Archivi del mese: gennaio 2017

67ma Berlinale: a Milena Canonero l’ Orso d’Oro alla carriera

Milena Canonero

Milena Canonero

La costumista italiana Milena Canonero riceverà l’Orso d’Oro alla carriera del Festival di Berlino, il 16 febbraio, nel corso della 67ma edizione della kermesse tedesca.
Milena Canonero ha vinto 4 premi Oscar  (Barry Lindon, Stanley Kubrick, 1976; Momenti di gloria, Hugh Hudson, 1982; Marie Antoinette, Sofia Coppola, 2007; Grand Budapest Hotel, 2014) ed ha collaborato più volte con Stanley Kubrick (oltre al citato Barry Lindon per Arancia  meccanica e Shining, film quest’ultimo che sarà proiettato alla Berlinale in occasione della consegna del riconoscimento).

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70mo Festival di Cannes: Pedro Almodóvar Presidente della Giuria

Pedro Almodóvar

Pedro Almodóvar

Sarà il regista e sceneggiatore spagnolo Pedro Almodóvar a presiedere la Giuria Internazionale del 70mo Festival di Cannes (17-28 maggio), kermesse dove ha presentato in concorso cinque film (Tutto su mia madre, 1999- Premio per la Miglior Regia, Volver – Tornare, 2006- Premio per la Miglior Sceneggiatura, Gli abbracci spezzati, 2009, La pelle che abito, 2011, Julieta, 2016), mentre nel 2004 La mala educacion fu il titolo d’apertura della 57ma Edizione.
“Sono grato, onorato e un po’ emozionato. Sono consapevole della responsabilità che comporta essere il Presidente della Giuria e spero di essere all’altezza del lavoro. Posso solo dire che mi dedicherò, anima e corpo, a questo compito, che è un piacere e un privilegio al tempo stesso” ha dichiarato Pedro Almodóvar.

“Cineteca 70”, le rassegne di febbraio

cineteca_70_anni_533-jpgA Milano, allo Spazio Oberdan e al MIC – Museo Interattivo del Cinema, avranno luogo per tutto il 2017 rassegne filmiche per festeggiare Cineteca70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima Cineteca d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947. Allo Spazio Oberdan continua dunque per il mese di febbraio la programmazione di 70 film della storia del cinema, di epoche diverse, in più sezioni tematiche, tutti provenienti dall’archivio della Cineteca, tutti proiettati in copie in pellicola 35mm, secondo una consuetudine che è propria anche del prestigioso Department of Film del MoMA di New York, per ricordare, nell’era del digitale,  che una library di film come quella della Cineteca di Milano si è formata grazie alla paziente e sistematica raccolta, nel corso degli anni, di “pizze”35 e 16mm.

(Cineblog)

(Cineblog)

Quattordici i film di questo mese di febbraio: uno dei capolavori dell’espressionismo tedesco e di tutto il periodo muto come Il gabinetto del dottor Caligari (Robert Wiene), con accompagnamento musicale dal vivo; i classici Il posto delle fragole (Ingmar Bergman), Le notti bianche (Luchino  Visconti), Un maledetto imbroglio (Pietro Germi), Velluto blu (David Lynch), La commare secca (Bernardo Bertolucci);  una serie di film forse meno celebri ma per diversi motivi molto interessanti e in qualche caso assai rari e firmati da grandi autori come Un re a New York (Charlie Chaplin), Le mani sulla città (Francesco Rosi), Il quartiere dei Lillà (Renè Clair), Il cittadino si ribella (E. G. Castellari), Padri e figli (Mario Monicelli), La morte cammina von i tacchi alti (Luciano Ercoli), L’amante dei cinque giorni (P. De Broca). Si segnala a parte La bisbetica domata (Franco Zeffirelli), che sarà proiettato in lingua inglese. Continua a leggere

Emmanuelle Riva (1927-2017)

Emmanuelle Riva

Emmanuelle Riva

Ci ha lasciato lo scorso venerdì, 27 gennaio, l’indimenticabile attrice francese, cinematografica e teatrale, Emmanuelle Riva (Cheniménil, 1927).
Si fece notare per la sua toccante sensibilità interpretativa fin dal primo ruolo come protagonista in Hiroshima, mon amour (1959, opera prima di Alan Resnais), che seguì al debutto avvenuto l’ anno precedente, una piccola parte in Les grandes familles (1958, Le grandi famiglie, Denys de La Patellière), quando già era attiva in teatro (l’esordio risale al 1954, a Parigi, nello spettacolo Uomo e Superuomo di George Bernard Shaw), dopo aver frequentato nellaa capitale francese i corsi dell’Ecole Supérieure D’art Dramatique,  una volta superate le ostilità genitoriali. Nel citato Hiroshima, mon amour, sceneggiato da Marguerite Duras, Emmanuelle Riva  dava corpo alla rappresentazione, espressa a livello soggettivo e documentaristico, di un tema caro a Resnais in qualità di fulcro narrativo, lo scontro fra memoria storica ed oblio, il presente e il passato che si intersecano fra di loro, impersonando un’attrice francese che arriva ad Hiroshima per girare un film contro la guerra e si innamora di un architetto giapponese (Eiji Okada), mantenendo ancora vivo il ricordo del soldato tedesco da lei amato durante l’occupazione. Nel corso della narrazione, che alterna con disinvoltura momenti temporali diversi, monologhi e dialoghi, prende dunque vita un particolare flusso di coscienza il quale permetterà alla donna una sorta di riconciliazione, con se stessa e chi gli sta accanto, che da particolare assumerà consistenza e valenza universale. Continua a leggere

Ca’ Foscari Short Film Festival: il manifesto e le novità della VII Edizione

70x100short-manifesto2017Dal 15 al 18 marzo all’Auditorium Santa Margherita di Venezia si svolgerà la settima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival. Forte del successo crescente degli ultimi anni, la kermesse si presenterà al pubblico con numerose conferme e altrettante novità, a partire dal manifesto, per la prima volta a opera dell’artista Giorgio Carpinteri, che sarà presente al festival per incontrare il pubblico. Un’immagine visionaria, una sorta di san Sebastiano del paleolitico, verso cui convergono differenti forze della contemporaneità, certo ideale per rappresentare le dinamiche multiculturali dello Short Film Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia, dedicato al cortometraggio e il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università (Ca’ Foscari di Venezia). Insieme ai numerosi programmi speciali, che saranno annunciati con una conferenza stampa, a Venezia, il 2 marzo, il cuore pulsante del festival è rappresentato dal Concorso Internazionale, una selezione di trenta cortometraggi realizzati dagli studenti di scuole di cinema e di università di tutto il mondo. Continua a leggere

Ricordi

Mary Tyler Moore

Mary Tyler Moore

Settimana non foriera di buone notizie quella che sta per concludersi, anche circoscrivendola nell’ambito dello spettacolo, a parte la candidatura agli Oscar (e ai César) di Fuocoammare (Gianfranco Rosi) nella categoria Miglior Documentario.
Il mondo del cinema, così come quello televisivo, ha infatti perso alcuni protagonisti, spesso particolarmente amati dal pubblico per le riuscite caratterizzazioni conferite  ai personaggi interpretati, lasciando un ricordo indelebile. Mercoledì 25 gennaio ci ha lasciato l’attrice americana Mary Tyler Moore (Brooklyn, 1936), donna affascinante  e dotata di un notevole senso dell’umorismo, protagonista soprattutto in televisione dapprima a fianco di Dick Van Dyke nella serie The Dick Van Dyke Show (158 episodi dal 1961 al 1966), dove si fece notare per spigliatezza ed atteggiamenti anticonformisti, e poi nella sitcom Mary Tyler Moore Show (178 episodi dal 1970 al 1977, andati in onda sulla CBS), lasciando il segno nei panni di Mary Richards, figura moderna che si allontanava dai classici canoni rappresentativi della televisione del periodo nel portare in scena, nella confluenza di realtà ed ironia, una donna single, fiera della propria indipendenza ed orgogliosa del proprio lavoro, offrendo visualizzazione alle trasformazioni in atto nella società americana ed anticipando personaggi femminili che tanto sul piccolo come sul grande schermo avrebbero trovato spazio negli anni a venire. Continua a leggere

“Nastro d’Argento DOC” alla carriera per Gianni Minà

sngci1-545x404Il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha annunciato ieri, venerdì 27 gennaio, il conferimento a Gianni Minà del Nastro d’Argento DOC alla carriera, che sarà consegnato, così come i riconoscimenti ai vincitori dell’edizione 2017 dei Nastri d’Argento Documentari, venerdì 3 marzo alla Casa del Cinema di Roma.
Il Nastro arriva, come il Berlinale Kamera ricevuto da Minà a Berlino nel 2007, per premiare il suo lungo viaggio nella realizzazione di documentari, special cinematografici e racconti storici per immagini, iniziato oltre cinquant’anni  fa ma il SNGCI premia, oggi, oltre la sua storia, anche lo scoop de L’ultima intervista di Fidel, una testimonianza che il leader cubano gli concesse nel settembre 2015 e che alla luce dei fatti accaduti da allora sopravvive a Castro come un documento di grande importanza storica.
Gianni Minà, oltre cinquant’anni di militanza nel racconto della grande attualità internazionale, da sempre frequenta da vicino anche il cinema ed ha realizzato importanti documentari raccontando nei suoi incontri ravvicinati personaggi come Che Guevara, Muhammad Alì, Diego Maradona, ma anche Rigoberta Menchù, Silvia Baraldini, Marcos e il citato Fidel Castro. Continua a leggere