Festival del Film Locarno, al via la 69ma edizione

LOC63-pardo-3-POS-CMYK-coated“Dedico a Michael Cimino e Abbas Kiarostami quest’edizione.
Non solo come ringraziamento per le emozioni che hanno regalato al pubblico del Festival, ma anche perché rappresentano quel cinema che a Locarno è di casa. Cinema che legge la realtà e la trasfigura, cinema che non ha paura di pensarsi grande anche quando affronta storie che piccole non sono mai, cinema che usa tutta la scala di tonalità, dal campo largo al primissimo piano.
Cinema che arriva come un soffio di vento e ti porta via con sé.
A dispetto della sua complessa macchina, delle tante persone coinvolte e delle importanti risorse messe in campo, a dispetto della sua età, il Festival di Locarno vuole mantenersi leggero come un alito di vento. Come il vento ha l’ambizione di scavalcare frontiere trasportando sapori e profumi che investono prima di comprenderne la provenienza”.
Così Carlo Chatrian, direttore artistico del Festival del Film Locarno, si è espresso nel presentare la 69ma edizione della kermesse cinematografica svizzera, che prende il via oggi, mercoledì 3 agosto, dopo le due serate di preapertura (Aspettando il Festival) che si sono svolte ieri, martedì 2 agosto, con la proiezione del film Gotthard (Urs Egger), in anteprima mondiale, e la scorsa domenica, 31 luglio, quando in omaggio a Bud Spencer è stato proiettato Lo chiamavano Trinità (E.B. Clucher, 1970).

Fritz Lang

Fritz Lang

Il programma di questa 69ma edizione, nelle intenzioni di Chatrian, intende perseguire lo spirito originario del Festival, ovvero concedere spazio alle cinematografie meno note e ai registi emergenti, assecondando avanguardia e visionarietà, percorrendo sentieri inesplorati o comunque poco frequentati, a partire dalla Retrospettiva dedicata al cinema della Repubblica Federale Tedesca del dopoguerra (dal 1949 al 1963), realizzata in collaborazione con il Deutsches Filminstitut, intitolata Amato e rifiutato e curata da Olaf Möller e Roberto Turigliatto, frutto di un lungo lavoro di ricerca, che si pone il compito di portare a nuova luce una produzione cinematografica di grande interesse, tanto per i suoi aspetti culturali e le sue modalità produttive quanto per i valori delle singole opere, realizzate in un contesto molto più cosmopolita di quanto non si ritenga generalmente. A fianco di registi noti come Fritz Lang e Robert Siodmak, che rientrano in patria a girare gli ultimi film della loro carriera, e di cineasti stranieri che transitano in Germania, il programma metterà in evidenza un corposo gruppo di titoli capaci di ridare voce ad autori che hanno modulato la pratica dei generi in modo originale e innovativo, quali, tra gli altri, Géza von Radványi, Harald Braun e Peter Pewas. Volendo trovare un filo conduttore nell’ambito dei film selezionati nelle varie sezioni, lo si può individuare in un’alternanza fra la più stretta attualità e la memoria storica, ricercando anche quanto oscurato dal facile oblio, nel tentativo di mettere in luce l’individuo, l’essere umano, sia come singolo sia in quanto facente parte di una collettività, al di là di ogni barriera o violenza discriminante.

jason-bournePiazza Grande offre una felice e compiuta alternanza fra blockbuster (Jason Bourne, Paul Greengrass), opere prime e cinema d’autore, mentre il Concorso Internazionale prevede in cartellone 17 opere, tutte in prima mondiale, che saranno esaminate da una Giuria presieduta dal regista messicano Arturo Ripstein e composta dall’attrice Kate Moran (Francia/Stati Uniti), dal produttore Rodrigo Teixeira (Brasile) e dai registi Rafi Pitts (Iran) e Wang Bing (Cina). Unico titolo italiano, Mister Universo, diretto da Tizza Covi e Rainer Frimmel.
Il Concorso Cineasti del presente comprende 15 opere, di cui 13 in prima mondiale, dando vita ad una fucina della cinematografia del futuro, al cui interno film dal forte valore politico e drammi toccanti legati all’attualità raccontano il modo in cui i giovani registi vedono la Settima Arte e il mondo, alternando classicità e sperimentazione; la giuria è presieduta dal regista Dario Argento e composta dall’attrice Angeliki Papoulia (Grecia), dal regista Antonin Peretjatko (Francia), dalla produttrice Cornelia Seitler (Svizzera) e dal direttore della fotografia Sean Price Williams (Stati Uniti).
La sezione competitiva Pardi di domani prevede 40 cortometraggi, divisi fra concorso nazionale ed internazionale, una varietà di proposte realizzate da giovani talenti che andranno al vaglio della Giuria presieduta dal regista Edgar Reitz (Germania) e composta dall’attrice Marian Álvarez, (Spagna), dalla produttrice Julie Corman (Stati Uniti) e dai registi Shahrbanoo Sadat (Afghanistan) e Nicolas Steiner (Svizzera).

Stefania Sandrelli (alfemminile.com)

Stefania Sandrelli (alfemminile.com)

Le tendenze del cinema che verrà troveranno spazio nella sezione Signs of Life, comprensiva di 8 titoli tutti in prima mondiale. Fuori concorso troviamo, fra l’altro, un’opera prima italiana, L’amatore di Maria Mauti e il documentario di Valeria Bruni Tedeschi e Yann Coridian, Une jeune fille de 90 ans.
Da ricordare l’assegnazione del Pardo d’Onore SwissCom al cineasta, scrittore, poeta e artista Alejandro Jodorowsky, gli omaggi all’attore tedesco Mario Adorf (ma di origini italiane e nato a Zurigo), cui sarà conferito il Pardo alla carriera, al regista e produttore statunitense Roger Corman, ospite d’onore della Filmmakers Academy, progetto di formazione di giovani registi, professionisti, studenti e critici cinematografici, creato nel 2010 con l’intento di aiutare a sviluppare le capacità di talenti emergenti, e all’attrice Stefania Sandrelli, che riceverà in Piazza Grande, venerdì 5 agosto, il Leopard Club Award 2016, premio che, intitolato all’Associazione di sostegno del Festival, rende omaggio a una grande personalità del cinema la quale attraverso il suo lavoro sia riuscita a segnare l’immaginario collettivo. Infine, all’attore Harvey Keitel sarà assegnato il Lifetime Achievement Award, la cui consegna sarà accompagnata dalla proiezione di Smoke, Wayne Wang, vincitore del Prix du Public UBS a Locarno nel 1995.

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