Pietre (2014)

pietreScritto, diretto e montato da Vincenzo Caricari, giovane regista originario di Siderno (RC), Pietre, produzione Asimmetrici Film, è un cortometraggio che, traendo ispirazione dalla novella Cinci di Luigi Pirandello, riesce non solo a visualizzare i temi propri della suddetta opera letteraria, ma anche a renderli del tutto coerenti con quelli  della filmografia del cineasta, da sempre attento alle tematiche sociali relative agli ultimi, quanti lottano giornalmente all’interno dell’ambito sociale fra indifferenza ed insicurezza, i giovani in particolar modo (Il ladro, 2014), per un discorso che dal particolare, le problematiche della terra d’origine, riesce a farsi universale.
Le modalità narrative adottate da Caricari nel mettere in scena il girovagare di un ragazzino (Pasquale Catalano) rientrato dopo la scuola a casa senza qui trovarvi nessuno, fanno leva efficacemente su linearità ed essenzialità, prediligendo da un punto di vista strettamente registico la via del realismo, la ripresa della quotidianità, scelta enfatizzata ulteriormente dalla totale assenza di colonna sonora e dialoghi.

17286_origA parlare, valorizzate dalla fotografia di Pasquale Franco che esalta la luce naturale, sono le immagini, il pedinamento messo in atto da Caricari nei confronti del protagonista, seguito passo dopo passo lungo le vie della cittadina di Gerace in un arco di tempo che va dal pomeriggio alla sera, mentre compie tutta una serie di marachelle, dallo spostare lo specchio retrovisore di un un’automobile in sosta al calcio ad un sacco di spazzatura, suggerendo, con minimi movimenti di macchina volti a sottolineare, in virtù di brevi inquadrature di luoghi, situazioni, persone, ora una simbiosi ora un’estraneità con l’ambiente circostante. Frequente il ricorso a suggestivi ed intensi primi piani, idonei ad evidenziare il senso di disagio ed isolamento del ragazzino o la difficoltà nel comunicare con i coetanei, l’entrare a far parte di un gruppo, preferendo restare ai margini, timoroso e diffidente riguardo  un possibile contatto (la sequenza in cui osserva a distanza lo svolgersi di una partita a pallone).

17287_origRimarchevole poi la sequenza in cui viene ripreso l’accadimento che conferirà alla narrazione il senso di una dolorosa e silente tragedia: la macchina da presa segue a distanza quanto sta per accadere poi si avvicina, ma senza inquadrare subito ciò che è avvenuto: lascia, dopo un breve stacco, che sia il protagonista ad approssimarsi, ora ripreso nuovamente in primo piano, ad indagarne ogni possibile reazione, evidenziando al contempo scetticismo ed estraneità verso quanto accaduto. Il corto si chiude con il ritorno del ragazzino a casa, è sera inoltrata, il portone sta per aprirsi, il suo sguardo si alza verso noi spettatori, restando sospeso fra lo sgomento e l’interrogatorio: nessuna autoassoluzione, bensì un dolente interrogativo sulla nostra complicità nel condurlo a soffocare la propria adolescenza. Pietre ha partecipato a vari Festival cinematografici, nazionali ed internazionali, conseguendo il premio come Miglior Cortometraggio al Booktrailers Online Awards 2015 e al Premio Omero – Scilla 2015.

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