“Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene…”

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.

Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.

Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa’ che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.

Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.

Totò

Guardaci dalle unghie delle nostre donne, che da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici.

Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un po’ perché essi non sanno, un po’ per amor Tuo, e un po’ perché hanno pagato il biglietto.

Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.

C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri”.
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La preghiera del clown Tottons (Totò) nel film Il più comico spettacolo del mondo, ’53, per la regia di Mario Mattoli. Riuscita parodia de Il più grande spettacolo del mondo (The Greatest Show on Hearth, ’52, Cecil B.DeMille), si ricorda anche come il primo film italiano girato in tre dimensioni (vi è un precedente del ‘36, Nozze vagabonde, diretto da Guido Brignone, di cui venne però distribuita solo la copia in 2d) con una tecnica di ripresa brevettata da Carlo Ponti e Dino de Laurentiis, definita Podelvision, dalle iniziali dei loro cognomi: venivano impiegate più macchine da presa contemporaneamente e poi si stampavano due copie di pellicole identiche, una per l’occhio sinistro ed una per il destro. Nel 2011, alla VI Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma  è stata presentata la versione restaurata da Cinecittà.

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2 risposte a ““Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene…”

  1. Che grande Totò! Bellissimo questo estratto che esprime e descrive il suo lavoro, la sua arte, la sua passione a disposizione di tutti noi che sempre lo potremo ammirare e amare. Questo è il compito dell’arte e ogni artista che arriva nel cuore della gente ha compiuto il passo più importante. Totò lo ha fatto e resterà unico e inimitabile, un classico che non passerà mai di moda, perfetto in altri contesti e luoghi, non solo in quelli italiani, e per fortuna se ne stanno accorgendo. Un caro saluto!

    • Ciao Fabio. Concordo con il tuo bel commento, il “Principe della risata” rimarrà sempre nel cuore di quanti hanno apprezzato e sappiano tuttora apprezzare la sua arte, certo incommensurabile.
      Grazie, un caro saluto anche a te.

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