“Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay” a “Lucca Comics & Games”

e43d2a115fe08d5b7a8e8aae8b5fb3ce375_jpg_pagespeed_ce_c3pzrt6kesSarà proiettato a Lucca Comics & Games, venerdì 28 ottobre, all’Auditorium San Girolamo a partire dalle ore 13:00 nell’ambito dell’evento 25 Anni Kappa, il documentario Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay, opera prima scritta e diretta da Francesco Chiatante, che sarà presente alla proiezione con i Kappa Boys. Al suo esordio nei lungometraggi, Chiatante ha curato anche montaggio, fotografia e post produzione, realizzando, come già ho avuto modo di scrivere nella mia recensione, un documentario pregevole soprattutto per il suo valido apporto socio-culturale, in quanto riesce ad offrire una esauriente analisi del fenomeno relativo alla “prima invasione” nel nostro paese dei manga ed anime giapponesi sul finire degli anni ’70 e sul conseguente scompiglio che andarono a creare in considerazione tanto delle tematiche delineate all’interno della narrazione quanto dell’impatto essenzialmente visivo ed estetico, distanti da quanto proposto fino a quel momento nell’ambito dei settori citati da produzioni ormai affermate, per lo più americane.
Presentato in anteprima mondiale a Roma, alla nona edizione del Roma Fiction Fest, Animeland è stato poi proiettato in numerosi festival e rassegne tra cui il Lecce Film Fest, la rassegna Nemoland di Firenze, il Far East Fest 2016 di Udine, il Festival dell’Oriente di Roma e il BGeek – BariGeekFest, il festival Etna Comics di Catania e all’Isola del Cinema di Roma, sempre alla presenza del regista.

1469096776_poster_lcg2016Una proiezione privata è stata organizzata per i dipendenti della Rainbow, che produce il cartone animato Winx, mentre il 27 settembre scorso Animeland ha aperto il festival cinematografico Terra di Siena, per poi essere proiettato a Chiavari (Genova), all’interno della rassegna FilmGreed16, organizzata dalla UICC – Unione Italiana Circoli Cinema e dal Circolo cinema Dodes’ka-den con il patrocinio del MIBACT. Animeland si avvale di una felice intuizione dell’autore, mettere in atto una netta distinzione fra l’afflato nostalgico che inevitabilmente influisce sulle dichiarazioni manifestate dai vari personaggi del mondo dello spettacolo intervistati, ragazzini al tempo della messa in onda (tra i tanti Paola Cortellesi, Caparezza, Fausto Brizzi) e le valutazioni più propriamente tecniche espresse da esperti del settore (i giornalisti Luca Raffaelli e Vincenzo Mollica, il saggista Fabio Bartoli) o addetti ai lavori (Maurizio Nichetti, Yoshiko Watanabe), riuscendo comunque a farle confluire in un discorso piuttosto articolato, rivelandosi una realizzazione che definirei fondamentale per la sua portata storico-sociologica, idonea a contribuire nel far sì che il binomio ludicità – cultura possa essere liberato dalle catene di qualsivoglia preconcetto.

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