Un ricordo di Héctor Babenco

Héctor Babenco

Héctor Babenco

E’ morto lo scorso giovedì, 14 luglio, a San Paolo (Brasile), il regista e sceneggiatore cinematografico argentino, naturalizzato brasiliano, Héctor Babenco (Buenos Aires, 1946), cantore attraverso le sue opere di un’umanità brulicante ai margini della società, visualizzata attraverso uno stile filmico che, almeno nelle realizzazioni degli esordi, appariva piuttosto limpido ed essenziale, facendo leva anche sulla naturalità di attori non professionisti, ancora libero da quelle sovrastrutture ricercate, pregne di un certo formalismo, che caratterizzeranno invece le produzioni successive.
Babenco entrò nel mondo del cinema come figurante nel film Il gaucho (1964, Dino Risi), che venne girato a Mar del Plata, per poi diciassettenne mettersi in viaggio (Africa, America, Europa) svolgendo vari mestieri.
In Italia lavorò come comparsa in alcuni spaghetti western, frequentando a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia, divenendo allievo di Cesare Zavattini. Nei primi anni Settanta si stabilì in Brasile, dove iniziò a lavorare come assistente regista, realizzando una serie di spot e documentari, esordendo infine nel 1975 con il suo primo lungometraggio, O rei da noite (Il re della notte), cui seguirono Lúcio Flávio, o passageiro da agonia (1977) e Pixote, a lei do mais fraco (1980, Pixote, la legge del più debole).

locandinaNel 1984 giunse per Babenco la grande occasione, una coproduzione Stati Uniti-Brasile gli permise infatti di girare O beijo da mulher aranha, Il bacio della donna ragno, tratto dal romanzo dello scrittore argentino Manuel Puig. Caratterizzato da un afflato onirico nell’ambito di una cornice realistica, il film incrocia attraverso i personaggi di due detenuti, compagni di cella, la militanza politica (il rivoluzionario marxista Valentin Arregui, interpretato da Raul Julia) e l’affabulazione cinematografica (i racconti intrisi di ricordi dei vecchi film hollywoodiani perpetrati da Luis Molina, interpretato da William Hurt).
Il film valse a Babenco la nomination all’Oscar come Miglior Regista e fece conseguire ad Hurt la statuetta in qualità di Miglior Attore Protagonista (e il premio per la Miglior Interpretazione Maschile al 38mo Festival di Cannes).
Forte di un pressoché unanime apprezzamento internazionale, Bebenco, ormai entrato nelle grazie di Hollywood, girò Ironweed (1987) e At play in the fields of the Lord (1991, Giocando nei campi del Signore), sempre attento alle tematiche sociali, ma con uno stile, come scritto ad inizio articolo, lontano da quel’immediatezza propria dei primi lavori, che potè rinvenirsi nuovamente in Coração iluminado (Cuore illuminato, 1996) realizzato una volta fatto ritorno in Brasile, e in Carandiru (2003). L’ultimo film di Babenco è My Hindu Friend (2016), interpretato da Willem Dafoe.

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