Fritz Lang

lPresentato nella Selezione Ufficiale dell’11ma Festa del Cinema di Roma, Fritz Lang, diretto da Gordian Maugg, anche sceneggiatore insieme ad Alexander Häusser, è un film tanto visivamente ammaliante quanto controverso nell’ambito contenutistico, che va a sostanziarsi come un solido e personale ritratto del regista austriaco, naturalizzato statunitense nel 1935, il cui nome dà titolo al film, delineandone una figura ambigua: cocainomane e sessuomane, con la mente spesso  sconvolta da tragici ricordi del passato e da nefaste visioni di un futuro offuscato da totalitarismi guerrafondai. Non è quindi un biopic propriamente detto, almeno nella rituale accezione permeata da toni agiografici ed oleografici.
Riguardo l’afflato visivo, il film è girato sfruttando un vivido bianco e nero (ottima la fotografia di Lutz Reitemeier), che si rifà alle pellicole proprie del  periodo d’ambientazione, siamo nel 1930, al pari del formato 4:3.
Mette poi in campo un movimentato lavoro di montaggio (Florentine Bruck e Livia Retzer) che va ad alimentare ulteriormente lo stile piuttosto visionario di Maugg, inserendo nel corso della narrazione una suggestiva mescolanza fra documenti d’archivio, sequenze tratte dai film di Lang (M, il mostro di Düsseldorf in particolare)  e quelle che vedono protagonista quest’ultimo, interpretato, a volte forse con un’eccessiva sobrietà, da Heino Ferch.

Heino Ferch

Heino Ferch

Andando al plot narrativo, la storia è ambientata fra Berlino, dove vediamo Lang al vertice della fama ma intenzionato a dare una svolta alla propria filmografia, in primo luogo accogliendo il sonoro e poi incentrando i suoi lavori sulla storia di un singolo individuo, ponendo particolare attenzione alla psicologia del personaggio e Düsseldorf, dove sono in atto da tempo una serie di efferati delitti a danno di donne e bambine ad opera di un killer seriale. Lang quindi si reca sul posto così da seguire il caso da vicino, potendo contare sull’aiuto dell’ispettore capo Ernst Gennat (Thomas Thiene), sua vecchia conoscenza.
Nei luoghi dove sono state rinvenute le vittime Lang ha delle vere e proprie visioni su quanto accaduto, proiettandole già in una futura messa in scena ed una volta che l’assassino e stupratore verrà identificato in tale Peter Kürten (Samuel Finzi) i colloqui che terrà con quest’ultimo, le motivazioni rivelate con relativa tranquillità da una mente malata, i racconti relativi alla sua infanzia, andranno a creare un sinistro parallelismo con i molti demoni trattenuti a stento dalla psiche del cineasta ed ora pronti a venir fuori, dalle violenze subite dal padre agli omicidi in Galizia durante la I Guerra Mondiale, senza dimenticare la misteriosa morte della prima moglie, Lisa (L. Charlotte Friederich), forse un suicidio una volta che lo sorprese a letto con la sceneggiatrice Thea von Arbou (Johanna Gastdorf), ora sua consorte …

Ferch e Samuel Finzi

Ferch e Samuel Finzi

Maugg opta per una direzione apparentemente dimessa, non del tutto incisiva riguardo una netta presa di posizione su quanto narrato all’interno della messa in scena, probabilmente per far sì che noi spettatori ci si adoperi al riguardo, in virtù di una certa agitazione che comunque molte sequenze suscitano, paragonabili nei toni insistiti a quelle proprie di un horror, almeno nella sua declinazione classica. Inoltre le descritte mescolanze fra più elementi visivi creano una fascinazione a tratti straniante ma del tutto consona a rendere sullo schermo ogni sconvolgimento interiore proprio del protagonista, così come l’intuitiva e dirompente genialità nel concedere largo spazio alla tematica dello scontro tra il Male, la sua forza oscura che può attanagliare improvvisamente qualsiasi mente , uno scatto ferino che  rende del tutto l’essere umano succube delle proprie azioni cui fatidicamente tenta di sottrarsi (mirabile al riguardo il confronto fra i patemi del serial killer e quelli esternati nella finzione di M da Peter Lorre) e il senso della giustizia terrena, che si illude di potervi dare un senso compiuto ed una definitiva presa di posizione.
In conclusione Fritz Lang  è un film da vedere, anche solo per discuterne, che risalta per l’originalità della proposta all’interno del genere di appartenenza e per il sottile tratteggio psicologico volto a creare un simbiotico collegamento non solo, come scritto, fra Lang e Kürten, ma anche con noi spettatori, “costretti” a meditare su quel lato inquieto che, consciamente o meno, agita la fragile normalità e ci pone dinnanzi ai nostri limiti e alle nostre paure, rendendoci del tutto simili all’angelo caduto.

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Fritz Lang viene presentato a Milano da Fondazione Cineteca Italiana, in anteprima esclusiva, dal 14 dicembre  al 3 gennaio 2017 allo Spazio Oberdan. Il film sarà accompagnato dalla rassegna Demoni privati, perversioni del potere e spettri del nazismo, una selezione di sei lungometraggi il cui soggetto rimanda alle ombre del tragico periodo hitleriano e alle perversioni del potere, che riporto di seguito, con il relativo programma.

lang_1931_m_1sht 14.12 ore 21, 15. 12 ore 17, 16.12 ore 21.15, 17.12 ore 21.15, 18.12 ore 19, 19.12 ore 17, 20.12 ore 21.15, 21.12 ore 19, 23.12 ore 21.15, 26.12 ore 15, 28.12 ore 19, 31.12 ore 15, 01.01 ore 21, 03.01 ore 19: Fritz Lang (Regia: Gordian Maugg. Sceneggiatura: Gordian Maugg, Alexander Häusser. Interpreti: Heino Ferch, Thomas Thieme, Samuel Finzi, Johanna Gastdorf. Ger, 2016, 107’, versione originale sottotitolata in italiano). Alla proiezione di mercoledì 14 dicembre il regista Gordian Maugg sarà presente in sala.

lui_e_tornato_poster-kk4c-1280x960produzione15.12 ore 21.1516.12 ore 16.4520.12 ore 19, 22.12 ore 1926.12 ore 21, 31.12 ore 21:Lui è tornato (Er ist wieder da, regia e sceneggiatura: David Wnendt. Interpreti: Oliver Masucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja. Ger, 2015, 116’).17.12 ore 1519.12 ore 21.1522.12 ore 1723.12 ore 19.15: Der Verlorene (Regia: Peter Lorre. Interpreti: Peter Lorre, Karl John, Helmut Rudolph, Renate Mannhardt, Johanna Hofer. Rft, 1951,98′. Versione originale sottotitolata in italiano). 15.12 ore 1921.12 ore 17: M, il mostro di Düsseldorf (M – Eine Stadt sucht einen Mörder, regia: F. Lang. Sceneggiatura: Fritz Lang, Thea Von Harbou. Interpreti: Peter Lorre, Ellen Widmann, Inge Landgut, Gustaf Gründgens, Georg John, Otto Wernicke. Germania, 1931, 117’, versione originale sottotitolata in italiano).

lettere-da-berlino-trailer-italiano-del-film-di-vincent-perez-con-emma-thompson23.12 ore 17, 30.12 ore 19: Il testamento del Dottor Mabuse (Das Testament des Dr. Mabuse, regia: Fritz Lang. Sceneggiatura: Fritz Lang, Thea Von Harbou. Interpreti: Rudolf Klein-Rogge, Oskar Beregi, Karl Meixner, Otto Wernicke, Wera Liessem. Germania, 1932, 122’, versione originale sottotitolata in italiano). 17.12 ore 1720.12 ore 1722.12 ore 21.1525.12 ore 21.15: Lettere da Berlino (Alone in Berlin, regia. e sceneggiatura: Vincent Perez. Interpreti: Emma Thompson, Brendan Gleeson, Daniel Brühl, Uwe Preuss. Ger., Fra.,GB., 2016, 103’, versione originale sottotitolata in italiano). 19.12 ore 19, 31.12 ore 17 : Ombre e nebbia (Shadows and Fog, regia e sceneggiatura: Woody Allen. Interpreti: Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich, Madonna, Donald Pleasance, Michael Kirby, Jody Foster, John Cusack. USA, 1992, 86’, versione originale sottotitolata in italiano).

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