia secondo la quale grazie all’intervento di Tiziana Rocca il nome della Lollo è stato segnalato all’ABC di Los Angeles per inserirla tra i candidati all’assegnazione della Stella più ambita dalle personalità di tutto il mondo, quella della Hollywood Walk of Fame.
La cerimonia di assegnazione sarà celebrata il prossimo gennaio a Los Angeles durante Filming on Italy, l’evento di promozione dell’Italia come set cinematografico nato grazie ad un accordo tra Agnus Dei Production di Tiziana Rocca, l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e il Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.

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2 risposte a “Una stella per Gina

  1. La meritava già molti anni prima, una stella ineguagliabile… Ciao!

    • Antonio Falcone

      Ciao Fabio, sicuramente! Ma la storia del cinema, e non solo, insegna come premi e riconoscimenti seguano logiche non sempre comprensibili… La stella Gina l’ha già ottenuta, l’affetto col quale il pubblico l’ha sempre seguita e ammirata. Il resto, pur foriero di soddisfazioni, è coreografia… Grazie, un saluto.

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