Pets-Vita da animali

1New York. Nell’appartamento di un condominio sito in quel di Manhattan vive, coccolato dalla proprietaria Katie, un simpatico Jack Russell Terrier di nome Max; dalla sua voce apprendiamo come la donna lo prese con sé quando era ancora una piccola polpetta di pelo: da allora sono inseparabili, fra scorrazzate in bicicletta a Central Park o una pizza da dividere ammirando lo skyline notturno della Grande Mela. E così quando la mattina Katie deve recarsi al lavoro, a Max non resta altro da fare che attenderne il ritorno dietro la porta, tra un sospiro e l’altro, noncurante di quanto mettono in atto i vari animali domestici presenti nello stabile appena i bipedi vanno via: la dirimpettaia Gidget, vaporosa volpina di Pomerania, sfegatata spettatrice di telenovelas con un amore segreto per il nostro, la gatta Chloe, che, data una zampata sdegnosa ai croccantini dietetici, si dà da fare nel saccheggiare il frigorifero, il carlino Mel, pronto a spaparanzarsi sulla poltrona con accanto tutta una serie di snack, così da latrare contro gli scoiattoli che popolano un albero vicino la finestra, Buddy, un bassotto che ha scoperto come un frullino elettrico possa concedere benefici massaggi, il pappagallino Pisellino, attrezzato per un’avventura immersiva con il contributo di un programma televisivo.
Lungo i condotti dell’aria, alla continua ricerca della sua casa, corre imperterrito il porcellino d’India Norman, mentre su nell’attico vi è il barboncino Leonardo, che abbandona la composta albagia per organizzare festini al ritmo di Bounce dei System of Down.

Katie e Max

Katie e Max

L’agiata vita di Max sarà presto sconvolta dall’arrivo in casa di un enorme “pelosone” di nome Duke, presentatogli da Katie come “fratello”… La convivenza sarà dura, con tutta una serie di colpi bassi reciproci che li porteranno al di fuori del loro comodo habitat, fino a fare conoscenza con lo svalvolato coniglietto Nevosetto e la sua gang di “sciacquanotti”, animali ribelli, un tempo domestici, che dal loro rifugio nelle fogne progettano la rivalsa contro il genere umano … Quinta collaborazione nel settore dell’animazione fra Illumination Entertainment ed Universal, ormai rodato punto d’incontro fra pragmatismo commerciale made in Usa e creatività europea (lo Studio Mac Guff in Francia), Pets- Vita da animali vede alla regia Chris Renaud, coadiuvato da Yarrow Cheney, mentre la sceneggiatura è opera di Cico Paul, Ken Daurio e Brian Lynch. Entrambe appaiono idonee a portare in scena una fluida sinergia, atta a dare lustro a tutta una serie di trovate non proprio originali (come notato da molti, Toy Story è dietro l’angolo, al pari di Lilli e il vagabondo), sfruttando quanto già fatto in precedenti realizzazioni, ovvero una ricercata armonia fra sana follia e sensibilità culturale, frutto di un’abile miscellanea di più elementi pop dalla varia provenienza (fumetti, teatro, cinema, televisione, arte moderna).

Gidget

Gidget

All’interno di un morbido e luminoso afflato visivo, ottimamente reso anche senza l’ausilio del 3D, costellato da tutta una serie di gag e varie citazioni cinefile, particolarmente gustose per gli adulti, accompagnati da minore o meno (La finestra sul cortile, A qualcuno piace caldo, Grease), si avverte però la mancanza dell’emozionalità propriamente detta, quella che ti prende nel profondo e torna su suscitando variabili sensazioni, a partire dall’empatia con i personaggi rappresentati e le situazioni visualizzate, al di là della mera risata pronto uso o di un preordinato ooh di meraviglia.
La prima mezz’ora del film è certo entusiasmante, non si può che restare estasiati dallo splendido attacco iniziale, un rapido stacco sulle note di Welcome to New York (Taylor Swift) ci introduce gradualmente all’interno della metropoli americana, verso Central Park, dove vediamo Katie in bicicletta con Max seduto nel cestino, il tutto avvolto in un’intensa luce autunnale e prontamente verticalizzato ad altezza di animale. Molto bello, suggestivo e poetico, il racconto dell’incontro e della convivenza con Katie per voce di Max (come si può notare in una scena, si tratta di un abbaio tradotto in “umanese” per venire incontro alle nostre capacità mentali), così come è degna delle migliori comiche del muto la sequenza che visualizza la risposta all’annosa domanda di cosa possano mai combinare i nostri amici animali una volta che siamo usciti di casa, coinvolgente e spassosa per quanti convivono con i vari “pelosetti” (o “piumetti”/ “squamosetti”).

Duke

Duke

Ad esempio coloro che, come lo scrivente, possiedono un cane, sanno quanto possa particolarmente ingegnarsi al riguardo, lasciando o meno tracce dei suoi passatempi (il mio Boghy ha infatti rivelato doti da raffinato arredatore, le tende non si confacevano allo stile dell’appartamento e non ha lesinato a dimostrarmelo …). Dopo il tumultuoso arrivo di Duke, l’andamento narrativo inizia a rallentare fino a farsi farraginoso, per poi esplodere in una vorticosa girandola di situazioni più o meno paradossali inanellate senza un attimo di respiro una dietro l’altra, inframmezzate qua e là da rapide sequenze volte ad introdurre altri personaggi (oltre al citato “mad bunny”, il porcellino Tatuaggio, suo scagnozzo, il falco Tiberius e l’anziano basset hound Nonnotto, concentrato di bonomia e saggezza). Si prosegue poi con rutilanti giri di giostra che finiscono per soffocare o comunque mettere in secondo piano sequenze potenzialmente emozionanti, come il ricordo di Duke del suo precedente proprietario e il ritrovamento dell’abitazione di un tempo o quelle in cui il divertimento appare più naturale, spontaneo, non fine a se stesso (il musical onirico dopo una scorpacciata ad opera di Max e Duke all’interno di una fabbrica di salsicce, sulle note di We go together, da Grease).

Nevosetto

Nevosetto

Permeato di una colonna sonora particolarmente avvolgente (Alexandre Desplat), che richiama le note di George Gershwin, il rocambolesco ed incalzante fluire di Pets trova pace in un finale che riprende i tratti elegiaci iniziali, offrendo in definitiva qualche nota di riflessione (la solidarietà amicale, espressa anche da esseri diversi fra loro e pronti a mitigare o smussare le proprie indoli caratteriali, gli animali come merce di consumo, usati e gettati via) e, più sostanzialmente, un efficace intrattenimento per tutti all’interno di un film gradevole ed ottimamente realizzato da un punto di vista essenzialmente tecnico ma che avrebbe meritato una maggiore e più compiuta integrazione fra “le note del cuore” e la mirabilia visiva.
Un cenno, infine, al corto che precede la proiezione di Pets, Minions giardinieri, scritto da Dave Rosenbaum e Glenn McCoy, quest’ultimo coregista insieme a Bruno Chaffaurd, divertente ma non propriamente memorabile e al doppiaggio italiano, a mio avviso non del tutto riuscito se confrontato con le voci originali (in particolare quella di Nevosetto, Francesco Maria Mandelli in luogo di Kevin Hart), con l’eccezione di Lillo Petrolo che ben interpreta il personaggio di Duke.

Chloe, Max e Mel

Chloe, Max e Mel

Pisellino

Pisellino

Mel

Mel

Buddy

Buddy

Cornelius e Gidget

Cornelius e Gidget

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