“Orecchie” da Venezia a Roma

banner_venezialocarno_rds777x583Orecchie, lungometraggio scritto e diretto da Alessandro Aronadio, dopo essere stato presentato nella sezione Biennale College della 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove è stato accolto da un enorme successo di critica e pubblico e supportato da un notevole passaparola, oltre ad aver vinto tre premi collaterali, approda ora nella Capitale: martedì 20 settembre, alle ore 21.00, verrà infatti proiettato presso il Cinema Farnese Persol di Campo dè Fiori, all’interno della rassegna I film di Venezia e Locarno nei cinema di Roma (15-21 settembre), nata con l’obiettivo di convogliare l’attenzione del grande pubblico verso una ricca selezione dei titoli provenienti dai due festival internazionali, consentendo così un’ampia visione sui nuovi orizzonti del cinema contemporaneo.
A Venezia Orecchie ha visto premiato il protagonista Daniele Parisi con il Premio NuovaImaie Talent Award come Miglior Attore Emergente così motivato:
“Un personaggio stralunato che ricorda le celebri maschere del cinema muto, come vuole la storia surreale che il film racconta, riesce a farci perdere e a ritrovarci, proprio come quel fischio misterioso nel suo orecchio che, nel film, ci richiama la realtà”.

Daniele Parisi

Daniele Parisi

Ha conseguito poi il Premio ARCA CinemaGiovani per il Miglior Film Italiano a Venezia (una giuria di più di 50 ragazzi, tra i 18 e i 26 anni, provenienti da Italia, Francia e Tunisia) “per la capacità di esprimere visivamente l’anima stessa della commedia, per l’incredibile qualità della fotografia, per la sorprendente rappresentazione del disagio sociale attraverso un semplice fischio, per il gioco col formato del ratio che comunica efficacemente l’evoluzione del protagonista, per l’umorismo a tutti gli effetti pirandelliano con il quale ogni risata permette di scoprire e scavare all’interno di situazioni e personaggi grotteschi”. Infine la Giuria del Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub), gli ha attribuito una Menzione Fedic – Il Giornale del Cibo, destinata all’opera che propone la scena più significativa legata al cibo e alla alimentazione “per la scena nella quale un cameriere vuole imporre un menù completo immodificabile, con relativo premio, che sembra apparentemente surreale ma coglie esattamente la realtá”.

14051667_10153699805180919_5560542711268265361_nPiccolo film prodotto con 150mila euro, dai toni grotteschi, girato in bianco e nero, Orecchie, concordo con quanto manifestato da molti, avrebbe meritato l’inserimento in Concorso, tanto, come ho avuto modo di scrivere nella recensione che gli ho dedicato, per i meriti tecnici quanto per la capacità di esternare una riflessione dolceamara sulla vita e l’illusorietà che le è propria nel connotare anche la più rosea aspettativa.
Va dunque in scena quella quotidiana lotta che vede fronteggiarsi sul campo di battaglia “l’un contro l’altro armati” multiformi compromessi fra l’affermazione della propria personalità e il mascheramento imposto da una società mai del tutto avvezza ad assecondare le esigenze di “normalità” espresse dall’individuo comune, qual è il protagonista del film.

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