Archivi del mese: dicembre 2016

Auguri di Buon Anno, grazie a tutti!

3766532778Amici lettori di Sunset Boulevard, abituali o di passaggio, un caloroso grazie per un altro anno trascorso insieme, condividendo opinioni e sensazioni. L’augurio che rivolgo a tutti noi per il 2017 prossimo a venire si sostanzia in questa frase espressa da Neil Gaman: “Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori.
Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state facendo qualcosa.
Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi e il mio augurio per me stesso. Fate nuovi errori. Fate errori che nessuno ha mai fatto prima.
Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia abbastanza buono o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita. Qualunque cosa abbiate paura di fare, fatela.
Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre”.

“Fai bei sogni” è il Miglior film italiano dell’anno per il SNCCI

locandinaFai bei sogni di Marco Bellocchio, basato sull’omonimo romanzo di Massimo Gramellini e presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 69mo Festival di Cannes, è il vincitore del premio come Miglior film italiano dell’anno, inedito riconoscimento istituito dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), che va ad affiancarsi a quello internazionale con lo scopo di incrementare l’interesse del pubblico nei confronti delle opere nazionali più interessanti e meritevoli, come ha spiegato il presidente Franco Montini. Il premio è stato assegnato attraverso un referendum aperto a tutti i soci del Sindacato,  i quali hanno effettuato la loro scelta fra i titoli italiani usciti nel corso del 2016 e sarà consegnato il prossimo 28 gennaio nell’ambito del 28mo Trieste Film Festival, che vedrà oltre alla proiezione del film anche un incontro pubblico con Marco Bellocchio.

Debbie Reynolds (1932-2016)

Debbie Reynolds

Debbie Reynolds

Così è la vita, per quanto banale possa sembrare: nel giro di poche ore, quando non di un attimo, quanto hai davanti sparisce alla tua vista portato via da un refolo improvviso, il tempo del canonico battito di ciglia … 24 ore dopo la scomparsa di Carrie Fisher, il mondo del cinema ha quindi pianto anche la scomparsa di sua madre, Debbie Reynolds (Mary Frances Reynolds, El Paso, 1932), morta lo scorso mercoledì, 28 dicembre, a Los Angeles. Di bell’aspetto, sbarazzina e vivace, grazie alle discrete doti canore e di ballerina divenne presto l’interprete ideale di molti musical della Hollywood “dei tempi d’oro”a partire da Three Little Words (Tre piccole parole, 1950, Richard Thorpe), di due anni successivo al suo debutto cinematografico, una piccola parte in  June Bride (Vorrei sposare, Bretaigne Windust), anche se la grande notorietà venne raggiunta dall’attrice con il ruolo di Kathy Selden in  Singin’ in the Rain (Cantando sotto la pioggia, 1952, Stanley Donen e Gene Kelly), cui seguì, per la regia del solo Donen, Give A Girl A Break (Tre ragazze di Broadway). Continua a leggere

Un ricordo di Carrie Fisher

Carrie Fisher

Carrie Fisher

Nonostante le sue condizioni sembrassero stabili dopo l’infarto avuto lo scorso 23 dicembre mentre era su un aereo con rotta Londra–Los Angeles, Carrie Fisher (Beverly Hills, 1956), per tutti l’indomita combattente principessa Leia Organa (Leila nell’edizione italiana) di Star Wars, innovativa space opera al cui interno George Lucas miscelò nel 1977 più elementi pop dalle varie ascendenze, non è riuscita a superare l’ultima battaglia e ci ha lasciato ieri, martedì 27 dicembre. Figlia del cantante Eddie Fisher e dell’attrice Debbie Reynolds, Carrie, nel cui sguardo trovavano albergo tanto la dolcezza quanto una certa malinconia, ha rappresentato, credo sia stato già notato da molti, uno di quei casi “da manuale”, almeno per gli standard hollywoodiani, in cui vita e rappresentazione scenica sembravano andare in simbiosi, dando vita ad una scambievole confluenza. Afflitta da sindrome bipolare, disturbo da lei accettato con difficoltà (da cui i vari problemi  di dipendenza da alcool e droga), l’attrice, che debuttò nel film Shampoo (1975) diretto da Hal Hashby, dopo aver preso parte ad alcuni spettacoli teatrali a Broadway e frequentato  la Central School of Speech and Drama di Londra, suddetto ruolo di Leia a parte (nella trilogia classica, 1977-80-83, Star Wars: Episode VII – The Force Awakens, 2015) si è ritrovata poi ad avere parti minori ma quasi sempre di una certa rilevanza in film spesso divenuti nel tempo veri e propri cult. Continua a leggere

Milano, le rassegne della Fondazione Cineteca Italiana

cdm_logoDal 28 dicembre al 4 gennaio in occasione del progetto Cantierememoria, manifestazione promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che ha avuto inizio alla Casa della Memoria del capoluogo lombardo l’1 dicembre per concludersi il 6 gennaio, la Fondazione Cineteca Italiana presenterà al MIC – Museo Interattivo del Cinema Cantierecinema, una rassegna cinematografica ad ingresso libero sui temi della Liberazione e della Memoria visti dal mondo del cinema.
I film in programma: Kapò (1959) di Gillo Pontecorvo, che racconta la storia di una giovane ebrea che da carnefice si trasforma, per amore, in martire; Night Will Fall – Perché non scenda la notte (2014) diretto dal documentarista e docente universitario Andrè Singer e realizzato da alcuni cinereporter inglesi e al cui montaggio contribuì anche Alfred Hitchcock; Suite francese (2015) di Saul Dibb, tratto da un’opera incompiuta della grande scrittrice ucraina Irène Némirowsky, melodramma elegante ma privo di compiacimenti, rigoroso ed essenziale nell’esprimere l’eterna lotta fra ragione e sentimento e infine Un condannato a morte è fuggito (1956) di Robert Bresson, storia vera che racconta la tremenda fuga di un partigiano dalle prigioni naziste. Continua a leggere

La vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life, 1946)

its-a-wonderful-life-posterBedford Falls, da qualche parte in America, la notte di Natale del 1945: scende giù fitta la neve, tutti sono in casa prossimi a festeggiare, ma all’interno delle varie abitazioni riecheggiano non tradizionali canti di gioia bensì preghiere in favore di tale George Bailey (James Stewart) espresse da amici e familiari, perché possa ritrovare quel senso di speranza ed ottimismo che gli erano propri prima di imbattersi in una grave difficoltà economica.
Lassù in cielo il buon Dio è in ascolto e dopo un breve consulto decide di inviare un angelo, Clarence Oddbody (Henry Travers), la cui intelligenza “non è superiore a quella di un coniglio”, ma con la fede pura come quella di un bambino. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “Une Jeune fille de 90 ans” e omaggio a Valeria Bruni Tedeschi

Valeria Bruni Tedeschi

Valeria Bruni Tedeschi

Dal 25 dicembre all’8 gennaio allo Spazio Oberdan di Milano, Fondazione Cineteca Italiana proporrà in tenitura Une Jeune fille de 90 ans,  film firmato da Valeria Bruni Tedeschi, appena presentato al Filmmaker Film Festival, che, trattando un soggetto dietro il quale la presenza della morte è costante riesce nel miracolo di esprimere tutta la straziante, meravigliosa bellezza della vita. Oltre a Une Jeune fille de 90 ans, sarà reso omaggio a Valeria Bruni Tedeschi con altri due titoli in anteprima: il primo, Terre Battue di Stéphane Demoustier (2014), è un film drammatico sulla dinamiche di emulazione o fuga dai modelli genitoriali e la vede nei panni di attrice protagonista; il secondo, Actrices (2006), in quelli di regista e interprete. Secondo lungometraggio diretto da Valeria Bruni Tedeschi, Actrices è una pellicola che sembra ricalcare la vita stessa dell’attrice/regista originaria di Torino ma da molti anni ormai attiva in Francia.
La storia è quella di un’attrice di mezza età in difficoltà nella vita e sul palcoscenico, in preda a crisi d’ansia e allucinazioni; la regista ha coinvolto in questo progetto molte persone a lei vicine:l’amica Valeria Golino, l’ex compagno Louis Garrel, e persino sua madre, Marisa Borini, già presente nel precedente lavoro della Bruni Tedeschi, e che in Actrices interpreta proprio la madre di Marcelline. Continua a leggere