Un ricordo di Michèle Morgan

Michèle Morgan

Michèle Morgan

“Gli occhi più belli del cinema francese” con quest’appellativo era conosciuta l’attrice Michèle Morgan (Simone Roussel, Neuilly-sur-Seine, 1920) che ci ha lasciati lo scorso 20 dicembre.
Uno sguardo intenso che risaltava sul bellissimo volto dai tratti lineari, rimasto legato nell’immaginario collettivo al personaggio di Nelly interpretato in Quai des brumes (1938, Il porto delle nebbie, Marcel Carné), la ragazza terrorizzata dal suo tutore Zabel (Michel Simon), da lei sospettato dell’omicidio del fidanzato, che incrocerà il suo destino con quello del disertore Jean (J. Gabin).
L’ esordio sul grande schermo, dopo aver studiato recitazione a Parigi con René Simon, avvenne nel 1935, quindicenne, in Mademoiselle Mozart (Otto cani in cerca di padrona, Yvan Noé), non accreditata, cui seguirono due anni più tardi Gribouille (Il caso del giurato Morestan, Marc Allégret), primo ruolo da protagonista e Orage (1938, Delirio, sempre di Allégret), per poi conoscere definitiva fama con il citato film di Carné; da qui in poi l’attrice si trovò ad interpretare personaggi più o meno simili a quello di Nelly, offrendo comunque sempre un’intensa resa recitativa  (La piste du Nord, La legge del Nord, Jacques Feyder; Remorques, Tempesta, Jean Grémillon). Trasferitasi negli Stati Uniti dopo aver accettato le offerte della RKO, girò una serie di film alternando ruoli rilevanti (Joan of Paris, 1942, L’ora del destino, Robert Stevenson) ad altri di minore entità (ad esempio Passage to Marseille, 1944, Il giuramento dei forzati, Michael Curtiz).

ob_fe3c3b_15754Tornata in Francia una volta che non si realizzò la sua partecipazione al futuro cult Casablanca, causa mancato accordo fra  RKO e Warner Bros., Morgan divenne protagonista nel 1945 di un film nuovamente fondamentale per la sua carriera, Symphonie Pastorale (La sinfonia pastorale, 1946, Jean Delannoy): l’interpretazione di Gertrude, giovane donna non vedente, le valse infatti il Gran Prix International al Festival di Cannes del 1946 e accrebbe ulteriormente la sua fama, rendendola un’attrice piuttosto richiesta anche in ambito internazionale almeno fino a tutti gli anni Cinquanta (fra i titoli, The Fallen Idol, 1948, Idolo infranto, Carol Reed, Fabiola, 1949, Alessandro Blasetti, Les grandes manoeuvres, 1955, Grandi manovre, René Clair, Napoléon,1955, Napoleone Bonaparte, Sacha Guitry ), mentre nel decennio successivo iniziò a diradare la propria attività cinematografica, rivolgendo i propri interessi soprattutto nei confronti del teatro, ritornando sul set nel 1990, per girare Stanno tutti bene, di Giuseppe Tornatore, suo ultimo film. Michèle Morgan è stata insignita della Legion d’Onore nel 1968, così come del Premio César alla Carriera nel 1992 e del Leone d’Oro alla Carriera nel 1996 alla 53ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia.

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