Bomb! Burning Fantasy

65Gregory Corso, chi era costui?
Forse il richiamo a quanto espresso da Don Abbondio ne I promessi sposi di Alessandro Manzoni (capitolo VIII) potrà sembrare eccessivo, ma credo sia utile nel porre in evidenza come fra i principali esponenti della Beat Generation (quali, ad esempio, Jack Kerouac e Lawrence Ferlinghetti) il poeta americano di origine italiana (madre abruzzese e padre calabrese) non sembri godere eguale notorietà.
Pur essendo stato, probabilmente, il più aderente alla filosofia propria del suddetto movimento, Corso rifiutò comunque qualsiasi etichetta al riguardo, alternando genialità e sfrontatezza nel gestire l’enorme talento venuto fuori quasi casualmente, in situazioni disagiate, conoscendo, dopo la separazione dei genitori, la vita di strada e il carcere (“…al mio diciassettesimo anno quando rubai e presi tre anni alla prigione di Clinton dove un vecchio mi passò I fratelli Karamazov, Les miserables, Il rosso e il nero, e così imparai e fui libero di pensare e sentire e scrivere…”). In considerazione di ciò è certo da salutare come benvenuto il docufilm Bomb!Burning Fantasy diretto da Matteo Scarfò (anche sceneggiatore, insieme al padre Giovanni e all’attore Nick Mancuso, che riveste i panni del protagonista), il quale nel titolo cita una poesia di Corso, Bomb appunto, intrisa di ironia e senso del grottesco nel permeare di un alone orrorifico la “modernità” della condizione umana.

"Bomb", Gregory Corso

“Bomb”, Gregory Corso

Pregio essenziale dell’opera in questione è, come evidenziato dallo stesso regista nel corso di varie presentazioni, il discostarsi dal classico biopic incline ad abbeverarsi alle fonti dell’agiografia o dell’oleografia, preferendo al facile bozzettismo il mettere in scena la suggestione immediata e violenta propria dei componimenti di Corso, dando vita ad un rapporto empatico con gli spettatori. Irrompe così sullo schermo la sua anima turbolenta e poco accomodante nel confrontarsi con le tante storture del mondo, le quali, pur visualizzate nella loro brutalità, attraverso la poesia venivano trasmutate e, in certo qual modo, adattate all’universo proprio del poeta, tra fantasia e subitaneità, al di fuori di qualsiasi schema. Messa quindi da parte la canonica elencazione cronologica di avvenimenti, si offre invece spazio al susseguirsi rapido e scomposto, in totale simbiosi con la mente in fiamme di Corso, di vari espedienti narrativi, come il documentario d’inchiesta che ricorre anche a materiali d’archivio o l’animazione digitale (Roberto Stranges, autore anche della fotografia).

Nick Mancuso

Nick Mancuso

Quanto descritto fa sì che sullo schermo vadano a stagliarsi, sostenuti dalla vivida interpretazione di Nick Mancuso, una serie di squarci dal sapore ora visionario ora elegiaco (l’apparizione di Percy B. Shelley, interpretato da Elisabetta Pozzi), sostenuti da una felice sinergia tra direzione, scrittura, montaggio e colonna sonora (opera della band Nimby). Si concede così grande risalto a come Corso attraverso l’ardito funambolismo mentale, unito ad una verve ironica e dissacrante, si ponesse di fronte all’esistenza, all’incedere quotidiano, una spanna al di sopra del mondo e di ogni parvenza reale, mantenendo costantemente una primigenia, “beata” purezza. In conclusione Bomb!Burning Fantasy, anche in virtù di una regia incline ad assecondare fluidamente il suddetto incedere narrativo ravvivato dalla giustapposizione delle diverse tecniche rappresentative, riesce nell’intento di rendere agli spettatori l’essenza più pura, autentica ed essenziale di Corso, personaggio cui credo si adatti bene, ventata pop, il motto espresso dal Popeye di Segar: Io sono quel che sono e questo è tutto quel che sono.

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Matteo Scarfò

Matteo Scarfò

Matteo Scarfò (28 anni) ha lavorato negli Usa con Nick Mancuso, John Savage e Steven Bauer, ed in Italia ha realizzato diversi videoclip, due corti (Omega e Fantascienza in pillole) e un docufilm, Anna, Teresa e le resistenti (ICFF Italian Contemporary Film, Festival di Toronto e Menzione Speciale al Festival Internazionale del Cinema di Salerno). Attualmente sta preparando la lavorazione del suo primo lungometraggio di finzione, L’ultimo sole della notte, ispirato all’opera di James Ballard.

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