34mo Torino Film Festival: i premi collaterali

torino-film-festival-480x384Riporto di seguito i nomi dei vincitori dei premi collaterali, con le relative motivazioni, della 34esima edizione del Torino Film Festival, assegnati oggi, sabato 26 novembre.

Premio Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts.
La Giuria composta dagli allievi e dalle allieve del College di Cinema ha assegnato il premio Miglior sceneggiatura Torino 34 a Lady Macbeth (UK, 2016, William Oldroyd): “Una trasposizione libera, in apparenza elegante, in profondità crudele. Una discesa dentro un potere femminile che vuole guadagnarsi la libertà in nome di un amore ossessivo. Immagini sobrie, essenziali. Una chiarezza di esposizione per raccontare l’oscurità interiore”. Premio Achille Valdata. La Giuria, composta da Igor Catrano, Paola Giachello, Paola Mariotto, Giuliana Prestipino, Alessia Scarsella, Silvia Stola, Sabina Tibaldeschi, lettori di Torino Sette, ha assegnato il premio Miglior film di Torino 34 a Wind Sind die Flut / We Are the Tide (Germania, 2016, Sebastian Hilger) “Per aver saputo trasmettere attraverso la potenza delle immagini e l’equilibrio di generi un messaggio positivo per le nuove generazioni”.

Premio Avanti.La Giuria del Premio Avanti (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani), formata da Rossella Schillaci (regista), Alberto Valtellina (Lab80 film) e Lorenzo Rossi (Rivista Cineforum), ha assegnato il Premio Avanti 2016 a Juan Zeng Zhe/The Donor (Cina, 2016, Qiwu Zang) “Per aver saputo raccontare con grande rigore stilistico e scelte narrative sorprendenti il dramma della mercificazione del corpo, della reificazione dell’individuo e dei rapporti di potere. Un film universale che partendo dalla Cina parla a tutta la società contemporanea e descrive un tessuto sociale, politico ed economico che appartiene a ogni luogo e tempo. Il tutto in una forma cinematografica e in un linguaggio filmico davvero straordinari per un’opera prima”.

2506d3dddf1e58c8bdd8fddf260fb255Premio Gli occhiali di Gandhi.
La giuria della sesta edizione del premio Gli occhiali di Gandhi, composta da Ahmad Al Khalil, Elsa Bianco, Sara Galignano, Stefano Grossi e Cristina Voghera, ha assegnato il Premio Gli Occhiali di Gandhi al film Les vies de Thérèse (Francia, 2016, Sebastien Lifshitz) con la seguente motivazione: “Per aver raccontato con sguardo poetico la vita di una donna che testimonia con la sua esistenza il processo di emancipazione del mondo femminile. Per aver narrato come la vecchiaia e la serena accoglienza della morte siano diventate il suo ultimo e definitivo atto politico”.

2016-05-13-02-13-56_afficheprovisoireweMenzione speciale a Wrong Elements (Francia/Germania/Belgio, 2016, Jonathan Littell), con la seguente motivazione: “Per aver illuminato con grande efficacia narrativa i tragici vissuti dei 60.000 bambini-soldato dell’Uganda.Per aver messo in risalto la scelta nonviolenta e la volontà pacificatrice del governo, che, in questo modo, ha creato la possibilità di una rinascita morale e sociale per le giovani vittime-carnefici”.

Menzione speciale a Avant les rues (Canada, 2016, Chloè Leriche) “Per aver saputo illustrare come un’iniziale atto di involontaria violenza possa attivare un percorso di crescita personale e di risoluzione dei propri contrasti interiori attraverso la riscoperta delle proprie radici violate da una società bianca omologante”.

Premio Interfedi. La Giuria Interfedi, promossa dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino, e composta da Manuel Disegni (in rappresentanza della Comunità Ebraica), Beppe Valperga (Comitato Interfedi) e Sergio Velluto (Chiesa Valdese)

 ha attribuito la quarta edizione del Premio Interfedi – Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità 
al film Avant les rues (Canada, 2016, Chloè Leriche). “In una realtà di disagio e di emarginazione, lontana dalla cronaca di tutti giorni, una comunità solidale riesce a sostenere uno dei propri giovani che si trova in una situazione difficile. La minoranza indigena canadese, in cui anche le donne hanno un ruolo importante e non scontato, trova anche nella propria spiritualità la risorsa cui attingere”. Menzione speciale a Spectres Are Haunting Europe (Grecia/Francia, 2016, Maia Kourkouta e Niki Giannari)

 “Per il contenuto di stretta attualità e la forma originale con cui è stato trattato”.

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