Poesía sin fin

locandina_t27guui_jpg_1400x0_q85Era da un po’ di tempo a questa parte che non mi capitava di assistere ad un film concretamente autoriale capace di stupirmi visivamente ed offrirmi al contempo una forte tensione emotiva, oserei scrivere catartica, idonea quest’ultima anche a farmi riassaporare il sapore del cinema quale dirompente espressione artistica, capace di contenere in sé altre forme d’arte, la poesia in primo luogo, concedendo spazio alla loro valenza atta ad abbattere irreggimentate convenzioni permettendoci così di ritrovare, e di provare a diffondere, il  senso del bello nella vita, quell’incanto esistenziale ammorbato di frequente dalle tante ambasce quotidiane. Quanto descritto riflette la sensazione che mi ha lasciato l’ultimo film del vulcanico Alejandro Jodorowsky, Poesía sin fin, del quale è regista e sceneggiatore, realizzato grazie al crowdfunding e presentato, in concorso, alla Quinzaine des Réalisateurs del 69mo Festival di Cannes.

alejandro-jodorowsky-la-danza-de-la-realidad-poster00Jodorowsky, classe 1929,  è un artista a tutto tondo, capace di spaziare con eguale creatività in più settori oltre quello cinematografico (letteratura, teatro, fumetto); quest’ultimo ambito nello specifico risulta fortemente caratterizzato da una visionarietà che va ad abbeverarsi alla fonte del surrealismo, mai comunque fine a se stessa, anzi idonea ad abbracciare pregnanti tonalità oniriche che scaturiscono dall’inconscio e si materializzano nella messa in scena in forza di un profluvio liberatorio, abbandonando qualsiasi modalità narrativa usuale.
Sono caratteristiche proprie anche di Poesía sin fin, che riprende il percorso autobiografico delineato da Jodorowsky ne La danza de la realidad (La danza della realtà, 2013), seguendo così l’iter degli omonimi romanzi pubblicati nel 2001 e nel 2009.

Jeremias Herskovits

Jeremias Herskovits

Un adolescente Alejandro (Jeremias Herskovits) insieme al padre Jaime (Brontis Jodorowsky) e alla madre Sara (Pamela Flores) lascia la nativa Tocopilla, diretti a Santiago del Cile. Alejandro appare timido, insicuro, con scarsa stima di sé, dominato dalla figura paterna, uomo violento ed insensibile, che vorrebbe il figlio medico e non certo “artista pervertito”, intimandogli con veemenza di non leggere più le amate poesie di Garcia Lorca, nelle quali il ragazzo trova conforto ed ispirazione.
Non è d’aiuto ad Alejandro neanche l’affetto materno, manifestato da una donna dolce, che si esprime in vocali assolo, modulati liricamente, probabile unico modo di esternare una quiescente velleità artistica.

index434Non resta altro da fare allora che, presente tutto il clan familiare, recidere alla radice quanto lo lega alle sue origini e trovare accoglienza, spinto dal cugino, in un’inedita famiglia, i cui componenti vivono all’insegna della massima libertà espressiva, rivolta a quelle forme d’arte verso le quali si sentono istintivamente portati. La convivenza con queste persone segnerà il passaggio dall’adolescenza all’età adulta ed Alejandro (ora interpretato da Adan Jodorowsky), grazie anche alla conoscenza di poeti come Stella Diaz Varín (Pamela Flores) ed Enrique Lihn (Leandro Taub), non senza qualche titubanza iniziale, perplessità e ripensamenti vari, comprenderà il percorso che dovrà intraprendere, sempre in linea retta; forse non potrà cambiare il mondo, ma ricercare il modo per mutarlo sì, “aprendo se stesso per trovare se stesso” …

Pamela Flores

Pamela Flores

Diretto con piglio irriverente e giocoso, coadiuvato da una scintillante fotografia (Christopher Doyle) nel visualizzare un flusso di coscienza in continuo divenire all’interno di un vorticoso gioco visivo che prevede anche un mutamento in corso d’opera delle scenografie “naturali” con appositi fondali di cartone che le contestualizzano all’epoca della narrazione filmica (gli anni ’50), animato da personaggi lunari e circensi pulsanti di slancio vitale nel seguire le loro profonde ispirazioni, pur con lo spettro della morte che aleggia dietro l’angolo (intesa come oblio, la facile dimenticanza espressa da quanti rimangono di ciò che si è reso con la totalità del proprio essere una volta lasciata l’esistenza terrena), Poesía sin fin si concreta come un viaggio tanto corporeo quanto interiore nel passato dell’artista cileno, rimarcandone quel delicato passaggio dall’adolescenza all’età adulta che, una volta avvenuto il distacco dalla placenta familiare, ne ha segnato l’intero cammino artistico ed umano fino ai giorni nostri.

indexEmblematici al riguardo i richiami psicoanalitici espressi dalla figura della poetessa Stella Diaz Varín (non a caso interpretata dalla stessa attrice, Pamela Flores,  che riveste anche i panni della canterina madre di Alejandro), la musa che inizierà il giovane al sesso e all’arte poetica, esprimendo in ambedue i casi gaudente libertà (in parallelo si assiste all’ amplesso fra i genitori quale “atto dovuto”, sentimentalmente vacuo) e soprattutto l’entrata in scena dell’odierno Jodorowski, proiezione di un’inedita guida virgiliana rivolta al se stesso giovane, confortandolo riguardo la necessità delle scelte assunte e visualizzando l’anelato tentativo di un inedito approccio volto a riconciliarsi con la figura paterna: significativa, e dolorosa, la sequenza finale dell’addio fra il genitore ed il figlio in partenza per Parigi, deciso a seguire il movimento surrealista.

Adan Jodorowsky

Adan Jodorowsky

Una fredda stretta di mano che avrebbe potuto trasmutarsi in un definitivo abbraccio comprensivo di tante, troppe, mancate manifestazioni d’affetto, in odor di reciprocità, se solo Alejandrito avesse avuto il coraggio di andare oltre l’esteriore rozzezza d’animo esternata dal genitore attraverso la sua coriacea corazza protettiva, provando a comprendere e compatire, ovviando così a quanto il padre aveva difficoltà a far scaturire dal profondo del proprio cuore, probabilmente indurito da un materialismo imposto dalle contingenze esistenziali; l’ultimo film dell’artista cileno, riprendendo nel concludere quanto scritto nel corso dell’articolo, si sostanzia quindi come un vero e proprio inno alla vita in sé, accalorato, sincero, sfrontato nel continuo rincorrersi delle diverse modalità rappresentative.

poesa_sin_fi2_jpg_1400x0_q85Alternando trascinante ludicità e consapevolezza del dolore esistenziale (la sequenza del Carnevale su tutte) nel trasfigurare toni reali in altri “alternativi”, elegiaci e meta cinematografici, accogliere l’esistenza in quanto tale nella visione prospettata da Jodorowski assume la portata di non ricercare in essa altro significato al di là del lasciarvi fluire il proprio io più puro e  profondo. La valorizzazione delle inclinazioni naturali, essenzialmente in quanto essere umano, al di là di un credo politico o religioso o di qualsivoglia stigmatizzazione culturale consentirà agli eventi legati al singolo e a quelli propri della Storia di rinvenire un punto d’incontro, così da volgere lo sguardo ad una universalizzazione non eterea. La libera espressione artistica diviene  allora opportuno grimaldello per poter scardinare la porta, inopinatamente chiusa, che renderà visibile una  dimenticata bellezza, idonea a rischiarare il proprio come l’altrui cammino all’interno di un mondo ora definitivamente  attraversato da una poesia senza fine.

***********************************

Alejandro Jodorowsky

Alejandro Jodorowsky

Poesía sin fin ha avuto la sua anteprima nazionale lo scorso 20 gennaio a Milano, allo Spazio Oberdan, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, dove resterà in cartellone fino a martedì 31, in base al seguente calendario: Giovedì 26 gennaio (ore 16.30)/Venerdì 27 gennaio (ore 21.15)/Sabato 28 gennaio (ore 18.45)/Domenica 29 gennaio (ore 16.45)/Lunedì 30 gennaio (ore 21.15)/Martedì 31 gennaio (ore 17).

Regia e sceneggiatura: Alejandro Jodorowsky, Interpreti: Brontis Jodorowsky, Adan jodorowsky, Pamela Flores, Jeremias Herskovits, Kaori Ito. Cile/Francia/Giappone, 2016, 128’, versione originale sottotitolata in italiano.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...